Dopo l'uscita su Steam poco più di un anno fa, con una chiara ispirazione a Scorn di Ebb Software, Necrophosys arriva sulle console di attuale generazione. L'avventura horror cosmica in prima persona di Dragonis Games si è fatta notare per la sua natura “viscerale”. La narrazione scorre via tra le origini della creazione e la decadenza di un mondo ormai vittima dell'oscurità, della disperazione e di se stesso. Qui non si parla di essere umani, ma di divinità e di morte all'interno di un mondo desertico dove regnano ossa e putrefazione.
Rispetto a Scorn qui si parla e si legge molto, ma tutto ciò che accade rimane comunque abbastanza criptico. Nei panni di una specie di umanoide, che esseri e divinità chiamano Coscienza, il nostro apparente scopo è quello di restaurare la creazione decadente all'interno di un ciclo che tende a ripetersi all'infinito. In questo mondo desertico e di morte, dovremo seguire le indicazioni di particolari figure che ci guidano attraverso enigmi all'interno di aree circoscritte. Che sia un passaggio bloccato, un portone da aprire o quant'altro Necrophosys è un'avventura in prima persona davvero particolare a suo modo affascinante.
Andiamo a scoprire questo mondo desertico e decaduto di Necrophosys, con l'integrazione del nuovo contenuto Subconsciousness disponibile dal 28 maggio 2026 sia su PC che su console, nella nostra recensione!
Come abbiamo detto Necrophosis debutta su console con un'edizione che racchiude sia il gioco base che il nuovo contenuto Subconsciousness, la quale viene venduta con il nome di Necrophosis: Full Consciousness. Quella che abbiamo davanti è un avventura che si avvicina al mondo di H.P. Lovercraft. Un horror cosmico in prima persona che ci fa esplorare un mondo desertico pieno di morte e sofferenza, sorretto da divinità perse nell'oblio dove il tempo non ha più significato.
Il nostro arrivo viene visto come una vera e propria venuta al fine di cambiare le cose all'interno di un ciclo che, come abbiamo detto, si ripete all'infinito. Infatti il gioco indica che giocheremo un ciclo, ovvero l'avventura vera e propria fino alla sua conclusione. Una volta terminato potremo ricominciare da capo con un nuovo ciclo, ripetere i “capitoli” o giocare il nuovo contenuto (l'opzione più in basso). La struttura di gioco è quella di un'avventura dinamica con un inventario da gestire attraverso gli oggetti che raccoglieremo. Per poter proseguire servirà risolvere gli enigmi e le richieste che le varie “divinità” ci propongono allo scopo di poter proseguire all'area successiva.


In buona sostanza ci troveremo a risolvere l'enigma principale o la richiesta all'interno di un'area delimitata raccogliendo oggetti, interagendo con quello che l'ambiente decadente offre. In precisi punti, o per controllare e muovere strani macchinari, dovremo usare letteralmente il nostro cervello, staccandolo dalla nostra testa! La struttura degli enigmi è molto semplice e il problema più grande non sarà la loro risoluzione, bensì esplorare l'ambiente per trovare quell'oggetto che serve per proseguire. Il gioco mette a disposizione tutti gli strumenti, legati alla gestione “manuale” degli oggetti passandoli tra le mani con la possibilità di ispezionarli. Tale funzione è solamente visiva poiché ogni oggetto è così com'è.
Se volete un avventura dove gli enigmi sono molto semplici, Necrophosis: Full Consciousnes fa al caso vostro. Durante il gioco ci saranno alcuni enigmi mnemonici da risolvere, ma nulla di particolarmente difficile. Come abbiamo detto, il problema maggiore è quello di esplorare l'ambiente in cerca degli oggetti e non la risoluzione degli enigmi stessi. Troveremo anche figure, forme e oggetti con cui interagire senza che siano di alcun aiuto. Saranno utili per arricchire la lore che rimane, nonostante tutto, piuttosto criptica: un mondo ben descritto, ma dalle dinamiche ignote. Le “divinità” che chiedono i nostri servizi approfondiscono il mondo con le sue strane e inquietanti leggi legate alla creazione. Un'esperienza tanto assurda quanto affascinante, ma molto corta. Per terminare il gioco base, se si procede piuttosto spediti, basterà poco più di un'ora.

