Recensione PC
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Titolo del gioco:
Diplomacy is Not an Option
Anno di uscita:
2025
Genere:
Strategia / Simulazione / Tower Defence / Indie
Sviluppatore:
Door 407
Produttore:
Door 407
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 10, 11 (64 Bit) - Processore: Intel Core I5 6400 / AMD X8 Fx-8300 Memoria: 16 GB di RAM - Scheda Video: Geforce GTX 960 | AMD Radeon R9 280 - DirectX: Versione 11 - Hard Disk: 15 GB di spazio disponibile - Prezzo: €28,99
Box
  • La ricerca &egrave; importante per potenziare le nostre risorse, fondamentale addirittura!
  • Ci sono pochi nemici ancora, ma meglio evitare che aumentino.
  • Sono riusciti a entrare. Mettere bene le mura &egrave; fondamentale.
  • La mappa non &egrave; piccolissima, ce ne vorr&agrave; di tempo.
  • Andando avanti nel gioco i numeri aumentano e le difficolt&agrave; anche.
  • A quanto pare le nostre mura non hanno retto. Solo la magia pu&ograve; salvarci.
  • Questo sembra un assedio bello e buono. Resisteremo?
  • Tutte le risorse possono essere potenziate ovviamente.
  • Siamo riusciti a organizzarci bene, quindi siamo attrattivi per cattivi e delinquenti.
  • L'attacco &egrave; cominciato, ora ci vuole strategia per spuntarla.
  • Si ricorre all'artiglieria pesante. Forse non l'avevamo previsto.
  • Dalla mappa si vede che siamo in sottonumero... e non &egrave; neanche la prima volta!
  • La key art ufficiale del gioco.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 10-07-2026
Da sempre popoli e padroni, fu lì che tutto cominciò…

Il brano di Roberto Vecchioni (Velazquez… -NdR), peraltro uno dei suoi lavori più belli, descrive perfettamente lo sviluppo narrativo di Diplomacy is Not an Option, un gioco che strizza l’occhio sia ai city builder che ai tower defense e che ha vissuto uno sviluppo, soprattutto nella fase early access abbastanza complesso. Naturalmente i riferimenti e le analogie si sprecano, principalmente in riferimento a Frostpunk e a They Are Billions, anche se gli utenti un pochino più “avanti” con gli anni ci vedranno chiaramente le fortificazioni difensive presenti in quell’eterno capolavoro che è Black & White 2.


Il gioco dello studio Door 407, però, fonda la sua stessa essenza su un continuo equilibrio tra la produzione e la gestione delle risorse e poi la difesa di ciò che è nostro e che qualcuno vuole sempre portarci via. Dovremo tenere d’occhio tutto quanto, come capita sovente in questo tipo di giochi, ma soprattutto stare sempre sul filo di lana perché ci attaccheranno spessissimo per far breccia nelle nostre mura e invaderci.

SIAMO NEL LONTANO MEDIOEVO

In periodi nei quali la narrazione ha fatto sempre più capolino sui city builder, Diplomacy is Not an Option ci accenna una piccola storia di un signorotto feudale ai tempi del Medioevo che vive le sue giornate tra una noia mortale e un continuo scialacquo di risorse, per accontentare ora la compagna ora il re sempre all'insegna dell'ozio sfrenato e della bella vita. Purtroppo quando si trascorrono le giornate a mangiare e a starsene in panciolle, i possedimenti non vanno avanti da soli aumentando sempre più il divario tra ricchezza e povertà (popoli e padroni appunto) e di conseguenza il malcontento popolare pronto a scendere in campo per affrancarsi dal nostro predominio (o sfruttamento, fate voi).


Risvegliarsi dal torpore quindi e organizzarsi per resistere agli attacchi pluridirezionali da parte di chi cerca riscatto oppure di chi cerca conquista, è il nostro nuovo imperativo. Tra personaggi che volano dalla torre, mogli esigenti e battute al limite del sarcasmo, inizia quindi la nostra avventura, quasi con un aspetto caricaturale dei personaggi adatto comunque ad introdurre l’aspetto grafico del gioco rigorosamente low-poly. Solo più avanti capiremo che questa scelta non è solo stilistica, ma necessaria per reggere tantissimi elementi in movimento sul nostro schermo senza che esploda tutto.

