GamesArk.it  Speciale  036
I migliori tie-in per Commodore 64
Redattore:   Michelangelo 'Pippo' Carbonara                          Pubblicato il:   30/12/2010
Una carrellata dei titoli più rappresentativi per il baby Commodore tratti da libri, film, fumetti e cartoons!
Come un po’ tutti i sistemi elettronici anche il Commodore 64 è stato utilizzato per produrre migliaia di giochi ispirati a personaggi derivanti da altri generi di intrattenimento come film, fumetti, cartoons e così via. Il fenomeno ha creato, e tuttora crea, un enorme sbalzo di livello qualitativo tra un prodotto e l’altro per varie ragioni. Innanzitutto la natura stessa di tie-in contiene un potenziale pubblicitario tale da poter far relegare in sede produttiva il meccanismo di gioco e la professionalità della programmazione in secondo piano. Chi ha vissuto gli anni '80 videoludici ricorderà ad esempio le mostruosità Ocean che uscirono nel 1986 in cui davvero si poteva gridare alla truffa: a chi interessasse farsi quattro risate consigliamo di dare un’occhiata ad alcuni abomini come i giochi Cobra (molto bella invece la versione per Speccy NdBoZ), Highlander e Knight Rider (il telefilm intitolato in Italia Supercar).
Un altro aspetto da analizzare riguarda il fattore di conversione; a seconda infatti del tipo di personaggio e del tipo di contesto da “computerizzare” possono nascere alcuni imbarazzi nella creazione del concept. In alcuni casi i personaggi possono essere utilizzati senza reali connessioni con l’ambientazione appartenente all’opera di origine, ma molto spesso è necessario che lo stile di gioco, sia come plot che come grafica, rispecchi gli avvenimenti dei film/romanzi/cartoni di cui si è ottenuta la licenza per il videogioco. Nel caso dei film ciò ha portato a dei meccanismi di gioco davvero astrusi, che vanno dal multievento, in cui ogni livello ripercorre un determinato episodio completamente scollegato da ciò che precede e da ciò che segue, al concept bizzarro in toto, come ad esempio nel caso di Back To The Future (Electric Dreams, 1986) che si svolge in un ambiente limitato nel quale il protagonista deve interagire con i personaggi secondo uno schema privo di ogni possibile divertimento e senso logico.
In questa sede analizzeremo i casi in cui l’uso di storie o personaggi noti hanno portato ad un risultato interessante e notevole nell’ambito della produzione per l’otto bit di casa Commodore.

LA SOFTWARE HOUSE PRINCIPESSA DEI TIE-IN: LA OCEAN

L’abbiamo nominata qualche riga più sopra come responsabile di alcuni dei giochi più scadenti della categoria, ma in realtà va riconosciuto che la Ocean ha sfornato una quantità incredibile di tie-in (parliamo di più di 30 titoli in meno di dieci anni) alcuni dei quali decisamente di qualità superiore.
In ordine cronologico il primo grande successo di questo genere per la casa inglese fu Platoon (1988) in cui rimaneva immutata l’atmosfera del film e per il quale era stato curato particolarmente l’aspetto tecnico, basti guardare l’eccezionale definizione della grafica.
Una doppietta vincente è rappresentata dai due videogames ispirati a Batman, il primo più generalmente orientato sul Batman fumetto (Batman the Caped Crusader, 1988), il secondo invece direttamente discendente del film di Tim Burton (Batman The Movie, 1989). Sono due giochi molto diversi tra di loro, il primo essendo un arcade adventure di esplorazione e risoluzione di enigmi, il secondo appartenente invece al filone dei giochi multievento. Batman The Caped Crusader utilizza una curiosa sovrapposizione delle schermate di gioco che ricorda appunto delle vignette di fumetto americano, con tanto di didascalie gialle di tanto in tanto.
Nel 1989 viene realizzato anche il tie-in di Robocop, generalmente ritenuto un classico anche se il sottoscritto non lo ama molto. Verranno successivamente sfruttate anche le licenze dei seguiti, Robocop 2 (1990) e Robocop 3 (1992), il primo dei quali resta il migliore del terzetto. Da segnalare anche il multievento di The Untouchables, difficilissimo ma affascinante.

Gli anni '90 vengo salutati con due giochi interessanti, Navy Seals e Nightbreed; quest’ultimo avrebbe potuto valere di più, essendo ispirato ad un film horror pieno di creature curiose, ma risulta un po’ troppo strano nello svolgimento ed è penalizzato da un multiload strutturato malissimo.
Il 1991 è l’anno d’oro della Ocean, infatti escono tre giochi straordinari, a partire da Hudson Hawk, ispirato ad un mediocre film con Bruce Willis. Il gioco è tra i migliori platform mai usciti per il Commodore 64 e vale la pena di essere giocato per intero perché contiene molte piacevolezze grafiche e tocchi umoristici. E’ la volta poi di Bart Vs the Space Mutants, conversione elettronica della famiglia Simpson particolarmente riuscita, anche più del precedente picchiaduro The Simpsons: the Arcade Game (Konami, 1991) che si presenta piuttosto piatto nella versione C64.
Infine abbiamo il multievento di Terminator 2 che pur consistendo in missioni molto semplici, senza troppo spessore, possiede un alto tasso di giocabilità e una realizzazione tecnica di prim’ordine.
Oltre a questi magnifici tre vanno ricordati almeno Total Recall, altro gioco multievento difficilissimo, e WWF Wrestlemania, gioco di combattimento scassajoystick di un certo impatto.
Il 1992 è l’ultimo anno di produzione della Ocean, non ci sono capolavori ma sono presenti comunque alcuni giochi dignitosissimi, tra cui spiccano Hook (1992), probabilmente sottovalutato all’epoca della sua uscita, Cool World e il platform Lethal Weapon, facilissimo da completare.

