Recensione X-Box Series X-S
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Titolo del gioco:
Ebola Village
Anno di uscita:
2026
Genere:
Azione / Avventura / Survival horror / Indie
Sviluppatore:
Indie Games Studio
Produttore:
Axyos Games
Distributore:
Xbox Store
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Console della famiglia Xbox One (Xbox One, Xbox One S, Xbox One X), Xbox Series X|S - una connessione a banda larga - un account Xbox - 24 GB di spazio libero su disco - Abbonamento per i salvataggi in cloud - Prezzo: €19,99
Box
  • Inquietante quella casa, ma ancor di pi&ugrave; quel pupazzo.
  • Miseria e degrado sono ovunque.
  • A giudicare dal volante il catorcio ha un bel po' di anni.
  • Quel tizio strimpella sulle scale. L'immagine non &egrave; proprio pulitissima.
  • Gli zombie si muovono in maniera goffa, e fin a qui tutto nella norma.
  • Un bel fucile a pallettoni giusto per ristabilire le gerarchie.
  • Dev'essere stata una bella donna prima...
  • La crepa sul muro ci pu&ograve; stare, sul quadro magari un pochino meno.
  • Gli effetti di sparo e smembramento non sono malaccio, forse la parte migliore.
  • Munizioni preziose... non sprechiamole.
  • La key art ufficiale del gioco.
  • La key art ufficiale... senza il titolo.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 31-01-2026
Una nuova epidemia zombie sta flagellando l'umanità. E tanto per cambiare, ci siamo in mezzo anche noi.

Ebola Village, nuovo gioco edito da Indie Games Studio, ha fatto parlare tantissimo di sé nei giorni passati. Quando si tocca l'argomento zombie, infatti, il rischio di prendere cantonate è sempre dietro l'angolo. Sia dal punto di vista letterario che cinematografico (Walking Dead giusto per citarne uno?) ma anche videoludico, vedi Resident Evil o Dying Light, sono usciti nel corso del tempo dei veri e propri capolavori che si sono piazzati ormai come termine di paragone per tutti i titoli a venire. A maggior ragione sul genere survival, soprattutto il titolo di Techland ha alzato inevitabilmente l'asticella verso l'alto.


Di conseguenza il pubblico è diventato più critico ed esigente e la polemica è sempre pronta ad esplodere. Ancora di più quando un gioco Indie prova a copiare da un capolavoro come Resident Evil (scegliete voi quale): il confronto è sempre impietoso anche perché non tiene conto della differenza di risorse a disposizione nella realizzazione del gioco stesso e finisce per far passare in secondo piano lo sforzo dello sviluppatore. Il singolare è d'obbligo perché a realizzare il grosso di Ebola Village ci ha pensato una sola persona con tantissima passione e con tutte le difficoltà del caso. Diamoci da fare quindi e passiamo all'azione.

C'È SEMPRE UN VIRUS DIETRO

Dal punto di vista della narrazione la solfa è sempre la stessa. C'è una nuova variante del virus Ebola che trasforma in zombie intere comunità di persone. Naturalmente c'è anche il cattivo di turno, stavolta un'azienda chiamata Paniccom che, con i suoi esperimenti scellerati votati al guadagno, ha causato il massacro. La nostra protagonista, Maria, dopo aver guardato le tragiche notizie in TV, decide di recarsi in un remoto villaggio russo per verificare le condizioni della madre e anche dell'ex marito Ruslan. Da lì in poi gli eventi prenderanno una piega tutta particolare con strade deserte, desolazione ovunque e i soliti immancabili zombie. Niente di nuovo quindi sotto il sole, ma fin dalle prime battute si nota che qualcosa non va proprio come dovrebbe.


