Recensione PC
PC
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Titolo del gioco:
Echo Isle
Anno di uscita:
2026
Genere:
Azione / Avventura / Zelda style / Indie
Sviluppatore:
Josh Koenig Games
Produttore:
Josh Koenig Games
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 10 (64bit) - Processore: 1.5 Ghz Dual Core - Memoria: 2 GB di RAM - Scheda Video: Integrated Graphics (Intel HD 3000 o superiore) - Hard Disk: 100 MB di spazio disponibile - Prezzo: €5,19
Box
  • Tutto semplice, ma colorato.
  • La mappa ovviamente si sblocca man mano.
  • Abbiamo trovato la spada. Ci servir&agrave;.
  • Quegli strani pipistrelli ce l'hanno con noi?
  • Rompere quei cespugli potrebbe servire, almeno per liberare il percorso.
  • Incontreremmo anche altri personaggi nel nostro viaggio.
  • E dialogare con loro pu&ograve; servire.
  • Superiamo il tunnel e scopriamo cosa c'&egrave; dopo.
  • Occhio a quel frutto, non &egrave; cos&igrave; gentile come sembra.
  • Ecco un punto di salvataggio. Approfittiamone.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 04-07-2026
Può un giochino così piccolo divertire nel 2026? Assolutamente sì, se è programmato con talento e passione.

Echo Isle strizza palesemente l'occhio al mondo del retrogaming e lo si nota fin da subito, durante l'installazione, quando Steam ci richiede appena 27 MB (esatto, non GB) sul nostro disco rigido. Una volta lanciato, poi, la semplice interfaccia grafica con caratteri enormi e poco ridefiniti e con la musichetta di sfondo che richiama i vecchi sintetizzatori a 8bit, allora il sospetto diventa certezza.


Nato da un progetto messo in opera da UN SOLO SVILUPPATORE, cioè Josh Koenig che ne ha curato tutte le parti, un po' come si faceva una volta, Echo Isle attrae non solo per quella leva nostalgica che farà sobbalzare dalla sedia tutti i giocatori un po' avanti con gli anni, ma anche per una semplicità di gameplay che era andata perduta nel corso del tempo e che contribuiva a definire un videogame secondo quello che offriva all'utente: intrattenimento. Storia minimalista, realizzazione anche, il tutto veniva affidato alla fantasia del giocatore che in dungeon dall'aspetto spartano vi immaginava un intero mondo fantasy. E quindi, quando ti ispiri a certi capolavori e ne mantieni l'essenza ludica il più possibile, sfidi il tempo e il progresso tecnologico e magari ne esci anche vincitore.

LE AVVENTURE DI ASTER

Nel gioco vestiamo i panni di Aster, un cavaliere astrale giunto sulla Terra sprofondata nelle tenebre perché il faro degli Dei si è spento a causa delle quattro leggendarie Pietre dell'Echo che sono andate smarrite. Toccherà a noi quindi girovagare per la mappa di gioco al fine di recuperare i quattro "sassi" e rimettere il faro in funzione. Una storia semplice, minimalista, che viene peraltro raccontata attraverso dei tablet disseminati in giro, ma che preferisce non approfondire alcuna argomentazione.


Effettivamente, diciamolo fin da subito, è evidente la somiglianza di Echo Isle con quel famosissimo The Legend of Zelda: Link's Awakening uscito su Game Boy Color nell'ormai lontano 1998. Una somiglianza che parte dall'assetto grafico per poi passare anche attraverso le musiche e lo stesso gameplay. Simile ad esempio è la stessa natura sequenziale del gioco: potremo sbloccare determinate aree dopo averne visitate altre che ci hanno permesso magari di acquisire il giusto potere per andare avanti. Nel mezzo tanti stranissimi e improbabili nemici e della carine boss fight con i guardiani dei 4 dungeon che affronteremo durante il gioco, in ognuno dei quali recupereremo il frammento di pietra che ci serve per completare il gioco.

MIGLIOREREMO STRADA FACENDO

Con una visuale dall'alto in un ambiente molto semplice, ma ottimamente colorato, il nostro Aster partirà per la sua missione inizialmente munito solo delle proprie forze salvo, pian pianino, la facoltà di recuperare una spada, l'abilità del salto, la capacità di nuotare e così via. A non mancare di certo sulle mappe sono i punti di salvataggio, delle piccole aree celesti, che attiveranno la memorizzazione automatica della partita. Ci sono anche dei piccoli (e semplici) enigmi ambientali, come degli interruttori da attivare (con degli switch tra rossi e blu), delle piccole leve da tirare e soprattutto le varie chiavi da recuperare per aprire determinate porte utili per proseguire. Inoltre durante l'avventura incontreremo personaggi importanti con i quali è bene scambiare due chiacchiere.


