Recensione PC
Titolo del gioco:
Bioshock 2
Anno di uscita:
2010
Genere:
First Person Shooter
Sviluppatore:
Digital Extremes
Produttore:
2K Games
Distributore:
Take 2
Multiplayer:
Lan, internet
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
CPU: dual core 2GHz; RAM: 2GB; SCHEDA VIDEO: nvidia 8800 (o equivlente); SPAZIO SU DISCO: 12GB
  • Come inizio non c'è male, molto rassicurante
  • Sia per noi che per Eleonoire il tempo corre
  • No mamma, tranquilla, non mi drogo. Una botta di Adam è tutta salute
  • Ecco "la Rapture Bene": buoni e cattivi, questa è la fine
  • Una big sister si avvicina...
  • ...e ci viene a prendere! Scappaaaaaaaaaa!
  • Sofia Lamb: è ovunque e chiunque. Non avremo tregua
  • Abbiamo esagerato con l'alcool e si vede
  • Le trappole sono sistemate: ora non ci resta che coprire le spalle alla sorellina che raccoglierà l'Adam
  • A spasso per le profondità oceaniche
  • Eccoci arrivati: la resa dei conti è vicina
  • Scontro ravvicinato con una sorellona: una scarica di piombo e una da 1000 volt e la mandiamo a nanna
  • La vera Rapture...
  • ...e quello che invece vede una sorellina. L'avreste mai detto?
  • Purtroppo anche chi è stato dalla nostra parte ci verrà messo contro
  • Queto qui è andato...
Redattore:  Simone Maria '7ornado' Fumagalli                        Pubblicato il:  15/03/2010
Dopo aver giocato a Bioshock, tutti avevamo il desiderio di tornare a Rapture...
Inutile negarlo: chi ha apprezzato il primo titolo uscito ormai qualche anno fa, avrebbe pagato per poter tornare ancora laggiù, in quell’atmosfera anni ’60 resa immortale ma ormai abbandonata a sé stessa, in quell’inferno creato dall’ambizione e dalla sete di potere dell’uomo, in quella che avrebbe potuto essere la civiltà perfetta. Ovviamente sto parlando della città sottomarina di Rapture, edificata sul fondo dell’Atlantico e ormai segnata da una cruenta guerra “tutti contro tutti” per la corsa all’Adam, la sostanza a cui ruota attorno tutto il resto. Ebbene, i ragazzi di 2K Games ci danno questa possibilità, ma niente sequel o “il ritorno del guerriero”: questa è tutta un’altra storia, tutto un altro personaggio…

SOTTO LA CORAZZA BATTE UN CUORE VERO
Avrete capito e, sì, c’era da aspettarselo. Questa volta non vestiremo i panni di un uomo normale, uno qualunque, ma bensì i panni di un prescelto, uno tra i tanti diventato un temibile Big Daddy.
Partendo dal presupposto che Bioshock 2 fa dello spessore della trama uno dei suoi punti di forza, vi racconto giusto l’incipit, per non impedirvi di gustare appieno il titolo: più o meno contemporaneamente alle vicende cui abbiamo assistito nel primo episodio, un big daddy viene separato dalla sorellina che accudiva e costretto a uccidersi (grazie al plasmide che consentiva il controllo sulle persone…ricordate vero?) da una certa dottoressa Lamb.
Dopo 10 anni, non si sa né come né perché, quel big daddy, il “soggetto delta” (impersonato dal giocatore), torna in vita; si risveglia come da un coma e alcune visioni della “figlioletta” ormai cresciuta spiegano come il loro legame sia essenziale per la sopravvivenza di entrambi. A questo punto comincia la disperata ricerca della ragazza che si considera essere nostra figlia, visto lo strettissimo legame nato tra i 2, e di chi l’ha separata da noi.

FUOCO E FIAMME…
…nel vero senso delle parole. Anche questa volta infatti il nostro personaggio potrà godere delle potenzialità che gli conferiranno i plasmidi e i tonici genetici sviluppati grazie all’Adam e che hanno segnato la caduta dell’utopistica città di Rapture.
Sostanzialmente sono gli stessi già visti in Bioshock, rivisti in alcuni dettagli per adattarli alle nuove scelte di gameplay (ad esempio il plasmide del “controlla il big daddy” ora non fa altro che ipnotizzare il nemico a cui lo lanciamo e lo converte momentaneamente alla nostra causa). Quindi, se da una mano potremo scagliare fiamme sui nostri nemici, con l’altra potremo finirli facendo fuoco con le diverse armi a nostra disposizione. Ovviamente non poteva mancare la tanto temuta e carismatica trivella del primo episodio, arma caratteristica di chi, come il soggetto delta, vive dentro uno scafandro corazzato. Avremo poi un cannone rotativo, che in sostanza va a sostituire il mitragliatore Thompson, dato che per un big daddy non sarebbe stato facile maneggiarlo; interessante introduzione è quella di un dispositivo di hacking, che spara dardi elettrici con i quali è possibile disattivare o convertire in “amici” i droni o le telecamere di sicurezza; permette inoltre di posizionare a terra delle mini torrette difensive, che torneranno molto utili qualora facciate determinate scelte.
Tutte le armi inoltre avranno diversi tipi di munizioni, molto più devastanti contro certi tipi di obiettivi, ma ovviamente più difficili da reperire (però non vi dico che goduria sparare pallettoni al fosforo con il fucile a canne mozze).

