Anteprima
PC
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Titolo del gioco:
Voivod: The Nuclear Warrior
Anno di uscita:
2026
Genere:
Action / Platform / Metroidvania / Indie
Sviluppatore:
chaosmonger studio
Produttore:
chaosmonger studio
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Non ancora comunicati
Box
  • La nostra mappa, si generer&agrave; man mano che scopriremo nuove aree.
  • Il nostro spirito &egrave; rimasto l&igrave;. Colpiamolo per recuperare qualche moneta.
  • Non se la sono passata sicuramente bene quei tizi.
  • I portali che fungono da checkpoint, valgono come l'oro.
  • Il tizio vuole venderci della roba interessante, approfittiamone.
  • Da quel terminale si attivano potenziamenti interessanti.
  • Come il Nothingface, un vero spettacolo.
  • C'&egrave; aria di boss? Chiss&agrave;...
  • Ci sono anche scenari nel bel freddo innevato.
  • Il colpo ravvicinato &egrave; spesso letale.
  • Potenziare il fucile &egrave; necessario in certi frangenti.
  • Il dash che ci risolver&agrave; tanti problemi, ma si far&agrave; desiderare.
  • Una key art che mostra il protagonista quasi nella sua interezza.
  • La key art ufficiale del gioco.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 10-10-2026
A colpi di musica conquisteremo il mondo... se gli altri saranno d'accordo ovviamente!

Il nuovo gioco di chaosmonger studio, in effetti, si appoggia alla scena musicale e non solamente per il titolo. Per chi non li conoscesse infatti, i Voivod sono una band canadese che fa musica ormai dal 1981 e che ha spaziato dal thrash metal al punk, al progressive in una continua ricerca e sperimentazione che li ha portati a vendere circa un milione di dischi in tutto il mondo. Tra l'altro gli stessi membri della band hanno contribuito (e stanno contribuendo visto che non è ancora completo) alla realizzazione del gioco stesso. Infatti Michel Langevin (Away) sta dando una mano per grafica e direzione artistica del gioco, Daniel Mongrain (Chewy) supervisiona l’adattamento della musica dei Voivod nelle buone e vecchie sonorità synt di una volta, Denis Bélanger (Snake) presta la sua voce al protagonista e Dominic Laroche (Rocky) testa il gioco e fornisce feedback sul gameplay.


Iconica la dedica iniziale a Denis D'Amour (Piggy) il chitarrista del gruppo morto nel 2005. Il gioco, quindi, è pensato da loro e per loro rappresentando non solo un tributo alla band, ma anche un modo per dare voce alle loro fantasie. Il prodotto completo vedrà probabilmente la luce l'anno prossimo ormai, ma noi di GamesArk.it abbiamo potuto testarne la demo.

UN MONDO POST-APOCALITTICO

Ci troviamo in un mondo devastato da guerre nucleari e quanto di peggio l'umanità possa mettere sul piatto. Noi siamo il Voivod, uno strano essere che non è umano e neanche qualcos'altro e dovremo farci strada attraverso lande desolate, popolate da mostri e aberrazioni venute fuori dalle radiazioni o da chissà che cosa, talmente brutti da fare invidia per certi versi alle bestie di Half Life 2. Il gioco è un metroidvania con tutti i crismi del caso, quindi con una mappa da rivelare pian piano e con zone inesplorabili nelle quali tornare una volta acquisita la giusta abilità.


Ogni cosa nel gioco, a partire dalla grafica in splendida pixel art, ricorda qualcosa dei Voivod, come i diversi boss ad esempio che richiamano alcune copertine dei loro album. Non è da meno ovviamente l'accompagnamento musicale, che ripropone alcuni dei loro pezzi rigorosamente sintetizzati alla vecchia maniera (chi ha vissuto l'era degli 8 e 16 bit sa di cosa parliamo). I controlli di gioco sono quelli tipici del genere con la possibilità di colpire da lontano, ma anche a distanza ravvicinata (Shinobi docet) e poi tutta una serie di piccoli puzzle ambientali da risolvere per sbarrarci la strada verso lo stage successivo.

DA LONTANO È MEGLIO

I nemici fortunatamente ripetono sempre lo stesso pattern d'attacco, ma a complicare le cose ci pensa spesso l'angolazione delle piattaforme. Per fortuna premendo il tasto LB del Controller (abbiamo usato come di solito quello Xbox) è possibile far bloccare il nostro personaggio, mentre con l'analogico destro mirare in tutte le angolazioni. Questo ci permette magari di trovare un punto più riparato per colpire senza farci beccare a nostra volta. Il perché è dato dal fatto che il nostro Voivod può saltare oppure abbassarsi, nulla più (almeno nelle fasi iniziali) e ciò rende evitare i colpi avversari un pochino complicato, principalmente quando affrontiamo i boss di fine livello. Anche se alla fine il loro stile d'attacco è sempre quello, sono comunque in grado di metterci in difficoltà quando sparano ventagli di proiettili che non si riesce ad evitare in alcun modo (con un bel dash magari, ma bisognerà attendere).


