Recensione PC
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Titolo del gioco:
Frostpunk - The Last Autumn
Anno di uscita:
2020
Genere:
Simulatore / Strategia / City builder
Sviluppatore:
11 bit studios
Produttore:
11 bit studios
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema operativo: 64-bit Windows 7/8/10 - Processore: 2.0 GHz Dual Core CPU - Memoria: 4 GB di RAM - Scheda video: GeForce GTX 660, Radeon R7 370 o equivalente con 2 GB of video RAM - DirectX: Versione 11 - Hard Disk: 8 GB di spazio disponibile - Scheda audio: DirectX compatible - Gioco Base Frostpunk richiesto - Prezzo: €16,99
Box
  • Subito dopo l'installazione dovremo spostarci sulla modalità "scegli scenario" per giocare "The Last Autumn".
  • I programmatori ci avvisano più volte sulla difficoltà della nuova mappa.
  • Alcune brevissime informazioni per iniziare, ma ben presto dovremo proseguire da soli.
  • I colori sono naturalmente diversi dal gioco principale: qui domina il verde.
  • Anche gli effetti di luce ed ombre sono ben realizzati, come nei paesaggi notturni.
  • Siamo pronti a piazzare il nostro primo molo: fondamentale per ricevere scorte.
  • Il telegrafo è solamente uno dei nuovi edifici implementati con l'espansione.
  • Il malcontento è molto alto, dovremo farlo scendere in fretta o i lavoratori si fermeranno.
  • Le visuali panoramiche si sprecano, tutte di pregevole fattura.
  • I gas tossici sono pericolosissimi... e pronti a mietere vittime fra la nostra gente.
  • La mappa degli esploratori (o setacciatori, come volete) è parecchio simile a quella di Frostpunk.
  • Tutta l'avventura si snoda fra terribili scelte, che avranno delle conseguenze.
  • Il clima sta cambiando, ma vi garantiamo che arrivare a questo punto è impresa ardua.
  • Non potevamo che concludere con questa splendida artwork.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 27-01-2020
Siamo pronti a vivere la quiete prima della tempesta?

Definire The Last Autumn un semplice DLC è sicuramente riduttivo dal momento che la nuova espansione di 11 bit Studios ci mette davanti a un intero mondo tutto da scoprire. Avevamo già detto tutto nella nostra recensione di Frostpunk, versione console, focalizzando l'attenzione su quanto il gioco riuscisse a coinvolgerci nella storia grazie a un sapiente uso della regia e a un livello di difficoltà sicuramente impegnativo ma senza scadere nella frustrazione e su come il gioco base ci catapultava in un mondo già devastato dalla glaciazione, con i (pochi) superstiti che si affidavano alla nostra guida per cercare di sopravvivere in un'ambientazione non più a misura d'uomo. Il risultato finale è stato ottimo, con un gioco in grado di fondere le meccaniche del city builder con quelle di uno strategico vero e proprio e che strizzava l'occhio non solo ai fan del genere ma anche a chi a questa tipologia di giochi si avvicinava per la prima volta. Addirittura lo paragonammo a un must del settore come Black & White 2 e, a distanza di tre mesi da quella valutazione, non ci siamo affatto pentiti di aver osato così tanto.

PRIMA DEL DISASTRO

The Last Autumn ci porta al momento immediatamente precedente il disastro glaciale, configurandosi quindi come un vero e proprio prequel dal punto di vista narrativo. Ormai il cambiamento climatico sembra inesorabile ed inevitabile e quindi è giusto organizzarsi bene per cercare di resistere meglio dopo. Una volta individuata la giusta area, cioè il Sito 113 potremo dar via all'approvvigionamento di risorse e soprattutto alla costruzione di quel famoso generatore che ci consentirà, o almeno dovrebbe consentirci, di resistere al grande freddo. Naturalmente il panorama è ben diverso e il bianco del gioco principale lascia il posto alla rigogliosa vegetazione tipica di un clima prettamente autunnale. La nostra sede operativa è attorno a un grande foro scavato nel terreno, che ospiterà poi il generatore e, almeno inizialmente, le dinamiche sembrano semplici a quelle del gioco principale. Ci troviamo nei dintorni di Liverpool e ci vengono dati 45 giorni di tempo per completare la nostra difficilissima missione. Dopo una breve cutscene, purtroppo non tradotta in italiano, inizieremo subito con un semplice tutorial, a malapena accennato, che ci dirà cosa serve per iniziare: via all'approvvigionamento di risorse quindi, con alcune subito disponibili da raccogliere nella nostra area e con altre che invece ci giungeranno solo dopo aver costruito le giuste strutture.

IL SOLITO GAMEPLAY?

A differenza della versione console precedentemente analizzata, la versione PC differisce, naturalmente per il sistema di controllo. Spazio quindi a mouse e tastiera con grande felicità di tutti gli appassionati di questa tipologia di controllo. I comandi sono comunque abbastanza intuitivi e se il mouse ci permetterà di aumentare e ridurre lo zoom con l'uso della rotellina e di muovere il puntatore, la tastiera ci consentirà di muoverci sullo schermo (i soliti W,A,S,D per lo spostamento, Q ed E per la rotazione, B per la finestra delle costruzioni, + e - sul tastierino per velocizzare o rallentare il tempo e così via). Comunque i comandi sono richiamabili dal menu di pausa anche se si finisce per prenderci la mano praticamente subito. Una volta raccolte le prime risorse gli abitanti cominceranno con le loro richieste. Le due barre da tenere in considerazione questa volta non riguardano più malcontento e speranza, bensì malcontento e motivazione: entrambe inversamente proporzionali come nel gioco principale, risentiranno di ogni nostra decisione intrapresa e decreteranno il game over nel momento in cui non saremo più in grado di gestire la situazione. Scopo di The Last Autumn è di arrivare alla costruzione del famoso generatore ma, vi diciamo fin da subito, l'impresa è tutt'altro che semplice.

