Recensione PlayStation 4
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Titolo del gioco:
Code Vein
Anno di uscita:
2019
Genere:
Action RPG
Sviluppatore:
Bandai Namco
Produttore:
Bandai Namco
Distributore:
Bandai Namco
Multiplayer:
Cooperativo fino a 2 giocatori
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Console della famiglia PlayStation 4 (PS4, PS4 Pro) - una connessione a banda larga - un account PlayStation Network - un abbonamento al PlayStation Plus per il multigiocatore - 30 GB di spazio libero su disco - Prezzo: €69,99
Box
  • La Baionetta.
  • L'editor del personaggio.
  • L'attacco proscigante.
  • L'Hud di gioco.
  • Il protagonista e Io.
  • La cattedrale bianca.
  • Uno screeshot in game.
  • Esplorando con il partner.
  • Il combat system.
  • La scena d'apertura.
  • Immagine di lancio.
Redattore: Andrea 'Vylbrand' Di Lucchio
Pubblicato il: 18-11-2019
Il nuovo Action GDR di Bandai Namco, dai creatori di God Eater ecco a voi la meravigliosa avventura nel mondo di Vein.

Sviluppato e rilasciato da Bandai Namco il 27 settembre scorso è uscito sul mercato il tanto atteso Code Vein, titolo di stampo JRPG (gioco di ruolo giapponese) fortemente ispirato alla saga di Dark Souls di Hidetaka Miyazaki. Il titolo è stato prodotto dal Team che lavorò alle IP di God Eater, alle quali rimane innegabilmente ispirato a livello narrativo.


Annunciato già nell’Aprile del 2017 e prossimo al rilascio nel 2018 per svariati problemi legati al bilanciamento e al gameplay che emersero nella build intermedia, rilasciata come demo giocabile, fu rimandato di un anno intero fino al mese di settembre 2019.

Il mondo di Vein, la prigione dei Redivivi

La storia ha inizio nel distopico mondo post-apocalittico di Vein: il genere umano ormai prossimo all’estinzione a causa della “grande rovina”, crea i primi redivivi, tramite l’impianto, nei cuori di esseri umani deceduti, di un parassita chiamato “B.O.R” che tramite afflusso di sangue rianima i cadaveri aumentandone le prestazioni fisiche e rendendoli virtualmente immortali. Fino a quando il parassita stesso non verrà distrutto il corpo del redivivo continuerà a rinascere anche dopo la morte perdendo inevitabilmente i propri ricordi. La loro esistenza ha però un prezzo, dal momento che i redivivi necessitano del sangue degli esseri umani per non impazzire e di trasformarsi successivamente in un corrotto: un essere mostruoso il cui unico istinto rimane quello di cacciare ogni essere vivente.


Cercando di trovare una soluzione alla sete di sangue gli scienziati diedero vita al Progetto Queen, che avrebbe dovuto dare origine ad un redivivo perfetto in grado di autocontrollarsi e avente a disposizione una forza inimmaginabile; purtroppo il progetto fallì e dal suo fallimento nacque la regina un redivivo estremamente potente che diede vita ad un esercito di corrotti.


Al momento del nostro risveglio, la guerra contro la regina si è già conclusa a caro prezzo: la sconfitta della regina ha creato una fitta coltre di miasma rosso che delimita il mondo di Vein, una “prigione” i cui confini sono delineati dalla nebbia che trasforma chiunque la respiri in un corrotto, e qui i pochi redivivi sopravvissuti vagano per le terre desolate in cerca di “gocce di sangue” per sopravvivere.

Molto Action e poco Souls-like

Il titolo nasce come un Souls-like, ma se ne distacca per un approccio più action e meno riflessivo. Sarà possibile gestire il nostro personaggio e cambiare il nostro stile in base al proprio Blood Code modificando sensibilmente l’approccio al combattimento e all’esplorazione; ci viene infatti spiegato che ogni redivivo possiede abilità uniche derivanti dal proprio Blood Code. A differenza del nostro alter ego il cui codice viene definito neutro, potremo di conseguenza ottenere il codice di un altro redivivo ed equipaggiandolo disporremo delle sue statistiche e peculiari abilità, che saranno quasi tutte ereditabili. Tutto questo conferisce un’estrema eterogeneità nella costruzione di qualsiasi tipo di build e potremo dunque personalizzare il nostro stile secondo ogni nostra preferenza. In totale potremo equipaggiare fino a 4 abilità passive e 8 attive: le abilità attive si dividono in doni luce/ombra, abilità di attacco legate al tipo di arma equipaggiata o di potenziamento, e possono essere lanciate tramite l’utilizzo dell’icore (i nostri punti magia), la cui quantità massima varia da codice a codice e si recupera attaccando il nemico.

Parlando delle armi ne esistono di 5 tipi divise in: spade, spadoni, martelli, alabarde, baionette, ognuna con le proprie peculiarità; le armature invece in Code Vein vengono divise in tipi secondo il loro attacco prosciugante in quanto i vestiti non hanno solo un valore relativo alla difesa (che è fisso, non aumenta con l’upgrade delle armature) ma influiscono sulla forza dell’attacco prosciugante, una particolare abilità che permetterà di recuperare l’icore dai nemici, e aumenterà il danno delle abilità attive.


