Era l’ormai lontano 2018 quando House Flipper fece capolino sul mercato, rivelando fin da subito la sua natura di simulatore atipico e conquistando però tantissimi giocatori in tutto il mondo. Un progetto vincente al quale, probabilmente, non credevano neanche gli stessi sviluppatori, tanto che l’uscita del gioco base fu continuamente ampliata da una quantità industriale di DLC che ne espandevano il gameplay in tutte le sue sfaccettature.
L’idea era assolutamente semplice: una carriera partita dal basso nel mercato immobiliare con la possibilità, talento permettendo, di dare libero sfogo alla propria creatività lanciandosi nella compravendita e ristrutturazione di case. E quindi tra contenuti aggiuntivi che potenziavano la parte del giardinaggio, altri che focalizzavano su animali domestici, altri ancora che estendevano il raggio d’azione alle abitazioni più lussuose, c’era solo l’imbarazzo della scelta.
Un gioco, dicevamo, partito in sordina e poi esploso nel consenso dei vari utenti al punto da vendere tantissime copie e da ispirarne pure un sequel uscito poi nel 2023. Come sempre accade però non è facile migliorare una macchina ben rodata e House Flipper 2 finì per ricevere più critiche che plausi. Ecco quindi la nuova idea: presentare una remaster del primo gioco, andando a ritoccare il necessario per renderlo attuale e magari schiaffarci dentro tutti i DLC usciti nel frattempo per cercare di offrire un’esperienza davvero completa.
Inizialmente saremo abbastanza squattrinati, sempre se optiamo per la modalità classica, mentre quella gratuita è sicuramente più facile ma ci offre tutto subito (secondo noi togliendo mordente a tutta l’avventura). Partiremo quindi da una piccola catapecchia circondata però da un bel giardino e composta da un paio di stanze. L’opera iniziale di pulizia serve, ovviamente, per prendere confidenza con i comandi di gioco anche se gli sviluppatori non si sono certo sprecati con le istruzioni e si sente la mancanza di un vero e proprio tutorial.
È subito evidente come il gioco definisca le sue priorità facilitandoci alcune cose ed enfatizzandone altre: ad esempio gettare degli oggetti sarà semplicissimo e velocissimo, basterà puntarli e poi utilizzare il tasto RT del controller (quello di Xbox Series X|S andrà benissimo) e lo stesso accade quando ci si prodiga a pulire con il solito mocio-tuttofare da selezionare velocemente attraverso una ghiera velocemente accessibile con il dorsale sinistro. Non viene richiesta precisione maniacale sulle aree da liberare o pulire a differenza di altre simulazioni uscite in tempi recenti anzi, man mano che acquisiremo punti esperienza queste procedure saranno migliorabili e ulteriormente velocizzabili.
All’interno della nostra abitazione un computer portatile ci permetterà di dialogare con il mondo, cercando magari piccoli lavoretti da fare nel circondario per incrementare le nostre finanze. Che si tratti di ripulire un garage, di installare un termosifone, oppure di sistemare un’intera abitazione, tutto va bene purché ci faccia guadagnare.


Una volta incamerati i primi quattrini ci troviamo di fronte a una scelta: vogliamo continuare a svolgere piccoli lavoretti oppure tentiamo il salto di qualità? Potrebbe essere un’idea infatti acquistare una piccola catapecchia, ristrutturarla di tutto punto e poi rivenderla a prezzo maggiorato e così via, con immobili sempre più imponenti che ci possono aprire la strada per una carriera da tycoon dell’edilizia. È proprio su questa deriva assolutamente creativa che House Flipper brilla in tutto il suo splendore, quando cioè ci permette di esprimere la nostra creatività.
Scegliere un arredamento invece che un altro, una posizione abitativa più favorevole di un’altra a soprattutto gestire le proprie risorse economiche per fare quadrare i conti è il vero fulcro di tutto il gioco. I lavoretti potremo continuare a farli ovviamente, anche se i vari potenziamenti ce li renderanno sempre più leggeri e veloci perché il tempo dovremo dedicarlo alle ristrutturazioni. Sotto questo aspetto avere a portata di mano tutti i DLC usciti finora (e sono tanti) è il punto di forza centrale di questa remaster.

