È dal lontano 1760, anno in cui fu inventato il primo puzzle, che l'uomo si intrattiene incastrando tessere per ricostruire un'immagine originaria. Ricostruire, appunto, perché i puzzle originali esclusivamente a matrice geografica venivano creati dipingendo un soggetto su una tavola di legno (pregiato) e tagliando poi la stessa in tanti piccoli pezzettini con un seghetto. In lingua inglese, infatti, la terminologia corretta per l'intrattenimento del quale ci stiamo occupando è jigsaw puzzle, per differenziarlo dal termine puzzle che invece identifica un rompicapo generico.
In Italia non siamo così precisini, e per noi la differenza tra puzzle originario e un rompicapo moderno risiede solo nel contesto della frase. Ad ogni modo l'intrattenimento tramite puzzle ha attraversato i secoli evolvendosi sempre di più, inizialmente cambiando il soggetto sullo sfondo, passando cioè dalle mappe a soggetti di vario genere. Il passaggio successivo fu poi quello di utilizzare materiale legnoso meno pregiato in modo da rendere questo passatempo abbordabile per tutti. Si passò poi, verso la metà del 1900, alla versione in cartone che è simile a quella che conosciamo oggi. Naturalmente in un puzzle che si rispetti il taglio delle tessere deve essere perfetto, e a questa esigenza ha risposto la tecnologia industriale con macchinari sempre più precisi.
Un altro passo importante ha riguardato la transizione dai puzzle classici in 2D a quelli, spettacolari in 3D: il passatempo di ricostruzione dell'immagine iniziale però, da sempre è stato sinonimo di relax. Chi si cimenta in un puzzle deve munirsi di tanta pazienza, tranquillità e soprattutto tempo per un lavoro che può richiedere, nei casi più complicati in cui ci sono tanti pezzi, anche intere settimane. Già da qualche tempo in realtà i videogiochi sui puzzle (li chiameremo comunque così per brevità) hanno fatto capolino sui sistemi digitali: PC, tablet e soprattutto telefoni si sono riempiti di app che ci permettono come nella realtà di posizionare le giuste tessere nella corretta posizione per ricostruire una bella immagine che poi, di solito si può anche scaricare come sfondo.
Naturalmente un videogioco taglia fuori tutti i "rischi" del buon appassionato di puzzle: gli incastri sono perfetti, ma soprattutto non si corre il rischio di perdere una piccola tessera (cosa che invece può accadere con la controparte in cartoncino), rimanendo con il puzzle incompleto. I ragazzi di Realities.io ci propongono quindi questo nuovo gioco che, a dispetto delle prime versioni, permette anche a chi non dispone della tecnologia VR di divertirsi e soprattutto rilassarsi con il proprio computer.


Naturalmente, riguardo al gameplay c'è molto poco da dire. Il menu presenta comunque tutte le opzioni che possono interessare: possiamo optare per la modalità classica e in questo caso ci ritroveremo tutti i pezzi del puzzle sullo schermo, oppure possiamo puntare sulla modalità journey che ci metterà a disposizione sei pezzi per volta. Inoltre potremo anche scegliere quanti pezzi devono comporre il puzzle con una difficoltà (naturalmente) direttamente proporzionale al numero dei frammenti. Una volta iniziato i controlli (manco a dirlo, con il mouse) sono semplicissimi. Il click sinistro ci permette di selezionare il pezzo, il destro di ruotarlo (siamo sempre in ambiente 3D) e la rotellina funziona per lo zoom.
Per ogni puzzle ci vengono fornite delle foto complete che riprendono il soggetto da varie angolature, e che ci serviranno da spunto per la ricostruzione. Oggi oggetto su schermo - a parte le foto - potrà essere spostato e ruotato a piacimento permettendoci quindi di organizzare il nostro piano di lavoro. Quando un pezzetto si avvicina alla giusta destinazione compaiono delle stelline su schermo sempre più insistenti se ci avviciniamo, meno evidenti se ci allontaniamo, che servono come conferma del giusto posizionamento. Tutto molto semplice insomma, il livello di difficoltà è dettato dal numero delle frammentazioni (oltre i 100 pezzi diventa impegnativo).

I soggetti disponibili sono al momento 18 con località di varia collocazione geografica e di varia natura (non diciamo niente per non rovinarvi la sorpresa). Ogni scenario comunque è abbastanza dettagliato e soprattutto animato, dettaglio questo non trascurabile dal momento che a volte i vari omini che lo popolano ci suggeriscono anche quali tessere andare a scegliere. Non c'è un timer, non c'è pressione, c'è l'assoluto relax accompagnato anche da una musichetta rilassante e da effetti sonori sempre consoni all'ambientazione in esame. Naturalmente è sempre presente l'opzione VR, quindi chi possiede il dispositivo può contare su un'immersività indubbiamente maggiore ma, come dicevamo, anche chi ne è sprovvisto potrà godere del gioco tranquillamente.
Stiamo parlando ovviamente di un titolo che si presta anche a futuri DLC, anche e soprattutto per aggiungere nuovi scenari da "ricomporre". Sono proprio questi a rendere interessante il tutto: il gioco li svela man mano che completiamo quelli precedenti (comunque rigiocabili, anche per cimentarvisi con una difficoltà maggiore) ma il vero punto di forza sta nell'essenza stessa del gioco in sé.


Giudicare un titolo come Puzzling Places - 3D Jigsaw Sim non è semplice, soprattutto perché si tratta di una tipologia di gioco che si rivolge a una certa nicchia di appassionati. Dal punto di vista tecnico non c'è assolutamente niente da dire: quello che deve fare il gioco lo fa molto bene; non c'è la localizzazione in italiano ma francamente, in questo caso, riusciamo a farne anche a meno (i testi sono pochissimi e sicuramente comprensibili). La domanda semmai è: vi piacciono giochi come questo? La risposta dipende dal tipo di giocatore che si mette davanti lo schermo: chi interpreta il relax come un videogame d'azione farà bene a guardare altrove. Chi invece cerca un po' di relax senza pensieri davanti al PC magari dopo una giornata stressante beneficerà dell'atmosfera armoniosa e rilassata di un puzzle su schermo. E quindi, in questo caso, al prezzo proposto bisogna farci ben più di un pensierino.
Personalmente ci siamo divertiti (e rilassati) e anche tanto, durante le prove smaniosi di volta in volta di scoprire il soggetto successivo.
Modus Operandi:
ci siamo cimentati con i puzzle 3D grazie a un codice fornitoci da Press Engine.
