Recensione PlayStation 4
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Titolo del gioco:
AO Tennis 2
Anno di uscita:
2020
Genere:
Sportivo
Sviluppatore:
Big Ant Studios
Produttore:
Bigben Interactive
Distributore:
PlayStation Store
Multiplayer:
Fino a 4 giocatori in locale o online
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Requisiti minimi:
Console della famiglia PlayStation 4 (PS4, PS4 Pro) - una connessione internet a banda larga - un account PlayStation Network - un abbonamento al PlayStation Plus per il multigiocatore - 21 GB di spazio su disco - Prezzo: €54,99
Box
  • Il campo di Melbourne è ovviamente il gioiellino del gioco.
  • Nadal si prepara alla battuta.
  • Potrete personalizzare persino il logo sulle racchette.
  • Come si evince da questa presa, talvolta la grafica ha qualche incertezza.
  • I modelli sono dettagliati ma trasmettono ancora un'idea di "pupazzi".
  • Non potevano certo mancare le gonnelline svolazzanti.
  • La nostra coloratissima tennista Russa, Natasha Tchikovalhova.
  • Il nostro tennista Francese (a destra) si prepara ad un match contro un avversario più forte di lui.
  • I replay inquadreranno il campo da molteplici angolazioni.
  • Potrete contestare le segnalazioni dei giudici di linea e, come in questo caso, talvolta riuscirete anche a spuntarla.
Redattore: Tommaso 'Tatsumaki' Alisonno
Pubblicato il: 18-01-2020
Prendete palle e racchette e preparatevi a scendere in campo con Big Ant Studios: ritornano gli Australian Open di Tennis.

Ci sono sport che vantano appassionati in tutto il mondo o quasi, come ad esempio il Calcio o il Basket, e altri che sono invece largamente seguiti solo in poche nazioni, come il Baseball o il Football Americano. Ci sono infine discipline che, pur non essendo seguite e praticate abitualmente dal grande pubblico, vantano un discreto numero di appassionati su tutta la superficie del globo, con campioni dalla nazionalità piuttosto eterogenea: il Tennis è sicuramente uno di questi. Sebbene in passato abbiamo avuto modo di praticare il classico sport della racchetta su titoli come Virtua Tennis o Top Spin, in tempi più recenti il mercato videoludico sembra essersi un po' raffreddato nei confronti della disciplina, riproposta quasi esclusivamente in titoli dal taglio prettamente arcade (Mario Tennis su tutti).

In realtà qualche tempo fa Bigben Interactive già tentò di rinverdire l'attenzione, o forse di sfruttare le richieste di una specifica nicchia, producendo il primo Australian Open Tennis, il quale però non riuscì a convincere né pubblico né critica. Quest'anno il publisher ci riprova affidando a Big Ant Studios lo sviluppo di questo AO Tennis 2 e prima di lanciarci nel giudizio specifico lasciateci dire da subito che, pur essendo lontano dall'eccellenza, il risultato non fa affatto rimpiangere l'investimento speso.

A dirla tutta, il primissimo impatto con AO Tennis 2 non è esattamente dei più rosei: i menù di gioco sono sì chiari ma anche piuttosto sintetici e “asettici”, accompagnati da brani musicali commerciali non particolarmente rilevanti, anche perché in campo vige, com'è giusto nel tennis, un religioso silenzio interrotto solo dalle segnalazioni dello speaker e dalle reazioni del pubblico, realizzate in maniera discreta. La grafica di gioco presenta un miglioramento notevole rispetto al predecessore, ma allo stesso tempo non brilla ancora per particolare qualità: i modelli dei tennisti sono ben realizzati e gestiscono sufficientemente le textures di base e le animazioni di gioco. Ciò che ha un aspetto più poverello è però tutto il contesto d'intorno: al di fuori delle strisce del campo di gioco, infatti, sembra di essere tornati indietro di una generazione, o addirittura due quando malauguratamente l'inquadratura "zooma" su un elemento del pubblico o del fondale.


Superando però lo scoglio di una grafica non al top e prendendo in mano la racchetta – pardòn, il controller – scoprirete di trovarvi al cospetto di un gameplay di tutto rispetto che strizza l'occhio alla simulazione molto più di quanto non lo faccia all'arcade. Muoverete il vostro tennista tramite l'analogico sinistro, scegliendo se averne il controllo totale o se avvalervi di un “supporto automatico” regolabile che interviene per operare un certo grado di riposizionamento, specie nel momento della respinta. I quattro tasti frontali sono associati ciascuno a un differente tipo d'impatto: piatto, top spin, lob o pallonetto; l'utilizzo di R2 in contemporanea renderà il colpo più “aggressivo” o, nel caso del lob, una vera e propria smorzata sotto rete. Nel momento in cui premerete il tasto, un indicatore al lato del tennista comincerà a riempirsi e un pallino passerà gradualmente dal rosso all'arancione, poi al giallo e infine al verde per poi ritornare ai colori iniziali: per ottenere un colpo perfetto – ossia che si diriga perfettamente nel punto che nel frattempo avrete mirato tramite l'analogico sinistro – dovrete rilasciare il tasto quando il pallino sarà ovviamente di colore verde, con errori di traiettoria tanto più gravi quanto più il rilascio sarà anticipato o ritardato.

Per quanto questo sistema sulla carta non sia poi così complesso – posiziona il tennista, premi il tasto, prendi la mira, rilascia al momento giusto – in pratica potreste aver bisogno di qualche match prima di riuscire a padroneggiarlo, match in cui il contatore degli “errori non forzati” (ossia dei punti regalati all'avversario) raggiungerà cifre che vi faranno vergognare di voi stessi. A venire incontro ai neofiti penserà la difficoltà “Esordiente”, in cui è praticamente impossibile “mancare il verde”, ma ovviamente questa è buona solo per capire come funziona il gioco e va presto abbandonata se ci si vuole divertire veramente. D'altro canto l'IA commette raramente errori di questo tipo, anche ai livelli di difficoltà più bassi, costringendo il giocatore a imparare a limitare i propri se vuole scalare la classifica mondiale.


Un altro elemento interessante del sistema di gioco è l'implementazione dei fattori di fatica e di stress: come abbiamo detto, oltre all'indicatore colorato sarà presente accanto al giocatore una barra: questa parte completamente azzurra ma tende a riempirsi di nero nella parte alta quando le condizioni di stress del giocatore peggiorano. Il problema è che l'indicatore si riempie a velocità regolare nella barra blu ma tende ad avere comportamenti più randomici nell'area nera: l'effetto pratico è che un tennista stressato, intuitivamente, sbaglia di più. Sbagliare molti tiri o molte risposte di seguito, subire un Ace, perdere un lungo scambio o anche solo star per battere un punto importante sono tutte condizioni che peggiorano lo stress, mentre ovviamente segnare punti o “sfogarsi” con apposite reazioni contribuisce a scaricarlo. In extremis, chiedere un time-out medico (massimo tre volte per match) può aiutare a tamponare lo stress, specie se il tennista sta soffrendo un infortunio. Ad ogni modo, man mano che i Game si susseguono i tennisti registreranno una crescente stanchezza generale, tanto più dannosa quanto più basso sarà il loro punteggio di “Vigore” [ne parleremo poi]: in un epico match di 5 Set scordatevi di avere sul finale la stessa freschezza e precisione del primo Game. Comunque il sistema di Vigore si può disattivare: una pratica apprezzata soprattutto nel Multiplayer.