Omen Exitio: Hunger esce a distanza di 8 anni dal primo episodio del brand, Omen Exitio: Plague (per fortuna, pur condividendo il brand, le due storie non sono collegate). Frutto del lavoro titanico di sviluppatori tutti italiani, il gioco si presenta come un libro narrativo e interattivo, tutto da leggere e da godere, intervenendo di tanto in tanto per deviarne il corso della storia.
L'ambientazione è semplicemente non solo indovinata, ma anche spettacolare dato che ci troviamo nella New York degli anni '20, quella però che non fu investita dal benessere effimero degli Anni Ruggenti... quella più mite, disperata, abitata da persone che vivevano l'intera loro esistenza nel sogno di poterne cambiare il decorso oppure nel rimpianto per non averlo mai fatto veramente. Un insieme di personaggi, tutti ottimamente caratterizzati e raccontati come solo un libro (aggiungiamo ottimamente scritto) sa fare, un coinvolgimento che inizia fin dalle prime battute e ci trascina in un'avventura che vorremmo non finisse mai. Tante tavole, quindi, perfettamente scritte e illustrate da disegni di altissima qualità, dicono gli sviluppatori, chiaramente ispirate a due mostri sacri come Frank Miller e Corrado Roi.
Noi di GamesArk.it abbiamo voluto vivere l'avventura dall'inizio alla fine, in modo da potervela raccontare degnamente. Preparate la vostra poltrona preferita, una bella tazza di thè e iniziamo il viaggio.
È difficile raccontare una storia simile evitando fastidiosissimi spoiler, comunque ci proveremo. Siamo nella piovosa New York del 1927 quella investita dal boom economico degli Anni Ruggenti, ma stretta nella morsa del proibizionismo. C'è un giornalista, Richard Pickman, ex pittore prestato alla stampa dopo un tracollo dovuto alla perdita degli affetti più cari e quindi posto davanti alla scelta dicotomica se farla finita oppure buttarsi a capofitto sul lavoro. Richard non è solo: a parte i suoi demoni che non lo mollano mai può contare sull'appoggio del suo caporedattore Edward Thurber e sul poliziotto, suo amico più che informatore Colin Wright.
Inoltre c'è Platone, uno strano gatto con un occhio solo che sembra più avere la personalità di Cagliostro (quello di Dylan Dog) che la dolcezza di un micio domestico. C'è poi una vita al margine, vissuta alla giornata alla caccia di questo o quel servizio che possa accontentare i lettori del giornale e martellata da un passato che bussa sempre più forte per trascinare Richard verso l'abisso. Un servizio su alcune auto rubate porta Richard in uno sperduto casolare dove, però, si rende conto che il crimine del furto da quelle parti è il male minore e assiste all'orrore vero e proprio quello che ti entra dentro e non ti molla più. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa.


Il piccolo Billy Gaffney muore davanti agli occhi di Richard, in maniera atroce, inenarrabile per mano di un qualcosa che, probabilmente, non appartiene neanche a questo mondo eppure familiari e polizia lo cercano ancora come un bambino scomparso, condotto chissà dove. Ma Richard sa, lui ha visto, peccato che nessuno sia disposto a credergli: e allora bisogna andare a fondo, muoversi nella mappa interattiva di New York recandosi da un posto all'altro, tra locali, ambienti malfamati e abitazioni di probabili testimoni, cercando di parlare con le persone, possibilmente in maniera discreta (prove tangibili non ce ne sono effettivamente), ascoltando cosa gli altri hanno da dire e possibilmente cercando di indagare incanalando la conversazione a modo nostro.
Sullo schermo troviamo, quindi, tantissimo testo, scritto divinamente come solo un libro ispirato a H.P. Lovecraft riesce chiaramente a fare e a sinistra invece ci sono dei disegni, molto esplicativi, spesso inquietanti con la loro china scura, a volte sfumata di grigio. Tanta storia da leggere e da seguire (non siamo davanti a un'avventura che potete scorrere velocemente, bisogna godersela appieno) e poi prendere delle scelte che vanno da diverse risposte nei dialoghi a diversi posti visitati che, a seconda degli eventi ne faranno scomparire altri dalla mappa.

