L'opera prima di Adventure Works L.L.C. prova a non prendersi troppo sul serio, proponendo una sceneggiatura volutamente comica e leggera ma farcita di tanti quegli elementi da creare un cocktail difficile da digerire. Viaggi nel tempo, aree intrise di piattaforme ed enigmi ambientali, fughe rocambolesche e soprattutto tre personaggi improbabili ognuno con la sua personalissima caratterizzazione e poi tanta leggerezza. Un mix che se ben amalgamato può funzionare e anche molto bene, a patto che non si vada troppo per tecnicismi e si punti a una storia gradevole e leggera tutta da vivere.
C'è poi un chiaro riferimento "cinematografico" alle opere degli anni '80, anche se bisogna guardare con un occhio attento la trama di LIFTED per coglierla, soprattutto i vari scambi di battute e non basta il chiaro riferimento a "Ritorno al futuro", opera omnia in quanto a paradossi temporali. I riferimenti però non si fermano a questo, basta guardare qualche screenshot del gioco per notare la strana forma di protagonisti senza braccia e senza gambe (ma con mani e piedi fluttuanti, animali compresi) che ci fa richiamare alla memoria un certo divo dei videogames noto come Rayman. Tanta carne sul fuoco comunque, abbastanza per farci scaldare la macchina del tempo e lanciarci all'avventura
La trama di gioco mette in campo tre improbabili personaggi, ognuno spinto all'avventura dalla sua personalissima motivazione. Il Prof. Raventhorpe ad esempio, vera mente pensante di tutta la storia, vuole far colpo sulla sua collega, la Prof. di storia Dolores e pensa quindi di farle un regalo che la lascerà a bocca aperta: nientemeno che la tiara di Nefertari, persa in una piramide egizia nel lontano 1817. D'altronde perché andare nel mercatino giù all'angolo quando si dispone di una macchina del tempo in grado di portarci praticamente ovunque nella storia regalandoci ninnoli assolutamente esclusivi?
Per la sua opera decide di avvalersi (il professore è un carinissimo vegliardo con una certa età, ci vogliono braccia giovani), della collaborazione di Ari uno svogliato studente che mira a scroccare qualche credito a scuola senza faticare più di tanto. Ari non è molto sveglio, ma è giovane, agile e forte, quello che serve insomma. A completare il terzetto c'è il cincillà del professore, Julius, un caro animaletto, fondamentalmente il più intelligente e posato di tutta la cricca. Naturalmente storia (e soprattutto cinema) insegna che quando si scherza con i viaggi nel tempo si finisce sempre per scottarsi soprattutto quando si dispone di una macchina, l'anytime elevator in grado di portarci in un punto preciso del tempo ma non dello spazio il che si traduce in un mare di guai.


Una volta giunti a destinazione il gioco assume una connotazione tutta particolare, trasformandosi in un platform a tutti gli effetti. Noi potremo controllare Ari che dovrà arrampicarsi per le varie strutture cercando ogni volta di liberare la strada per proseguire (lui e tutta la combriccola) risolvendo di volta in volta vari enigmi ambientali consistenti in pulsanti da premere, leve da tirare e così via. Naturalmente sotto la guida dispotica del professore che si limita a dirci di fare delle cose, ma quasi mai a come farle.
I personaggi sono rigorosamente in 3D, ma lo scenario sembra quasi un 2.5D cambiando spesso inquadratura per seguire l'azione - ma non sotto il nostro controllo - e passando spesso da una visione laterale a una in terza persona e così via. In linea di massima tutto è sotto la nostra visuale, non potremo utilizzare ad esempio l'analogico destro del Controller (quello di Xbox è consigliato) per ruotare la telecamera. L'azione, quindi, gravita sempre su un sistema lineare dal momento che non potremo andare dove vorremo ma potremo percorrere dei binari prestabiliti. Gli enigmi da risolvere non sono difficili più di tanto, salvo quelli nei livelli avanzati che comunque si superano in un paio di tentativi. Basta, quasi sempre, dare un buon colpo d'occhio iniziale per capire i vari giochi di leve da attivare per aprirci la strada.