È perfettamente supportato il Controller di gioco (quello Xbox andrà benissimo) e con il pulsante Start accederemo alla mappa di gioco, pixellosissima anche questa, che però ci mostra le varie locazioni di movimento ma non i dungeon contenuti in ogni area (muoversi all'interno di essi non darà riscontro sulla mappa di gioco). Poi c'è anche la possibilità di rompere piante ed erba con la nostra spada e anche piccoli oggetti, oltre ai bauli trovati in giro, che nasconderanno dei cuoricini per ripristinare la nostra salute oppure delle gemme da collezionare e utilizzare prima dello scontro finale per potenziare la nostra spada.

IL LEVEL DESIGN

I livelli sono ben studiati per metterci in difficoltà, alla fine neanche tanto, puntando non solo su nemici dai diversi pattern d'attacco ma anche su ostacoli ambientali come buche, terreno franabile, acqua e così via. Va detto però che il livello di difficoltà non è mai proibitivo, anche perché da un lato aiutano i tanti punti di salvataggio, dall'altro gli attacchi dei nemici, che al netto di qualche boss fight, sono comunque gestibili e prevedibili. Se usciamo da un'area, ritornando, assisteremo al respawn dei nostri nemici e se, ovviamente, avremo salvato in precedenza e ci avranno fatto fuori, dovremo recuperare nuovamente chiavi ed item vari, tutto nella norma insomma.


Echo Isle è di una semplicità disarmante, a tal punto che riesce nell'intento di intrattenere senza tanti pensieri e soprattutto di incuriosire il giocatore a provare un'altra partita giusto per vedere cosa c'è subito dopo. Con ogni probabilità ve lo giocherete tutto d'un fiato, ci vuole circa un'oretta e mezza per portarlo a termine, e inoltre, pur non essendo munito di collezionabili, proceduralità e così via, lo riprenderete di tanto in tanto per rifarci una partita in totale relax. Possiamo dire che la semplicità vince dove la complessità - vedi giochi moderni - il più delle volte fallisce.

CONCLUSIONI

Va da sè che i nostalgici e coloro che sono cresciuti con i vecchi capitoli di Zelda, ai quali Echo Isle dedica un validissimo tributo, ci andranno a nozze sia nell'aspetto grafico che con la musichetta di accompagnamento che li riporterà indietro di tanti anni. A completare il quadro c'è un gioco che fa della semplicità il suo punto di forza, offrendo un intrattenimento mai aggressivo, anzi assolutamente rilassante grazie anche ad enigmi tutto sommato sempre abbordabili e a nemici che, in vecchio stile, attaccano sempre allo stesso modo e partono sempre dallo stesso punto.


Non c'è la localizzazione in italiano, ma i testi sono comunque abbastanza risicati anche se fra un portoghese e un turco, magari il nostro idioma ci stava pure. Il prezzo interessante con il quale viene venduto, poi, è uno stimolo ulteriore per dargli una possibilità. Un volo di nostalgia a così basso costo vale assolutamente il prezzo del biglietto, se poi ci aggiungiamo che il gioco è veramente carino e divertente allora la conclusione è assolutamente semplice. Peccato solamente che duri così poco.

Modus Operandi:

abbiamo accompagnato Aster grazie a un codice fornitoci da Press Engine.

Echo Isle è l'ennesima dimostrazione che la semplicità in un gioco può essere ancora una carta vincente. Sembra quasi di ritornare all'epoca degli 8-bit con scenari semplici, pixellosi (ma ottimamente colorati) e con un gameplay che punta al vostro relax senza impegnarvi più di tanto. Il tutto gira a meraviglia, a tal punto che comunque vi incuriosirete nel cercare di scoprire cosa c'è dopo e vi ci butterete a capofitto, proprio perché tutto l'insieme è carino e coccoloso quanto basta per riportarvi indietro nel tempo di diversi anni. Echo Isle però si propone non solo ai giocatori più grandicelli, ma anche ai giovani che vogliono provare l'esperienza di un gioco di qualche tempo fa senza ricorrere al retrogaming. Anche se dura molto poco, al prezzo richiesto questo è un viaggio che non vi potete assolutamente perdere.
  • Semplice e divertente nel suo tributo a Zelda
  • Tecnicamente molto bello
  • Prezzo concorrenziale
  • Niente mappa per i dungeon
  • Non localizzato in italiano
  • Dura troppo poco
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