Maria ad esempio è realizzata molto bene, con una grafica dettagliata e credibile, soprattutto per quanto concerne abiti e capelli, facendo pensare a un nuovo piccolo capolavoro. Tuttavia già le prime azioni richieste cominciano a generare qualche sospetto: ci toccherà cercare la patente disseminata chissà dove ma per farlo dovremo scassinare un appartamento sotto al nostro, riparare un fusibile perché abbiamo paura del buio e poi vestirci come se stessimo partendo per chissà quale avventura esplorativa e metterci in macchina. Da un lato le prime azioni potrebbero essere viste come pretesto per prendere confidenza con il sistema di controllo, dall'altro il nostro giudizio sulla coerenza comincia leggermente a vacillare.

LA DOMANDA È PERCHÈ FARE CERTE COSE?

Il problema della coerenza è al centro di tutta la produzione. È come se lo sviluppatore avesse voluto mettere tantissima carne sul fuoco mancando però di collegare le diverse azioni. Lo si vede all'inizio con i primi movimenti ma anche più avanti nei successivi puzzle ambientali al limite dell'assurdo, oppure quando vediamo una piccola baracca che ha all'interno però una vera e propria reggia con buona pace delle proporzioni edili (a meno che non entriamo nel mondo di Harry Potter, ma non pare il caso... -NdR). Purtroppo questo si ripercuote non solo sul gameplay, ma anche sulla narrazione vera e propria fino al culmine del momento in cui la nostra protagonista decide di iniettarsi del siero infetto per rendersi invisibile agli zombie.


Siamo proprio ai limiti dell'assurdo che amplifica ancora di più la mancanza di un vero e proprio sceneggiatore durante la produzione. Non contribuiscono poi le caratterizzazioni dei personaggi. Non trapela mai il rapporto di parentela, amicizia, empatia tra i vari protagonisti che sembrano assolutamente distaccati, estranei tra loro ed è un peccato perché proprio sui rapporti umani si sarebbe potuto fare molto di più. Tutto a discapito del realismo ovviamente. Peccato perché il degrado degli ambienti che visitiamo è ben rappresentato su schermo e da perfettamente l'idea del danno causato dall'apocalisse, lasciando anche trapelare lo stato di indigenza che c'era anche prima (se avete visto un documentario su Chernobyl capite a cosa mi riferisco).

TROPPE SIMILITUDINI

Che Ebola Village strizzi l'occhio a Resident Evil lo si capisce fin da subito, quando l'animazione di transizione tra una location e l'altra è rappresentata con una porta che si apre. Peccato però che ci siano più scopiazzature che citazioni, come quando spunta l'immagine di Oliana Valentine, palesemente copiata dall'originale Jill Valentine (nel remake di Resident Evil 3... -NdR) oppure quando il gioco ci costringe a fare avanti e indietro per la gestione limitata del nostro inventario che stavolta però non ci permette di scartare o di posare gli oggetti, costringendoci (soprattutto nel caso delle erbe mediche) a consumarli anche se non servono pur di liberare spazio anche perché le casse depositi sono piazzate molto male.


Molti asset sono palesemente presi da altri giochi e utilizzati al limite del riciclo vero e proprio. Scopiazzato anche il sistema di salvataggio con i vari apparecchi situati in zone remote anche se, fortunatamente stavolta, c'è anche il salvataggio automatico (che di fatto rende inutile il precedente). Non sono da meno i vari puzzle ambientali che si rifanno però a un gameplay tipico di molto tempo fa, e assolutamente non in linea con gli standard moderni. Buona l'idea di creare angoscia nel giocatore cercando di giocarsi bene i vari jumpscare, anche se il più delle volte l'idea viene vanificata da problematiche grafiche come muri invisibili o che scompaiono (rovinando la sorpresa) o incongruenze ai limiti del paradossale: molto strano vedere le braccia di Maria coperte da lunghe maniche mentre lei magari sta indossando una canottiera.

