Recensione PC
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Titolo del gioco:
Echo Generation 2
Anno di uscita:
2026
Genere:
Avventura / RPG / Tattico a turni / Indie
Sviluppatore:
Cococucumber
Produttore:
Cococucumber
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema operativo: Windows 10 - Processore: Intel 2.0 Ghz o superiore - Memoria: 4 GB di RAM - Scheda video: GTX 1080 Series o equivalente - DirectX: Versione 11 - Rete: Connessione internet a banda larga - Memoria: 3 GB di spazio disponibile - Prezzo: €22,99
Box
  • Questa schermata rappresenta tutta l'avventura.
  • L'avventura, un po' triste ma coraggiosa, di Annata Z.
  • La nostra eroina (zombie?) alle prese con un avversario da non sottovalutare. All'attacco con le carte!
  • La storia di Jack, che in un certo senso &egrave; quella principale. Siamo all'inizio... e quell'esplosione in fondo non promette nulla di buono.
  • Il nostro Jack alle prese con il lanciafiamme.
  • Jack ha un compagno inaspettato, venuto da un altro &quot;mondo&quot;. Quando vi troverete ad affrontare questi esseri sar&agrave; tutto chiaro.
  • Quell'essere mostruoso &egrave; un boss da eliminare. Ha un &quot;scudo&quot; che va distrutto per essere pi&ugrave; vulnerabile ai nostri attacchi.
  • La storia di Noliva ci proietta da un'altra parte dell'universo.
  • Un mondo simile al nostro, ma con protagonista un'aliena.
  • L'ambientazione spaziale dove si svolge la storia di Noliva &egrave; quella pi&ugrave; grande e duratura.
  • Nella storia di Noliva ci sposteremo anche da una parte all'altra dell'immensa citt&agrave;.
  • Nei panni di Sorella M dovremo eliminare questi nemici corazzati. Nessun problema, poich&eacute; possiede potenti capacit&agrave; cerebrali.
  • Una sequenza in-game che ci prepara ad un scontro con un nemico pi&ugrave; forte.
  • Dopo aver preso un orsacchiotto di peluche potremo utilizzarlo contro i nemici attraverso la carta a lui dedicata.
  • E' importante esplorare a fondo ogni zona. Nella storia di Sorella M potremo tornare nella stanza iniziale per prendere diverse cose!
  • Man mano che si sale di livello otterremo punti esperienza da spendere nell'albero delle abilit&agrave;.
  • Saper gestire e utilizzare il proprio mazzo di carte &egrave; la tattica migliore per avere la meglio sui nemici pi&ugrave; potenti e boss.
  • Noliva ha il suo fedele comapagno Strix, decisamente a suo agio.
  • Nelle fasi pi&ugrave; avanzate avere la carte migliori di diverso tipo rappresenta l'arma migliore contro potenti nemici.
  • Una delle key art ufficiali del gioco.
  • La ciurma capitanata da Jack al completo!
Redattore: Roberto 'New_Neo' Sorescu
Pubblicato il: 04-06-2026
A più due anni dall'uscita del primo gioco, si torna nel mondo voxel degli anni '90 con il sequel dalla forte componente sci-fi.

Di Echo Generation 2 vi abbiamo parlato nell'anteprima di febbraio. Quindi avete tra le mani buona parte della caratteristiche principali della nuova opera della canadese Cococucumber. Il suo marchio di fabbrica è la creazione di mondi e personaggi sfruttando la tecnologia voxel, molto popolare a cavallo tra la fine degli anni '90 e il 2000. Ciò ha permesso di creare giochi con un buon comparto visivo e buone animazioni, rimanendo leggeri con le configurazioni hardware. Ciò ha permesso al gioco di essere fruibile tranquillamente sulle console della precedente generazione.


Anche questo sequel non fa eccezione amplificando il connubio tra voxel e i poligoni, permettendo un maggior impatto visivo grazie all'applicazione delle tecnologie moderne come le rifrazioni in tempo reale, regalando una buona pulizia grafica. Anche le animazioni ne hanno beneficiato con sequenze in-game e scontri con i boss belli di vedere e da giocare. Quello che secondo noi ha pesato sull'esperienza è stata la scelta di come strutturare l'avventura, ovvero in capitoli separati tra loro per poi convergerli nella fase finale. La longevità non elevata per un RPG potrebbe far storcere il naso agli appassionati.


Scopriamo meglio cosa ci aspetta in Echo Generation 2 nella nostra recensione!

PERSONAGGI IN CERCA DI... GLORIA COSMICA

Una volta caricato il gioco, trovandoci nella schermata principale, possiamo utilizzare sia il Controller (ben implementato) che la tastiera e il mouse (meno immediati, ma comunque più che funzionali). Potremo agire solo sulla risoluzione e il Vsync, ma in un gioco come questo non si sente il bisogno di avere più opzioni grafiche.


Partendo con l'avventura potremo scegliere liberamente quale “storia” intraprendere. Faremo la conoscenza di ognuno dei protagonisti e i loro alleati. Storie diverse e distaccate tra loro, soprattutto quelle di Annata Z e Noliva, mentre quelle di Jack e Sorella M avranno più di un punto in comune. Ciò che caratterizza ogni storia e la struttura di gioco e il combat system attraverso le costruzione del mazzo di carte, l'ormai famoso deckbuilding. La carte saranno davvero numerose superando oltre 150, quindi la varietà non mancherà.


Gli scenari di gioco non hanno nessuna mappa, per cui bisogna orientarsi da soli tra le varie zone. Nulla di complicato, ma avere a portata di mano anche una semplicissima mappa in-game non avrebbe guastato. Essendo alcune ambientazioni più estese di altre, il rischio di bloccarsi - anche se basso - non è così remoto. L'interazione si basa sull'accumulare denaro (stranamente il dollaro è presente anche nello spazio), spendendolo in carte più performanti, trovare nuove carte in giro e ovviamente parlare con i personaggi non giocanti per ricevere informazioni e proseguire con la storia. Non mancano anche i distintivi da applicare per ottenere dei bonus passivi in battaglia. 

Ogni zona di ogni storia va esplorata a fondo, allo scopo di trovare oggetti e carte che possono tornare utili. Addirittura si potrà giocare a qualche videogioco al fine di ottenere miglioramenti e denaro, una piccola chicca che vale la pena di provare. Gli enigmi sono praticamente assenti tranne che nella parte finale dove uno in particolare potrebbe far perdere anche un po' la pazienza. Ciò che invece può rallentare la progressione è il rischio di non trovare la strada, magari avendola sotto il naso, proprio a causa della mancanza di una mappa. Ripetiamo non è un problema serio, ma implementarla avrebbe reso più fluida l'esperienza di gioco.


Lo scopo finale è quello di far ritrovare tutti i personaggi principali sotto lo “stesso tetto” per affrontare una pericolosa minaccia cosmica di cui non vi diciamo nulla. E' facile da capire che il capitolo più importante è quello che ricongiunge ogni storia. Sotto questo punto di vista non solo la progressione è unica, ma la narrazione diventa semplice e di facile lettura. Questo a causa di come si è deciso di amalgamare la storia all'interno delle altre storie per riunirle in maniera poco coerente. Anche se Echo Generation 2 spinge soprattutto sul combat system, la storia poteva essere raccotata meglio.

LE CARTE DECRETERANNO LA VITTORIA

Come abbiamo scritto nell'anteprima, il cuore del gioco è ovviamente il combat system attraverso la creazione del proprio mazzo di carte in base ai propri gusti. Si può giocare sull'attacco, sulla difesa, sugli effetti di stato, sui buff positivi e negativi e altro. Alcune carte diventano più efficaci se il nemico (o noi) ha precisi effetti di stato applicati. Ad esempio una carta infligge un danno extra se l'avversario ha bruciatura come effetto di stato. Un personaggio come Noliva può essere più o meno devastante in base alla postura, dettata anch'essa dalle carte. Inoltre buona parte dei nemici possiede una specie di “scudo” che va rotto attraverso carte associate alla forma e al colore dei simboli al suo interno. Ovviamente non mancano quelle carte che ripristinano l'energia vitale ed eliminano gli effetti di stato negativi.


Le battaglie con i boss sono la cartina tornasole nel saper quale mazzo di carte sia più efficace in base alla situazione che si trova di fronte. Alcuni boss sono tostarelli da buttare giù, e senza una precisa tattica non sarà facile avere la meglio su di loro. Comunque le carte arriveranno in abbondanza, e il problema maggiore sarà quello di avere l'imbarazzo della scelta. Servirà sperimentare in modo da capire quale carte facciano al caso nostro.

