GamesArk.it  Speciale  0114
Giocate le avventure Infocom sul vostro Spectrum!
Redattore:   Alessandro 'Caporale Jonlan' Grussu                          Pubblicato il:   11/11/2013
Malgrado la celebre casa di Cambridge non abbia mai pubblicato ufficialmente i suoi capolavori in versione Spectrum, e' possibile giocarli sul computer piu' famoso di zio Clive. Vediamo come...
UNA STORIA GLORIOSA

Per tutti gli appassionati di avventure testuali (o interactive fiction, "narrazione interattiva", espressione usata per lo più oltreoceano), udire il solo nome Infocom provoca un senso di ammirazione che sfocia nella venerazione.

Fondata il 22 giugno 1979 da un manipolo di studenti e lavoratori del noto MIT (Massachusetts Institute of Technology), capitanati da Dave Lebling, la Infocom si fece notare nel nascente panorama videoludico per computer già col suo primo lavoro, Zork. Questa avventura testuale, che oggi definiremmo un dungeon crawl, era stata programmata l'anno precedente da un team guidato sempre da Lebling, ma nel 1980 fu adattata per l'uso su varie piattaforme, cui altre si sarebbero aggiunte nel corso degli anni, tramite uno speciale linguaggio di programmazione chiamato ZIL, ossia Zork Implementation Language, altrimenti noto come Z-Code, il quale poteva girare all'interno di una "macchina virtuale" standard, la Z-Machine, un "interprete" personalizzato per ciascuna piattaforma.

Questo sistema permise alla Infocom di far uscire i suoi titoli in numerose versioni, contemporaneamente o convertendole man mano che nuovi home computer si affacciavano sul mercato. Le piattaforme ricorrenti erano Apple II, gli Atari a 8 bit e ST, Commodore 64 e Amiga, Tandy TRS-80, IBM PC e compatibili, nonché macchine equipaggiate col diffuso sistema operativo CP/M ideato da Gary Kildall nel 1974, per esempio gli Amstrad serie CPC e PCW.

La Infocom si guadagnò ben presto un folto seguito di appassionati per via dello stile arguto e ingegnoso dei suoi giochi, i cui enigmi, mai banali né scontati, anzi spesso richiedenti una buona dose di "pensiero laterale", ottimamente integrati nel contesto di locazioni descritte in maniera non di rado assai particolareggiata ed evocativa, furono oggetto di impegno per la materia grigia di un gran numero di videogiocatori sparsi un po' su tutto il globo. Dalle serie fantasy di Zork ed Enchanter alle atmosfere lovecraftiane di The Lurking Horror, dalle disavventure circensi di Ballyhoo a quelle fantozziane di Bureaucracy, passando per una licenza di successo come The Hitchhiker's Guide To The Galaxy (cui collaborò lo stesso Douglas Adams) o per la "farsa osé" di Leather Goddessess of Phobos, i giochi Infocom furono per buona parte degli anni '80 lo "stato dell'arte" delle avventure testuali.

Lo status di "culto" della Infocom tra gli aficionados si realizzò anche grazie all'uso dei feelies, oggetti inclusi nelle confezioni dei giochi allo scopo sia di immergere il giocatore ancora di più nell'esperienza dell'avventura che di fornire una protezione alla copia. Spesso infatti questi oggetti contenevano indicazioni - parole chiave, numeri di telefono, griglie di decrittazione ecc. - indispensabili per procedere nella vicenda. Tra i più curiosi feelies ricordiamo la bustina contenente una "microscopica flotta stellare" (in realtà vuota) di The Hitchhiker's Guide To The Galaxy, il centipede di gomma rossa di The Lurking Horror e il cartoncino aromatizzato con diversi effluvi, da grattare e annusare quando richiesto nel corso di Leather Goddessess of Phobos.

Il declino della Infocom cominciò negli ultimi anni '80, per via della polarizzazione del mercato videoludico sugli home computer attorno alla triade Amiga/Atari ST/IBM PC e la conseguente affermazione delle avventure punta-e-clicca, la quale a sua volta provocò la progressiva sparizione di quelle comandate via parser. Acquisita dalla Activision nel 1986, la Infocom cessò di esistere formalmente il 5 maggio 1989.