Lo stile del combattimento è veloce e frenetico, il ritmo viene ben scandito da una barra della stamina piuttosto capiente che permetterà di sferrare molti attacchi o di ritirarci in velocità, differenziandosi dallo stile molto più lento e riflessivo di un souls-like al quale il gioco si ispira in maniera purtroppo non perfetta. Impossibile purtroppo non notare qualche problema nella calibrazione della difficoltà di gioco che non è mai costante ma tende ad essere altalenante per gran parte dell’avventura, ed un sistema di movimento che avrebbe necessitato di qualche rifinitura soprattutto per quello che riguarda le hitbox dei nemici e le collisioni.

Nel suo insieme su PS4 Pro (la console da noi utilizzata) Code Vein gira piuttosto bene a 60 fps che, tuttavia, non sono fissi soffrendo di sporadici cali soprattutto legati allo spostamento da una mappa all’altra e durante i combattimenti con troppi personaggi su schermo.


Lo stile grafico, suo grande cavallo di battaglia, è quello di un Anime giapponese; i personaggi sono disegnati con linee morbide e pulite e una cura maniacale è stata riservata al cell shading dei protagonisti. L’ambiente delle varie mappe è ben modellato e dettagliato, diversificando le varie aree di gioco che tuttavia non risultano essere ben integrate in un intero mondo esplorabile come accade per esempio nel primo Dark Souls (dove quasi ogni area raggiungibile è già visibile in lontananza dando l’idea di progressione della mappa) con il risultato che si passa ad esempio da una citta in rovina a una maestosa cattedrale, oppure da caverne sotterranee a borghi in fiamme.


Una menzione d’onore va riservata all’editor del personaggio che permette una customizzazione del nostro alter ego quasi totale ed estremamente variegata per quanto riguarda capigliatura e volto del personaggio, diverso invece per la statura e la tipologia di fisico che sono piuttosto standardizzati.

Tante mappe da esplorare in compagnia!

Il gioco presenta un Hub centrale con i vari NPC e potremo scegliere il compagno che ci seguirà nell’esplorazione e dove potremo teletrasportarci tra i vischi scoperti. Potremo optare per partire da soli oppure farci accompagnare da un partner per le nostre avventure semplificando in questo modo la progressione.


La più grande aggiunta per l’esplorazione è di sicuro la mappa sbloccabile tramite “check point” e i vischi, piante utili per riposarci e ricaricare la nostra energia: le mappe purtroppo presentano generalmente un singolo percorso con svariati bivi rendendo l’esplorazione piuttosto semplice con le dovute eccezioni del caso, e quindi anche se sono ben curate da un punto di vista grafico sono anche molto semplici da completare e raramente tendono ad avere strutture stratificate limitandosi ad avere lunghi corridoi che portano alle boss fight.

Esplorando le varie mappe sarà possibile rinvenire dei particolari oggetti chiamati vestigi, memorie cristallizzate perse dai redivivi dopo le loro ripetute morti. Grazie ad Io, la nostra prosperosa compagna, potremo ripristinare le memorie perdute ampliando le storie dei personaggi e sbloccando le abilità sigillate dei vari Blood code.


Oltre alle mappe di gioco ci capiterà di trovare quelle delle profondità, piccoli labirinti guidati ed estremamente semplici, basati sulle mappe affrontate nel corso della storia dove cercheremo delle chiavi per aprire la porta che ci condurrà al boss di fine area, meccanica ripresa dai Chalice dungeon di Bloodborne, che aumenterà di qualche ora la nostra esperienza nel mondo di Vein


È infine importante tenere a mente che durante le nostre esplorazioni potremo incappare in zone di caccia dove verremo assaliti da orde di nemici, in quel caso apparirà sullo schermo il logo di Vein che anticiperà l’arrivo di una cospicua orda di nemici che una volta sconfitta ci donerà qualche oggetto utile.

Su PlayStation 4 la lista dei trofei - nello specifico 43 suddivisi in 26 di Bronzo, 13 d'Argento, 3 d'Oro e l'immancabile Platino - è ben fornita e richiederà molto tempo per essere completata, dovendo raccogliere ogni collezionabile e esplorare a fondo le aree di gioco insieme alla necessità di assistere a tutti e 3 i finali di gioco, sarà però molto difficile raggiungere il platino per colpa del trofeo legato al multiplayer essendo estremamente lungo e tedioso.


Code Vein è sicuramente un titolo con una storia travagliata dietro di sé: nonostante tutte le problematiche il progetto è stato portato avanti rivelandosi come una ottima IP, con elementi già visti e che non grida al miracolo ma che nel suo complesso risulta essere estremamente godibile. Con una memorabile colonna sonora che risulta essere piuttosto ridondante all’interno del titolo, Code Vein non risulta mai costante nella difficoltà che oscilla per tutta la sua durata. Un’ottima componente narrativa, propone una storia interessante che a volte scontata ma non banale con frequenti colpi di scena. Per quanto soffra di alcune mancanze oltre alla trama principale, come aree o boss fight opzionali oltre alle profondità, il titolo ha un elevata rigiocabilità grazie alla modalità new game+ dove potremo riaffrontare l’avventura a difficoltà aumentata. Un titolo fortemente consigliato non come titolo souls-like, ma come un ottimo action GdR.
  • Memorabile colonna sonora...
  • Ottima componente artistica ben marcata
  • Alta rigiocabilità
  • ... Eccessivamente ridondante
  • Level design troppo basilare e in alcuni tratti semplice e lineare
  • Livello di difficoltà altalenante
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA
LONGEVITA'
GLOBALE