Slay the Princess appartiene al genere chiamato Visual Novel: giochi nei quali dobbiamo solo prendere decisioni e poi osservare gli sviluppi della trama in base alle nostre scelte. Niente azione, né esplorazione, né crescita del personaggio, solo una continua evoluzione della storia decisa però da noi. Non c'è spazio, in apparenza, neanche per la complessità narrativa: tutto all'inizio sembra abbastanza lineare. Uscito circa un anno fa, Slay the Princess prodotto dagli stessi autori del fortunatissimo Scarlet Hollow, ha attratto numerosi appassionati proprio per ciò che nasconde sotto una scorza di semplicità. Le opzioni possibili erano così ampie da generare una serie enorme di finali alternativi, puntando ogni volta su una scelta diversa o incanalando il dialogo su una diversa direzione.
Adesso il gioco arriva anche su console, inglobando un DLC che espande la storia principale con tre nuove principesse un nuovo finale e naturalmente tantissime nuove illustrazioni e tracce musicali incrementando il contenuto originario di almeno un buon 35%. Inoltre sono state ritoccati alcuni dei capitoli del gioco originale, ora molto più corposi. L'aggiunta più importante però riguarda una mappa (che si potrà sbloccare dopo aver completato il gioco una prima volta) che ci mostrerà quali opzioni ancora non abbiamo esplorato e quindi fondamentalmente cosa ci siamo persi. Ce n'è abbastanza insomma per tirare in ballo anche coloro che il gioco principale lo avevano tranquillamente giocato e completato.
Il concetto di base è abbastanza semplice. Iniziamo il gioco con una voce narrante, abbastanza simile a una coscienza interiore, che ci spinge a recarci in una baita persa nel bosco all'interno della quale è rinchiusa una principessa. Dovremo ucciderla per salvare il mondo. Poche spiegazioni, pochi dettagli, il nostro "interlocutore" ci mette in guardia dallo sguardo ammaliante della principessa alla quale dovremo resistere per portare al termine la nostra missione. Già da subito le risposte multiple ci incanalano verso la trama di gioco vera e propria, convincendoci del fatto che potremo comunque manifestare la nostra volontà per resistere al carnefice che ci manda a compiere un crimine oppure assecondarlo.
Una volta entrati nella baita saremo accolti da un ingresso all'interno del quale si trova l'arma che dovremo usare per il delitto, e scendendo in cantina troveremo questa bella principessa legata al muro per un braccio che comincerà a dialogare con noi. Saremo in grado di resisterle e quindi proveremo a farla fuori per compiere la nostra missione oppure ci faremo abbindolare dalle sue chiacchiere cercando di liberarla? Sicuramente ogni risposta data e ogni nostra scelta avrà delle conseguenze su tutta la storia.


Ad un primo impatto sembrerebbe che le nostre possibilità possano essere solo due: uccidere la principessa oppure salvarla ribellandoci alla voce narrante. Dopo un paio di partite, però, ci si rende conto che ci sono tantissime sfumature in mezzo. In questa nuova versione poi ne sono state aggiunte delle altre. È difficile descrivere le varie possibilità senza incorrere nel rischio di spoiler, anche per questo abbiamo allegato poche immagini alla recensione: basti sapere però che è possibile partire con un approccio più duro e determinato e giungere poi a una conclusione più soft e viceversa. Tutto dipende dal continuo botta e risposta durante gli innumerevoli e lunghissimi dialoghi.
A fare da cornice ci sono le tantissime e innumerevoli personalità del protagonista che di volta in volta e di capitolo in capitolo, verrà ributtato nella mischia con una particolare sensazione di deja vu che nasconde tuttavia un ricordo anche delle storie passate (come se a morire e a tornare in vita fosse sempre la stessa persona). Questo ricordo delle esperienze vissute riguarda non solo il gioco, ma anche il giocatore stesso perché fondamentalmente faremo lo stesso: riproveremo ogni volta ricordandoci dove siamo andati a parare la volta precedente e cercando di modificare la traiettoria di tutta la trama di gioco. Naturalmente, così come possiamo giocare noi sull'indole assassina o bonaria lo stesso farà la principessa che si adatterà al nostro comportamento dimostrando una metà oscura ben lontana dai suoi bellissimi occhioni.

Le tavole disegnate da Abby Howard sono molto belle, dei piccoli capolavori: giocano sulla bicromia tra il bianco e nero e il rosso sangue, ma sono interamente disegnate a mano e sono comunque migliaia. Il tema è sempre quello di un horror quindi si passa da situazioni tranquille a splatter vero e proprio. Buona anche la caratterizzazione dei personaggi con i tantissimi dialoghi che riga dopo riga e decisione dopo decisione delineano una personalità sempre diversa, ma comunque coerente con la narrazione.
Slay the Princess è il classico gioco che può essere completato in pochissimo tempo ma che, grazie alla rigiocabilità, può impegnarci per ore ed ore. Buona anche la colonna sonora con musiche di accompagnamento a tema e che seguono anch'esse l'evolversi degli eventi anche se un plauso particolare va al doppiaggio rigorosamente in inglese e ad opera di Nichole Goodnight e Jonathan Sims che si occupa di dare voce sia alla voce narrante che al protagonista. Fortunatamente il gioco è stato, recentemente, localizzato in italiano risultando godibile anche a chi non mastica la lingua inglese. C'è anche la possibilità di salvare quando si vuole durante la partita stessa aprendo anche alla deviazione dal percorso intrapreso semplicemente caricando l'ultima partita e vedendo quindi le varie sfumature in maniera più rapida.


Nella nuova versione, oltre alle aggiunte e alle migliorie già citate, risulta particolarmente apprezzabile anche la possibilità di poter "skippare" i dialoghi già affrontati. Va da sè comunque che in un gioco dal ventaglio narrativo così ampio è sempre dietro l'angolo la possibilità di trovarsi davanti frasi già viste: questo ci può stare da un punto di vista statistico, ma anche per la diversa direzione che prende di volta in volta la storia. Comunque il motore Ren'Py, nato proprio per la progettazione delle storie interattive (naturalmente open source) è stato spremuto ben bene dagli sviluppatori che hanno lasciato al giocatore tutte le opzioni possibili per la gestione della storia. Durante i nostri test siamo partiti in quarta correndo per cercare di vedere dove il gioco volesse andare a parare. Dalla seconda partita però abbiamo dato sempre più importanza a tutte le varie opzioni che ci hanno portato a finali sempre più alternativi, belli o anche cruenti.
Di volta in volta la curiosità su cos'altro ci potesse essere dietro, ci ha spinto a provare e riprovare un'altra partita. Interessante quindi perché il gioco cattura l'attenzione del giocatore come in una sorta di incantesimo. Sicuramente Slay The Princess non è un gioco per tutti: il suo stampo horror ma soprattutto il suo gameplay potrebbero riservarlo solo a una particolare nicchia di appassionati. Ma se fate parte di questa categoria allora dovreste seriamente farci un pensierino.
Modus Operandi:
abbiamo provato a far fuori la bella principessa grazie a un codice gentilente fornitoci da Stride PR.