PER GLI AMANTI DEI CARTOONS: LA HI-TEC SOFTWARE

Merita un cenno a parte questa casa di produzione che pur non avendo prodotto moltissimi giochi si distingue per l’aver realizzato quasi esclusivamente tie-in da cartoni animati come Road Runner and Wile E. Coyote (1991), Bugs Bunny (1993) etc. Rispetto alla Ocean il taglio estetico e di gioco in questo caso è decisamente più rivolto all’utenza infantile, come si può notare dalla rotondità e grandezza degli sprites e dall’esagerazione di colori utilizzati nei fondali. Anche il gameplay spesso è semplicistico e derivativo. Non mancano comunque alcuni lavori ottimi, come il giocabilissimo platform Scooby and Scrappy Doo (1991) o il divertente Wacky Races (1992) nel quale vengono ricreate le bislacche corse dell’omonimo cartone Hanna e Barbera degli anni 60.
Degni di menzione anche l’avventura Johnny Quest in Doctor Zin’s Underworld (1991), sempre da personaggi Hanna e Barbera, molto gradevole e ben realizzata, e Potsworth and Co. (1992) tratto da un cartone animato del 1990 abbastanza sconosciuto in Italia e tramutato in un ingegnoso platform in cui in ogni livello si è alla guida di un personaggio diverso.

LA DISNEY & CO.

Un colosso commerciale come la Disney non poteva non mettere il becco anche in ambito informatico, fu così che essa cominciò a produrre anche i tie-in dei propri personaggi, tra i quali si contano 9 titoli per C64. Contrariamente a quanto si possa pensare però gli esiti furono quasi sempre scarsi, a partire dal fiacchissimo Who Framed Roger Rabbit (1988) e continuando con una schiera di giochi educativi con protagonisti Pippo, Topolino o Paperino che non possono piacere a nessuno.
In mezzo a questa scadente serie di titoli si può isolare sicuramente Duck Tales – The Quest For Gold (1990) uscito in concomitanza con il lungometraggio omonimo; pur non essendo molto giocabile è una conversione fedele del gioco per PC e il sistema di gioco è interessante, in quanto si tratta di superare una serie di missioni diversificate come scopo in giro per il mondo. E’ quindi sia presente la fase di viaggio che la fase della missione in loco vera e propria, e la gestione delle missioni e l’ordine in cui compierle è completamente a discrezione del giocatore dando al gioco una lodevole componente strategica.
Buona anche la versione videoludica di Arachnophobia (1991), forse un po’ monotona nello svolgimento ma nel suo contesto sufficientemente divertente e - trattandosi di genere horror - dotata anche di una certa suspense.

… E TUTTO IL RESTO.

La giungla dei tie-in per gli otto bit è immensa e piena di sottorami, ad esempio c’è da citare la mediocrissima serie di giochi Domark sull’agente 007 (Licence To Kill, Live And Let Die, The Living Daylights, The Spy Who Loved Me, A View To A Kill), o i giochi anch’essi abbastanza scadenti legati al personaggio di Indiana Jones (tra cui le trasposizioni ufficiali dei film IJ and the Temple of Doom, IJ and the Last Crusade, IJ and the Fate Of Atlantis, una peggiore dell’altra), senza contare innumerevoli altri protagonisti di film e fumetti.
Ci limiteremo a citare una piccola lista di giochi di un certo pregio: per quanto riguarda i film abbiamo l’eccellente Alien 3 (Probe/Acclaim, 1992), di molto superiore agli altri tie-in della serie come Alien e Aliens (ambedue di livello medio-basso), Gremlins 2 (Elite, 1990) che può vantare un’ottima realizzazione tecnica, e soprattutto il classicissimo Ghostbusters (Activision, 1984) che resta un game originale e dal plot davvero azzeccato rispetto al film di riferimento.
Non possiamo infine non citare la Datasoft con i suoi Bruce Lee (1984), The Dallas Quest (1984), The Goonies (1985), Zorro (1985) e la Mirrorsoft con i suoi giochi sulle Ninja Turtles (di cui un picchiaduro di ottima fattura). E i fumetti, con gli scabrosi personaggi di Viz (Virgin, 1991), il nostrano Lupo Alberto (Idea, 1991), l’uomo ragno di The Amazing Spiderman (Empire, 1990)...giusto per citare i titoli migliori! Insomma, la quantità di trasposizioni è mastodontica e si può dire che quasi ogni personaggio sia stato in qualche modo saccheggiato e sfruttato in un videogioco, fenomeno che del resto continua ancora oggi. La storia ovviamente continua: noi, per il momento, ci fermiamo qui.


Sicuramente avremo dimenticato qualcosa, sicuramente alcuni personaggi che i nostri lettori hanno a cuore non saranno stati neanche nominati: la materia d'altronde è vastissima e includere tutto in un "semplice" articolo è davvero impossibile. Non bisogna poi dimenticare che abbiamo anche la situazione inversa, ossia che alcuni videogame sono diventati film (Street Fighter, Mortal Kombat, Super Mario, Resident Evil ed altri); dal film al videogioco e dal videogioco al film: quanto è fondamentale per gli uomini ispirarsi a ciò che hanno fatto altri uomini...
Per approfondire: