Recensione PC
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Titolo del gioco:
SoulQuest
Anno di uscita:
2026
Genere:
Action / Platform / Adventure / Indie
Sviluppatore:
SoulBlade Studio, TomasJPereyra
Produttore:
indie.io
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
No
Requisiti minimi:
Sistema OPperativo: Microsoft Windows 10 (64-Bit) - Processore: Dual Core a 2.66 Ghz - Scheda Video: GeForce 700 - MEemoria: 1 GB di spazio disponibile - Hard DIisk: 1,5 GB di spazio libero - Prezzo: €18,99
Box
  • Siamo alle battute iniziali. Gli sfondi si distinguono per l'eccessiva semplicit&agrave;.
  • Questo buzzurro con lo spadone &egrave; lento, basta prendergli il tempo.
  • La morte volante ci attacca dall'alto, e allora dobbiamo saltare anche noi.
  • Quello spuntone a destra scomparir&agrave; non appena salteremo... e quindi centrarlo diventa complicato.
  • Nell'hub centrale c'&egrave; il buon Abanus che ci insegner&agrave; tante cose, al giusto prezzo.
  • Il bestione &egrave; grande e grosso, e anche parecchio rognoso da superare.
  • Quelle colonne infuocate scompariranno non appena avremo fatto fuori tutti quanti.
  • Lo scheletro &egrave; lento e impacciato. Non dovrebbe essere un problema farlo fuori.
  • Fuoco e fiamme, e tanti teschi... brrrr!!!
  • Se disponiamo della giusta quantit&agrave; di anime potremo sbloccare nuove abilit&agrave; e nuove combo.
  • Gli scenari all'aperto sicuramente rendono di pi&ugrave; dal punto di vista grafico.
  • Siamo finiti su una nave vichinga?
  • Una bella key art ufficiale di SoulQuest.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 10-05-2026
Quando gli Dei ci tolgono ciò che abbiamo di più caro allora ci sono solo due strade: la rassegnazione o la vendetta!

Dopo una campagna Kickstarter iniziata un paio di anni fa, SoulQuest ha visto finalmente la luce nella sua versione definitiva. Il gioco fa parte di quella categoria chiamata hack'n'slash che individua giochi con azione adrenalinica e continui combattimenti spesso a distanza ravvicinata. Nel mezzo ci mettiamo anche un po' di "sano platform" che non guasta, una trama di gioco improntata sulla voglia di riscatto e poi pixel art come se piovesse e difficoltà fuori dal comune e il piatto è servito. L'amalgama comunque si presenta molto interessante anche grazie all'ambientazione in puro stile fantasy e all'ispirazione a quel piccolo grande capolavoro che è Devil May Cry soprattutto per quanto riguarda la difficoltà nel sistema di combattimento (con tanto di voto finale).


Diciamolo fin da subito, SoulQuest non è un gioco semplice e soprattutto non è per tutti anche perché reincarna il sano spirito battagliero del videogiocatore arcade di una volta che, fallimento dopo fallimento, finiva per imparare a memoria posizionamento e pattern d'attacco dei nemici per poi riuscire all'ennesimo tentativo ad andare un po' più avanti. Ci vuole quindi tanta, tantissima pazienza.

IL DRAMMA DI ALYS

Il gioco inizia con la vita felice di Alys e del suo marito Gwydre che giocano in mezzo alla foresta inseguendosi, correndo, arrampicandosi e permettendoci quindi in una sorta di prologo di prendere confidenza con i comandi di gioco. Purtroppo le cose si mettono subito male, con il nostro villaggio che viene attaccato e incendiato da stranissime forze demoniache, e con il nostro amato Gwydre che perde addirittura la vita sotto i colpi implacabili degli avversari. Alla fine rimane solo devastazione e tanta voglia di vendetta con Alys che riesce a percepire un minimo di possibilità di poter riavere indietro il suo amato dalla terra dei morti se riuscirà a sconfiggere tutti i cattivi e a riportare la pace sulla terra.


Una trama non molto originale, che sembra in realtà fungere da pretesto per dare il via alla mattanza che ci accompagnerà attraverso la nostra difficilissima avventura. Come dicevamo il gioco fonde una struttura platform con delle sezioni delimitate da colonne rosa, che scompariranno quando avremo fatto fuori tutti i nemici sullo schermo, quindi fondamentalmente si tratta di orde delimitate in tante piccole arene.

SUBITO ALL'AZIONE

Dopo tutte le cutscenes iniziali e dopo aver fatto la conoscenza del druido Abanus, l'unico in grado di poterci dare un aiuto concreto nella nostra quest saremo pronti a cominciare. Lo scrolling dello schermo, inizialmente impostato per i movimenti in orizzontale, si estende in realtà alle quattro direzioni, quando cioè saremo costretti con i nostri salti a inerpicarci per assurde montagne oppure a ridiscendere. Ci sono piccoli tratti platform intervallati da problematiche di natura naturale (come assurdi massi che ci cadono sulla testa a volte anche con scarso preavviso), e poi dagli scontri in genere suddivisi in più orde. Fatti fuori i primi nemici ne compariranno altri e se saremo in grado di battere anche quelli la barriera scomparirà e potremo proseguire.


Le nostre riserve di energie sono comunque scarse, anche perché le gemme verdi in grado di ripristinarla sono abbastanza rare durante il percorso: andrà meglio più avanti quando inizieremo a sbloccare dei poteri magici, compresi quelli in grado di aiutarci dal punto di vista della salute. All'inizio di ogni livello partiremo da un portale e lì ritorneremo nel momento in cui la nostra energia dovesse esarurirsi: il gioco infatti non fa sconti. E a volte può risultare anche un pizzichino frustrante rigiocarsi daccapo tutto il livello, perché ci hanno fatto fuori poco prima della fine, compreso il dover riaffrontare tutti i cattivi incontrati prima (quel meccanismo di sbaglio/apprendimento che dicevamo all'inizo della recensione).

