Recensione PlayStation 4
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Titolo del gioco:
Pathfinder: Kingmaker - Definitive Edition
Anno di uscita:
2020
Genere:
RPG / Classic / Isometrico
Sviluppatore:
Owlcat Games
Produttore:
Deep Silver
Distributore:
Koch Media
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
No
Requisiti minimi:
Console della famiglia PlayStation 4 (PS4, PS4 Pro) - Controller Dualshock 4 o compatibile - una connessione a banda larga - un account PlayStation Network per il download della versione digitale e delle patch - 51 GB di spazio su disco fisso - Prezzo: €49,99
Box
  • Vi presentiamo la nostra Eroina: Kaho Rin, Umana Ranger (Stormwalker), prossimamente Baronessa.
  • Non mancheranno le situazioni in cui si dialogherà con gli altri personaggi.
  • Il menù di gestione del party è presentato come un mazzo di carte.
  • Questi lupi non ci hanno ancora notato: potremmo cercare di evitarli o attaccarli di sorpresa.
  • "Entro in Ira e Carico" [cit. un barbaro qualunque].
  • Quattro chiacchiere con un Worg.
  • Un bestione inquietante che per fortuna sembra pacifico.
  • Con lo zoom al massimo si può distinguere qualche dettaglio in più, ma ovviamente durante gli scontri è consigliabile un'inquadratura più ampia.
  • Volendo potete impostare il movimento del party anche dalla mappa della zona.
  • Il dettaglio del panorama non è granché qualitativamente parlando.
  • I capitoli saranno introdotti e conclusi dalla narrazione della barda Linzi.
  • Una delle numerose - eppure stringate - finestre di tutorial.
  • Grazie all'aiuto di un Lupo abbiamo trovato un Ranger ferito.
  • Stefano Moskoni?!? Se prova a bestemmiare lo impicco al palo più alto!
  • Gli effetti di luce sono abbastanza semplici, ma suggestivi.
  • Esplorando una cascina.
  • La crescita del nostro insediamento.
  • Combattimento sulla soglia della grotta.
  • Qualsiasi cosa sia successa, non l'ho fatto apposta!
  • Il bellissimo artwork.
Redattore: Tommaso 'Tatsumaki' Alisonno
Pubblicato il: 03-09-2020
Arriva su console l'RPG che sfrutta le meccaniche di Pathfinder per farci esplorare e dominare le Stolen Lands.
ALLA CONQUISTA DELLE STOLEN LANDS

Le Stolen Lands: un vasto territorio selvaggio circondato da regni che, per vari motivi di politica interna ed estera, hanno difficoltà ad annetterlo. D'altro canto, la presenza di mostri e briganti nella zona lo rende un affare troppo pericoloso per poterlo semplicemente ignorare; così, la Signora della Spada Jamandi Aldori del regno di Brevoy decide di convocare presso la città di frontiera Restov alcuni promettenti avventurieri perché organizzino una o più spedizioni nel territorio: una volta che questo sarà sicuro, niente potrà impedire loro di stabilire una nuova baronia indipendente, che naturalmente Brevoy e la casa Aldori supporteranno come alleata. Ovviamente, starà anche a loro stabilire chi dovrà esserne il barone o baronessa...

Pubblicato su PC due anni fa in seguito a una riuscita campagna di crowdfunding, arriva ora su console Pathfinder Kingmaker, RPG sviluppato da Owlcat Games sulla scia del successo di titoli hardcore come Pillars of Eternity 1 e 2 ma che strizza ancora di più l'occhio ai vari Baldur's Gate per il fatto di appoggiarsi ad un sistema di regole [il Pathfinder, appunto] che getta dichiaratamente le sue basi su Dungeons & Dragons. Una volta creato il nostro alter-ego – ma potrete anche scegliere un PG “precompilato” – dopo qualche (nutrito) dialogo ci troveremo ben presto impegnati nell'azione e nell'esplorazione.

SISTEMI EREDITATI ED ARRANGIATI

Lo diciamo subito, tanto per non fingere di ignorare l'elefante al centro della stanza: l'interfaccia di Pathfinder Kingmaker, ereditata da Baldur's Gate e tutti i suoi discendenti, nasce idealmente per l'utilizzo su piattaforma PC e pertanto per un connubio mouse+tastiera. In sede di conversione si è cercato di venire incontro all'utenza console introducendo la possibilità di scegliere tra due differenti interfacce: la prima prevede l'utilizzo di un puntatore da muovere con l'analogico sinistro (come se fosse quello di un mouse) in modo da evidenziare i punti attivi o i luoghi da raggiungere per poi confermare l'azione con Croce; la seconda permette invece di muovere direttamente il personaggio selezionato tramite l'analogico (il resto del party seguirà automaticamente) in modo che i punti attivi si evidenzino solo nel momento in cui ci si passa accanto. Entrambi i sistemi sono abbastanza efficienti, ma controller alla mano in generale si tende a preferire il secondo; è comunque possibile passare dall'uno all'altro in qualsiasi momento tramite la pressione di un singolo tasto.

Quello che nell'interfaccia è indiscutibilmente farraginoso è però il fatto che i tasti siano limitati rispetto a quelli di una keyboard, con un sistema di scorciatoie e tasti attivi che a volte tende a sovrapporsi. Per fare un esempio: la croce direzionale serve sia per zoomare (su/giù) sia per switchare il succitato sistema di puntatore (sinistra) sia per aprire il combat-log (destra), ma se premete Triangolo per accedere alla barra degli oggetti ed abilità, ecco che la croce serve per navigare nella barra stessa; il risultato è che capita fin troppo spesso di agire sulla croce credendo di navigare sulla barra ed invece si attiva il puntatore o il combat-log. Purtroppo questo non è l'unico esempio di scelte un po' infelici che sono sicuramente forzate dal cambio di interfaccia ma che forse avrebbero potuto essere meglio realizzate.