Quando i nemici sono troppo vicini possiamo farli fuori con un colpo ravvicinato, il più delle volte fatale per loro, premendo il tasto B. Non è escluso comunque che le modalità mancanti e presenti in tutti i metroidvania vengano sbloccati più avanti. Come dicevamo ci sono diverse aree irraggiungibili nelle prime run e quindi bisogna tornarci più volte. Fortunatamente affidare la gestione della mappa al tasto LT del controller è una bella mossa dal momento che in qualunque istante possiamo richiamarla e orientarci sullo scenario.

I POTENZIAMENTI

Con il tasto select del Controller potremo accedere al menu di gioco che mostra tanta roba interessante, ovviamente non tutta disponibile nella demo. A parte l'inventario rapido, accessibile anche con la crocetta del D-Pad verso il basso, dove troviamo i vari medikit da utilizzare per ripristinare la nostra salute, potremo accedere ai potenziamenti, alla mappa, alle missioni (e agli oggetti missione), alle abilità e ai miglioramenti. Uno dei primi che abbiamo sbloccato è molto interessante: il nothingface, infatti, ci permette di attivare, con la pressione del D-Pad verso l'alto, una sorta di entità spirituale che potremo controllare fino ad una certa distanza che riesce a bypassare alcuni ostacoli fisici per andare ad esempio ad attivare alcuni pulsanti fuori dalla nostra portata, ma necessari per aprirci il passaggio.


Dagli slot disponibili la sensazione è che ce ne saranno molti altri tutti da sbloccare. Durante il gioco poi uccidere i nemici ci frutterà delle monete che potremo investire nei vari mercanti incontrati in giro, come Graygoor, per acquistare medikit e altra roba interessante. Utile anche vedere la gestione delle armi dal momento che per buona parte del gioco iniziale c'è quella di default, con proiettili infiniti ma non eccesivamente potente.

DIFFICOLTÀ NON PROPRIO AGEVOLE

Sulla mappa incroceremo delle stazioni che ricaricheranno tutta la nostra energia e fungeranno da checkpoint. Non ce ne sono tante, e questo ci costringe il più delle volte a ripercorrere tanta strada (sulla quale ritroveremo ovviamente i nemici già eliminati) nel momento in cui ci fanno fuori. Proprio su questo va segnalato che nel luogo della "morte", aleggia ancora la nostra entità spirituale che, se colpita, ci permetterà di recuperare quantomeno le monete che avevamo raccolto fino ad allora.


Il gioco comunque, da quanto visto finora, non è semplice costringendo il giocatore a provare e riprovare memorizzando le posizioni dei nemici e i pattern dei boss prima di premiarlo con una vittoria, un po' come i giochi vecchio stile giusto per essere chiari. Riguardo ai boss, Scorvax ci ha messo un po' in difficoltà dato che non ci viene permesso utilizzare i medikit contro di lui e anche se alla fine ripete lo stesso attacco, quando spara a raggiera, come dicevamo, è molto difficile uscirne indenni. Un pizzichino di calibrazione del livello di difficoltà contro di lui non guasterebbe.

PRIME IMPRESSIONI TECNICHE

Dal punto di vista tecnico non abbiamo notato particolari problematiche. La grafica in pixel art è carina, forse un po' troppo spoglia in certe aree, anche se la caratterizzazione di buoni e cattivi è sicuramente la carta d'identità del gioco stesso. Buone le animazioni, tutto sommato fluide, un po' meno i pattern di movimento di Voivod alquanto penalizzanti rispetto ai nemici, sia per la grandezza dello sprite principale rispetto lo scenario che per la mancata possibilità di schivare (almeno nelle fasi iniziali) i colpi avversari. Anche inginocchiandoci gli altri ci colpiscono lo stesso proprio per questo motivo e questo costringe a evitare i colpi solo saltando, così come finché sparare da lontano è più sicuro viene penalizzato un po' lo scontro corpo a corpo.


A non mancare è però l'appeal che incuriosisce livello dopo livello, che cattura il giocatore invitandolo a provare e a riprovare nel tentativo di vedere cosa c'è dopo e questo è sicuramente un punto di forza. Non ci rimane quindi che attendere, con un po' di curiosità, il gioco finale.

Modus Operandi:

abbiamo provato la demo di Voivod: The Nuclear Warrior grazie a un codice fornitoci da Press Engine.

Voivod: The Nuclear Warrior è un bel progetto che fonde atmosfera fantasy con le chicche del gruppo che da il nome al gioco stesso e che saranno colte, purtroppo, dai veri fan della band. L'idea del metroidvania sbloccabile pian piano e che invita a provare e riprovare per visitare nuove aree e per superare i diversi nemici è sicuramente intrigante e riesce a incollare il giocatore allo schermo partita dopo partita. Probabilmente migliorabile la curva di difficoltà, un po' sbilanciata in certi punti, e poi il moveset del protagonista spesso in condizione di svantaggio rispetto i suoi avversari soprattutto quando piovono proiettili da ogni direzione. Nulla che non possa essere sistemato comunque, il che ci fa ben sperare per la versione finale del gioco che, al momento, si preannuncia interessante.
  • Bella pixel art
  • Riesce a coinvolgere il giocatore partita dopo partita
  • Localizzato in italiano
  • Qualche sbilanciamento nella difficoltà
  • Il moveset di Voivod lo mette troppo spesso in svantaggio
  • Qualche fondale è un po' troppo spoglio