IL COMBATTIMENTO VERO E PROPRIO

Tutto il nostro gioco è improntato sul combattimento: sono disponibili tantissime combo, oscillando tra il tasto X (colpo principale sul controller Xbox Series X|S), Y (colpo caricato), B (dash) e A (salto) alcune delle quali abbastanza complicate. Fatto sta che l'energia dei nostri nemici sembra risentire molto poco dei nostri colpi, a meno che non andiamo di combo. Durante i nostri test abbiamo provato le varie modalità possibili: andare dritto per dritto con le mosse base richiederebbe troppo tempo per far fuori un nemico e, se ci attaccassero in 2-3 contemporaneamente, diventerebbe proibitivo. Non ha senso neanche provare a spammare sempre con lo stesso tasto, perché dopo un po' è una strategia che non paga neanche quella.


Può essere una buona cosa provare a tenere i nemici in aria impedendogli di atterrare e al contempo continuando a colpirli, ma contro quelli in grado di spararci proiettili infuocati a distanza funziona poco anche questa strategia. L'unica vera strada è quella di provare a imparare le combo e variarle sempre durante i nostri attacchi. Alla fine si rivela la strategia più efficace. Anche perché più avanti apprenderemo anche nuove abilità, che ci permetteranno di colpire a distanza e le cose diventeranno leggermente più semplici.

LA GIUSTA PROGRESSIONE

Da ogni portale potremo accedere al nostro hub di gioco, l'antro di Abanus, dove potremo investire le varie anime che avremo guadagnato durante i combattimenti. Naturalmente alla fine di ogni combattimento verremo premiati con un voto (proprio alla Devil May Cry) che più sarà alto, più ci consentirà di guadagnare preziose anime da investire per il nostro potenziamento. All'interno dell'hub potremo accedere a un armadio per cambiare la nostra skin oppure al letto per entrare in modalità tutorial e fare allenamento, ma soprattutto potremo rivolgerci al druido per apprendere nuove abilità oppure nuove combo.


Le abilità, ovviamente, si rivelano fondamentali per muoverci meglio sulla scena: sbloccare il doppio salto ad esempio ci consentirà di saltare più agevolmente sulle piattaforme, così come l'air dash ci darà una valida arma in più per evitare i colpi nemici durante il volo. Ce ne sono tante da sbloccare e quindi la varietà da questo punto di vista non manca. L'importante è comunque riuscire a memorizzare i pattern d'attacco dei nemici che, fortunatamente, sono reiterati e quindi dopo un bel po' di prova e riprova anche semplice da bypassare. Il problema si pone quando ci attaccano in gruppo e lì entra il gioco l'abilità vera e propria del giocatore.

COMPARTO TECNICO

Dal punto di vista tecnico ci sono alti e bassi. La pixel art è ben definita e molto ben colorata anche se gli scenari all'aperto rendono molto più di quelli al chiuso. Il doppiaggio è altalenante, non troppo convincente all'inizio per la verità così come la stessa evoluzione della trama di gioco convince fino a un certo punto. Il gioco inoltre non è localizzato in italiano, anche se i testi sono maggiormente presenti nelle cutscenes e per il resto il tutto è comunque intuitivo. Le fasi platform non sono semplici, soprattutto per il posizionamento di alcune piattaforme che scompaiono dalla vista non appena saltiamo verso l'alto (c'è anche uno screenshot allegato) che ci costringe a tentare un po' la sorte in fase di atterraggio, così come alcune pietre che cadono dall'alto in maniera poco avvisata e inopportuna sembrano buone solo per succhiarci energia e basta.


Per quanto riguarda il combat system siamo davanti a un gioco apparentemente semplice da apprendere, ma difficile da padroneggiare: passaggio questo obbligato se vorremo andare avanti anche perché ogni volta è un restart dall'inizio del livello. Proprio il livello di difficoltà, però, rappresenta al contempo un punto di debolezza e un punto di forza. Nel momento in cui si riesce ad aver ragione dei nemici e ad andare avanti il senso di appagamento e di soddisfazione è presente e ci invita sempre a provare un'altra partita. In conclusione siamo davanti a un gioco che, se preso con lo spirito giusto, può regalarci tante soddisfazioni anche se ci sarebbe qualcosa da migliorare nelle meccaniche.

Modus Operandi:

abbiamo aiutato Alys contro i demoni grazie a un codice datoci dag Stride PR.

SoulQuest è un gioco interessante, ma è anche abbastanza difficile e quindi non si offre proprio a tutti. Chi avrà la pazienza di apprenderne le combo, allora potrà goderselo pienamente riuscendo anche a provare quel pizzico di soddisfazione livello dopo livello, che lo spingerà a provare un'altra partita. Chi invece è abituato alle cose più semplici prima o poi sbatterà il muso con livelli insormontabili da rigiocare all'infinito. Alcune cose andrebbero riviste soprattutto il level design per quanto concerne il lato platform e magari piazzare qualche checkpoint in più non guasterebbe. Anche la narrazione finisce un po' per il perdersi durante il percorso. Fatto sta che SoulQuest tira fuori tutta la sua natura di hack'n'slash centrandosi esclusivamente sul combattimento come fulcro di tutta la storia. Se avete pazienza e se amate le sfide difficili allora potreste prenderlo in considerazione.
  • Atmosfera intrigante
  • Una volta apprese le varie combo diventa divertentissimo
  • I bei vecchi giochi difficili di una volta...
  • Qualche problema con la fase platform
  • Non localizzato in italiano
  • ... che però non sono adatti a tutti
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