La serie Amnesia, iniziata con la trilogia Dark Descent, Justine e A Machine for Pigs (usciti tra il 2010 e il 2013) poi proseguita sette anni più tardi con Amnesia: Rebirth e nel 2023 con Amnesia: The Bunker (qui la nostra recensione), ha fatto conoscere Frictional Games come un marchio di qualità per le avventure horror in prima persona. Il piatto sulla bilancia è quello di un'esperienza narrativa che spinge non tanto sul jumpscare, ma su una paura più interiore... più psicologica. Un tipo di minaccia che viene maggiormente dall'atmosfera tesa e cupa, dove il pericolo potrebbe essere concreto o frutto delle proprie paure più intime e profonde.
Frictional Games è maestra nel giocare con questo tipo di horror, inducendo nel giocatore continue domande portandolo avanti attraverso una narrazione che mostra il velo della verità poco alla volta immergendolo in luoghi, pericoli e mostri sempre più oscuri tenendolo sulle spine. Se questo è più morbido nella trilogia originale, con Rebirth (e ancor di più con The Bunker), si passa maggiormente all'azione e meno sulla difficoltà degli enigmi rimanendo comunque saldo nell'horror psicologico.
L'ottima parentesi di SOMA (che giocai a suo tempo su PS4. -NdR) ci ricorda che lo sviluppatore svedese è in grado di proporre anche un horror di tipo cosmico, esaltato in Amnesia: Rebirth di cui è stata appena rilasciata la versione Nintendo Switch 2. Il porting mantiene intatta l'esperienza, esaltata dall'ottimo comparto sonoro in grado di instillare ansia e un gameplay che mette alla frusta la paura dell'oscurità della protagonista - per un motivo preciso -, peccando sul comparto tecnico che poteva presentarsi decisamente meglio.
Bando alla ciance entriamo nell'orrore psicologico di Amnesia: Rebirth nella nostra recensione!
Uscito ad ottobre del 2020, Amnesia: Rebirth ha ricevuto valutazioni piuttosto buone sia dalla stampa che dai giocatori. Se da un lato non proponeva un horror più atmosferico esaltava quello di un mondo parallelo, che scavava dentro le paure ancestrali dell'essere umano: la paura di se stessi e quella dell'ignoto. Una paura che sfociava in comportamenti egoistici di preservazione, ma anche di annichilire il più debole pensando di essere nel giusto.
La protagonista indiscussa è Tasi Trianon, sposata con Salim, e i due, in volo verso un sito archeologico precipitano nel deserto algerino. Dopo un periodo di tempo si risveglia all'interno dell'aereo scoprendo che tutti i membri della spedizione, compreso suo marito, sono scomparsi. Esplorando la porzione di deserto, uscita dall'aereo, scopre che lei ha interagito con loro. Inoltre si trova sul braccio destro uno strano oggetto che sembra essere una specie di bussola. Com'è possibile che lei è stata con la spedizione dopo l'incidente, ma non ricorda nulla? E come fa ad avere quell'oggetto?


Esplorando più a fondo la grotta, la bussola inizia a muoversi, indicando una specie di portale all'interno della parete rocciosa. Una volta entrata trova qualcosa di strano e misterioso: un paesaggio che sembra provenire da un altro mondo... un mondo alieno. Ciò che fa da collegamento sono i documenti, i diari e i messaggi sparsi all'interno della grotta e in tutte le altre ambientazioni che esploreremo. Questi indicano non solo il suo passaggio e l'interazione con i membri della spedizione, ma i fatti che sono accaduti e il cambio di alcuni di loro che sembrano perdere il senno. Inoltre di parla di un essere misterioso, in forma di luce, che vuole aiutarli.
Presto impareremo a gestire l'esplorazione, come quella della grotta e di tutti gli ambienti successivi, attraverso i fiammiferi. Per trovarli bisogna cercare tra contenitori, cassetti e altro. Oltre 10 fiammiferi non possiamo portare con noi , il che è un controsenso quando il nostro inventario si arricchirà di altri oggetti come una lampada e le ricariche d'olio. Gli stessi fiammiferi si trovano sia nel nostro mondo che in quello parallelo: una stranezza sicuramente, ma fondamentale ai fini del gameplay. Magari in un primo momento si intravede l'incoerenza, ma poi non se ne potrà fare a meno! Quando si esplorano meandri avvolti nell'oscurità benediremo i fiammiferi che, purtroppo, si esauriranno entro una manciata di secondi una volta in mano. Vanno sfruttati per illuminare l'ambiente circostante accendendo lampade, luminari, torce sui muri, candele e altro per non alimentare un male che si cela dentro di noi.

Senza entrare troppo nella narrazione vi accenniamo che la nostra protagonista, oltre ad avere l'amuleto/bussola, deve stare attenta a non rimanere troppo nell'oscurità. Pena il risveglio di un male oscuro che anela dentro di lei. Prima o poi cadremo o verremo sopraffatti, ma non sarà la fine: la nostra visione sarà oscurata per qualche istante, poi strane immagini si alterneranno rapidamente. Nel frattempo perderemo il controllo per risvegliarci poco dopo con il nostro corpo in preda ad un'alterazione fisica che pian piano tornerà alla normalità.
Questo male ci accompagnerà per tutta l'avventura, finché non verrà svelato nell'ultima parte attraverso una progressione lenta e inesorabile, collegandosi sia ai membri della spedizione che al misterioso mondo parallelo (e alieno) che si avrà tempo e modo di esplorare. Tale luogo sembra legato alla bussola di Tasi, la quale è in grado di aprire dei portali che collegano - come abbiamo detto - i due mondi. Più avanti si comprenderà il significato che c'è dietro, e anche la bellezza inquietante di un mondo alieno che ha la sua lore e i suoi documenti in una lingua che solo Tasi è in grado di comprendere. Rimarrete affascinati dalla sua atmosfera tanto angosciante quanto misteriosa.


