Recensione PC
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Titolo del gioco:
THE NEWZEALAND STORY: Untold Adventure
Anno di uscita:
2026
Genere:
Platform / Arcade / Remake
Sviluppatore:
bitobit
Produttore:
bitobit
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 11 - Processore: Intel Core i5 4590 - Memoria: 8 GB di RAM - Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 650 - DirectX: Versione 11 - Hard Disk: 3 GB di spazio disponibile - Prezzo: €19,99
Box
  • Siamo all'inizio del viaggio. Ne abbiamo di strada da fare.
  • L'amico leone se la dorme. Beato lui!
  • La sopra si spara, ma quello col boomerang &egrave; altrettanto pericoloso.
  • I poteri speciali aiutano... a trovarne...
  • Il nostro Tiki nuota benissimo e quando esce usa l'acqua come arma.
  • Le ambientazioni sono semplici, ma ottimamente colorate.
  • Pure dischi volanti? Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile!
  • Quelle miniere ricordano qualcosa... o no?
  • La key art ufficiale del gioco.
  • Un primo piano del nostro Tiki.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 14-03-2026
Uno dei platform più iconici di sempre torna ora in veste completamente rinnovata: ed è subito nostalgia!

È chiaro che proprio sulla nostalgia dei giocatori un po' più grandicelli fanno leva i vari produttori, soprattutto quando vanno a tirare fuori dal cilindro piccoli capolavori come The NewZealand Story. Era il lontano 1988 quando il piccolo Tiki, uccellino Kiwi (e non pulcino), faceva capolino prima nelle macchine da sala giochi, poi nelle nostre case portandosi dietro una storia semplice ma divertente e soprattutto un platform che riusciva a mantenere una certa varietà durante le varie sessioni, grazie a una serie di piccoli stratagemmi da ricondurre proprio alla natura del suo protagonista. Gli uccelli Kiwi infatti, tipici della Nuova Zelanda, sono inadatti al volo e il nostro Tiki non fa ovviamente eccezione potendo al limite ridurre la velocità di caduta ma cavandosela più che degnamente ad esempio con il nuoto.


Va anche detto che eccellere in quel periodo, dominato da Bubble Bobble, Rainbow Islands e lo stesso Liquid Kids, tutti a marca TAITO (che all'epoca dominava praticamente il mercato), non era un successo da poco. E infatti The NewZealand Story ottenne voti altissimi dalla stampa che ne osannarono le lodi grazie anche a riuscite conversioni per il mercato degli home computer, come nel caso del Commodore 64 prima e dell'Amiga poi. Ha senso quindi riproporlo in chiave moderna, anche per farlo conoscere ai nuovi videogiocatori e, perché no, cercare di suscitare l'interesse anche dei vecchi appassionati.

C'È SEMPRE QUALCUNO DA SALVARE

La trama di The NewZealand Story è particolarmente semplice e anche in questo remake non è stata sconvolta rispetto l'originale. Ci troviamo nello zoo di Auckland con i piccoli uccellini Kiwi che vivono felici e contenti, finché il cattivo tricheco Wally Walrus (che vuol dire proprio tricheco nella nostra lingua) non decide di rapire i piccoli "non volatili" compresa l'amata di Tiki (il nostro protagonista), Phee-Phee. Tocca quindi al nostro eroe armarsi di arco e freccia e partire all'avventura per liberare amici e fidanzata attraverso cervellotici livelli stracolmi di insidie e di seguaci del perfido figuro.


Come dicevamo, Tiki non può volare ma può zompettare da una piattaforma all'altra al limite riducendo il tempo di caduta, ma soprattutto approfittando di tutto ciò che l'ambiente ha da offrire come piattaforme mobili, piccoli aggeggi volanti e perfino veicoli trovati in giro per muoversi il livelli che si espandono in tutti e quattro i punti cardinali e all'interno dei quali trovare gli altri uccelli Kiwi da liberare prima di passare allo stage successivo. In mezzo, naturalmente, ci saranno tante nuove armi da raccogliere e soprattutto potenziamenti che potranno aiutare durante l'avventura. Ogni livello poi sarà completato dal solito, rognosissimo, boss finale che pur utilizzando un leggibilissimo pattern d'attacco metterà a dura prova la nostra abilità.

ADEGUIAMOCI AI TEMPI

Buona parte del lavoro degli italianissimi bitobit si è concentrato sul gameplay, soprattutto per smorzare la rigidità nei movimenti che era tipica dei platform di tanto tempo fa ma che non sarebbe indicata nei giochi moderni. Adesso Tiki è molto più fluido nei movimenti, ma soprattutto risponde molto meglio ai comandi di gioco, requisito fondamentale per un platform che man mano che si avanza nei vari livelli richiede sempre una maggiore precisione oltre a una certa reattività. Adesso il nostro Tiki non muore subito se viene colpito, ma ha a disposizione tre cuori di energia prima di alzare bandiera bianca.


Queste semplificazioni tuttavia non devono trarre in inganno: il gioco è sempre molto difficile, ora come allora, e richiede una certa abilità con il controller e soprattutto una buona prontezza di riflessi dato che di nemici - che ricompaiono pure una volta eliminati - ce ne sono a bizzeffe. A volte, inoltre, ci ricompaiono proprio nei pressi durante le fasi di respawn togliendoci altra energia (piccolo difetto da correggere). C'è stata anche una riscrittura totale del comparto grafico adesso molto più pulito e colorato anche se, per qualche purista, potrebbe rappresentare una impersonalizzazione del prodotto originale. Se da un lato l'obiezione è giusta (ridisegnando un personaggio iconico in chiave moderna un po' di fascino sicuramente di perde), dall'altro un adeguamento grafico a tempi più moderni era assolutamente necessario.