MEGLIO IL COMBAT SYSTEM

Il sistema di combattimento va sicuramente meglio anche perché la sensazione di gore (sangue) e smembramento dei vari zombie è stata veramente ben implementata. Più colpi consumeranno la pelle del nostro avventore fino a farci vedere lo scheletro sottostante così come è interessante vedere gli zombie trascinarsi verso di noi dopo averli azzoppati. Anche perché sugli schizzi di sangue in genere lo sviluppatore deve averci dedicato davvero molto tempo, e si vede. Non accompagnano tuttavia le animazioni che rimangono legnosette da un lato, poco credibili dall'altro: vedere uno zombie che ci attacca a colpi di karatè non sembra molto credibile.


Non va meglio il sistema di puntamento con continui rallentamenti ed accelerazioni che, soprattutto quando siamo sotto attacco, finisce per crearci un bel po' di problemi (non dimentichiamo che la visuale è in prima persona). La percezione dei colpi, invece, è credibile con effetti sonori a simulare lo sparo forti e roboanti e con la sensazione di affondare davvero i colpi nelle carni degli zombie: anche le varie armi sono abbastanza realistiche come effettistica su schermo.

TROPPE MAGAGNE TECNICHE

Dal punto di vista tecnico le problematiche sono diverse, la maggior parte dovute a una scarsa rifinitura prima della pubblicazione. Graficamente ci sono diversi glitch, compenetrazioni poligonali, errori di collisione, ma anche muri trasparenti e animazioni al limite del surreale. Il gioco su Xbox Series X, piattaforma del nostro test, non rende giustizia assolutamente alla potenza della console, non solo per gli inspiegabili rallentamenti del motore grafico ma anche per piccole magagne che fanno più pensare a un semplice porting che a una conversione (vedere spuntare le lettere da tastiera sui comandi a schermo non è una bella cosa).


Non va meglio dal punto di vista audio con la colonna sonora che già nel menu iniziale ci abbandona per poi ripartire nuovamente. Peccato perché l'accompagnamento audio è sicuramente immersivo e il doppiaggio (in russo) sembra di ottima fattura. Apprezzabile la localizzazione in italiano per i sottotitoli, anche se si evince una scarsa cura nella revisione dei testi con frasi quindi che sembrano generate da un traduttore online e quindi poco credibili. Male anche la gestione dell'inventario, che cerca di aumentare il mordente dell'avventura e finisce con lo scadere nella vera e propria frustrazione. C'è anche del buono come dicevamo come la protagonista disegnata davvero molto bene e gli effetti di gore e smembramento ottimamente realizzati e sicuramente si apprezza e si vede l'impegno del singolo sviluppatore nel cercare di creare un gioco tutto da solo, ma è un po' poco per passare sopra i tanti difetti.

Modus Operandi:

abbiamo provato Ebola Village grazie ad un codice fornitoci da Press Engine.

Ebola Village è una bella idea che si perde però nella realizzazione tecnica troppo approssimativa in buona parte del gioco. Tanti difetti grafici, asset spesso copiati o riciclati, gestione frustrante dell'inventario, enigmi datati sono solo alcuni dei problemi amplificati da un comparto audio con qualche bug, da una traduzione approssimativa e da una narrazione che spesso scade nel grottesco. Avrebbe sicuramente beneficiato di una migliore rifinitura e una ottimizzazione finale che è mancata praticamente del tutto. Peccato perché ci sono anche aspetti ben curati come l'estetica della protagonista e alcune fasi del combat system, apprezzabili dato che sono realizzate da una persona sola. Non è tutto da buttar via e al giusto prezzo potrebbe anche intrattenervi un po' se amate spudoratamente il genere, a patto però di non prenderlo troppo sul serio.
  • Maria è veramente ben realizzata
  • Gore e smembramenti all'altezza
  • L'atmosfera di degrado si percepisce
  • Troppe imprecisioni grafiche
  • Gestione dell'inventario frustrante
  • Narrazione debole e spesso incongruente
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