Recensione PC
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Titolo del gioco:
Alien Breed 35th Anniversary Collection
Anno di uscita:
2026
Genere:
Azione
Sviluppatore:
Antstream
Produttore:
Commodore
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Locale e Online
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 10 (64bit) - Processore: Intel Core i3-4100, AMD A8-6600K - Memoria: 8 GB di RAM - Scheda Video: Nvidia GTX 960 | AMD Radeon R9 380 - DirectX: Versione 12 - Archiviazione: 9 GB di spazio disponibile - Prezzo: €21,25
Box
  • Siamo pronti all'azione?
  • La mappa, ad avercela sempre magari.
  • Le console sono fondamentali, si acquistano tante belle cose.
  • L'area archivi, tutta da visitare.
  • La nave ha fatto il botto e viste le forze ostili non &egrave; difficile capire perch&eacute;.
  • Gli albori del 3D.
  • La bellissima console di gioco.
  • Abbiamo appena recuperato un upgrade dell'arma... e si vede!
  • Ci sono tante belle cose da raccogliere, ma non sar&agrave; facile.
  • Quel bestione vuole sbarrarci la strada? Che ci provi...
  • Le statistiche e le informazioni si sprecano.
  • Chi &egrave; che ha acceso la luce?
  • La key art ufficiale: bella e inquietante!
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 05-10-2026
Un fucile in mano, corridoi stretti e tanti alieni da far fuori. Prepariamo pane e nutella e diamoci dentro!

Sono passati ormai 35 anni da quando Alien Breed prodotto da quei mattacchioni di Team17 arrivò sul mercato per un Commodore Amiga che stava vivendo gli anni migliori, traghettando i videogiocatori nell'era dei 16bit. Anche se non c'era un vero e proprio riferimento ufficiale il richiamo all'alieno di Ridley Scott era più che evidente. A parte la visuale dall'alto, i corridoi claustrofobici, l'angoscia vissuta angolo dopo angolo e soprattutto livello di difficoltà ai limiti del disumano richiamavano (anche per la forma degli alieni) il capolavoro cinematografico. Il gioco comunque ebbe un discreto successo tanto da generare diversi sequel quasi tutti appartenenti all'era di Amiga: una evoluzione non solo videoludica ma in grado di descrivere la crescita dell'hardware e delle routine di sviluppo di quel periodo.


Oggi, per il 35° anniversario dall'uscita esce fuori una raccolta creata da Antstream e pubblicata da Commodore - ritornata finalmente sul mercato - che ci mostra i primi cinque capitoli della saga di Alien Breed (anche se i giochi sono sei) in una compilation estremamente ricca di contenuti che dovrebbe essere presa come esempio per chiunque voglia cimentarsi nella riproposizione di un vecchio capolavoro al giorno d'oggi.

NON SOLO NOSTALGIA

Il vero punto di forza della raccolta sta proprio nella interpretazione dell'effetto nostalgia. Ha senso prendere un grande (o piccolo) gioco del passato e riproporlo in chiave moderna? Ma poi in che modo farlo? Non toccando l'originale oppure sottoforma di remaster? Qualunque sia la scelta si finisce per scontentare qualcuno: i puristi vogliono il gioco originale (ma tanto vale usare un emulatore o meglio ancora la macchina originale allora), i giocatori più moderni vogliono un adattamento almeno del gameplay ai canoni più recenti.


Una scelta difficile insomma che però i ragazzi di Antstream hanno risolto nel modo migliore: presi i giochi originali, ne hanno adattato il gameplay ai canoni più moderni con l'aggiunta della levetta analogica destra del controller che permette di sparare in maniera più semplificata, inoltre hanno implementato il multiplayer online, aggiunto salvataggi continui a volontà e soprattutto farcito la compilation di una quantità monumentali di documenti storici su tutta la saga. Praticamente il modo migliore per godersi dei capolavori che segnarono l'era Amiga senza scontentare nessuno. I giochi sono sempre quelli, con tutta la loro difficoltà originale, con i loro pixel e con i loro pregi e difetti ma possiamo (solo se vogliamo) giocarli in maniera un po' più moderna. Cosa chiedere di più?

STORIA SU STORIA

Il primo gioco presente nella compilation è Alien Breed del 1991. Uscito per Commodore Amiga e per MS-DOS ci metteva nei panni di un povero disgraziato perso all'interno di una nave spaziale alla continua ricerca di una via di fuga braccato da alieni cattivissimi e soprattutto dalla penuria di risorse. Visuale dall'alto, impostazione labirintica e tante porte da aprire una volta acquisisite le necessarie chiavi. Niente mappa se non quella da visualizzare una volta raggiunte le poche console disseminate in giro e quindi da memorizzare e poi andare; ma soprattutto una economia di gioco da non sottovalutare. Infatti che senso ha acquistare un pack di chiavi a 5000 crediti (ce ne danno 6) se prima non consumiamo quelle che abbiamo? Occhio anche alle munizioni, limitate anche quelle e a investire soprattutto nelle armi giuste.


