Recensione PlayStation 4
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Titolo del gioco:
Sid Meier's Civilization VI
Anno di uscita:
2019
Genere:
Strategico / Gestionale
Sviluppatore:
Firaxis Games
Produttore:
2K Games
Distributore:
Take 2 Interactive
Multiplayer:
Fino a 12 in Hot-Seat o Online
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Requisiti minimi:
Console della famiglia PlayStation 4 (PS4, PS4 Pro) - Connessione Internet a banda Larga - Account PlayStation Network - Controller DualShock 4 o compatibile - 9 GB di spazio su disco (gioco base e l'Espansion Bundle) - Prezzo: €49,99
Box
  • Difendere i propri confini sarà fondamentale.
  • La zona sulla sinistra è al di là della nostra percezione.
  • Siamo a conoscenza di altre città tra le nebbie.
  • L'Imperatore Traiano ha un atteggiamento amichevole (per ora...)
  • Le Meraviglie Naturali offriranno risorse particolari, soprattutto nel campo del turismo.
  • E pensare che avrebbero dovuto smontarla alla fine dell'Expò...
  • La Torre Eiffel a Tokyo... praticamente la Tokyo Tower?
  • Chi meglio di un Giapponese può conquistare lo spazio?
  • Obelischi, cattedrali, fiere, siti archeologici... c'è di tutto!
  • Scontro tra fucilieri Inglesi e Francesi - insomma: un classico.
  • Le città e i distretti rispecchieranno in parte lo stile della civiltà.
  • Non abbiamo ancora esplorato i territori a Nord, ma per il momento abbiamo problemi più pressanti sui confini.
  • Arcieri a difesa di piantagioni ed acquedotti.
  • Un'eruzione vulcanica provoca distruzione, ma aumenta anche la produttività dei terreni circostanti.
  • Broadway ha sempre il suo fascino!
  • Truppe di terra e navali possono combattersi se in grado di attaccare "a distanza".
  • Quanto durerà quella foresta pluviale intorno al Maracanà?
  • Alla conquista di nuovi mondi!
  • Campus, fattorie, oasi e un furgone di passaggio.
  • Certi insediamenti sono un tripudio di colori.
  • I fiumi forniranno molto cibo ma saranno faticosi da attraversare senza ponti.
  • La grande statua del Buddha troneggia davanti a una meraviglia naturale.
  • Quanta speranza possono avere dei lancieri a cavallo contro soldati armati di moschetto e cannoni?
  • Una carica di cavalleria su un borgo medioevale.
  • Catapulte e altre armi da assedio saranno fondamentali per vincere le guerre.
  • Non sottovalutate l'importanza delle zone artiche.
  • ... e l'impero cresce...
Redattore: Tommaso 'Tatsumaki' Alisonno
Pubblicato il: 06-12-2019
Il sesto titolo della serie Civilization sbarca su PS4 a dimostrazione che non esistono più confini che non possano essere superati.
IL SOGNO DI VOLARE

Introdurre un gioco come Sid Meier's Civilization VI è tanto complesso quanto, probabilmente, futile: il primo capitolo della serie [sviluppato, si narra, dall'eponimo durante le pause-pranzo in ufficio] vide la luce nel 1991 su ispirazione di un boardgame pubblicato nel 1980. Già da quel primo prodotto si capiva però come l'idea avesse sullo schermo potenzialità assolutamente inimmaginabili in un contesto cartaceo [sebbene, è il caso di specificarlo, anche i prodotti da tavolo abbiano fatto dei bei passi in avanti] e fosse destinata a “prendere il volo”: non fu dunque una sorpresa quando i successivi capitoli ottennero sempre più consensi e successo, aggiungendo, correggendo, rimodernando, talvolta escludendo o riproponendo i vari elementi di gioco. Arriviamo così ad un anno da oggi e al lancio di questo sesto capitolo su PC, lancio a cui sono seguiti vari DLC e due vere e proprie espansioni, e concludiamo ora quando il tutto viene riproposto su console.