MEGLIO PASSARE DAL TUTORIAL

Dal menu di gioco si accede a diverse modalità ma il consiglio, ovviamente, è quello di passare prima dal tutorial. In questo modo il gioco ci guida ai primi passi invogliandoci a costruire gli edifici necessari per accumulare risorse, come la segheria, i capanni per la pesca e per i raccoglitori di frutta per poi suggerirci di impiantare anche un cimitero e la capanna dei becchini. Effettivamente i morti lasciati in giro portano malattie, quindi meglio sistemarli a dovere e creare anche un piccolo accampamento medico perché non si sa mai.


Già dalle prime battute si vede una certa dovizia simulativa nel gioco che ci fa gestire la quotidianità in maniera abbastanza approfondita, passando poi dalle abitazioni (che come sempre ci permettono di aumentare il numero dei nostri abitanti) e altre strutture già un po’ più avanzate. Sistemare bene la popolazione, quindi, è il modo migliore per farla crescere e proliferare e uno sguardo attento nella parte superiore dello schermo ci indicherà tutta una serie di statistiche necessarie per monitorare la situazione: quanti abitanti abbiamo, quanti sono impegnati e quanti liberi e le risorse tra cibo, legno, pietra e ferro a nostra disposizione.


La gestione delle disponibilità non è proprio intuitiva anche se, durante un tutorial, veniamo condotti per mano e quindi ci sentiamo abbastanza protetti e sicuri ma ad esempio capire quanta legna produce la segheria in un giorno, così come quanto pesce peschiamo e quanti frutti raccogliamo, aiuterebbe sicuramente nella gestione degli approvvigionamenti.

E POI C’È DA MENAR LE MANI

Per far crescere la nostra popolazione e il nostro piccolo regno sarà necessario espandersi, anche se le nostre mire finiranno per attirare truppe nemiche che, in un modo o nell’altro, ambiranno a invaderci rubandoci tutto. Nella seconda parte del tutorial, infatti, ci verrà chiesto di costruire la caserma e di cominciare ad addestrare le nostre truppe, fondamentalmente soldati e arcieri tanto per cominciare, da mandare nei territori vicini per far fuori e poi saccheggiare sparuti gruppetti di truppe nemiche in modo da, e questo è sicuramente coerente, impedirgli di organizzarsi.


Inizialmente è tutto un pretesto per farci familiarizzare con i comandi di gioco che, canonicamente con l’uso di tastiera e mouse, ci consentiranno di posizionare le truppe in un determinato punto (e in questo modo difenderanno l’area del loro raggio d’azione), oppure farle avanzare all’attacco di altri malcapitati, selezionandone di volta in volta il numero che vogliamo (con una selezione veloce). Quasi fin da subito, però, il gioco ci invita a familiarizzare con l’altro suo aspetto e cioè il tower defense, invitandoci a costruire mura, torri e cancelli, per cercare di difendere il nostro possedimento dagli attacchi che ci arriveranno. Anche durante il tutorial questo non è un passaggio semplice e ci si rende conto che posizionare malamente le difese le renderà assolutamente inefficaci contro gli invasori. Inoltre ci verranno introdotti i cristalli dell’anima, da rubare esclusivamente qua e là e utili per lanciare degli incantesimi magici molto utili (come quelli che generano dal nulla nuove truppe).

A QUESTO PUNTO BISOGNA ANDARE DA SOLI

Come sempre avviene, usciti dalle coccole della modalità tutorial, tocca a noi gestire il tutto e ci si rende conto che, tutto sommato, proprio il tutorial avrebbe dovuto insegnarci qualcosa in più. Buona parte dell’estesa interfaccia grafica, quindi, dovremo scoprirla da soli anche se, per fortuna, almeno nelle fasi iniziali il gioco ci da il tempo di ragionare un po’. Optando per la modalità campagna, quella più classica e adatta per cominciare, inizieremo con poche risorse, un paio di catapulte e nulla più. Una volta piazzati gli edifici per raccogliere materiali, cominciamo a vedere sulla mappa dei puntini rossi che indicano i nemici che avanzano verso di noi da più direzioni, quindi ci rendiamo subito conto che caserma ed esercito sono la nostra priorità.


Naturalmente non basta costruire mura e creare truppe, ma sarà necessario posizionarle in un certo modo anche perché da questo punto di vista il gioco non fa sconti, soprattutto dopo le prime orette quando le orde ci verranno addosso da più direzioni e in gran numero. Trovarsi a resistere con un esercito imponente, ma con poche risorse sarà praticamente impossibile, soprattutto con assedi che dureranno più e più giorni e quindi il gioco ci inviterà continuamente a riflettere, pianificare, studiare (ottima la possibilità di poter mettere in pausa l’avanzamento delle giornate) per concentrarci sul perfetto equilibrio. Anche perché l’I.A. dei nemici è spesso altalenante, passando da attacchi prevedibili e perfettamente risolvibili a veri e propri lampi di genio capaci di metterci in seria difficoltà. 

NON È UN GIOCO SEMPLICE

Per definizione city builder e tower defense non sono mai giochi semplici, puntando sempre più sulla simulazione vera e propria e quindi chiamandoci a gestire contemporaneamente una certa quantità di risorse. Diplomacy is Not an Option non è sicuramente da meno richiedendo un impegno costante che darà i suoi frutti solo dopo diverse ore di gioco. È un gioco per chi ama il genere, ha pazienza, ed è disposto a ragionarci sopra prima di agire, soprattutto quando gli attacchi si faranno sempre più frequenti e un singolo errore organizzativo rischierà di mandare all’aria tutta la partita. Nel mezzo ci sono tante missioni principali, diverse secondarie e anche diversi finali da scoprire in grado di impegnarci per decine e decine di ore solamente nella modalità campagna.


Se consideriamo poi che ci sono anche le modalità sfida, sandbox, quella infinita e anche un editor allora la longevità del gioco è assicurata. Peccato che certe meccaniche - come quella del monitoraggio delle risorse - avrebbero meritato un maggior approfondimento, giusto per trasmetterci la sensazione di un controllo ancora maggiore oltre che per facilitarci le cose (soprattutto per le produzioni giornaliere come già accennato) e peccato anche che certe meccaniche non sono proprio intuitive - tipo demolizioni e ricostruzioni -, anche se il gioco si sforza di semplificarci le cose (molto meglio la gestione delle truppe ad esempio). Importante sicuramente è dedicarsi alla ricerca, utile per potenziare alcuni nostri edifici e quindi passo necessario per ottimizzare le risorse così come imparare a padroneggiare la magia potrà toglierci dall’impiccio diverse volte.

COMPARTO TECNICO

Dal punto di vista tecnico il gioco si difende anche bene, anche perché la scelta della grafica low-poly (che potrà piacere ad alcuni e non ad altri) alleggerisce il motore grafico mantenendo un buon frame-rate anche con tantissimi nemici sullo schermo. La grafica “leggera” rende inoltre più leggibile lo scenario almeno fino a un certo punto, quando si crea il caos vero qualche problemino c’è. Le musiche di accompagnamento fanno il loro lavoro senza infamia né lode, così come gli effetti sonori. Apprezzabile la localizzazione in italiano anche se al netto di piccole sbavature, ma ci si accontenta.


Il punto cardine del gioco è ovviamente il gameplay: lo ripetiamo, non siamo davanti a un gioco semplice, sia per la curva di difficoltà un po’ troppo ripida e sia per le diverse meccaniche da gestire che richiederanno diverse ore prima di poterlo padroneggiare al meglio. Naturalmente una volta preso il controllo della situazione il divertimento è assicurato, questo è innegabile. Sicuramente a lungo andare un pizzichino di ripetitività, prevalentemente negli attacchi nemici, fa capolino sul gioco ma d’altronde era difficilmente evitabile, non dimentichiamo che siamo sempre davanti a una produzione indipendente. Peccato anche che manchi completamente il comparto multiplayer che avrebbe amplificato sicuramente il divertimento. In linea di massima, però, se amate questo genere di giochi e avete la giusta pazienza per dedicargli il vostro tempo, allora dovreste prenderlo seriamente in considerazione, vi divertirete.

Modus Operandi:

abbiamo provato a difendere il nostro regno grazie a un codice fornitoci da Press Engine.

Diplomacy is Not an Option prova a mettere in campo due generi, il city builder e il tower defense, fondendoli insieme tra loro e regalandoci un titolo in grado di divertirci alla lunga distanza. Padroneggiarlo non è semplice e richiede diverse ore di tempo e di studio, ma una volta presaci la mano è in grado di regalarci tantissime soddisfazioni, quando riusciremo a resistere agli attacchi e raggiungeremo il perfetto equilibrio tra produzione di risorse, gestione abitanti e così via. Peccato per la mancanza del multiplayer e per un pizzico di ripetitività che viene fuori alla lunga, ma se amate questo genere di giochi e siete muniti di tanta pazienza e voglia di imparare allora dategli una possibilità perché vi divertirete e anche tanto.
  • Una volta capiti i meccanismi è molto divertente
  • Tantissime risorse da gestire
  • Gioco longevo e duraturo
  • Diverse modalità di gioco
  • Qualche meccanica è un po’ criptica
  • La grafica low-poly può non piacere a tutti
  • Un pizzico di ripetitività sulla distanza
  • Niente multiplayer
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