Recensione PC
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Titolo del gioco:
Moldwasher
Anno di uscita:
2026
Genere:
Passatempo / Cozy / Indie
Sviluppatore:
Rubel Games
Produttore:
Anshar Publishing
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 10 (64bit) - Processore: Intel Core 2 Duo E4500 2.2 GHZ o AMD Athlon 64 X2 5600+ 2.8 GHZ - Memoria: 2 GB di RAM - Scheda Video: Geforce 240 GT o Radeon HD 6570 (1GB) - DirectX: Versione 9.0c - Hard Disk: 512 MB di spazio disponibile - Prezzo: €6,39
Box
  • Anche la tovaglietta va pulita.
  • Un lavello otturato? Bisogner&agrave; liberarlo prima.
  • Il nostro garage pieno di giocattoli da pulire. E abbiamo trovato anche un CD.
  • Quel forno &egrave; in condizioni disastrose. Per fortuna ci siamo noi.
  • Anche il lanciafiamme pu&ograve; essere utile per fare prima.
  • La mappa ci dice molto poco sulle missioni, lo stretto indispensabile.
  • Dobbiamo anche rimuovere gli adesivi a questo giro.
  • C'&egrave; molto lavoro da fare qui: rimbocchiamoci le &quot;maniche&quot;.
  • Il piccolo ascensore ci aiuta a spostarci.
  • I collezionabili... quanti sono?
  • C'&egrave; roba interessante in vendita, ma ci servono i quattrini.
  • Degli insetti ci danno fastidio? Schizziamo anche loro!
  • La key art ufficiale del gicoo.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 06-07-2026
La sporcizia dentro casa assume un altro aspetto se la si guarda proprio da vicino…

Moldwasher si interseca perfettamente in un periodo nel quale i cozy games (giochi rilassanti senza alcun patèma d’animo) stanno prendendo sempre più piede. Tra isole da recuperare, palestre da restaurare e simulatori di pulizia in genere ce n’è davvero per tutti i gusti, ma a cambiare questa volta è proprio la prospettiva. In Moldwasher guarderemo tutto in maniera ingrandita per renderci conto di come una semplice macchia sul pavimento nasconda in realtà un intero universo di sporcizia, se vista a distanza ravvicinata.


L’idea effettivamente è carina e innovativa e va ad esplorare un settore un pochino tralasciato dalla concorrenza: una macchia non è mai un insieme uniforme della stessa roba, ma richiede un trattamento certosino magari utilizzando più attrezzi in maniera sequenziale tra di loro. Come se non bastasse gli sviluppatori hanno deciso anche di puntare sulla pixel art, di moda anche questa ultimamente, che insieme all’atmosfera lenta e rilassata e al sottofondo musicale promette di regalarci momenti di sano relax mentre ripuliamo i disastri fatti da qualcun altro.

UN PICCOLO SUSHI AL LAVORO?

Naturalmente non c’è una trama vera e propria. Noi vestiamo i panni di Nigiri, un pezzo di sushi che, munito di una lancia ad acqua, viene inviato per i vari settori di una grande stanza a ripulire lo sporco (e che sporco!) provocato non si sa da chi. Lo scopo del gioco, quindi, è semplice: si clicca sulla mappa dove sono evidenziati dei punti di interesse che rappresentano le varie missioni e, scegliendo tra quelli disponibili, si viene catapultati in una sorta di ingrandimento dell’area per ripulire tutto. Altre missioni si sbloccheranno man mano che riusciremo ad acquistare nuovi attrezzi e procederemo nel gioco. 


Tutto viaggia all’insegna della calma e della tranquillità, nessuno ci insegue e nessuno ci fa fretta anche se ogni tanto compare su schermo l’invito a sbrigarsi. Inoltre i movimenti del nostro piccolo Nigiri sono abbastanza controllati, dato che non possiamo cadere in nessun modo e ci muoviamo su dei binari prestabiliti. Il gioco supporta sia tastiera e mouse che il controller (quello di Xbox andrà benissimo): come è logico attendersi il mouse permette di puntare meglio sullo sporco, mentre con il controller dovremo giostrare tra le due levette analogiche ma si finisce con il prenderci la mano abbastanza in fretta.

L’IMPORTANTE È PULIRE BENE

Parlando di un gioco in pixel art - bella a questo punto la modalità di applicare un filtro CRT per una resa ancora maggiore -, dovremo andare a caccia del singolo pixel durante la nostra attività di pulizia anche se il gioco è abbastanza tollerante tutto sommato. Fortunatamente completata un’area vedremo la stessa lampeggiare su schermo, e meno male che le grosse aree sono suddivise in tante aree più piccole. L’indicatore di pulizia, infatti, tenderà ad aumentare se tergiverseremo troppo, come se la muffa provasse a riprendersi aree che avevamo già pulito obbligandoci quindi a ripassarvi più e più volte. Finiremo per vedere il completamento della piccola area come una liberazione.


Ogni missione completata frutterà un guadagno, suddiviso in banconote che potremo spendere per acquistare nuovi strumenti o potenziare quelli che già abbiamo e monete d’oro. Inizialmente disporremo solo dell’idropulitrice, ma subito dopo potremo sbloccare un soffiatore e poi una idropulitrice ancora più potente. Le rappresentazioni grafiche dei vari attrezzi sono chiare e ben definite, compensando la scarsa comunicazione del gioco che non spende neanche un attimo a spiegarci cosa siano i vari attrezzi e a cosa servano. All’inizio di ogni missione vedremo solo una piccola descrizione, il guadagno promesso e poi in basso l’attrezzo richiesto per portarla a termine.