Se pensiamo che il gioco è stato realizzato da un manipolo di sviluppatori, coadiuvati da altre figure esterne, Necrophosis: Full Consciousnes ha una sua precisa identità. Si vede chiaramente l'ispirazione a Scorn di Ebb Software, ma il gioco prende la sua strada come avventura vera e propria. Si può “morire”, ma poco dopo si ritorna in vita all'interno dell'ambiente da “risolvere”. Non essendoci il concetto di tempo e di vita, la morte conta solo per tornare al checkpoint con tutti gli oggetti posseduti.
Tecnicamente, con i dovuti limiti di una piccola produzione indipendente, Necrophosis non è affatto male. Se le texture non sono sempre pulite o sgranate, dall'altro lato abbiamo un'ambientazione dal forte potere visivo e artistico. Un mondo decadente e grottesco dove la morte, la sofferenza e la desolazione sono ben rappresentati. Dal punto di vista tecnico c'è poco di cui lamentarsi: framerate sostanzialmente sui 60 fotogrammi al secondo, anche se in alcuni punti la fluidità cala ma in un gioco dove il ragionamento e l'esplorazione vengono per primi diviene un problema secondario.
Graficamente il gioco si fa valere, soprattutto negli spazi interni dove vediamo mura finemente lavorate e ambienti lugubri. Anche negli esterni, un po' meno puliti visivamente, abbiamo uno stile artistico originale e decadente. Uno dei cancelli che vanno aperti, per proseguire nella prima parte dell'avventura, ha delle notevoli lavorazioni che definiremmo grottescamente sopraffine, in perfetta linea con lo stile visivo voluto dagli sviluppatori. Buono anche il comparto sonoro, perfettamente a tema con il mondo decadente con cui interagiamo.


IL CONTENUTO SUBCONSCIOUSNESS
Con l'arrivo su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, Necrophosis si arricchisce del contenuto Subconsciousness che aggiunge circa mezz'ora di contenuti all'interno di una porzione del mondo di gioco ancor più grottesca. La struttura degli enigmi è sempre la stessa, ma è leggermente più elaborata dato l'alto numero di oggetti da utilizzare. Questa volta chi chiede il “nostro aiuto” sono altre entità che ci chiamano Subconscio. Non vi diciamo nulla, cosicché possiate godervelo al meglio.
Durante i nostri test un enigma non si risolveva facendoci pensare ad un possibile bug. Una volta usciti e rientrati in gioco effettivamente è stato un bug che si è risolto da solo, dandoci la possibilità di proseguire e quindi terminare questo contenuto.
Necrophosis: Full Consciousness è disponibile anche in versione fisica. L'edizione per PlayStation 5 include anche The Shore, sempre realizzato dagli stessi autori, in un unico pacchetto al prezzo di €34,99. Questa specifica edizione è prenotabile e acquistabile presso alcuni rivenditori autorizzati come Playasia, Videogiochi per Passione e Db-Line.
Anche se il digitale è completamente dominante, il fisico è ancora in vita. A testimoniare il fatto è l'interessante Nine Sols che ha usufruito di un'edizione fisica che abbiamo analizzato nel nostro Speciale.

Il lavoro svolto su console è sostanzialmente più che buono. Non è scontato che un porting sulle macchine di attuale generazione venga realizzato a dovere da un team indipendente di piccole dimensioni. Ciò vale anche se il lavoro viene affidato ad un team esterno, quindi dal nostro punto di vista Necrophosis riesce a catturare visivamente allo stesso modo della controparte PC. I due punti dove si può obiettare ssono: è una longevità molto bassa, per terminare sia il gioco base che il fresco contenuto Subconsciousness si arriva tra l'ora e mezza e le due ore e poi la semplicità fin troppo marcata degli enigmi, dove non esiste alcuna combinazione di oggetti. Tutto è guidato dall'inizio alla fine, difficilmente si rimane bloccati. Il problema maggiore non è la risoluzione degli enigmi, ma trovare ciò che serve. Potremmo definire l'esperienza come breve ma intensa.
Il gioco è localizzato in 14 lingue tra cui l'italiano, e vi diciamo che la qualità della traduzione è elevata; cosa tutt'altro che scontata! Gli sviluppatori meritano un plauso, poiché avere una localizzazione curata sia nell'interfaccia che nei sottotitoli è quasi un lusso di questi tempi. Nel complesso l'opera alla “Scorn” di Dragonis Games è ben fatta e venduta ad un prezzo onesto. Se volete un'avventura senza troppi ragionamenti e amate le ambientazioni strane e grottesche, Necrophosis: Full Consciousnes può fare al caso vostro.
Modus Operandi:
Siamo entrati nel mondo desertico, grottesco e decadente di Necrophosis con l'uscita del DLC Subconsciousness grazie ad un codice datoci da Critical Hit.
