Dopo l'ottimo Banishers: Ghosts of Eden (che personalmente ho apprezzato molto. -NdR) e diversi altri progetti come Jusant, Lost Records: Bloom e Rage e il più recente e carino The Lonesome Guild (in questo caso come editore), il 28 aprile scorso Dont' Nod ha pubblicato Aphelion. Un action adventure fantascientifico che ha sempre la storia e la narrazione al primo posto, ma dettata dalla linearità.
Questa volta lo sviluppatore ed editore francese cambia visione di gioco focalizzandosi sul gameplay coadiuvato da una buona narrazione ma, a differenza di come siamo abituati, senza dialoghi a risposta multipla o scelte che possono modificare la storia. Niente di tutto questo: Aphelion è un action adventure nel senso più stretto del termine con due fasi distinte, legate dai protagonisti: Ariane Montclair e Thomas Cross. Il tutto si svolge in maniera totalmente lineare con poche deviazioni, principalmente legati ai collezionabili per arricchire la storia.
Il gioco è stato realizzato in collaborazione con l'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea. Se da un lato la narrazione funziona, dalla prospettiva del gameplay le cose funzionano un po' meno. Scopriamo di più su Aphelion nella nostra recensione!
Il gioco si apre all'interno della nave dove sta avvenendo un dialogo importante tra i due astronauti in viaggio su Persephone, un nuovo pianeta scoperto ai confini del Sistema Solare. La situazione è delicata poiché la loro relazione è in crisi, proprio a causa di quest'importante missione. Fanno parte della Hope-1 per capire se c'è possibilità di stabilirsi in questo nuovo mondo. Ci troviamo nel 2062 e la Terra sta per diventare inospitale; Ariane e Thomas saranno i primi essere umani a mettere piede sul pianeta.
Persephone è un pianeta freddo, avente due serie di anelli. Nella fase di avvicinamento all'atmosfera la nave va in fiamme e precipita. Nell'impatto Ariane e Thomas vengono divisi. Cominceremo nei panni di Ariane che deve riuscire a salvarsi da una nave che rischia di precipitare dentro il cratere, dopo una serie di peripezie riesce a farcela, ma Thomas non si sa dove sia e in che condizioni si trovi. Si troverà ad esplorare una landa ghiacciata e desolata, con la sola tuta e la speranza nel cuore. La missione sembra ormai persa, insieme alla strumentazione.
Aphelion si articola in 11 capitoli per una durata di 8-10 ore per arrivare ai titoli di coda. Vedremo l'alternarsi dei due protagonisti fino alla conclusione della storia che porta al solo e unico finale. Anche il gameplay sarà diverso tra i due, alla scoperta di quello che cela veramente il pianeta. Lo scopo è quello di arrivare alla Sorgente.


Con Ariane avremo un assaggio di quello che ci aspetta: esplorazione lineare con un forte platforming in stile Uncharted. Inoltre ci saranno alcune sessioni in corsa dove bisognerà evitare di sbattere o saltare per non cadere nel vuoto. Una volta lasciata la nave, con la speranza di sapere qualcosa di Thomas, Ariane entra nel cuore del pianeta esplorando le sue lande ghiacciate che danno un forte senso di desolazione e solitudine.
Lo strumento rimastogli per interagire con l'ambiente è il pathfinder che ha nel braccio, in grado di mettere in primo piano gli obiettivi e in ultimo le onde elettromagnetiche che generano fenomeni alquanto strani con il campo magnetico di Persephone. In una delle prime sequenze fuori dalla nave Ariane vede un'apparizione proprio di Thomas; lei rimane senza parole ipotizzando che proprio il campo magnetico abbia a che fare con questi fenomeni misteriosi. Si ricorda che uno dei punti focali della missione è arrivare alla Sorgente, allo scopo di dare risposte sull'abitabilità del pianeta.

Tra un salto e l'altro e tra un arrampicata all'altra si arriva alla fine del primo capitolo, per dare il cambio a Thomas il quale è in una situazione totalmente diversa. Nello schianto gli si è conficcato un pezzo di metallo nel corpo. Dopo aver trovato un modo di tamponare la ferita, riesce ad uscire dai rottami della nave alla ricerca di un modo per curarsi. Purtroppo dispone di poca riserva di ossigeno, per cui deve continuamente rifornirsi attraverso i macchinari appositi che trova lungo la strada. Rispetto ad Ariane l'esplorazione è più lenta, a causa della sua situazione fisica e della riserva esigua di ossigeno. Per fortuna i macchinari dispongono di un cavo lungo alcuni metri che lo aiutano nell'esplorazione e a sopravvivere. Alla fine del capitolo fa una scoperta che lo lascia sia interdetto che meravigliato.
Non vogliamo andare oltre con la trama per lasciarvi vivere il cuore dell'avventura, ma vi anticipiamo che i capitoli alterneranno i due personaggi, con la narrazione che porterà a scoperte inaspettate e ad alcuni risvolti toccanti. Gli sviluppatori hanno voluto spingere su precisi temi come quello dell'essere umano che tende a cadere sugli stessi errori che lo portano nel non preservare l'ecosistema per scopi che appaiono nobili, ma che alla fine deviano verso il lato egoistico e del profitto.


