A più di un anno dall'uscita del gioco principale, Frostpunk 2 (qui la nostra recensione) continua a divertire i suoi appassionati. Questo è sicuramente dovuto alle sue meccaniche, particolarmente complesse che riuscirono a suo tempo nell'impresa di replicare il successo del primo capitolo aggiungendo quel tocco di innovazione che lo differenziasse a tal punto da costringere tutti i giocatori a imparare praticamente da zero, e che gli hanno permesso di resistere nel tempo. Frostpunk 2 non è un sequel del primo capitolo, ma ne rappresenta l'evoluzione talmente estrema da farlo quasi sembrare un gioco diverso.
Se nel primo Frostpunk (qui la nostra recensione del gioco base e di tutti i DLC) gestivamo i singoli individui, nel suo seguito gestivamo interi pezzi di popolazione con tutta l'alchimia del gioco che risultava amplificata, numericamente parlando, in ogni suo dettaglio. Sembra quasi semplice detta in questo modo ma ragionare a grandi numeri è un qualcosa che richiede un certo periodo di abitudine e di adattamento. L'esperimento comunque riuscì abbastanza bene anche perché oltre alla gestione strategica vera e propria nella continua lotta tra ambiente esterno e risorse disponibili, gli sviluppatori implementarono pesantemente anche le vicissitudini endogene nate cioè all'interno della comunità stessa.
Chi ha giocato Frostpunk 2 conosce sicuramente le continue diatribe politiche all'interno della comunità che ci vedevano barcamenarci, da bravi leader, nei rapporti diplomatici tra le varie fazioni nel tentativo, perso in partenza, di non scontentare nessuno. Questa libertà di gioco, vera perla di tutta la produzione, ci permetteva di giungere alle soluzioni necessarie alla sopravvivenza, attraverso percorsi sempre diversi aumentando a dismisura anche l'immedesimazione durante le decisioni prese sempre secondo la nostra etica personale. L'aspetto molto più strategico e politico del gioco lo ha reso sicuramente meno semplice per i giocatori stessi che dal "semplice" controllo delle risorse disponibili e di quelle consumate giornalmente del primo capitolo, sono dovuti passare allo stesso problema influenzato peraltro nelle soluzioni e nello sviluppo anche dalle fazioni di facinorosi che provavano, con il loro voto, a trascinarci sempre dalla loro parte.
Oltre alla modalità storia, come visto a suo tempo, c'era anche la modalità Utopia Builder, fondamentalmente quella infinita dove al netto della narrazione iniziata e finita c'era la necessità di resistere quanto più possibile alle intemperie facendo possibilmente prosperare la nostra comunità. È proprio su questa modalità infinita che si concentra il primo DLC pubblicato dagli 11 bit studios: un contenuto aggiuntivo che non aggiunge nulla alla storia di gioco principale, ma che concentra tutta la sua essenza sulla modalità Utopia.


Il nuovo contenuto aggiuntivo arriva in contemporanea con una patch gratuita che, come due rette convergenti vanno insieme a potenziare la modalità sandbox di Frostpunk 2. Innanzitutto sarà possibile adesso scegliere la fazione iniziale dalla quale partire tra le 8 disponibili, scongiurando il rischio di iniziare la partita con una stabilita dalla sorte. Naturalmente, proprio nell'economia degli equilibri di gioco, le fazioni sono parte fondamentale di tutto lo schema anche perché sono state potenziate nelle richieste e nelle esigenze sotto tutti i punti di vista. Ora è molto più difficile averci a che fare, così come è più complicato stabilire un equilibrio che metta tutti d'accordo.
Sotto questo aspetto il gioco è diventato molto più arguto e sottile e ogni piccola decisione finirà per scatenare tutta una serie di variabili che metteranno a dura prova la nostra capacità nel tenere i fili del gioco. Poi potremo scegliere quale racconto vogliamo affrontare: ne sono stati introdotti due nuovi, quello dei catastrofisti che aggiunge come nuovo edificio la Torre dell'Orologio Eterna e quello dell'epidemia che invece aggiunge il Campanile di Guardia. I primi, ovviamente, fanno parte di una fazione allarmista che vede pericoli ovunque (come se non ce ne fossero a sufficienza) e che turberà continuamente l'ordine costituito. L'epidemia, invece, concentra la sua enfasi su un nuovo virus che porterà morte e distruzione nella nostra città se non saremo in grado di fermarlo in tempo.