Come ogni buon investigatore - anche se è un giornalista - che si rispetti, Richard annota tutto. Di conseguenza nel suo diario troviamo indizi, personaggi, luoghi visitati e anche dei collezionabili. Ogni tanto conviene farci un salto per rinfrescarsi la memoria e farsi guidare in determinate scelte anche se, in linea di massima, i suggerimenti arrivano sempre sul campo, parlando con le persone o osservando determinati scenari (alcune volte invece non arrivano per niente e dobbiamo lasciare fare un po' al caso). Di tanto in tanto il disegno prende tutto lo schermo e lì dovremo cercare degli oggetti di interesse - quando compare la lente di ingrandimento è possibile l'interazione - oppure risolvere piccoli enigmi. Nulla di difficile per la verità, il gioco non pretende chissà cosa da voi, e tutto è abbastanza semplice e guidato anche se, più avanti fallire in una scena simile farà deviare interamente il corso della storia.
Le scelte non sono messe lì per caso, ma modificano l'andatura del racconto anche perché alla fine, ci sono ben 5 finali possibili per il gioco e tutti diversi. Alcuni puzzle poi sono più semplici, altri meno - ma sempre abbordabili - ma comunque tutti quanti estremamente interessanti e ben intercalati nel contesto. Questo per i 4 atti necessari al completamento della storia che ci hanno impegnato per più di 14 ore prima di leggere i titoli di coda (e non siamo andati neanche troppo lenti, ma come dicevamo, i testi vanno letti e goduti fino in fondo). Poi bisognerà ricominciare daccapo per vedere gli altri finali, e la curiosità onestamente è forte.


Tutta la narrazione è chiaramente ispirata agli scritti di H.P. Lovecraft dai quali attinge non solo le atmosfere a tinte horror, ma anche la possibilità che dimensioni alternative alla nostra facciano di tanto in tanto capolino sul nostro modo, lasciando passare entità che non sono assolutamente amichevoli. Da un lato questa scelta colora il racconto di scenari horror anche abbastanza forti, al limite del disturbante, dall'altro lo spazio al soprannaturale e alla dimensione onirica apre infinite porte, sfruttate a dovere dagli sceneggiatori del gioco, per regalarci altri interessantissimi personaggi ottimamente caratterizzati e perfettamente in linea con tutta la stesura del racconto (su questi non vi diciamo davvero nulla).
Il risultato è un racconto appassionante, che cattura, intriga e incuriosisce a tal punto da incollarci allo schermo stavolta per leggere, per capire dove si voglia andare a parare e il fatto che possiamo partecipare alla storia non va che elevare ulteriormente il valore di tutta la produzione. Altra perla è il comparto audio che, durante la lettura, ci accompagna con effetti sonori spesso descrittivi che meritano (assolutamente) l'ascolto con delle buone e moderne cuffie oppure con un sistema Home theather, tanto sono immersive. Ogni personaggio quindi ha un suo ruolo, tutti intrecciano la loro esistenza con il nostro Richard e in un modo o nell'altro finiscono anche per condizionarne le scelte (e quindi anche noi).

Omen Exitio: Hunger si presenta quindi, pur nella sua semplicità, come un vero e proprio capolavoro narrativo. Bellissima la scrittura del testo, come abbiamo già ripetuto più volte, con una tale dovizia di particolari, di descrizione della scena, di caratterizzazione dei personaggi che sembra di trovarsi davanti a un bellissimo e coinvolgente libro. Bella anche la rappresentazione grafica con un font di caratteri particolarmente azzeccato e in tema e con disegni che sono delle piccole opere d'arte.
Tutto quanto, compreso il comparto sonoro, accompagna la nostra lettura appassionandoci e catturandoci fino alla fine. Certo, non è un gioco per tutti, soprattutto per chi non ama le atmosfere horror, ma sicuramente è da consigliare a tutti gli appassionati dei bei libri, di narrativa e di H.P. Lovecraft. Non è la prima volta che un libro prova a presentarsi come interattivo nel mondo dei videogame, ma sicuramente è la volta che abbiamo visto il risultato migliore di sempre per distacco da tutti gli altri. Al prezzo proposto, se volete farvi catturare ed appassionare da una storia splendidamente raccontata portalelo a casa senza pensarci due volte.
Modus Operandi:
abbiamo seguito le avventure di Richard Pickman grazie a un codice gentilmente fornitoci da Jaleo.
