Recensione PC
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Titolo del gioco:
Garfield - Escape from Monday
Anno di uscita:
2026
Genere:
Avventura / Platform 3D
Sviluppatore:
OSome Studio
Produttore:
Microids
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema Opetativo: Windows 10 (64bit) - Processore: Intel Core i7 - 7700K - Memoria: 8 GB di RAM Scheda Video: Nvidia GTX 1060 - Archiviazione: 8 GB di spazio libero su disco - DirectX: Versione 11 - Prezzo: €24,99
Box
  • Ah il mondo dei sogni. Chi l'ha detto che &egrave; divertente?
  • Ogni tanto il platforming cambia inquadratura passando a quella laterale.
  • Mamma mia quanto formaggio. Ma siamo forse dei topi?
  • Di tanto in tanto una tv si accende... e arrivano nuovi grattacapi.
  • Possiamo anche arredare casa mentre ci siamo.
  • Quel pomodoro aspetta solo un bel calcio...
  • Raccogliere lasagne &egrave; importante, ma non strettamente necessario.
  • La nostra espressione soddisfatta la dice lunga.
  • Toh, il topino si &egrave; dato da fare, difendiamoci!
  • Con il costume giusto siamo dei maghi del surf.
  • L'hub principale dove scegliere la prossima missione o fare una capatina a casa (ma non stavamo sognando?).
  • Quelle tazze sono pericolose. Occhio!
  • La key art ufficiale del gioco.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 25-09-2026
Lasagne vegetariane a Garfield? Mamma mia che incubo!!!

Eppure inizia proprio così il gioco ispirato al gatto più famoso al mondo. Nato dalla penna di Jim Davis nel 1978, da quasi 50 anni Garfield intrattiene grandi e piccini attraverso tutti i media disponibili, passando come niente fosse dalla carta stampata alla serie TV, perfino al cinema con due film usciti nel 2004 e nel 2006 e, ovviamente al mondo dei videogames con diversi titoli tra i quali citiamo il bel Garfield Kart del 2013.


Un carattere particolare, sornione, poche parole ma più pungenti delle frecce e soprattutto una passione smodata per le lasagne. In passato lo si confondeva con un altro gatto, Isidoro, che faceva capolino nelle pagine dei fumetti (Topolino in primis) e che in realtà aveva visto la luce nel 1973. Tra i due comunque ci sono differenze di personalità notevoli che alla litigiosità dinamica di Isidoro contrappongono la pigrizia di Garfield che impersona di più il modello di gatto domestico, quello che, come citava il mai dimenticato Stefano Benni, devi spostare da una sedia all'altra per poterti sedere.


I ragazzi francesi di OSome Studio, dopo essersi cimentati con i Puffi (qui la recensione de i Puffi - Missione Vilfoglia) e con diversi episodi di Asterix e Obelix XXL (qui la recensione del terzo capitolo) hanno deciso di puntare su Garfield orientandosi su un platform 3D vecchia scuola, di quelli che mirano più a intrattenere che a impegnare severamente il giocatore.

MALEDETTISSIMO LUNEDÌ

Il titolo gioca sulle parole, ballando fra l'odio viscerale che buona parte della razza umana (e anche animale a quanto pare) nutre per il giorno che inizia una nuova settimana scolastica e lavorativa e il nome del cattivo di turno, lo Chef Monday. Costui, subdolo come sempre, rifila tramite Jon una porzione di lasagne vegetariane al povero Garfield inducendogli una bella indigestione da sonno profondo. Nel mondo onirico proverà a far mangiare al nostro gattone le temutissime e odiatissime verdure oltre a dolci senza zucchero e tutto ciò che una scellerata campagna salutista possa concepire.


L'unico modo per Garfield per venirne fuori è quello di percorrere i bizzarri livelli ideati dal perfido chef, nutrendosi delle varie ghiottonerie trovate in giro che gli garantiscono non solo la sopravvivenza ma anche la strada verso il risveglio. Il compito è quindi estremamente semplice: bisogna saltare da una piattaforma all'altra, resistere all'attacco di vari vegetali animati che proveranno a fermarci e ingozzarci di ogni ben di Dio possibile e immaginabile. Un gameplay semplice nell'interpretazione che mette subito in chiaro il pubblico al quale si rivolge, quello dei più piccoli e su questo principio va visto il gioco in tutta la sua interezza.

UN VALZER DI COLORI

Ad avallare la nostra ipotesi c'è un mondo estremamente colorato che non lesina di chiamare in causa tutta una serie di personaggi che, chi si è avvicinato al mondo di Garfield, conosce benissimo. C'è Jon Arbuckle, il padrone di Garfield, che comunicando tramite vari apparecchi televisivi che compaiono di tanto in tanto prova a dargli delle dritte per venire fuori dall' "incubo", ma ci sono anche il cane Odie, la fidanzatina Arlene e l'orsacchiotto Pooky, il miglior amico di Garfield. Naturalmente non mancano i nemici di sempre, pronti a dare manforte a Chef Monday e cioè il gattaccio Nermal e il topo Squeak.


Come al solito i primi momenti servono per prendere confidenza con l'intuitivo sistema di comandi: Garfield può correre, saltare - sia frontalmente, che in alto che fra due pareti vicine -, rotolare, schiantare a terra e così via. Tutto secondo canoni tipici dei platform 3D insomma, dove c'è la comodità dell'analogico destro per ruotare la telecamera ad esempio e per i quali l'uso dei Controller è sempre consigliato (noi abbiamo optato al solito per quello di Xbox su PC), anche perché la mappatura dei comandi su tastiera in questo caso non è proprio felicissima. L'obiettivo è ovviamente è quello di percorrere tutto il livello dall'inizio alla fine, facendo fuori i cattivi (con il tasto X) e raccattando tutto il cibo che si trova in giro.