Ma cos'è dunque Civilization? Detto in una frase, è un simulatore di civiltà dai primordi fino al futuro prossimo. Studiato per essere giocato e rigiocato, esattamente come un boardgame, all'inizio di ogni partita permette al giocatore di scegliere la popolazione da guidare e il leader da impersonare, con un roster che pesca a piene mani da tutte le ere storiche: partendo con un gruppo di coloni e qualche guerriero primitivo armato di mazza sarete dunque chiamati ad attraversare tutta la storia dell'umanità tra progressi tecnologici, scientifici, religiosi e sociali, costruendo città e meraviglie, senza naturalmente ignorare i rapporti – pacifici o bellici – con le altre civiltà.

I CONCETTI DI BASE

Descrivere il gameplay nel dettaglio è pura follia: vi basti sapere che il manuale di gioco on-line conta ben 160 pagine e che a questo si accosta tutta la Civilopedia consultabile in-game; ovviamente i neofiti non devono spaventarsi giacché nel prodotto è presente un corposo Tutorial ed è sempre possibile mantenere attive le note dei nostri consiglieri virtuali. In questa sede ci limiteremo dunque a enunciare i principi fondamentali – per chi proprio fosse a digiuno della serie – e nel prossimo paragrafo a discutere delle principali variazioni applicate in questo sesto capitolo. Cominciamo subito col dire che il gioco è uno strategico/gestionale a turni [l'abbiamo già detto, sì, che deriva da un boardgame?]: durante il vostro turno potrete selezionare le vostre unità e muoverle sulla mappa di gioco, suddivisa in esagoni e inquadrata dall'alto con un angolo di circa 45°. Alcune delle unità saranno di tipo militare, a loro volta suddivise in base alla specializzazione – in mischia, a distanza, da fuoco, d'assedio, navali... – e serviranno per esplorare, attaccare e difendere. Altre unità serviranno invece per fondare nuove città o edificare fattorie, miniere e quant'altro possa portare risorse alle stesse.


Le città saranno infatti il fulcro della vostra amministrazione: ciascuna di esse crescerà di popolazione in base al cibo a cui avrà accesso, prelevandolo dagli esagoni di territorio circostanti, e fornirà un certo quantitativo di ricchezza e di “punti produzione”, necessari alla costruzione di distretti specializzati come porti o snodi commerciali, nonché alla realizzazione di infrastrutture fino alle meravigliose – è il caso di dirlo – Grandi Meraviglie; non ultimo, tramite le città è possibile addestrare le unità di cui sopra. Infine, le città forniranno i punti scienza e punti cultura necessari per sbloccare nuovi progressi nei due alberi relativi in modo da avere col tempo a disposizione tecnologie e mandati politici sempre più moderni, passando dai guerrieri con mazza agli spadaccini, ai cavalieri medioevali, ai soldati con moschetto e poi via fino ai Marines, la fanteria meccanizzata, i carri armati eccetera.

Ovviamente, nel mondo non sarete da soli: altre grandi civiltà inizieranno il cammino contemporaneamente a voi e presto o tardi [più presto che tardi] incontrerete i loro confini o i loro esploratori. Sarà dunque vostro interesse anche curare i rapporti con esse: potrete, certo, dichiarare guerra a qualsiasi creatura che cammini in posizione eretta e mirare alla conquista del mondo – anche questo è un modo per vincere la partita – ma considerando l'enorme dispendio di risorse che una guerra prolungata richiede potreste invece optare per un atteggiamento più diplomatico, instaurando rotte commerciali con le nazioni confinanti, scambiando risorse per ottenerne altre non reperibili entro i vostri confini, fino ad instaurare vere e proprie alleanze.


La partita avrà comunque un numero di turni limitato, al termine dei quali la vittoria verrà assegnata alla civiltà che avrà ottenuto il punteggio più elevato. È però anche possibile aggiudicarsi la vittoria (o subire la sconfitta) raggiungendo anzitempo uno degli obiettivi prefissati: potreste convertire l'intero mondo alla religione che avete fondato, oppure raggiungere le più alte vette della cultura mondiale, o ancora [e questa è la mia preferita] spingere le vostre conoscenze scientifiche al punto tale da mandare su Marte un'astronave coloniale; infine, come s'è detto, potreste conquistare il mondo intero annettendo tutte le città avversarie alla vostra civiltà.