Di Echo Generation 2 vi abbiamo parlato nell'anteprima di febbraio. Quindi avete tra le mani buona parte della caratteristiche principali della nuova opera della canadese Cococucumber. Il suo marchio di fabbrica è la creazione di mondi e personaggi sfruttando la tecnologia voxel, molto popolare a cavallo tra la fine degli anni '90 e il 2000. Ciò ha permesso di creare giochi con un buon comparto visivo e buone animazioni, rimanendo leggeri con le configurazioni hardware. Ciò ha permesso al gioco di essere fruibile tranquillamente sulle console della precedente generazione.
Anche questo sequel non fa eccezione amplificando il connubio tra voxel e i poligoni, permettendo un maggior impatto visivo grazie all'applicazione delle tecnologie moderne come le rifrazioni in tempo reale, regalando una buona pulizia grafica. Anche le animazioni ne hanno beneficiato con sequenze in-game e scontri con i boss belli di vedere e da giocare. Quello che secondo noi ha pesato sull'esperienza è stata la scelta di come strutturare l'avventura, ovvero in capitoli separati tra loro per poi convergerli nella fase finale. La longevità non elevata per un RPG potrebbe far storcere il naso agli appassionati.
Scopriamo meglio cosa ci aspetta in Echo Generation 2 nella nostra recensione!
Una volta caricato il gioco, trovandoci nella schermata principale, possiamo utilizzare sia il Controller (ben implementato) che la tastiera e il mouse (meno immediati, ma comunque più che funzionali). Potremo agire solo sulla risoluzione e il Vsync, ma in un gioco come questo non si sente il bisogno di avere più opzioni grafiche.
Partendo con l'avventura potremo scegliere liberamente quale “storia” intraprendere. Faremo la conoscenza di ognuno dei protagonisti e i loro alleati. Storie diverse e distaccate tra loro, soprattutto quelle di Annata Z e Noliva, mentre quelle di Jack e Sorella M avranno più di un punto in comune. Ciò che caratterizza ogni storia e la struttura di gioco e il combat system attraverso le costruzione del mazzo di carte, l'ormai famoso deckbuilding. La carte saranno davvero numerose superando oltre 150, quindi la varietà non mancherà.
Gli scenari di gioco non hanno nessuna mappa, per cui bisogna orientarsi da soli tra le varie zone. Nulla di complicato, ma avere a portata di mano anche una semplicissima mappa in-game non avrebbe guastato. Essendo alcune ambientazioni più estese di altre, il rischio di bloccarsi - anche se basso - non è così remoto. L'interazione si basa sull'accumulare denaro (stranamente il dollaro è presente anche nello spazio), spendendolo in carte più performanti, trovare nuove carte in giro e ovviamente parlare con i personaggi non giocanti per ricevere informazioni e proseguire con la storia. Non mancano anche i distintivi da applicare per ottenere dei bonus passivi in battaglia.


Ogni zona di ogni storia va esplorata a fondo, allo scopo di trovare oggetti e carte che possono tornare utili. Addirittura si potrà giocare a qualche videogioco al fine di ottenere miglioramenti e denaro, una piccola chicca che vale la pena di provare. Gli enigmi sono praticamente assenti tranne che nella parte finale dove uno in particolare potrebbe far perdere anche un po' la pazienza. Ciò che invece può rallentare la progressione è il rischio di non trovare la strada, magari avendola sotto il naso, proprio a causa della mancanza di una mappa. Ripetiamo non è un problema serio, ma implementarla avrebbe reso più fluida l'esperienza di gioco.
Lo scopo finale è quello di far ritrovare tutti i personaggi principali sotto lo “stesso tetto” per affrontare una pericolosa minaccia cosmica di cui non vi diciamo nulla. E' facile da capire che il capitolo più importante è quello che ricongiunge ogni storia. Sotto questo punto di vista non solo la progressione è unica, ma la narrazione diventa semplice e di facile lettura. Questo a causa di come si è deciso di amalgamare la storia all'interno delle altre storie per riunirle in maniera poco coerente. Anche se Echo Generation 2 spinge soprattutto sul combat system, la storia poteva essere raccotata meglio.