MOLTO PIU' COMPLESSO...

Questa nuova avventura offre davvero molto per essere considerata un semplice contenuto aggiuntivo. Oltre ad un nuovo contesto ambientale infatti ci troveremo davanti a tanti nuovi edifici da costruire, a un nuovo albero delle tecnologie, a nuove classi sociali e soprattutto a nuovi pericoli: sotto questo aspetto infatti i parametri da tenere sotto stretta osservazione aumentano a dismisura e finiscono tutti per influire sulla nostra forza lavoro, alla voce motivazione, che è sempre più esigente e sempre più difficile da controllare. Ruolo cardine riveste ancora la nostra officina, buona per studiare le nuove strutture, come i moli da costruire subito per farci arrivare risorse dal mare oppure la base dei setacciatori che, tipo la motovedetta vista nel gioco principale, andranno alla ricerca di nuove risorse. Poi il telegrafo per comunicare e tantissime altre nuove strutture che lasciamo a voi il piacere di scoprire. I moli ad esempio permetteranno alle navi di attraccare portandoci delle risorse a nostra scelta (tra carbone, legna e acciaio) comunque una per volta e richiedendo dei tempi di pausa nel momento in cui decidiamo di farci consegnare una risorsa diversa. A complicare le cose contribuisce una maggiore umanizzazione di tutto il contesto. Come dicevamo i nostri operai sono esigenti, difficili da gestire e soprattutto da "motivare" al duro lavoro. Se all'inizio basterà costruire dei bagni pubblici per migliorare lo stato d'umore, più avanti le cose si faranno ardue soprattutto grazie all'introduzione di nuove classi sociali come i detenuti davvero complicati da tenere a bada e alle nuove sezioni del codice introdotte anche per questo scopo.

... E SOPRATTUTTO DIFFICILE

I pericoli sono dietro l'angolo e spaziano dalla fuoriuscita di gas tossici a uno sciopero dei lavoratori che rischia di mandare tutto all'aria dal momento che, non dimentichiamolo, il tempo prima della glaciazione è drammaticamente limitato. Se pensavamo che Frostpunk fosse ostico, The Last Autumn sposta ulteriormente verso l'alto l'asticella della difficoltà. Malgrado diversi tentativi, in redazione non siamo riusciti ad andare avanti più di tanto e la costruzione del generatore è rimasta una semplice e pure utopia a causa della mancanza di risorse oppure del malcontento alle stelle per le richieste, spesso improponibili dei nostri lavoratori. In realtà i parametri in gioco sono davvero tanti e risulta difficile imputare all'uno oppure all'altro il fallimento della nostra missione. Ogni nostra decisione, ogni concessione o privazione che rivolgiamo alla nostra popolazione, finisce per avere delle conseguenze sulla prosecuzione della storia. Basti pensare ad esempio ai sindacati dei lavoratori, oppure al come potremo "accattivarci" le simpatie dei cittadini con promesse o regalie varie, per capire meglio la vastità del gameplay con cui dovremo confrontarci.

TECNICAMENTE BEN REALIZZATO

The Last Autumn presenta, come dicevamo, un'ambientazione diversa, molto ben colorata e con la solita dovizia di particolari che ha già caratterizzato il gioco principale. Per la verità nella versione PC da noi testata, qualche piccolo glitch lo abbiamo notato, come quando gli abitanti camminano sulla voragine manco fossero dei miracolati (guardate l'ottavo screenshot... -NdR), per non parlare di qualche sporadico rallentamento. Si tratta di problematiche di poco conto comunque, alle quali fa da contraltare un comparto tecnico davvero ben realizzato e comunque farcito dal solito gameplay accattivante che riesce, ancora una volta ad incollarci allo schermo. Graficamente il gioco è ammirevole, grazie anche a un sapiente uso di luci ed ombre che sfiora più volte la spettacolarità. Buona anche la traduzione dei testi in italiano, peccato non aver implementato la localizzazione anche nelle cutscene (sono davvero poche), mentre la narrazione arricchisce tutto il contesto con un intero capitolo che avrebbe potuto anche essere venduto come un gioco indipendente.


In conclusione, The Last Autumn ha tutti i requisiti che si richiedono a un contenuto aggiuntivo: nuovi scenari, arricchimento del gameplay e tante nuove missioni tutte da vivere. Tenete presente però che è molto difficile da portare avanti e quindi, se avete avuto difficoltà con il gioco principale bisogna che miglioriate ancora un po' prima di cimentarvi con l'Ultimo Autunno...

Modus Operandi:

abbiamo lottato contro l'avvento della glaciazione grazie a un codice fornitoci dagli sviluppatori tramite Terminals.io.

The Last Autumn è molto più di una semplice espansione: oltre a un nuovo scenario, abbiamo una profonda innovazione sul gameplay con tanti nuovi edifici e altrettante nuove problematiche. Come detto dagli stessi sviluppatori il gioco è davvero difficile da portare a termine, soprattutto per chi non ha ancora superato gli ostacoli del gioco principale. Ad ogni modo è un'avventura che non bisogna perdere, proprio per tutto quello che offre e perché è davvero in grado di intrattenerci a lungo e bene. Di conseguenza chi ha amato Frostpunk dovrebbe portarselo a casa senza pensarci due volte.
  • Nuovi scenari e nuovo gameplay
  • Intrigante ed appassionante
  • Forse un po' troppo difficile
  • Qualche piccola sbavatura tecnica
GLOBALE