Livello di difficoltà ai limiti dell'impossibile fortunatamente ridimensionata nella Special Edition, uscita nel 1992, che ritoccò anche parzialmente l'aspetto grafico e che, manco a dirlo, è anche questa disponibile in questa compilation. A non risentire degli anni è sicuramente il livello di divertimento, facilitato dalla possibilità di utilizzare la levetta analogica destra che ci permette di concentrarci meglio sul movimento e quindi di resistere più facilmente agli attacchi nemici. Ogni livello superato è un'ondata di soddisfazione.

I MIGLIORAMENTI GRAFICI DEL TERZO CAPITOLO

Il terzo gioco proposto è Alien Breed II: The Horror Continues, uscito nel 1993 sempre per Amiga e soprattutto proposto in questa compilation nella doppia versione tra l'uso del chipset grafico ECS e quello AGA. Quest'ultimo acronimo, ricordiamolo, indica la terza generazione di chip grafici per Commodore Amiga che riuscivano a gestire molti più colori rispetto a quello precedente: 256 contro 32 con un più veloce accesso alla memoria e quindi con un sensibile miglioramento in termini di velocità. La differenza non era grandissima, eppure provando le due versioni è comunque presente soprattutto nei giochi di luce e in tutti gli elementi che minacciano la nostra incolumità soprattutto a livello ambientale.


Maggiori minacce equivalgono a un ritmo indubbiamente più frenetico, meglio ancora se giocato in co-op con un altro giocatore sullo schermo, opzione questa che richiede un certo livello di coordinazione nei movimenti. Naturalmente, per gli amanti della storia videoludica e soprattutto di Amiga, il chipset AGA era montato nel famoso (e sfortunato) Amiga 1200 un computer che come potenziale avrebbe sicuramente meritato maggior fortuna, ma pagò lo scotto della fase calante del ciclo di Commodore e soprattutto di alcune scelte di marketing sbagliate (CD32 tra tutti).

TOWER ASSAULT

Il quarto gioco proposto nella compilation è Alien Breed: Tower Assault uscito nel 1994 per Amiga, MS-DOS e soprattutto per CD32. In questa raccolta possiamo giocare sia la versione "normale" per 1200 che quella per CD32 che presenta anche dei filmati digitalizzati da far impallidire la prima Playstation ovviamente in quanto a scatti e rallentamenti (ma pienamente giustificati), e delle colonne sonore di maggior qualità. La vera rivoluzione però era nell'abbandono dello schema lineare dritto per dritto per dare al giocatore un maggior senso di libertà su come penetrare all'interno della fortezza, utilizzando anche percorsi alternativi. Il miglioramento grafico si vede sia nei colori che nella definizione delle varie texture che, soprattutto nel numero di nemici su schermo in chiaro aumento rispetto le versioni precedenti.


Rimane lo stesso livello di difficoltà qua accentuato dalle mine disseminate a terra e dalle schermate di informazioni che saltano fuori a ogni superstite morto incontrato in giro o vicino a ogni punto di interesse (naturalmente e rigorosamente in inglese). E rimane la necessità di memorizzare la mappa una volta riusciti a recuperarne una (anche se oggi gli escamotage ci sono ma è un po' come barare, giusto? -NdR).

L'AVVENTO DEL 3D

Gli ultimi due giochi proposti sono messi lì a completamento della raccolta e hanno un valore più storico che videoludico. Rappresentano infatti il tentativo di allora da parte di Team17 di lanciarsi nella visuale 3D in prima persona cercando di resistere ai prodotti della concorrenza (DOOM soprattutto, ma anche Quake). Siamo nel 1995 e il primo Alien Breed 3D, qui proposto in versione Amiga 1200, mette in mostra tutti i limiti del chipset grafico non coadiuvato da nessuna forma di acceleratore per la gestione del 3D a differenza di quello che avevano invece gli utenti PC (come le famosissime Voodoo 3dfx tanto per fare un esempio). Il risultato è una visione ridotta con pochi oggetti sullo schermo per cercare di far reggere l'hardware di Amiga senza fare il botto.


Sono presenti anche due demo giocabili con contenuti inediti e con qualche bug di corredo. Molto meglio l'ultimo gioco della raccolta, Alien Breed 3D II: The Killing Grounds, uscito nel 1996 che sanciva per certi versi tutti i limiti di Commodore Amiga, testimoniandone per certi versi il declino con un gioco migliore del precedente graficamente ma comunque afflitto dai limiti di un hardware che non poteva competere con i motori 3D della concorrenza. Sicuramente una bella testimonianza in entrambi i casi che completa una raccolta magistrale e un ciclo storico.