INFOCOM E SPECTRUM

I nostri gentili lettori avranno sicuramente notato che tra le piattaforme citate all'inizio manca proprio quella principalmente oggetto di questo articolo, ossia lo ZX Spectrum. La ragione è che la Infocom era una casa di software americana, e data la breve e poco incisiva presenza dello Spectrum sul mercato USA, caratterizzata dallo sfortunato clone Timex Sinclair 2068 (per maggiori informazioni vedasi la mia Spectrumpedia alle pagg. 31-32 e 375-379), non realizzò mai un interprete Z-Machine specifico per esso.

Tuttavia, vista la popolarità dei suoi giochi anche tra gli utenti del più diffuso e apprezzato prodotto di Clive Sinclair, non mancarono negli anni tentativi di sopperire a questa mancanza. Il primo di cui si abbia notizia apparve sulle pagine della rivista britannica Your Sinclair ad opera di Mike Gerrard, l'esperto in adventure di tale pubblicazione. Sul numero 37 (gennaio 1989), Gerrard rese noto che tramite il sistema operativo CP/M Plus lanciato pochi mesi prima dalla Locomotive Software per lo Spectrum +3, peraltro dotato di supporto nativo per il CP/M, era possibile far girare sulla macchina Sinclair la versione CP/M della Z-Machine - e quindi, tramite essa, gli stessi titoli Infocom - originariamente registrata sui peculiari dischi floppy da 3" caratteristici dei sistemi Amstrad CPC e PCW oltre che dello stesso +3. Va da sé che questo sistema sarebbe valido ancor oggi, ammesso che abbiate a disposizione non solo un +3 in buono stato e funzionante, ma anche i dischi floppy versione CPC/PCW dei giochi Infocom, oltre a una copia del CP/M Plus, il quale, per strano che vi possa sembrare, è ancora in vendita (!) da parte della Locomotive, oggi Locoscript.
AVVISO AI NAVIGANTI

Quando la Activision acquisì la Infocom nel 1986, essa ottenne i diritti sulle adventure Infocom pubblicate fino a quel momento e su quelle successive. Una parziale eccezione è costituita da The Hitchhiker's Guide To The Galaxy e Shogun, giochi realizzati su licenza dai romanzi omonimi, rispettivamente di Douglas Adams e di James Clavell, licenza scaduta ormai da decenni. Questi due titoli si trovano pertanto in una "zona grigia" - la Activision infatti non li incluse nel suo CD-ROM Classic Text Adventure Masterpieces of Infocom del 1996.

Alla luce di ciò, se non possedete una copia dei giochi originali da giocare sul vostro Spectrum direttamente o come riproduzione singola per uso di backup, e vi imbattete più o meno casualmente in essi navigando in giro per la Rete, li potete certamente utilizzare ma vi trovate in una posizione scarsamente difendibile dal punto di vista legale, come del resto avverrebbe se invece di avventure Infocom stessimo discutendo dei giochi prodotti da Ultimate, Code Masters, Thor/Odin, Activision e sue consociate o delle conversioni da coin-op Capcom. Caveant navigantes.


Più agevole è l'uso di un interprete Z-Machine concepito appositamente per lo Spectrum, capace anche di girare, oltre che sul +3, sulle altre versioni del computer Sinclair provviste di una moderna interfaccia DivIDE con installato il sistema operativo ResiDOS (v. ancora Spectrumpedia, pagg. 474-477). Questo interprete si chiama ZXZVM (ZX Zork Virtual Machine) ed è stato inizialmente sviluppato da John Elliott, poi integrato da Garry Lancaster, autore di ResiDOS nonché della ROM migliorata per il +3, la +3e. ZXZVM è in grado di far girare sullo Spectrum tutte le avventure programmate per la Z-Machine versioni 3, 4, 5 e 8. Poche le limitazioni, tra cui la maggiore è l'impossibilità, a causa dell'insufficiente quantità di RAM, di implementare il comando UNDO (SAVE e RESTORE sono invece disponibili). Le versioni sono di solito riconoscibili attraverso l'estensione del file originario dei dati del programma: per esempio, un file con estensione .Z5 deve essere aperto sotto la Z-Machine 5. La versione più recente di ZXZVM è la 1.11 del 2 maggio 2006.

Dopo il primo caricamento, ZXZVM copia se stesso sul disco del gioco - o sull'immagine virtuale di esso, nel caso si stia giocando sotto emulazione o via DivIDE - assieme ai file dei caratteri utilizzati. È possibile infatti scegliere, ogni volta che si comincia caricando dal menù iniziale del computer il file ZXZVM.BAS, se visualizzare 32 o 64 caratteri per riga sullo schermo. La seconda modalità è un po' meno facile da leggere sul display a 256x192 pixel dello Spectrum, ma indispensabile per alcuni titoli come ad esempio Beyond Zork. Essendo inoltre un interprete unicamente testuale, ZXZVM non può essere usato per giocare le tre adventure con grafica rilasciate da Infocom nell'ultimo scorcio della sua attività: Arthur The Quest For Excalibur, James Clavell's Shogun, Journey.