Echo Generation 2 offre obiettivi Steam quasi tutti legati alla progressione, quindi se arrivate alla fine li avete ottenuti praticamente tutti. C'è un'eccezione piuttosto semplice e un un obiettivo che non siamo riusciti ad ottenere. Per il resto l'avventura scorre liscia come l'olio, se avete un po' di dimestichezza con le carte e un buon spirito di osservazione e di esplorazione.


Dal punto di vista tecnico, come anticipato nella prima parte della recensione, il titolo Cococucumber mischia la tecnologia voxel con i poligoni creando un mix davvero interessante e bello da vedere. Grazie alle ottime animazioni e l'applicazione delle tecnologie moderne si ottiene un bell'impatto visivo anche su configurazioni vecchiotte. Se avete una discreta scheda grafica, anche di diversi anni, ve lo godrete al massimo dettaglio senza soffrire.


Abbiamo provato Echo Generation 2 con un portatile Victus avente un processore i5 di dodicesima generazione, 16 GB di RAM DDR4, una Geforce RTX 3050 con 4 GB di VRAM il tutto condito da Windows 11. L'esperienza è stata fluida senza alcun problema sia a 1080p che a 4K. Questo sottolinea anche una buona ottimizzazione, a scapito della mancanza pressoché totale di opzioni grafiche che sinceramente non ne sentiamo la mancanza.


Buono anche il comparto sonoro con musiche perfettamente a tema per ogni ambientazione, più incalzanti durante le fasi di battaglia. Gli effetti a schermo nelle battaglie rispecchiano la struttura voxel del gioco con effetti cubettosi, ma ben realizzati e molto coreografici. Chiude il quadro la localizzazione italiana con qualche piccola sbavatura che non inficia il buon lavoro di traduzione.


Ricordiamo che Echo Generation 2 è disponibile anche su Xbox Series X|S e per gli abbonati a Xbox Game Pass Ultimate. Se il primo titolo è approdato su Nintendo Switch, entrambi i giochi della serie non sono disponibili sull'ecosistema PlayStation (PS4 e PS5). 

Essendo un RPG i livelli si ottengono attraverso le battaglie, e man mano che si sale di livello si potrà scegliere quale abilità aggiungere. Ad esempio si potranno giocare più carte nello stesso turno, migliorare l'attacco e la difesa, ottenere miglioramenti in base alla caratteristiche di ogni personaggio principale e così via. I punti esperienza utilizzati possono essere ridistribuiti in qualsiasi momento, così da cambiare abilità che meglio si avvicinano al proprio stile di gioco.


Lo scopo principale del titolo Cococucumber è quello d'intrattenere, a discapito di una storia non molto elaborata, e questo lo fa bene. La longevità di attesta tra le 8 e le 10 ore, se poi volete fare una seconda run la durata si abbassa ulteriormente. Il prezzo di vendita è in linea con ciò che offre il gioco, ma non aspettatevi nulla di più.

Modus Operandi:

Abbiamo vissuto le vicissitudini di Jack e degli altri personaggi, tra voxel e ambientazioni sci-fi, grazie ad un codice datoci da ICO Partners.

Le premesse per un buon gioco, dopo l'anteprima di febbraio c'erano tutte, in parte vanificate da un comparto narrativo non sempre all'altezza e poco coerente. Il tutto viene controbilanciato da un combat system ben realizzato grazie ad un deckbuilding intelligente che sfrutta tantissime carte per potersi costruire il proprio mazzo. Il comparto tecnico crea un bell'impatto visivo grazie all'uso del voxel e dei poligoni rendendo fruibile anche su configurazioni vecchiotte. L'esplorazione e l'interazione sono basilari, ma ben realizzati anche se c'è il rischio perdersi nonostante le ambientazioni non siano estese. Una mappa in-game non avrebbe gustato. Alla fine ci troviamo con un buon titolo indipendente realizzato con cura e competenza in grado d'intrattenere per il giusto numero di ore.
  • Buon comparto tecnico
  • Buon uso della tecnologia voxel e dei poligoni
  • Combat System di stampo deckbuilding ampio e stratificato
  • Localizzato in italiano
  • Struttura della storia non ottimale
  • Narrazione non sempre coerente
  • Una mappa in-game non avrebbe guastato
  • Longevità non elevata
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