NON DIMENTICHIAMO IL PANCINO

Garfield, manco a dirlo, rimane il solito ghiottone, soprattutto di formaggio e meglio ancora se è quello nascosto da Squeak. Ha senso quindi raccogliere tutto il cibo che si trova in giro che verrà poi valutato ai fini del completamento del livello dal ghiottometro che compare alla fine di ogni piccolo viaggio. Ci sono anche le lasagne da scovare, oggetti collezionabili che ci permettono poi di sbloccare piccoli pezzi di arredo utili per dare un certo stile alla casa di Jon. Non è obbligatorio raccoglierle tutte per completare la storia, ma ai fini del completismo ci sta deviare ogni tanto dal percorso per mangiarle, anche perché non sono sempre in bella vista ma spesso nascoste e visualizzabili (per un tempo limitato) solo alla pressione di qualche pulsante o alla risoluzione di semplicissimi enigmi ambientali.


Tutto il nostro viaggio si articolerà per circa 40 livelli tra principali e secondari, intervallati dai vari boss di fine livello dei quali dovremo imparare i pattern d'attacco per avere speranze di spuntarla anche se, come tutto il resto del gioco, anche loro hanno un livello di difficoltà abbastanza "abbordabile". In mezzo tante piccole scene di intermezzo con battute pungenti e non, non sempre riuscite per la verità ma comunque rispettose del target di pubblico destinatario del gioco stesso.

E POI CI SONO I COSTUMI

A dare un pizzico di varietà a un'avventura che va avanti in maniera anche troppo lineare ci sono i costumi, forniti dai nostri amici che ci permetteranno di potenziare le nostre abilità. Il costume da tacchino ad esempio ci permetterà anche di battere qualche colpo d'ali mentre siamo in volo (non più di tre come consiglia il gioco), consentendoci di raggiungere piattaforme più remote. Lo stesso principio in realtà viene messo in campo dal costume da surfista che ci farà andare sull'acqua e da quello da cowboy corredato anche dal lazo. Non potremo utilizzarli a nostro piacimento per la verità, ma solo in particolari aree previste dal gioco e quindi fondamentalmente nei tre mondi principali che dovremo visitare.


A nostra disposizione abbiamo tre punti vita che perderemo a ogni contatto che potremo ripristinare mangiando a ripetizione, ma raramente assisteremo alla disfatta del nostro Garfield se non per rovinose cadute dovute quasi sempre a un nostro errore di calibrazione nel salto e non all'azione di altri. Tutto comunque è abbastanza scorrevole e semplice anche se, riesce a mantenere nel (piccolo) giocatore la voglia e la curiosità nel vedere cosa c'è dopo.

COMPARTO TECNICO

Dal punto di vista tecnico abbiamo un gioco che presta il fianco a pochi problemi. Graficamente è molto ben colorato e la scelta dello stile "cartoonoso", un po' più sfumato rispetto la definizione del protagonista, si presta benissimo al personaggio e a tutto il suo mondo. Solo di rado ci sono capitate piccole compenetrazioni poligonali talmente gravi da riavviare il livello. Una critica forse potrebbe orientarsi ai fondali che avrebbero potuto essere un po' più ricchi e soprattutto ad alcune texture un po' troppo ripetute. Buono il comparto sonoro, purtroppo doppiato solo in inglese (ma sottotitolato in italiano): non è una vera e propria critica, ma forse per i piccoli che lo giocheranno puntare al doppiaggio italiano sarebbe stata una buona idea.


Nella definizione del gameplay basta una sola parola, semplicità: il gioco è troppo facile da giocare e da completare, e questo può essere un bene se lo si da in mano ai piccoli che ameranno le atmosfere così colorate ma che magari non conoscono Garfield, un male se lo affidiamo ad amanti dei platform un pochino più smaliziati che non vi troveranno nessun mordente e nessun impegno nel completarlo. Di conseguenza anche la valutazione finale risente dell'età dei destinatari del gioco. Noi lo vogliamo immaginare in mano ai piccoli che si divertiranno da matti, fate questa valutazione anche voi se decidete di acquistarlo.

Modus Operandi:

abbiamo combattuto contro lo Chef Monday grazie a un codice fornitoci da Microids.

Garfield - Escape from Monday è un gioco controverso, proprio a causa del suo gameplay estremamente semplice che lo rende adatto a un pubblico molto giovane, meno agli altri giocatori. Ha una storia semplice, atmosfere molto colorate (anche se graficamente si poteva osare un po' di più) e una trama molto lineare, forse anche troppo. Eppure dato in mano a un piccolo giocatore riesce a incuriosirlo e a stimolarlo ad andare avanti, ma soprattutto riesce anche a farlo divertire. Se si considera quindi un pubblico giovane allora ci siamo e la struttura del gioco si adatta alla perfezione. Se invece siete più grandicelli e vi piacciono le sfide allora potreste trovarlo noioso e ripetitivo. Dal momento però che per un gioco destinato ai piccoli essere semplice non è assolutamente un difetto vogliamo premiare il lavoro degli sviluppatori e consigliarvelo se avete piccoli giocatori da far divertire.
  • Graficamente molto colorato
  • È sempre Garfield...
  • Semplice e immediato
  • Bella l'idea dei costumi
  • Qualche ripetizione di troppo nelle texture
  • ... ma magari i piccolini non lo conoscono
  • La semplicità può annoiare i giocatori più grandicelli e chi ama le sfide
  • Un pizzico di varietà in più non avrebbe guastato
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