Recensione PC
PC
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Titolo del gioco:
Close to the Sun
Anno di uscita:
2019
Genere:
Avventura
Sviluppatore:
Storm in a Teacup
Produttore:
Storm in a Teacup
Distributore:
Epic Games Store
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 10 - CPU: i5 o AMD FX 2.4 Ghz o superiore - RAM: 8 GB - Scheda Video: Nvidia Geforce 760 o AMD R7 260x o superiore - DirectX 11 - Hard Disk: 50 GB di spazio libero - Audio: compatibile DirectX - Prezzo: €29,99
Box
  • Stiamo parlando sempre di una nave di lusso, non dimentichiamolo
  • Non si può non citare Bioshock guardando queste immagini
  • Quarantena? Cosa sarà mai successo prima del nostro arrivo?
  • Quel marchingegno sembra saperla lunga sul prossimo enigma da risolvere...
  • Storia attuale e visioni del passato...
  • Le ombre energetiche ci aiuteranno, se sapremo ascoltare
  • Sembra il bellissimo giardino di Parasite Eve 2... nasconderà le stesse insidie?
  • Cosa c'è sul quel carrello? Ce ne vuole di coraggio per andare a vedere
  • Parlare di Tesla senza elettricità fluttuante è quasi impossibile...
  • Questa schermata ichiama molto a Bioshock e Syberia...
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 08-05-2019
Una nave enorme, una diatriba tra scienziati e la nostra amata sorellina misteriosamente scomparsa. Ci sono tutti gli ingredienti per una nuova avventura.

Fa sempre piacere parlare di giochi di produzione nostrana soprattutto perché ci troviamo in un settore dominato dalle grosse major internazionali, e quindi la crescita del settore in Italia è sempre motivo di vanto e di orgoglio. Nel caso di Storm in a Teamcup, non parliamo di novellini, dato che già li abbiamo visti all'opera con la produzione di N.E.R.O., Lantern ed Enki, con una crescita qualitativa sempre costante. Per conoscerli meglio, basta dare uno sguardo al loro sito ufficiale per vedere curriculum di tutto rispetto e collaborazioni anche importanti. Close to the Sun ci presenta un'avventura/thriller in prima persona mischiando esplorazione e survival horror, con un contesto solo parzialmente storico e con una trama che si presenta intrigante fin da subito. Vediamo quindi come sono andate le cose...

VAI DI AVVENTURA

Apparentemente la trama di Close to the Sun è abbastanza semplice: ci troviamo su una nave enorme, la Helios, così grande da ospitare addirittura un intero quartiere cittadino e, vestiamo i panni di Rose Archer, giunta sul battello in seguito a un misterioso messaggio della sorella Ada, una ricercatrice impegnata nell'ambizioso progetto di Wardenclyffe. Fino a qui sembrerebbe un racconto squisitamente fantasy se non fosse per il fatto che gli sviluppatori hanno ben pensato di introdurre citazioni storiche di tutto rispetto. Da questo momento in poi infatti realtà e finzione si mischiano, confondendosi, in una trama di gioco che non può non ricordare le atmosfere Art Déco di Bioshock. C'è nel gioco la presenza del famoso scienziato Nikola Tesla, creatore della Helios e, in contrasto con quanto avvenuto nella storia reale, ricchissimo e famoso in tutto il mondo, così come troviamo anche la figura di Thomas Edison che, nel gioco, riveste il ruolo dell'acerrimo rivale di Tesla.


Siamo nel periodo storico in cui si svolgeva una vera e propria guerra dell'elettricità con il mondo che non aveva ancora deciso se la corrente alternata fosse più vantaggiosa di quella continua. In mezzo ci sta la Helios con tutti i suoi scienziati, impegnati in una continua ricerca per migliorare il mondo, ci sono le invenzioni, stravaganti e al limite della follia, e c'è naturalmente un gioco di spionaggio fra i due scienziati ognuno con l'obiettivo di sopraffare l'altro. L'ambientazione cronologica dell'avventura è da datare alla fine dell'800 (siamo intorno al 1890) mentre il già citato riferimento a Bioshock, malgrado le affermazioni degli sviluppatori, è tremendamente presente tanto che, girando fra i claustrofobici meandri della Helios in più di un'occasione avremo la sensazione di trovarci a Rapture. Una volta giunti sulla mastodontica nave ci rendiamo subito conto che qualcosa non è andato per il verso giusto e, a ricordarcelo non basta la scritta "Quarantena" sulla porta di ingresso, ma è la stessa voce di Tesla a comunicarci che la nave è in isolamento e che nessuno può circolare al suo interno. Che fine ha fatto quindi Ada? Il suo invito è in realtà una richiesta d'aiuto? Perché su una nave così enorme non c'è traccia di vita? Sono questi e molti altri gli interrogativi ai quali saremo chiamati a rispondere.