UN INTERO NUOVO LIVELLO

Oltre alla trama di gioco, sono stati mantenuti i cinque livelli iniziali tutti chiaramente ispirati a località tipiche della Nuova Zelanda e ognuno dei quali diviso a sua volta in quattro stage: Auckland, Rotorua, Waitomo Caves, Wellington/Strait Cook e Hammer Springs/Monte Cook ognuno caratterizzato da una diversa ambientazione di gioco come foreste, grotte, località marine e così via. A questi è stato aggiunto un intero nuovo livello ambientato nel distretto di Kaikoura e completato poi da un nuovo boss Wormageddon. Il nuovo livello è posizionato come quinto e si integra perfettamente sia con l'ambientazione di gioco che con la storia. Solo un occhio particolarmente critico potrà notare che si tratta di un'aggiunta a distanza di anni e questo va tutto a merito degli sviluppatori.


Oggi come allora ogni livello nasconde al suo interno tantissima roba come stanze extra tutte da scoprire oltre ai vari bonus da raccogliere come, ad esempio, le lettere che compongono la parola Extend - in puro stile Bubble Bobble - e che ci permettono di guadagnare una vita extra. Non mancano inoltre tutti i vari item che racchiudono all'interno potenziamenti per il nostro Tiki e particolarissime chicche come i vari trucchetti per accedere ad esempio al livello extra Paradiso e per far rilasciare un arma al nemico dopo aver raccolto in un certo ordine la frutta (naturalmente non vi diremo come).


Molto belle anche le sessioni di nuoto con il nostro piccolo kiwi che si munirà di maschera e boccaglio trovando insidie anche a mollo, attenzione ovviamente alla sua riserva di ossigeno (non è un pesce!). Forse qualcosina in più si poteva ideare ad appannaggio della rigiocabilità che rimane, a nostro avviso, confinata solo al gusto dei completisti mentre gli altri difficilmente torneranno sui loro passi.

UN BUON LAVORO ANCHE SE NON PERFETTO

In linea di massima i ragazzi di bitobit hanno fatto un buon lavoro di ammodernamento su un classico che ha divertito milioni di giocatori. Era facile, modificandone l'aspetto grafico e del gameplay, andare ad alterare un po' troppo l'essenza del gioco originale. Invece la nuova veste ha adattato NewZealand Story a tempi più moderni con molta delicatezza e maestria. I vecchi giocatori non potranno non riconoscere il piccolo Tiki e tutto l'insieme di personaggi che lo circondano e quindi sicuramente il gioco ha mantenuto la sua piena identità. Belle le innovazioni grafiche, ben riscritto anche il gameplay con controlli adesso molto più reattivi e precisi e ben realizzato anche il nuovo livello.


Va molto bene anche l'ottimizzazione che non richiede chissà quali risorse per girare degnamente (il gioco al momento è disponibile solo per PC). Tuttavia qualche glitch grafico non abbiamo potuto non notarlo, così come qualche problemino in fase di respawn nostro e dei cattivi, inoltre a nostro avviso si poteva osare un pochino di più dal punto di vista della rigiocabilità inventandosi magari qualcosa di nuovo e di diverso che non limitasse il riaffrontare nuovamente i livelli solo ai maniaci del completismo. Poi, come sempre accade in questi casi, i grandi classici riscritti in chiave moderna spaccano il giudizio del pubblico tra quelli che si lamentano perché il gioco originale era quasi un simulacro da non toccare e quelli invece che apprezzano l'opera di riscrittura necessaria per riproporre un gioco in quale moderna. Voi a quale delle due categorie vi sentite di appartenere? Noi tendiamo più verso la seconda.

Modus Operandi:

abbiamo rivissuto le avventure di Tiki grazie ad un codice gentilmente fornitoci da PR Hound.

THE NEWZEALAND STORY: Untold Adventure è una bella versione in chiave moderna di un classico di tanto tempo fa. L'intervento degli sviluppatori è stato però delicato, quasi in punta di piedi con un gioco che si adatta adesso a un pubblico più giovane ma senza snaturare la magia e l'essenza del gioco originale. Bella la riscrittura grafica, molto buoni i miglioramenti su gameplay e risposta ai comandi. Forse qualcosina in più si poteva osare per favorire la rigiocabilità, oltre a qualche piccolo intoppo tecnico, ma lo sforzo di bitobit si vede tutto anche e soprattutto nell'intero livello aggiuntivo perfettamente incastrato nella storia. I puristi del gioco originale potrebbero magari storcere il naso leggendo tra le righe troppa innovazione e i nuovi giocatori di contro potrebbero trovarlo troppo difficile. A nostro avviso la risposta sta sempre nel mezzo ma non ce la sentiamo proprio di bocciare quello che, riteniamo, è comunque un buon lavoro.
  • Bello il lavoro di restyling
  • Un intero nuovo livello tutto da giocare
  • È sempre The NewZealand Story
  • Si poteva osare di più dal punto di vista della rigiocabilità
  • Qualche piccolo glitch di tanto in tanto
  • Prezzo un po' altino rispetto alla concorrenza.
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