Recensione PC
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Titolo del gioco:
NODE: The Last Favor Of The Antarii
Anno di uscita:
2026
Genere:
Adventure / Puzzle / Platformer / Indie
Sviluppatore:
Lapsus Games
Produttore:
Lapsus Games
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Sito web:
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 10 (64bit) - Processore: i5-7400 CPU 3.50 GHz - Memoria: 8 GB di RAM - Scheda Video: NVIDIA RTX 1060 | AMD RX 580 - DirectX: Versione 11 - Hard Disk: 6 GB di spazio disponibile - Prezzo: €14,99
Box
  • Siamo all'inizio: la salita &egrave; dura e ancora non abbiamo visto niente.
  • Silenzio e desolazione dove prima c'era vita.
  • C'&egrave; un po' di paura a gironzolare per questi ambienti.
  • Le direzioni cambiano sempre nei quattro punti cardinali.
  • Le luci sono rimaste accese: solo quelle d'emergenza per&ograve;.
  • Qualche computer &egrave; rimasto ancora attivo. Ci dovremo dialogare.
  • La mappa di gioco &egrave; ben disegnata, ma orientarsi &egrave; un'altra cosa.
  • Meglio evitare il baratro... un bel salto?
  • Malgrado siamo fatti di freddo metallo, stare al coperto &egrave; meglio.
  • Siamo arrivati a un bivio sembrerebbe, ma quell'interruttore suggerisce qualcosa.
  • L'ambientazione &egrave; ben ricreata, senza dubbio.
  • Chiss&agrave; quanta vita c'era in questa stanza una volta.
  • Un'immagine rappresentativa del gioco e del nuovo aggiornamento.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 18-06-2026
Una catastrofe nucleare e delle persone da salvare. Questo è lavoro per il nostro NODE.

L’impiego delle macchine per i lavori troppo pesanti o pericolosi per l’uomo è da sempre il pallino di scienziati e ricercatori. D’altro canto, però, la paura che strumenti troppo sofisticati possano prendere il sopravvento è il cruccio di complottisti e conservatori. Non ci sono dubbi comunque sull’impiego di intelligenze artificiali quando l’opera dell’uomo è proprio impossibile, come andare ad esplorare in sicurezza il pianeta Marte oppure entrare all’interno di una centrale radioattiva. Chissà perché poi quando si parla di danni a reattori nucleari viene in mente sempre il disastro di Chernobyl (anche se fu davvero devastante), stereotipo ormai sempre presente quando bisogna descrivere o narrare di catastrofi nucleari come nel caso di un videogioco nel quale le centrali interessate sono quasi sempre in Russia.


NODE invece punta anche su un altro aspetto, quello del controllo a distanza che fa il paio con un’altra delle domande ricorrenti quando si parla di fantascienza: quanto sono bravi gli scienziati a controllare il Sojourner su Marte (nella strafamosa missione Pathfinder) vista la distanza e il conseguente lag nei comandi? Anche il nostro robottino andrà quindi controllato a distanza, ma andiamo con ordine.

L’ENNESIMA CATASTROFE NUCLEARE

Siamo nel 2034 e una centrale siberiana, di nome Toska, ha subito un danno nucleare. L’ambiente è stato evacuato in quanto fortemente radioattivo e di una squadra di scienziati inviata per fare luce sull’accaduto non sappiamo più nulla. L’unico modo per evitare di rischiare ancora vite umane è quello di mandare un robot, controllato a distanza per indagare nell’enorme e pericolosa centrale nucleare. Il nostro robottino si chiama NODE (in realtà sarebbe DSR-27, ma preferiamo la versione più “compatta”) mentre il tecnico adibito a manovrarlo si chiama CONTROL (non ci siamo sbizzarriti a fantasia sui nomi).


La meccanica è quella simile alla gestione di robot e satelliti nello spazio: si impartiscono una serie di comandi, sfruttando per l’appunto una timeline e poi il robottino li esegue alla lettera. A parole sembra facile, ma in realtà è tutto molto complicato. Bisogna infatti osservare la scena e dire poi al robot di muoversi un tot a destra, un tot verso l’alto, fermarsi e così via: una sequenza sbagliata equivale a un sicuro disastro costringendoci a riprogrammare nuovamente tutta la catena di comandi. Lo spostamento è quindi basato sull’assoluta precisione, che dovrebbe permetterci di superare tutti gli ostacoli ambientali che possono trovarsi all’interno di una enorme centrale nucleare svuotata, e su tantissima pazienza necessaria in tutte le fasi di programmazione dello spostamento e poi da moltiplicare per tutte le aree di gioco da esplorare per venire a capo del mistero.

E CHI NON CE LA FA?