INVESTIRE PER PROSEGUIRE

I soldi guadagnati, come dicevamo, potremo spenderli per potenziare i nostri attrezzi, intervenendo sulla pressione, sul raggio di gittata e così via, oppure per acquistarne di nuovi. Alcuni saranno dei miglioramenti di quelli che già abbiamo, altri invece saranno nuovi e indispensabili per proseguire nella storia, come il piccolo martello utile per far saltare le incrostazioni (spesso residui di cibo) o il lanciafiamme per eliminare alcuni oggetti (spesso di carta) che contribuiscono allo scempio che dobbiamo risolvere.


Ad ogni modo l’area di intervento è quasi sempre tutta esposta e disponibile, salvo alcune missioni nelle quali dovremo addentrarci oppure muoverci dallo scenario iniziale grazie a un piccolo ascensore comandabile, manco a dirlo, con i getti d’acqua della nostra lancia. Fortunatamente in alto a destra c’è un indicatore, che ci aiuta a capire quante aree dobbiamo ancora pulire prima di completare la missione e tornare a casa. Capita sovente di bloccarsi per qualche piccolo pixel sfuggito alla nostra vista o qualche chicco di riso che non abbiamo ancora buttato via con il soffiatore.

E POI?

Come capita sovente nei cozy games il succo del discorso è tutto qui. Gli sviluppatori hanno provato ad inserire anche dei collezionabili da raccogliere per arredare la nostra stanza (che sarebbe un vero e proprio hub di gioco). Peccato che non ci è dato sapere quanti collezionabili ci siano in tutto e dove questi si trovino. Se iniziamo una missione infatti non ci viene detto nulla in merito, quando la completiamo però il gioco rivela che in quell’area si annidava un collezionabile che magari non abbiamo trovato. Strano comportamento anche per la rigiocabilità dei livelli che, una volta selezionati, non ci permetteranno di uscire fuori e tornare a casa se prima non l’avremo completato.


Peccato che, a parte un paio di casi in cui alcuni insetti ci davano fastidio, in linea di massima non c’è nessuno a disturbare la nostra opera. D’accordo che parliamo di un cozy game ma un pizzico di pepe non avrebbe guastato, così come avremmo preferito essere costretti a utilizzare tutti gli attrezzi comprati nel negozio: uno di questi (non vi diremo quale per non guastarvi la sorpresa) non l'abbiamo proprio mai toccato.

COMPARTO TECNICO

Dal punto di vista grafico il gioco è un bel vedere grazie a una pixel art ben definita e colorata esaltata anche dalla possibilità di applicare il filtro CRT. Ogni tanto capita qualche piccolo glitch (soprattutto con alcuni collezionabili), ma comunque niente di che. Buona la colonna sonora calma e rilassata, perfettamente in sintonia con il tipo di gioco così come lo stesso gameplay è interessante e carino anche se alcuni attrezzi acquistati avrebbero meritato maggior considerazione: che senso ha utilizzare un'idropulitrice più potente che destabilizza addirittura il nostro personaggio se con l'altra si fa lo stesso lavoro con meno pensieri? Inoltre non si capisce perché il gioco ci permette di potenziarne solamente tre.


Il tutto si completa in circa tre ore, anche se “completa” è una parola grossa dato che non ci è dato sapere se abbiamo raccolto tutti i collezionabili oppure no. Sotto questo aspetto qualche problemino c’è: il gioco è avaro di comunicazioni, dato che non spiega i vari attrezzi, a cosa servono, la storia di alcuni collezionabili e così via. Non parliamo di narrazione, ci mancherebbe, ma di piccoli necessari approfondimenti statistici che avrebbero innalzato il valore di tutta la produzione.


Moldwasher è localizzato in italiano in maniera abbastanza esauriente. L’idea è sicuramente interessante e il basso prezzo richiesto contribuisce a rendere il gioco ancora più attrattivo, quindi se amate questo genere di passatempi rilassanti potreste tranquillamente farci un pensierino.

Modus Operandi:

abbiamo aiutato il nostro piccolo sushi grazie a un codice Steam fornitoci da Anshar Publishing.

Moldwasher è un gioco carino e graficamente ben realizzato, al quale manca qualcosina per elevarsi ancora di più. Poca comunicazione nei confronti del giocatore e un level design ancora più accurato ad esempio, dato che alcuni attrezzi che compreremo non li useremo praticamente mai oltre ad alcuni interrogativi che rimangono senza risposta. A cosa servono le monete d’oro? Quanti collezionabili ancora ci mancano? Perché la loro presenza non viene indicata all’inizio di ogni livello? A parte queste piccole lacune, però, Moldwasher offre quello che promette: qualche oretta da godersi in totale relax ripulendo a destra e a manca, tutto sommato a un prezzo contenuto.
  • Pixel art molto carina
  • Atmosfera calma e rilassante
  • Ripulire da sempre soddisfazione
  • Pochissima comunicazione ai giocatori su attrezzi e collezionabili
  • Level design di alcune missioni migliorabile
  • Alcuni attrezzi non li useremo praticamente mai.
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