Come abbiamo scritto nell'anteprima, il cuore del gioco è ovviamente il combat system attraverso la creazione del proprio mazzo di carte in base ai propri gusti. Si può giocare sull'attacco, sulla difesa, sugli effetti di stato, sui buff positivi e negativi e altro. Alcune carte diventano più efficaci se il nemico (o noi) ha precisi effetti di stato applicati. Ad esempio una carta infligge un danno extra se l'avversario ha bruciatura come effetto di stato. Un personaggio come Noliva può essere più o meno devastante in base alla postura, dettata anch'essa dalle carte. Inoltre buona parte dei nemici possiede una specie di “scudo” che va rotto attraverso carte associate alla forma e al colore dei simboli al suo interno. Ovviamente non mancano quelle carte che ripristinano l'energia vitale ed eliminano gli effetti di stato negativi.
Le battaglie con i boss sono la cartina tornasole nel saper quale mazzo di carte sia più efficace in base alla situazione che si trova di fronte. Alcuni boss sono tostarelli da buttare giù, e senza una precisa tattica non sarà facile avere la meglio su di loro. Comunque le carte arriveranno in abbondanza, e il problema maggiore sarà quello di avere l'imbarazzo della scelta. Servirà sperimentare in modo da capire quale carte facciano al caso nostro.


Echo Generation 2 offre obiettivi Steam quasi tutti legati alla progressione, quindi se arrivate alla fine li avete ottenuti praticamente tutti. C'è un'eccezione piuttosto semplice e un un obiettivo che non siamo riusciti ad ottenere. Per il resto l'avventura scorre liscia come l'olio, se avete un po' di dimestichezza con le carte e un buon spirito di osservazione e di esplorazione.
Dal punto di vista tecnico, come anticipato nella prima parte della recensione, il titolo Cococucumber mischia la tecnologia voxel con i poligoni creando un mix davvero interessante e bello da vedere. Grazie alle ottime animazioni e l'applicazione delle tecnologie moderne si ottiene un bell'impatto visivo anche su configurazioni vecchiotte. Se avete una discreta scheda grafica, anche di diversi anni, ve lo godrete al massimo dettaglio senza soffrire.
Abbiamo provato Echo Generation 2 con un portatile Victus avente un processore i5 di dodicesima generazione, 16 GB di RAM DDR4, una Geforce RTX 3050 con 4 GB di VRAM il tutto condito da Windows 11. L'esperienza è stata fluida senza alcun problema sia a 1080p che a 4K. Questo sottolinea anche una buona ottimizzazione, a scapito della mancanza pressoché totale di opzioni grafiche che sinceramente non ne sentiamo la mancanza.
Buono anche il comparto sonoro con musiche perfettamente a tema per ogni ambientazione, più incalzanti durante le fasi di battaglia. Gli effetti a schermo nelle battaglie rispecchiano la struttura voxel del gioco con effetti cubettosi, ma ben realizzati e molto coreografici. Chiude il quadro la localizzazione italiana con qualche piccola sbavatura che non inficia il buon lavoro di traduzione.
Ricordiamo che Echo Generation 2 è disponibile anche su Xbox Series X|S e per gli abbonati a Xbox Game Pass Ultimate. Se il primo titolo è approdato su Nintendo Switch, entrambi i giochi della serie non sono disponibili sull'ecosistema PlayStation (PS4 e PS5).

Essendo un RPG i livelli si ottengono attraverso le battaglie, e man mano che si sale di livello si potrà scegliere quale abilità aggiungere. Ad esempio si potranno giocare più carte nello stesso turno, migliorare l'attacco e la difesa, ottenere miglioramenti in base alla caratteristiche di ogni personaggio principale e così via. I punti esperienza utilizzati possono essere ridistribuiti in qualsiasi momento, così da cambiare abilità che meglio si avvicinano al proprio stile di gioco.
Lo scopo principale del titolo Cococucumber è quello d'intrattenere, a discapito di una storia non molto elaborata, e questo lo fa bene. La longevità di attesta tra le 8 e le 10 ore, se poi volete fare una seconda run la durata si abbassa ulteriormente. Il prezzo di vendita è in linea con ciò che offre il gioco, ma non aspettatevi nulla di più.
Modus Operandi:
Abbiamo vissuto le vicissitudini di Jack e degli altri personaggi, tra voxel e ambientazioni sci-fi, grazie ad un codice datoci da ICO Partners.