Attraverso ZXZVM abbiamo provato con successo, sotto emulazione, i seguenti giochi: Ballyhoo, Beyond Zork, Border Zone, Bureaucracy, Cutthroats, Deadline, Delusions, Enchanter, The Hitchhiker's Guide To The Galaxy, Hollywood Hijinx, Infidel, Leather Goddesses of Phobos, The Lurking Horror, A Mind Forever Voyaging, Moonmist, Nord and Bert Couldn't Make Head or Tail of It, Planetfall, Plundered Hearts, Seastalker, Sherlock The Riddle of the Crown Jewels, Sorcerer, Spellbreaker, Starcross, Stationfall, Suspect, Suspended, Trinity, Wishbringer, The Witness, Zork, Zork II, Zork III, Zork The Undiscovered Underground (quest'ultimo in effetti non fa parte della produzione Infocom ma è un'opera di Marc Blank e Michael Berlyn, lanciata a scopo promozionale dalla Activision in occasione dell'uscita di Zork Grand Inquisitor nel 1997).

Per trasferire i file formato Z-Code su di un'immagine disco +3 abbiamo utilizzato il programma CPCFS v.0.9.0, che potete scaricare da qui. Funziona da riga di comando anche in ambiente Windows (basta cliccare sul file CPCXFSW.EXE una volta decompresso l'archivio ZIP; provato sotto Windows 7 64-bit). In un paio di mosse vi permette di creare una nuova immagine disco .DSK e di trasferire su di essa il file Z-Code da utilizzare con ZXZVM, a patto che sia in una versione leggibile dall'interprete in questione.

Nel caso desideriate invece avvalervi di una DivIDE o interfaccia similare, provvista di sistema operativo ResiDOS (il quale, lo ricordiamo, è liberamente scaricabile dal sito ufficiale), il discorso è ancora più semplice: basta copiare sulla scheda Compact Flash o SD utilizzata dall'interfaccia i file dati .Z* e quello immagine nastro ZXZVM.TAP, che verrà poi caricato e installato sulla scheda stessa per poter a sua volta lanciare l'interprete Z-Code.

Quindi, sia su hardware reale che emulato, anche i fan dello Spectrum possono godere degli straordinari mondi virtuali creati attraverso le parole dagli sviluppatori Infocom! Certo, lo stesso obiettivo potrebbe essere raggiunto in maniera più immediata utilizzando un moderno interprete Z-Machine come Frotz, ma volete mettere il fascino retro di emulare un linguaggio di programmazione degli anni '70 su un computer degli anni '80 tramite una macchina virtuale ideata negli anni 2000, il tutto nella seconda decade del XXI secolo?

Nel fare questo, però, tenete bene a mente i limiti di ordine legale (vedi box).

PER SAPERNE DI PIÙ

ZXZVM non è stranamente citato nella lista di interpreti Z-Machine per altre piattaforme compilata nel 2007 da P.D. Doherty all'interno del suo Infocom Fact Sheet, e questo nonostante il fatto che essa abbia da tempo superato la fase di "bug-fixing or testing", come citato nel documento. Peggio ancora, nel documento non viene menzionato lo Spectrum come piattaforma "non ufficiale" nemmeno mezza volta (i soliti Americani...). Molto meglio fa The Interactive Fiction Archive, il quale cita ZXZVM e ne mette a disposizione l'ultima versione nonché il codice sorgente. Lo stesso fa inform-fiction.org, anche se la versione di ZXZVM ospitata è più vecchia (1.10).

La Infocom Gallery mette a disposizione le scansioni dei manuali e dei freelies originariamente distribuiti con tutti i giochi Infocom, nonché delle loro confezioni e degli InvisiClues, aiuti pubblicati direttamente dalla casa di Cambridge, MA.

Le specifiche tecniche della Z-Machine sono disponibili in rete grazie a Graham Nelson.

Infine, se volete conoscere meglio la storia della Infocom, questo paper accademico proveniente dallo stesso MIT ne discute i dettagli e i retroscena in modo mirabile: Down From the Top of Its Game: The Story of Infocom, Inc.
Per approfondire: