Il nuovo roguelike di David Marquardt Studios (in uscita ad inizio aprile in accesso anticipato) ci offre un gioco veloce e adrenalinico centrato tutto sul combattimento e sulla devastazione. E lo fa con meccaniche apparentemente semplici, ma dalla curva di difficoltà molto impegnativa. Dopo la demo uscita qualche mese fa, siamo riusciti a provare qualcosa di più sostanzioso anche se ancora lontanucci da tutte le comodità della versione definitiva. Ad esempio non hanno funzionato per nulla i salvataggi - probabilmente ancora non attivi -, e quindi a ogni nuova sessione di gioco siamo stati costretti a ricominciare daccapo.
C'era invece la possibilità di provare i quattro personaggi messi a disposizione, e soprattutto di farsi un'idea sul combat system e sui primi potenziamenti disponibili. Ci sono i livelli generati proceduralmente e anche dei potenziamenti divisi tra temporanei e permanenti, ma soprattutto c'è un livello di difficoltà sempre crescente in grado di mettere in difficoltà chiunque dopo le prime battute, quasi in controtendenza alla semplicità delle prime battute di gioco.
La trama di gioco è particolarmente semplice. In un distopico mondo abitato da esseri antropomorfi (quindi metà uomini e metà animali), la malavita locale prese il sopravvento infiltrandosi in tutti i sistemi della città che a un certo punto, come cita lo stesso gioco, "cominciò a prendere senza dare nulla in cambio". Purtroppo come sempre capita si finisce con il pestare i piedi alle persone sbagliate e questo avvenne quando la mafia locale profanò il Sacro Santuario del Vermiglio, scatenando la furia dei suoi quattro adepti più forti e cioè quattro scimmie samurai che, armate di katana e di tanto coraggio, decisero di mettere le cose a posto.
All'inizio del gioco infatti ci viene scelto di selezionare il nostro protagonista tra i quattro disponibili: Tsukimaru, Kurotawa, Ryuujin e Kagemusha. Quattro combattenti con caratteristiche personali diverse tra loro che possono anche operare in contemporanea se si opta per il multiplayer online oppure per quello in locale, però a schermo condiviso. Dopodiché si parte subito all'azione con i primi passi che, come sempre, fungono da tutorial per insegnarci come muoverci in campo.


I comandi di gioco inizialmente sono abbastanza semplici e, in linea di massima, gli stessi visti in altri giochi simili (come al solito abbiamo utilizzato il controller della Xbox Series X|S su PC). Con il tasto X attacchiamo, B serve per scattare - stranamente non per la schivata -, A è il pulsante di salto e Y invece (molto importante) serve per le esecuzioni che oltre a far fuori nemici velocemente, ci ricaricano anche un po' di energia. Unica complicanza iniziale può essere rappresentata dalla visuale isometrica che, proprio per natura, rende più difficoltosa la precisione nei salti. Combinare la pressione dei vari pulsanti comunque permette anche l'esecuzione di combo tanto semplici (almeno inizialmente) quanto spettacolari, grazie anche all'abbondanza di gore presente sullo schermo.
Le uccisioni sono sempre molto crude e il sangue sicuramente non manca. Sullo schermo comunque, oltre ai nemici posizionati in punti sempre più strategici, incontreremo anche tanti elementi - come casse e altri oggetti - da poter distruggere per recuperare monete, da spendere poi per acquistare potenziamenti, e diversi perk. Come in ogni buon roguelike che si rispetti, infatti, ci sono potenziamenti temporanei (uno lo sceglieremo addirittura prima di cominciare) ed altri permanenti che puntano fondamentalmente al miglioramento della nostra arma.

Oltre alla nostra affilatissima Katana che, con un po' di manualità, potremo utilizzare anche per parare e respingere i colpi degli avversari, troveremo in giro altri strumenti utili per "offendere" i cattivoni di turno, comprese delle pistole che, con la combinazione dei tasti LT e RT (uno per mirare e l'altro per sparare) ci permetteranno di colpire a distanza almeno fino all'esaurimento dei proiettili a disposizione. Molto importanti i pozzi che oltre ad attivare il checkpoint ci danno anche merci in cambio di monete, così come fa anche l'obelisco dannato che tuttavia, oltre ad attivare il checkpoint, ci fa scegliere un potenziamento pagando però qualcosa in cambio: oro maledetto (oro in cambio di un malus), cura maledetta (salute in cambio di un malus) e purificazione (che rimuove l'ultima maledizione ma rubandoci il 50% della nostra salute) sono solo degli esempi di come il gioco ci inviti continuamente alla ricerca di un nuovo equilibrio.
Sacrificare qualcosa per averne un'altra può essere una buona strategia e un invito a non lasciarsi andare agli attacchi a testa bassa, che in un gioco come Cursed Blood pagano molto poco. L'indole comunque è sempre quella di far fuori nemici per raccogliere sfere di sangue. Anche perché dopo un po' si potranno sbloccare le Mutazioni del Mondo in grado di darci nuove spade e nuovi poteri tutti da scoprire.


Per quello che abbiamo potuto provare (il dover ricominciare sempre dall'inizio sicuramente non ha aiutato), Cursed Blood sembra abbastanza promettente. Il posizionamento dei nemici lo abbiamo trovato indovinato, così come le uccisioni e le esecuzioni sono sicuramente spettacolari. Buona l'idea di invitare sempre a una strategia con il trucchetto del bonus-malus. In realtà la sensazione è quella di una potenzialità nascosta nel gioco che richieda un certo periodo di tempo di adattamento: è molto facile giocare a Cursed Blood, ma è abbastanza complicato padroneggiarlo al meglio soprattutto per quanto riguarda schivate e respinte di colpi nemici che richiedono un tempismo non indifferente.
Dopo le prime battute, infatti, le cose si faranno abbastanza ostiche creandoci seri problemi per proseguire. Sotto questo aspetto, forse una migliore calibrazione della curva di difficoltà potrebbe aiutare. Bella la musica di accompagnamento e bella anche la componente grafica, con quell'atmosfera bloodpunk (così come definita dagli stessi sviluppatori) sempre piacevole ed accattivante. La sensazione tuttavia è quella di poter andare dove si vuole, ma si vede subito che i percorsi sono comunque stabiliti e preimpostati.
In conclusione, Cursed Blood è un gioco che incuriosisce e anche molto, e quindi non possiamo che attendere la versione completa.
Modus Operandi:
abbiamo provato Cursed Blood in anteprima grazie a un codice datoci da Press Engine.