Queste erano almeno le idee degli sviluppatori all’esordio del gioco. Consideriamo che NODE si muove in un’ambientazione 2.5D, quindi con un briciolo di profondità, quel tanto che basta per imbroccare le giuste rampe o i giusti ascensori, può interagire con i vari oggetti elettronici presenti sullo scenario e soprattutto comunicare con l’intelligenza artificiale PRIZMA presente all’interno della struttura, prima ostile poi via via sempre più vicina alle nostre corde.


Il meccanismo di controllo a sequenza non è semplice da digerire e potrebbe scoraggiare soprattutto i giocatori non muniti di tanta pazienza. Quindi in uno degli ultimi aggiornamenti gli sviluppatori hanno affiancato una modalità di gestione diretta, molto più simile a quella di un platform vero e proprio: in questo modo potendo interagire direttamente su NODE la gestione è più semplificata anche se non proprio responsiva al massimo, basti pensare all’energia cinetica del robottino e a quanto sia difficile frenarlo prima di un dirupo. Come se non bastasse la prospettiva verticale non è proprio chiarissima, e può capitare di sbagliare perché non siamo allineati verso la via d’uscita corretta. Comunque è possibile scegliere tra le due modalità all’inizio del gioco.

UNA LUNGA ESPLORAZIONE

La centrale da esplorare è bella grande e la mappa (sbloccabile a un certo punto) aiuta ma non troppo, quindi molto è affidato al nostro senso di orientamento. Proprio per la natura del gioco stesso, a parte i dialoghi con l’I.A. o con il nostro CONTROL non incontreremo quasi nessuno (d’altronde stiamo parlando di un ambiente fortemente radioattivo) e quindi andremo avanti e indietro per un ambiente che è solo il ricordo di una vitalità passata accompagnati da un silenzio il più delle volte assordante.


Nel mezzo alcuni enigmi ambientali da superare tra leve da attivare, corrente elettrica da ripristinare e biforcazioni nei percorsi che ci inviteranno comunque a tornare più volte sui nostri passi. I vari dialoghi sono a risposta multipla, influenzando il resto dell’avventura a seconda delle nostre scelte e, perché no, orientandoci verso un finale alternativo invece che verso un altro. Il ritmo quindi è tutt’altro che adrenalinico, anzi se si opta per la modalità timeline è ancora più lento orientando tutta l’avventura di NODE verso una particolare nicchia di giocatori.

COMPARTO TECNICO

Dal punto di vista della realizzazione tecnica le varie stanze della disgraziata centrale sono ben disegnate, anche se alcuni ambienti un po’ troppo bui lasciano trasparire una certa alternanza nella qualità delle texture di gioco. Il nostro NODE è animato bene e, nel suo aspetto minimalista, è perfettamente adatto con tutto l’ambiente di gioco. La responsività ai comandi di gioco non è proprio brillantissima o almeno ha dei momenti nei quali risponde in maniera meno reattiva. Se con il controllo manuale questo può rappresentare qualche problema, con la modalità timeline dove è richiesta una precisione maniacale, le cose vanno sicuramente peggio.


La narrazione, avvolta dal necessario e intrigante alone di mistero, se la cava bene per buona parte dell’avventura salvo qualche piccolo scivolone in alcuni dialoghi che hanno destato ben più di una perplessità, ma in linea di massima la storia è soddisfacente. Qualche elemento in più non avrebbe guastato, donando al gioco quel pizzichino di adrenalina e di varietà che avrebbero scongiurato il rischio di annoiarsi da un certo punto in poi. Non manca la curiosità di vedere cosa c’è dopo, questo è vero, complice l’ambientazione stessa e la speranza prima o poi di incontrare qualcuno però in linea di massima siamo davanti a un gioco volutamente lento e rilassato.

Modus Operandi:

abbiamo "pilotato" NODE grazie a un codice fornitoci da Press Engine.

NODE è un bell’esperimento che beneficia di una storia e di una ambientazione in grado di stuzzicare la curiosità di molti. Il sistema timeline è interessante, ma comunque mette a dura prova la pazienza di tutti costringendo a un continuo trial and error. Per fortuna gli sviluppatori hanno deciso di implementare la modalità platform normale che, anche se non rende le cose semplicissimi, almeno le avvicina alla gestione di un platform comune. Tecnicamente il gioco si difende bene, anche se cede il passo a piccole imprecisioni che possono a lungo tempo stancare o far cadere nella frustrazione il giocatore. È un gioco fondamentalmente d’esplorazione e non d’azione, questo lo rende adatto a una nicchia particolare di appassionati che non va a caccia di stimoli adrenalinici. Tenetene conto nella vostra valutazione per un eventuale acquisto.
  • Ambientazione e storia interessanti
  • NODE è carino e coccoloso
  • C’è comunque la curiosità a vedere cosa c’è dopo…
  • Alcune volte i comandi non sono proprio responsivi
  • Qualche calo di qualità nei dialoghi di tanto in tanto
  • … ma il rischio noia è dietro l’angolo
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