C'È LA STORIA DI AMIGA DIETRO

Infatti i sei giochi proposti (cinque in realtà, uno è la special edition del primo capitolo) raccontano molto di più testimoniando un'evoluzione grafica e di gameplay che ha accompagnato 5 anni abbondanti di storia di Commodore Amiga: provandoli uno dopo l'altro si vede un hardware pimpante e potente nei primi tre capitoli, debole e stanco negli altri due a testimonianza di quella parabola prima ascendente poi discendente che accompagna ogni console dei tempi moderni. Avere poi la possibilità di provare i giochi nelle varie versioni è un ulteriore valore aggiunto per farci cogliere tutte le sfumature dietro ogni realizzazione che celano un lavoro titanico fatto a quel tempo per far quadrare i conti dei pixel con le limitazioni hardware di allora.


Insieme al comparto online sono state aggiunte anche le modalità horde e rush, tutte da provare per non parlare dei settaggi disponibili che rendono i giochi veramente adatti a tutti. Ci sono infatti i filtri grafici come lo scanlines, il CRT classico e il Mega CRT oltre alle cornici che ci permettono di ricoprire la parte vuota degli schermi moderni durante le nostre partite.

UN ARCHIVIO FAVOLOSO

Dalla console principale si può accedere anche alla sezione archivio che ci mette nei panni pixellosi del nostro protagonista a girare stavolta per un'area ridotta. Oltre alla zona notte troveremo diverse stanze, ognuna con una console all'interno della quale troveremo una sezione dedicata a un particolare gioco, compresi Colonies e Dark Science che furono annullati prima dell'uscita. Per ogni gioco c'è veramente di tutto: soundtracks, trailer dell'epoca, comic book, interviste, curiosità per un enorme archivio tutto da spulciare in grado di dirci cosa c'era veramente dietro a ogni progetto. Ci sono anche le immagini delle confezioni dei giochi originali e soprattutto tantissimi contenuti (spesso inediti) riproducibili con la pressione di un tasto.


Molto belle le interviste ai vari sviluppatori (unica pecca non ci sono i sottotitoli in italiano). Un archivio bello e vasto, con alcune parti ancora da sbloccare, che ci ha intrattentuti per un bel po' di tempo e soprattutto ci ha trasmesso la passione messa dagli sviluppatori nei lori progetti oltre che una testimonianza di cosa voglia dire contenuti extra nelle raccolte moderne su prodotti del passato (evento più unico che raro per la verità).

CONCLUSIONI

Alla fine della nostra analisi non possiamo non tessere le lodi di una bellissima raccolta. Tutto è stato indovinato a partire dalla selezione dei giochi, a passare per tutte le varie versioni che vengono proposte e soprattutto al perfetto equilibrio raggiunto tra la magia del gioco originale e la possibilità di divertirsi con un gameplay moderno. Qua c'è tutto Alien Breed, non serve altro soprattutto per la possibilità a distanza di tanti anni di vedere contenuti inediti, programmi di sviluppo, trailer e promo usciti in un periodo nel quale la mancanza di internet non li faceva arrivare alla maggior parte del pubblico. La sezione archivio completa il pacchetto in maniera egregia.


Buona anche l'idea di dotare tutti i giochi delle stesse possibilità a partire dal salvataggio manuale, al sistema di controllo standardizzato per tutti e soprattutto alla facoltà di poterli visualizzare sui nostri schermi come meglio crediamo, in maniera moderna oppure più simulativa andando di filtri. Una raccolta veramente ben fatta da consigliare assolutamente a tutti, soprattutto a quelli che con Commodore Amiga ci sono cresciuti e che adesso grazie a una saga uscita ormai tanto tempo fa, possono fare bellissimi tuffi nel passato.


Ricordiamo che Alien Breed 35th Anniversary Collection è disponibile su PC (tramite Steam, GOG ed Epic Games Store), PlayStation 5 e Xbox Series X|S. La versione Nintendo Switch dovrebbe arrivare più avanti verso la fine dell'anno.

Modus Operandi:

ci siamo divertiti con Alien Breed Anniversary grazie a un codice fornitoci Terminals.io.

Alien Breed 35th Anniversary Collection è l'esempio tangibile di come vanno fatte oggi le raccolte di classici del passato. Il giusto equilibrio tra vecchio e nuovo arricchito da una quantità esagerata di contenuti extra e soprattutto in grado di raccontare l'evoluzione hardware di una delle macchine più famose di sempre. Gioco dopo gioco vedremo la potenza di Amiga raggiungere il suo culmine e poi iniziare l'inesorabile declino, ma al contempo ci divertiremo da matti a spulciare tutte le opzioni, i contenuti, le possibilità offerte dai diversi giochi adesso disponibili anche per le partite online. Un intrattenimento in grado di tenerci compagnia per un bel po', proposto a un prezzo perfettamente adeguato e in grado di divertirci come non mai. La difficoltà resta quella, ma basta una levetta analogica per renderla più accessibile. Bisogna proprio odiare questo tipo di giochi per stargli lontano, noi vi consigliamo caldamente di portarlo a casa.
  • Tutta la magia di Alien Breed
  • Una raccolta completa sotto ogni punto di vista
  • L'Archivio è qualcosa di fantastico
  • La difficoltà rimane sempre proibitiva
  • I sottotitoli in italiano anche su schermate e interviste non avrebbero guastato
  • Per molti ma non per tutti
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