Anche la parte platform è tutto sommato semplice: Ari può saltare (anche con doppio salto), arrampicarsi (sfruttando la profondità negli scenari), appendersi a delle funi per dondolare, lanciare un rampino (con il tasto Y) e così via. Non ci sono armi disponibili anche perché non ci sono nemici da affrontare a viso aperto. Tutto si basa sui salti da una piattaforma all'altra e sugli enigmi ambientali.
In verità girovagando per le ere storiche qualche brutto losco figuro lo incontreremo, come ad esempio il famigerato Barbanera nel livello ambientato a Tortuga. In questo caso però il gioco passerà dal platform a delle sessioni di inseguimento dove dovremo semplicemente correre, saltando o abbassandoci per evitare di sbattere contro qualche ostacolo e così via. Molto carino l'inseguimento sui carrelli all'interno della miniera (ogni richiamo a Donkey Kong Country è lecito... -NdR). Queste sessioni spezzano il ritmo tra esplorazione, enigmi e cutscenes di intermezzo dando una variante in più all'economia del gioco vero e proprio. Proprio le cutscenes, poi, alleggeriscono ulteriormente la tensione con piccoli siparietti tra i tre e casuali personaggi incontrati in giro, come il simpaticissimo Maghdi fissato con l'apertura di una pasticceria regalandoci momenti di sceneggiatura molto carini e divertenti.


Il gameplay funziona abbastanza bene se si eccettua qualche piccola imprecisione nella risposta ai comandi, soprattutto quando ci si appende alle varie liane o in qualche hitbox un po' carente con alcune striminzite piattaforme. Il gioco tuttavia non vuole assolutamente essere punitivo, tanto che fa ripartire direttamente poco prima dal punto della dipartita senza costringerci a chissà quali percorsi da riaffrontare.
Tutta la curva di difficoltà (e abbiamo scelto la modalità classic e non la easy, cosa che consigliamo anche a voi di fare) è comunque estremamente abbordabile: al limite qualche puzzle può fare riflettere più del necessario, ma senza scadere mai nella frustrazione. Il gioco quindi è molto semplice e si procede senza patemi d'animo, peccato che questa semplicità non si sposa benissimo con la brevità di tutta l'avventura che si attesta intorno alle 4 ore di gioco, un po' di più se vogliamo tornare indietro per recuperae i vari collezionabili, utili questi per sbloccare nuovi vestiti. Sotto questo punto di vista molto apprezzata l'idea di poter scegliere direttamente il capitolo da riaffrontare senza doverseli rigiocare tutti.

Dal punto di vista tecnico il gioco si difende bene con una grafica ben disegnata che, pur senza far gridare al miracolo, ci offre scenari colorati e sempre in linea con il periodo storico di riferimento e personaggi principali sempre sul pezzo e muniti di espressioni facciali veramente interessanti. Buona l'idea di caratterizzarli "alla Rayman", senza braccia e gambe, animali compresi. Sembra tutto molto strano, ma ci si abitua abbastanza in fretta. Graficamente buone anche le animazioni se si perdona qualche hitbox un po' infelice come dicevamo prima.
La colonna sonora accompagna molto bene l'azione, soprattutto fughe e inseguimenti così come il particolarissimo doppiaggio si sposa bene con la stranezza dei personaggi di riferimento. Apprezzata anche la localizzazione italiana che permette a chiunque di seguire la storia senza troppi problemi. Peccato per la brevità, a nostro parere un po' eccessiva che porta a quella conclusione del "poco ma buono", suffragato da una buona sceneggiatura. Forse qualche argomento si poteva approfondire un po' di più (in qualche era storica), ma questo avrebbe richiesto che il gioco fosse più lungo magari. Se vi piace il genere però potreste anche farci un pensierino.


Modus Operandi:
abbiamo seguito le scorribande nel tempo di Ari e allegra brigata grazie a un codice fornitoci da Stride PR.