INDIMENTICABILI ANNI ‘60
Ovviamente anche questa volta ci muoveremo all’interno della città sottomarina di Rapture, del cui splendore resta solo una lontana parvenza. Quello che affascina, che ci ha già affascinato e che, per quanto mi riguarda, non stanca, è l’incredibile realizzazione dell’ambientazione ispirata agli anni della ripresa economica dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Ogni dettaglio, ogni scorcio, ogni particolare è riconducibile a quegli anni e niente è stato lasciato al caso o trascurato: anche i più piccoli oggetti comuni con cui andremo a interagire sono parte di quell’epoca ricreata con una cura così maniacale del dettaglio che rende più “viva” l’esperienza di gioco, tanto da poterlo considerare un film.
Gli interni che andremo a visitare sono luoghi mai attraversati in Bioshock, anche se ovviamente ne richiamano l’atmosfera cupa e di decadenza. Poi, dato che il nostro alter ego ha a disposizione una tuta da palombaro, 2K Games ha pensato bene di darci la possibilità di fare anche 4 passi fuori dai condotti e dagli edifici di Rapture: poca cosa, nessun livello dedicato all’esplorazione del fondale e nessun nemico da affrontare in quelle acque gelide, ma è apprezzabile lo sforzo fatto per introdurre qualcosa di nuovo per spezzare la monotonia dei soliti trasferimenti tramite la “linea ferroviaria” dell’Atlantic Express.

Altro particolare, magari di poco conto nel complesso, ma davvero curioso, è la visione del mondo (quindi di Rapture) con gli occhi delle sorelline. Per una breve sessione del gioco difatti vestiremo i panni di una delle tante bambine sempre intente a raccogliere Adam: tramite i loro occhioni gialli, decisamente inquietanti per la verità, la città grigia, cupa, diroccata e la cui umidità sentiremo fin nelle ossa avrà tutt’altro aspetto. Immensi saloni luminosi, dall’arredo ricco e curato, persone vestite a festa, tutto ordinato, musica celestiale…insomma il paradiso. E il che spiega non poche cose.

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA?
A quanto pare no. E sembra funzionare. Ricordate i distributori automatici, le stazioni per potenziare la armi, il negozio di plasmidi e tonici? È tutto esattamente uguale e funzionale. In cambio di moneta sonante (o Adam) potremo acquistare quello che ci pare. È stata mantenuta anche la possibilità di “hackerare” certi distributori o le casseforti per ottenere prodotti a prezzi scontati o addirittura in omaggio, ma questa volta il mini gioco consiste nel bloccare l’ago di un indicatore in determinate zone colorate.
E i nemici che cercheranno di farci la pelle? Sono sempre loro: ricombinanti impazziti per la dipendenza e astinenza da Adam. In questo caso abbiamo 2 new entry non indifferenti: il ricombinante bruto, una sorta di palla di lardo con la forza di un cavallo che imparerete presto a tenere a distanza, e la tanto attesa big sister. Le sorelline ormai cresciute sono state infilate in una tuta da palombaro simile alla nostra, si muovono a una velocità impressionante, possono usare diversi plasmidi (e li sanno usare molto bene), sono agilissime ed emettono un fastidiosissimo urlo stridulo che annuncia il loro arrivo. Penso che questa presentazione basti per farvi capire che sono il nemico più tosto del gioco e la sensazione di inquietudine prima della loro comparsa vi giuro che raramente l’ho provata in un videogame.

QUESTIONE DI SCELTE…E DI STILE
L’ultimo aspetto che vorrei analizzare di Bioshock 2 è come certe situazioni siano diretta conseguenza delle nostre scelte. Certo, questo succedeva già prima, quando eravamo posti di fronte al bivio “prosciuga o salva la sorellina”. Anche questa volta è così, ma la conseguenza non è un diverso quantitativo di Adam recuperato.
Se, come nel mio caso, decidiamo di salvarle, la scelta successiva, una volta ucciso il loro big daddy, sarà quella di utilizzarle per raccogliere Adam, come le abbiamo sempre viste fare. Ovviamente quando saranno intente a fare ciò dovremo vegliare su di loro come angeli custodi e uccidere tutti i ricombinanti che tenteranno di ucciderle. Questo richiedere una buona tattica difensiva e le giuste armi per realizzarla. Quindi conviene scegliere con cura quali potenziare e quali plasmidi portare sempre con noi.
Altro esempio: dato che il nostro alter ego si muoverà piuttosto lentamente, si può compensare il fatto massimizzando la nostra resa in un combattimento difensivo. Tuttavia l’altra alternativa, ovvero fare gioco d’attacco, è comunque percorribile sfruttando la trivella e facendo scelte “attente” al momento giusto.
Insomma, Bioshock 2 aggiunge spessore rispetto al predecessore quando si tratta di far crescere “Delta” e attenzione a chi deciderete di uccidere o salvare: ancora una volta saremo artefici del nostro e altrui destino.
Bioshock 2 colpisce e non tradisce. Nonostante le novità di rilievo non siano di impatto come ci si potrebbe aspettare e l'ambientazione sia esattamente la stessa del predecessore, tornare a Rapture è un'esperienza più che appagante e soddisfacente. La grafica pulita e retrò, l'audio curato - specialmente nei dialoghi - e l'aggiunta (finalmente!) delle modalità multiplayer tipiche dei classici sparatutto con trame meno profonde e "spara-a-tutto-quello-che-si-muove" a mio parere eleva il titolo di 2K Games a uno dei migliori FPS di sempre.
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