Recensione PC
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Titolo del gioco:
Chronique des Silencieux
Anno di uscita:
2024
Genere:
Avventura / Indie
Sviluppatore:
Pierre Feuille Studio
Produttore:
Pierre Feuille Studio
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Sistema operativo: Windows 7 o successivo - Processore: Intel Core i3 o equivalente - Memoria: 4 GB di RAM Scheda video: GTX 1650 - Memoria: 900 MB di spazio disponibile - Prezzo: €24,50
Box
  • Ci presentiamo alle ragazze che sembrano attratte da noi, ma attenzione!
  • Lo stile del gioco &egrave; carino pur essendo molto particolare.
  • Collegare indizi non &egrave; affatto semplice, soprattutto se non riusciamo a cogliere le sfumature nei dialoghi.
  • Quell'icona indica che dobbiamo parlare con il tizio.
  • Il meccanismo non &egrave; intuitivo, per niente.
  • I dialoghi sbloccano altri dialoghi e cos&igrave; via.
  • Qualche piccolo appunto non guasta mai.
  • La stazione di polizia. Con l'ispettore parleremo pi&ugrave; volte.
  • Quel tizio sembra avere informazioni interessanti.
  • Ecco dov'&egrave; finito lo zio Flavio. Riusciremo a scagionarlo?
  • La key art ufficiale del gioco senza la scritta.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 05-02-2024
Un bel mistero da risolvere nella vecchia Francia? Perché no?

Dopo una buona campagna Kickstarter il gioco d'esordio di Pierre Feuille Studio vede finalmente la luce e ci offre un'avventura investigativa vecchio stile, molto più vicina ai canoni anni '80 che a quelli recenti. Fondamentalmente girovagare per le strade della città parlando con le persone e cercando di far funzionare le meningi ricorda ad esempio il vecchio (e bellissimo) The Detective uscito per Commodore 64 nel lontano 1986. Non ci sono supereroi in Chronique des Silencieux ma un semplice, normalissimo ragazzo risucchiato suo malgrado in una spirale di misteri e sotterfugi che dobbiamo assolutamente fare venire a galla. Niente azione quindi, ma solo ragionamento e deduzione in un contesto narrativo che ci porta indietro fino alla Francia anni '70 e che riesce a catturarci nella ottima caratterizzazione dei personaggi e nello stile grafico che ricorda per certi versi i fumetti di Pimpa o meglio ancora di Tintin.


Vediamo quindi nella nostra recensione se il gioco vale il prezzo del biglietto.

VIA ALLE DANZE!

La trama di gioco inizia in maniera semplice, con il giovane Eugene, studente italo-francese che, dopo la morte della madre si reca nel paese dello zio Flavio, nella Francia meridionale, in cerca di aria di famiglia e soprattutto di compagnia. Non trovando nessuno ad attenderlo alla stazione, il ragazzo chiede in giro scoprendo l'indirizzo della locanda dove lavora lo zio. Nel momento in cui non lo troverà neanche lì scoprendo che il parente è stato arrestato con accuse molto gravi Eugene comincerà a interrogarsi e a interrogare le persone per cercare di capire cosa sia effettivamente successo e nel contempo provare l'innocenza dello zio. Da quel momento in poi inizierà la nostra avventura fatta principalmente di dialoghi e di interazione con i vari personaggi che incontreremo. Ad attirare subito la nostra attenzione c'è la mancanza dei dialoghi a risposta multipla, ormai un classico in titoli di questo tipo ma noteremo soprattutto l'approfondita caratterizzazione dei personaggi. Effettivamente potremo scegliere l'argomento del dialogo e poi il tutto filerà avanti in maniera consequenziale per non contare il fatto che alcuni dialoghi portati a termine ne sbloccheranno poi altri a seguire. Ogni personaggio ha una sua storia, un passato e soprattutto una sua ideologia ed è proprio questa accuratezza narrativa che rappresenta il vero punto di forza di tutta la produzione.

AVANTI E INDIETRO

Fondamentalmente ci toccherà quindi andare avanti e indietro a parlare con le persone cercando soprattutto di prestare attenzione a quello che ci dicono. Questo perché il gioco poi ci chiederà di mettere a fuoco le informazioni ottenute, cercando di individuare le contraddizioni dei personaggi da collegare con i vari indizi raccolti e messi a nostra disposizione. In una schermata apposita ci troveremo a disposizione l'intero dialogo avvenuto con un determinato personaggio dal quale dovremo estrarre pezzi di testo da collegare poi agli indizi per individuare eventuali contraddizioni. Anche in questo caso nuove scoperte apriranno ulteriori scenari sia su altri dialoghi che sull'intera storia. Faremo la conoscenza di Flavia, la prima ragazza ad avvicinarsi a noi e della padrona della locanda dedita a quanto pare a una scuola per ragazze che vengono dalla strada. In realtà subito dopo scopriremo che in quella locanda si fa ben altro e che lo zio è anche molto conosciuto nella piccola città e non certo per comportamenti gentili e amorevoli. Senza voler rivelare nulla, per non incorrere in fastidiosi spoiler salteranno fuori verità incredibili e altrettanto pesanti rivelazioni che, come in un vaso di Pandora, scoperchieranno complotti, trame oscure e malaffare impensabili all'inizio della storia. Sotto questo aspetto la narrazione regge molto bene dall'inizio alla fine risultando coinvolgente e sempre piacevole da seguire.