Oltre ai vari contenuti aggiuntivi sono state apportate delle migliorie rispetto al gioco del 2018 (come è lecito attendersi da una remaster a nostro avviso). Adesso infatti è data maggiore enfasi alla narrazione con i nostri clienti che sono stati doppiati (non in maniera memorabile, ma comunque sufficiente) e che interagiscono con noi in maniera più soddisfacente. Sono state anche aggiunte nuove missioni narrative. Il gameplay di base è rimasto pressoché invariato mentre la nuova ruota degli strumenti e l’aggiunta della scheda preferiti che ci garantisce un facile accesso alle risorse più utilizzate, sono una buona facilitazione.
Ci sono anche più possibilità di personalizzazione che passano dall’esportazione dei progetti al rinominare le varie proprietà, suffragati dalla nuova visuale dall’alto (utile per sistemare meglio i vari mobili nelle stanze) e dal selettore di varianti che ha velocizzato la scelta rapida di colori e materiali. Inoltre durante le operazioni di sgombero/pulizia si potranno adesso selezionare intere aree per sveltire le operazioni. Naturalmente è stata ritoccata anche la grafica con il miglioramento di alcune texture, disegni più puliti e una nuova gestione dell’effettistica luci/ombre a tutto beneficio della credibilità dei nostri scenari.


Dal lato gameplay il gioco intrattiene e diverte per tantissime ore avendo una campagna veramente estesa. Qualche intoppo c’è proprio dal punto di vista tecnico. Il supporto al Controller è, come dicevamo, presente ma non perfettamente implementato soprattutto nei menu dove si fa fatica a muoversi tra le varie voci. Ci siamo scontrati inoltre con qualche piccolo bug che ci ha costretti a riavviare più volte come nelle fasi iniziali quando il gioco suggeriva di premere il tasto Select per accedere al Tablet e quindi ai potenziamenti e non c’era verso di farci ascoltare.
Ci sono tantissime voci nei setting grafici che da un lato permettono la personalizzazione assoluta dell’esperienza, dall’altro possono creare difficoltà a coloro che non sono esperti di settaggi vari. Fatto sta che se non si dispone di un PC di fascia alta i settaggi vanno sicuramente rivisti perché altrimenti scatta tutto. Una maggiore ottimizzazione sarebbe stata necessaria sotto questo aspetto (visto anche il prezzo richiesto non proprio abbordabilissimo). Inoltre ogni tanto qualche compenetrazione poligonale, effetti di ghosting e piccoli softlock si sono palesati anche se parliamo tutto sommato di bug di poco conto.
Alla fine dei conti però House Flipper Remastered Collection fa tutto ciò che promette e cioè intrattiene per ore e ore il giocatore sotto l’insegna del totale relax. Il non avere addosso pressioni di alcun tipo aiuta l’utente a dare libero sfogo alla propria creatività cercando quindi di fare carriera nell’ambito immobiliare. Proprio per la sua stessa natura non siamo davanti a un gioco adatto a tutti (gli amanti dell’adrenalina gli staranno ben lontani), ma che si fa apprezzare grazie al suo perfetto equilibrio tra lavoretti secondari e ristrutturazioni radicali che lascia comunque al giocatore la massima libertà possibile.
Come lavoro di remastering non ci possiamo lamentare: avere a disposizione tutti i DLC sicuramente arricchisce l’esperienza al punto giusto da meritare l’investimento per portarcelo a casa fermo restando però che qualche bug e problemino di ottimizzazione sono comunque presenti.
Modus Operandi:
abbiamo provato a lanciarci nel mercato immobiliare grazie a un codice steam fornitoci PR Outreach.