La storia proseguirà in un'alternanza tra i due mondi, fino a scoprire la paura di essere braccati da un essere da cui bisogna fuggire o nascondersi. Questo ci ricollega ad Amnesia: The Bunker (qui la nostra recensione), dove la paura di un “mostro” che ci da la caccia è una delle colonne portanti dell'esperienza. Tornando a Amnesia: Rebirth, da un punto preciso in poi il gameplay diventa più dinamico e avventuroso con un incremento degli enigmi ambientali. Questi non sono mai particolarmente complessi, ma alcuni di essi necessitano di un pensiero leggermente laterale abbracciando l'ambiente intorno a noi e non solo l'inventario. Quest'ultimo è semplice da gestire, con la possibilità di combinare oggetti in modo facile e guidato.
In pieno stile di ogni gioco Frictional Games, buona parte dell'ambiente è interattivo tirando, lasciando cadere, lanciando pietre, parti di legno, oggetti di vario tipo con una fisica credibile. Tale azione ci torna utile per scovare scatole di fiammiferi, documenti e altro. Ogni elemento dello scenario non utile ai fini dell'inventario si può prendere in mano ruotarlo per poi lasciarlo. Ciò da più credibilità all'ambiente, ma allo stesso tempo si ha la sensazione di fare qualcosa di inutile o di perdere tempo.

Se da un lato un gioco del genere è fatto per mouse e tastiera, la gestione via Pad è più che buona. Una volta presaci la mano si riesce a fare tutto abbastanza in scioltezza, anche se giocare su PC è ben diverso. Ma ciò che ci ha fatto storcere non poco il naso è come è stato convertito Amnesia: Rebirth su Nintendo Switch 2. Senza scomodare titoli molto più complessi tecnicamente come Cyberpunk 2077 o il prossimo Final Fantasy VII Rebirth, ci troviamo davanti ad un porting tecnicamente pigro. Se possiamo passare sopra ad un livello di dettaglio medio basso, ciò che fa arrabbiare è il framerate a 30 fotogrammi al secondo non sempre stabile. Non capiamo perché, a fronte di uno scenario abbastanza povero di dettagli, manchino i 60 fps.
L'hardware di Nintendo Switch 2 è più potente di PS4, avendo una tecnologia come il DLSS, avvicinandolo all'attuale generazione. Ad aggravare la situazione troviamo i caricamenti tutt'altro che veloci: il primo che porta alle opzioni di gioco dura più un minuto, mentre il passaggio tra un ambiente all'altro è più breve ma porta via tra i 10 e i 30 secondi. Inoltre abbiamo sperimentato qualche crash tra un caricamento e l'altro, verificandosi ogni tanto anche tornando alla schermata principale.


L'ESPERIENZA SU NINTENDO SWITCH 2
Abbiamo provato Amnesia: Rebirth sia con la console nel dock che in portabilità notando poche differenze. Se da un lato si gioca meglio su un Pad rispetto al Joy-Con, la qualità grafica non perde qualità con la console tra le mani o appoggiata sul tavolo, grazie anche ad un porting pigro che non sfrutta l'hardware a disposizione.
Amnesia: Rebirth ha tre finali che si possono ottenere nell'ultima fase dell'avventura in base a quello si decide. Nelle fasi precedenti si può eseguire un'azione che può avere due vie differenti, ma non abbiamo verificato se porta ad un effetto tangibile. Comunque per ottenere tutti i finali bisognerà sudare un po', agendo sia dal lato strategico che da quello cerebrale. Niente di complesso, ma a volte non si pensa ad una soluzione che si ha sottomano.
Il gioco si può affrontare sia in modalità classica (come abbiamo fatto noi) che in modalità avventura. Quest'ultima toglie il problema dell'oscurità focalizzandosi sugli enigmi, utile per chi vuole godersi maggiormente la storia.

La qualità dell'esperienza compensa il lato tecnico non all'altezza offrendo un coinvolgimento ed una narrazione efficaci, che tengono incollati fino alla fine. Questo anche grazie ad una lore molto estesa che ci fa ragionare sui fatti accaduti e su questioni etiche molto importanti, come il significato della perdita di una persona cara e delle paure più profonde dell'essere umano. Il comparto audio rende molto bene ogni momento di gioco, soprattutto quando ci troviamo nel mondo parallelo facendoci sentire la sua pesantezza e la sua imponenza. Da questo punto di vista Amnesia: Rebirth non perde nulla rispetto alle versioni tecnicamente migliori.
Se volete un horror psicologico in prima persona e possedete la nuova ibrida Nintendo, Amnesia: Rebirth è un ottimo punto di partenza a patto di accettare un porting non all'altezza. Vi godrete un'avventura coinvolgente e angosciante che vale ogni centesimo che costa.
Modus Operandi:
Abbiamo vissuto la terribile avventura di Tasi Trianon, nei due mondi, di Amnesia: Rebirth grazie ad un codice datoci da Abylight.