LE MECCANICHE DI GIOCO

Le meccaniche di gioco sono abbastanza semplici, almeno per quanto concerne movimento/esplorazione e dialoghi. Useremo il mouse in una sorta di "punta e clicca" per far muovere Eugene prestando attenzione alle icone che compariranno su schermo nel momento in cui potremo interagire con i fondali o con qualche personaggio. In alternativa sarà possibile anche utilizzare la solita combinazione WASD sulla tastiera, niente controller. A complicare un po' le cose però contribuisce la visuale isometrica che, con i movimenti a 45° può disorientare un po' anche se si finisce per farci l'abitudine. Dal punto di vista elaborazione indizi invece le cose si complicano un bel po', principalmente per il fatto che il gioco non da nessun suggerimento, nessuna indicazione: dovremo da soli cercare di trovare le contraddizioni nel dialoghi spulciando "chili e chili" di conversazioni pregresse e cercando poi la connessione con i dati a nostra disposizione. Da un lato il meccanismo è intrigante, niente aiuti o si fa funzionare il cervello o ciccia, dall'altro però un pizzico di frustrazione è sempre dietro l'angolo soprattutto quando non riusciamo proprio a cavare un ragno dal buco.


La mappa del gioco non è molto vasta ma comunque la si percorrerà avanti e indietro più volte, principalmente perché ogni nostra scoperta sbloccherà nuovi dialoghi e anche nuovi personaggi non disponibili in precedenza. Inoltre manca un vero e proprio diario dove annotare le cose importanti, fatti salvi dei piccoli appunti che Eugene annota ad ogni capitolo, quindi il rischio è quello di perdersi fra le discussioni (tante) avvenute in precedenza.

COMPARTO TECNICO

Dal punto di vista tecnico ci sono una serie di alti e bassi. Graficamente il gioco ha un suo stile, tutto personale, comunque gradevole e perfettamente adattato al contesto, così come le animazioni (comunque minime) tutto sommato sono accettabili. Buone anche le musiche di sottofondo in piena sintonia con la storia e stupenda la narrazione che, con la ottima caratterizzazione di tutti i personaggi, è in grado di tenere botta dall'inizio alla fine. Sicuramente ostica l'interfaccia dell'elaborazione di dialoghi e indizi, probabilmente troppo rigida e incanalata su una sola e unica soluzione: potremo andare avanti solo scoprendo ciò che vogliono gli sviluppatori quindi o facciamo entrare in sintonia il nostro cervello con il loro oppure ci si blocca.


La problematica più grave è quella della mancata localizzazione in italiano. Il gioco si presenta in inglese e in francese, sottotitoli compresi e, a differenza di altri casi simili questo rappresenta un serio ostacolo. Non basta conoscere l'inglese per capire la storia, bisogna conoscerlo anche molto ma molto bene dal momento che vengono usati termini particolari che più di una volta, durante i test, ci hanno costretti a ricorrere al dizionario (e la lingua inglese non è mai stata un problema per noi). Di conseguenza, a maggior ragione in un gioco dove bisogna trovare contraddizioni nei dialoghi, questo diventa un ostacolo insormontabile.


In conclusione quindi Chronique des Silencieux è un buon inizio per il Pierre Feuille Studio offrendo una storia che vale la pena di giocare fino in fondo a patto però di conoscere molto ma molto bene la lingue inglese o francese. Altrimenti non ci provate neppure!

Modus Operandi:

abbiamo accompagnato Eugene nelle sue indagini grazie a un codice fornitoci da Strange Signals.

Chronique de Silencieux è il classico gioco che si sottovaluta in prima battuta, dal momento che trasuda una programmazione amatoriale e indie da tutti i pori, ma che si apprezza una volta capite le meccaniche. Grazie a un ottimo comparto narrativo e a una buona caratterizzazione dei personaggi è in grado di offrire un'avventura e soprattutto una storia che catturano la nostra attenzione dall'inizio alla fine. Qualche magagna tecnica c'è e alcuni controlli, soprattutto, potevano essere implementati meglio ma tutto sommato si finisce con il non farci neanche troppo caso. Non si può passare sopra invece sulla mancata localizzazione in italiano che impedisce di godersi il gioco a tutti coloro che non conoscono (e molto bene) la lingua inglese o francese. Di conseguenza se non avete problemi con le lingue dategli una possibilità, altrimenti passate oltre.
  • Storia molto bella
  • Graficamente molto particolare
  • Buona caratterizzazione dei personaggi
  • I controlli potevano essere implementati meglio
  • Il sistema delle indagini non è proprio semplice
  • Manca la localizzazione in italiano
GLOBALE