E veniamo al punto dolente che coinvolge quasi tutta la produzione di Aphelion: il gameplay. Non stiamo parlando di un problema serio, ma di certo rende l'esperienza non propriamente fluida. Se da un lato il senso di esplorazione - seppur guidato - c'è, dall'altra si basa in modo fin troppo eccessivo sul platforming (le scalate sono talmente tante da far venire la nausea) per tutta la durata dell'avventura nei panni di Ariane. Il pathfinder da polso permette di avere una piccola variazione sul tema, attraverso semplici enigmi ambientali basati sulle onde elettromagnetiche del pianeta per rivelare i passaggi su cui proseguire. Anche la strada per proseguire non è sempre chiara con la morte che può essere dietro l'angolo. Tranne in alcuni punti i checkpoint sono inseriti diligentemente, non facendo perdere troppo tempo nel tornare al punto della nostra dipartita.
Nei panni di Thomas il pathos è dettato dal riuscire a proseguire senza finire ossigeno. Ciò significa che la fase esplorativa va eseguita con cura. Anche lui dispone del pathfinder da polso con indicato l'obiettivo da seguire. Anche qui la linearità regna sovrana, con la differenza che si procede in maniera più lenta alla ricerca di documenti, con l'aggiunta di qualche enigma che costringe a ragionare di più. Niente di eclatante, ma la fase adventure è predominante rispetto a quella action.

Ciò che ci ha fatto realmente storcere il naso sono li gli ultimi atti dell'avventura. Dopo un momento molto delicato e toccante, la fase stealth - allo scopo di riuscire a sfuggire alla creatura aliena che ci da la caccia - e quella del platforming si fondono in modo tale da creare non pochi problemi, con errori non sempre dettati da noi. Le fasi in sé non sono complesse, ma ciò che le rende a volte frustranti sono i movimenti e le scalate poco fluide. Non sempre il personaggio risponde alla leva analogica sinistra per direzionare le fasi di scalata, soprattutto quando bisogna scendere. Alla fine, con qualche arrabbiatura, si riesce ma il senso di pesantezza nell'arrivare alla fine si avverte... e non è molto piacevole.


Dove Don't Nod ha lavorato bene è sul comparto tecnico. Premettiamo che Aphelion non sprizza brillantezza grafica da tutti i pori, ma nel suo essere una produzione sostanzialmente indipendente visivamente è in bel vedere. L'ambientazione ghiacciata di Persephone e gli scenari sono ben realizzati con alcuni scorci da cartolina. I volti di Ariane e di Thomas sono curati come le loro animazioni, mentre i loro movimenti quando sono in azione sono meno elaborati.
Le interazioni con lo scenario sono abbastanza limitate, legate prettamente alla parte adventure e alla esplorazione. Ci sono alcune deviazioni legate ai collezionabili che si potrebbero perdere se non si controllano accuratamente alcuni punti dello scenario. Chi ama completare il gioco al 100% potrebbe fare una seconda run.
Aphelion gira a 30 fotogrammi al secondo per tutto l'arco dell'avventura. Nelle opzioni non esiste nessuna modalità grafica. E sinceramente non abbiamo sentito l'esigenza di un framerate raddoppiato. Secondo noi è una volontà degli sviluppatori per rendere l'esperienza più cinematografica. Le cutscene sono in media ben realizzate sopratutto nei volti dei protagonisti.

Buono il doppiaggio con una recitazione di buon livello, soprattutto in quei momenti dove si riflette sui questioni etiche e filosofiche. La localizzazione italiana è realizzata professionalmente anche se qualche piccolo errore si è intravisto, così come la mancanza di un paio di frasi rimaste in spagnolo. Niente di trascendentale che non possa essere corretta attraverso una patch.
In poche parole Aphelion è un prodotto più che discreto e nulla più. La resa del pianeta, dell'esplorazione e la storia funzionano bene. Ciò che appesantisce l'esperienza è il gameplay un po' legnoso che rende la fase action di Ariane a volte frustrante, a causa di una certa legnosità nei movimenti e nella fasi stealth con la creatura aliena. Se siete amanti delle storia e della fantascienza il titolo Don't Nod saprà tenervi sulle corde, sapendo che lo sviluppo è stato svolto in collaborazione con l'ESA. Per chi ama invece la parte giocata in sé, allora dovete pensare bene a ciò che vi abbiamo descritto nei paragrafi e sezioni precedenti.
Modus Operandi:
Abbiamo vissuto le vicissitudini di Arianne e Thomas in Aphelion grazie ad un codice gentilmente datoci da ICO Partners.