Sono state aggiunte anche due nuove mappe (una dal DLC e una gratuita): baia frastagliata con la possibilità di accedere alle risorse del mare, ma con evidenti limiti nel sottosuolo e valle abbandonata che invece punta esattamente all'opposto. Entrambe le mappe sono molto interessanti e ben realizzate. Completeremo le nostre impostazioni quindi con la selezione della sfida che riguarda invece la nostra città e che gioca sulla sua crescita, sulla colonizzazione delle lande vicine, sullo sviluppo tecnologico e così via. Un'altra novità aggiunta, forse la più importante, è quella dell'Albero Utopia, una sorta di nuovo albero delle abilità dove spendendo i vari punti esperienza guadagnati man mano con il gioco, potremo sbloccare di volta in volta nuove abilità per la fazione che stiamo seguendo in quel particolare momento e della quale avremo conquistato la fiducia. Ad esempio se scegliamo l'epidemia come racconto, sarà meglio puntare sulla fazione dei Proteans, in grado di gestirla al meglio: per una maggiore efficacia dovremo dargli quanti più strumenti possibili a disposizione e quindi cercheremo di scegliere bene quali rami dell'albero potenziare per primi.
Con questo nuovo aggiornamento sono stati però amplificati i vari confini tra richiesta, accettazione e tolleranza tipici di ogni fazione e questo ci costringerà a una maggiore attenzione sulle decisioni e inevitabilmente renderà tutto più difficile. Alla notizia dell'epidemia vorremo comunicarlo alla popolazione con il rischio che si scateni il panico o vorremo tenere tutto segreto cercando di portare avanti prima la ricerca ma con il rischio di rivoluzioni dopo? Tutto verte intorno alla fiducia che dovremo conquistare e mantenere senza però perdere d'occhio la sopravvivenza della popolazione stessa, con l'approvvigionamento di risorse, espansione della città e così via.
Ecco quindi che la parola d'ordine del nuovo contenuto aggiuntivo Fractured Utopias è proprio la complessità. È come se il gioco avesse spostato la sua struttura dalla sopravvivenza nelle lande ghiacciate alla gestione politica all'interno della città stessa, attribuendo più peso alla seconda problematica, quella endogena nata dai rapporti tra i vari abitanti rispetto a quella esogena dovuta a fattori esterni. Naturalmente una gestione così complessa focalizza il tutto sull'equilibrio: allo stato attuale ci è parso che qualche fazione fosse più sbilanciata rispetto alle altre, e questo finisce per direzionare le scelte e le azioni in maniera non uniforme. Giusto per fare un esempio, scegliere di imporre le proprie idee paga molto di più rispetto al cercare di accontentare quante più fazioni possibili.
Sicuramente gli sviluppatori, tanto attenti ai feedback del pubblico risolveranno tutto con qualche patch correttiva. La confusione è comunque inevitabile quando i parametri in gioco diventano così tanti: nel valzer di statistiche e informazioni inoltre diventa difficile capire chi o cosa stia influenzando il decorso del gioco stesso. Questo va ad appannaggio dei fan sfegatati di Frostpunk 2, coloro che hanno completato tutta la storia principale e possibilmente si sono cimentati a lungo nella modalità sandbox. Per gli altri invece il tutto potrebbe risultare davvero molto difficile.


Dal punto di vista tecnico non c'è nulla da dire. Graficamente il gioco è una meraviglia, e musiche e sottotitoli in italiano (senza strafalcioni) non possono che arricchirne il valore. Migliorata anche l'interfaccia del sistema di controllo, principalmente per chi ha tra le mani un controller con i menu adesso molto più "navigabili": particolare non da poco per un gioco che nasce fondamentalmente per tastiera e mouse. Qualche piccola incertezza su PC l'abbiamo notata come un fastidioso glitch sulle strutture interessate alla nostra azione o come una tendenza, per fortuna non sempre presente, che fa grindare il gioco leggermente a sinistra anche a mouse fermo. Niente che non possa essere corretto con poco sforzo dagli sviluppatori stessi con qualche patch.
L'interesse è sicuramente alto per questo DLC che aggiunge nuova linfa e nuove sfide per i giocatori più appassionati. Magari non è proprio adattissimo ai neofiti del genere che dovrebbero, a nostro avviso, fare il percorso completo giocando prima la modalità storia, poi facendo pratica nella sandbox e solo allora provare a difendersi con Fractured Utopias. Comunque siamo davanti sempre al solito lavoro di qualità al quale, ormai e per fortuna, i ragazzi di 11 bit studios ci hanno abituati.
Modus Operandi:
abbiamo provato Fractured Utopias grazie a un codice datoci da Terminals.io.