RIGOROSAMENTE IN PRIMA PERSONA

Il gameplay prevede un'inquadratura esclusivamente in prima persona, eppure citazioni e riferimenti si sprecano: ad esempio c'è un qualcosa in Rose che ricorda la Kate Walker di Syberia (anche se lì il gioco era in terza persona), così come i messaggi audio e i biglietti trovati in giro richiamano ancora prepotentemente l'universo di Bioshock. Fin dall'inizio però il gioco si presenta senza tanti fronzoli, con un bel filmato introduttivo iniziale e senza alcun tutorial che ci dica ad esempio che il tasto X del controller serve per agire sugli oggetti mentre il tasto Y ci focalizza la missione attuale e altre statistiche: niente a cui non si possa arrivare da soli per la verità, ma leggermente in contrasto con gli standard attuali di programmazione.


Ci troviamo in ambienti solo parzialmente illuminati, testimoni di un qualcosa di terribile accaduto al loro interno e ci si muove in un contesto che sembra prediligere più la componente esplorativa che quella enigmatica tipica delle avventure survival horror. Proseguendo nel gioco, i momenti di azione non mancheranno anche se, si nota fin da subito, la componente action non è il punto di forza di Close to the sun dal momento che si limita in brevi momenti di fughe spericolate, di veloci calcoli per sfuggire alle trappole e roba simile. Per chi ama girovagare guardandosi in giro invece gli spunti sono tanti, a partire dall'elevato numero di item da trovare come pezzi di giornale, indizi, lettere, manifesti oltre ai tanti collezionabili fino alle citazioni con la controparte reale della storia, come quando si trovano ad esempio articoli su Jack lo Squartatore. L'ambientazione horror del gioco comunque è presente nella maggior parte delle locazioni visitate, complice un comparto grafico ben studiato, con i giusti giochi di luci ed ombre, anche se non sempre accompagnata dagli effetti sonori che avrebbero potuto essere realizzati meglio per incidere sulla suspence. Fortunatamente le comunicazioni radio con Ada e con un altro poveretto intrappolato sulla nave, Audrey, potranno beneficiare dell'ottimo doppiaggio, rappresentando comunque un diversivo ai tanti momenti nei quali saremo soli con noi stessi.

UN RITMO ALTALENANTE

In base a quanto detto ne vien fuori un prodotto ibrido, che finisce per non soddisfare appieno né la parte esplorativa e neanche la parte action, con un ritmo di gioco che vive di continui alti e bassi e con buona parte del tempo spesa a girovagare senza nessuno che ci indichi la giusta strada ad esempio. In questo contesto non si può non notare la semplicità a volte eccessiva degli enigmi, spesso limitati alla pressione di un pulsante per l'apertura di una determinata porta: niente di veramente impegnativo, in contrasto con tutta la cura riservata ad esempio alla componente grafica. Le visioni quindi oltre a chiarirci quanto avvenuto sulla nave in passato, servono anche per intervallare un ritmo spesso troppo blando e a creare un po' di "movimento" nel gioco facendoci parzialmente soprassedere sulla scarsa popolazione presente sulla nave. Tuttavia le anomalie temporali avrebbero potuto essere meglio sfruttate e invece rivestono un ruolo marginale nella trama, servendo quasi esclusivamente per fornirci informazioni sulla storia e poco altro. Per fortuna, superata la letargia iniziale, procedendo nell'avventura le cose migliorano, fino all'exploit finale che se da un lato ci appaga, dall'altro evidenzia ancora di più la lentezza di gioco nelle battute iniziali. Ad ogni modo le scelte di Storm in a Teacup non sono sbagliate, semplicemente sono diverse dal solito per un gioco d'avventura che, ad esempio, rinuncia completamente all'interfaccia grafica nel tentativo, abbastanza riuscito, di aumentare l'immedesimazione con la protagonista da parte del giocatore: si va avanti quindi di scoperta in scoperta, con il semplice ausilio dei pezzi di storia trovati in giro, dei suggerimenti di alcuni personaggi secondari e delle figure di energia. Sotto questo aspetto quindi anche l'analisi del ritmo di gioco assume una diversa connotazione, spostando il prodotto verso i gusti di chi, nei giochi d'avventura, preferisce un ritmo più lento con un'immedesimazione maggiore.

Va segnalato comunque un fastidiosissimo bug nella versione PC (l'unica al momento disponibile, su console arriverà nel corso di quuest'anno) che fa partire il gioco con una grafica esclusivamente di colorazione verde: per sistemarla tocca andare nelle opzioni di gioco e modificare la risoluzione (abbassandola e poi rialzandola). Non sappiamo se questo accada solo con la nostra configurazione di prova (Intel I7 950, Nvidia GTX 970, Ram 12 GB) oppure se il problema potrà presentarsi anche ai nostri lettori, ad ogni modo sembra qualcosa di semplicemente risolvibile con una patch correttiva.

COMPARTO TECNICO

Tecnicamente parlando, Close to the Sun alterna molte cose buone ad altre, per fortuna non tante, che avrebbero potuto essere meglio realizzate, considerando comunque che il gioco sfrutta le ormai note potenzialità dell'Unreal Engine 4 e che richiede ben 50 GB di installazione sul nostro hard disk. La trama ad esempio si presenta subito accattivante e tiene bene per buona parte dei 10 capitoli di gioco, perdendosi di tanto in tanto nella caratterizzazione di alcuni personaggi e nel mancato sfruttamento ad esempio delle anomalie temporali. La parte grafica invece è ottimamente realizzata anche se ogni tanto presenta delle cadute di stile, con texture di alcuni ambienti realizzati peggio rispetto ad altri: non mancheranno tuttavia le locazioni stupende, in grado di lasciarci a bocca aperta, così come va evidenziata la buona realizzazione delle ambientazioni esterne durante la tempesta. Sempre parlando di gameplay, qualche problematica è da ricondurre agli enigmi, non sempre ben studiati (e componenti essenziali di un'avventura che si rispetti) e alle parti action davvero troppo risicate anche in un gioco di questo tipo. Ad eccellere invece c'è il doppiaggio in lingua italiana, sicuramente migliore della controparte inglese (il team di sviluppo è tutto nostrano per fortuna).


Se osserviamo il gioco nel suo insieme però, il prodotto riesce a coinvolgere al punto giusto il giocatore e ad intrattenerlo per le 6/7 ore necessarie per completarlo, complice una storia comunque interessante e un'atmosfera di gioco che tutto sommato riesce a catturare la nostra attenzione. In conclusione ci sentiamo di consigliarvi Close to the Sun a patto che amiate le avventure dal ritmo non troppo adrenalinico e soprattutto che vogliate cimentarvi in una storia che comunque saprà regalarvi delle belle soddisfazioni alla fine della corsa.

Modus Operandi:

abbiamo girovagato a bordo della Helios grazie a un codice fornitoci da Little Big PR.

Close to the Sun alterna ottime scelte ad altre parzialmente discutibili, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista narrativo. Tutto sommato però la produzione di Storm in a Teacup vale il prezzo del biglietto dal momento che riesce ad incuriosire il giocatore quel tanto che basta per farlo andare avanti nell'avventura. E' un prodotto che ci sentiamo quindi di consigliarvi, a patto che amiate il genere e che non pretendiate un ritmo troppo adrenalinico
  • Belle ambientazioni
  • Trama accattivante
  • Incuriosisce quel tanto che basta
  • Alti e bassi nella parte grafica e del ritmo
  • Enigmi troppo facili e migliorabili
  • Qualche piccolo bug qua e là
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA
LONGEVITA'
GLOBALE