Recensione Coin-op
Titolo del gioco:
Crime Fighters
Anno di uscita:
1989
Genere:
Picchiaduro a scorrimento
Sviluppatore:
Produttore:
Konami
Distributore:
Multiplayer:
Coop a due giocatori
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
CPU: Konami 3.000000 MHz - Sound Z80 3,579545 MHz SOUND: YM2151 3.579545 MHz - 007232 3.579545 MHz
  • Che belli i boss tutti assieme
  • Eccolo qui il responsabile di tutto mentre implora la nostra pietà
  • Il cane ci tiene fermi mentre il karateka ci riempie di botte. Che combriccola !
  • Il boss con la motosega era davvero cattivo. I novellini difficilmente andavano oltre
  • Quello del settimo livello è forse il boss più difficile di tutto il gioco. Anzi senza forse
  • Carina la ragazza che saluta. Ma avvicinarsi alla porta forse non è una buona idea
  • Tutte queste fanciulle aspettavano noi? Forse valeva la pena farsi pestare un pò
  • Occhio a quello con i pantaloni rossi. Ha il brutto vizio di corrervi incontro e non per abbracciarvi
  • I rulli compressori investono chiunque gli si trovi davanti. Buoni e cattivi.
  • La guardia del corpo del boss è armata. E se giocate con un amico va pure a chiamare suo fratello
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  11/09/2011
Era il lontano 1989 quando, con Crime Fighters, la Konami rispondeva alla Capcom, produttrice di Final Fight. Erano passati due anni dall'uscita di Double Dragon... e iniziava l'era dei picchiaduro a scorrimento.
Crime fighters può definirsi uno dei migliori (e primordiali) picchiaduro a scorrimento orizzontale mai comparsi in sala giochi. Uscito nel lontano 1989 insieme a Final Fight della Capcom, Crime Fighters diede il "la" ad un nuovo genere di giochi: i picchiaduro a scorrimento orizzontale.

QUESTO DEVE ESSERE NUOVO: NON L'HO MAI PICCHIATO PRIMA...
Il plot del gioco è piuttosto semplice. Un gruppo di giovani donzelle viene rapito da una banda di criminali (chissà poi per quale destinazione d'uso...NdR) (sicuramente per servire l'allora pixelloso Duke Nukem NdBoZ), quindi c'erano due possibilità: denunciare tutto alla polizia oppure vestirci da eroi e menare giù botte da orbi a chiunque ci capitasse a tiro per liberare le fanciulle. Naturalmente la nostra scelta ricadrà sulla seconda opzione, quindi ci ritroveremo nella mischia, in camicia bianca e pantaloni blu, a pestare qualunque essere si muova sullo schermo.
Anche se tutto può apparire semplice e scontato, tipico di un gioco arcade degli '80, il concept alla fin fine rispecchia appieno quello dei giochi più recenti. Il gioco si snoda in otto livelli, ognuno dei quali viene concluso da un boss finale (abbastanza cattivo e ostico dal 4 livello in poi NdR). Durante il gioco compariranno una miriade di personaggi dalle diverse caratteristiche, dai macho armati di coltello ai giganti di colore che ci butteranno per aria o ci prenderanno a spallate, passando per gli esperti di arti marziali, i delinquenti in motocicletta, i dobermann, le donne di facili costumi armate di frusta, eccetera.

Durante il gioco, oltre a pugni e calci si possono usare anche armi raccolte facendo fuori i nostri avversari. Queste, ahinoi, andranno perse al primo colpo subito. Si va dal coltello alla spranga di ferro, alla pistola (quest'ultima ovviamente la più importante e determinante per superare alcuni livelli).
Una partita, all'epoca, costava 200 lire. Magari con una sola moneta si riusciva ad arrivare al settimo livello...e da lì si poteva cominciare a mettere mani al portafogli! La difficoltà è ben calibrata, aumentando come è giusto che sia di livello in livello. Il tutto peraltro risulta abbastanza agevole fino al quarto livello: da lì cominciano le difficoltà maggiori.

Il gioco è pieno di citazioni più o meno famose, partendo dalla metropolitana (primo e secondo livello), che ricorda parecchio quella de "I Guerrieri della Notte" (film cult del 1979), al boss del secondo livello che indossa una maschera come Jason Whoores. Il boss del quinto livello indossa guanti con rasoi in stile Freddy Krueger di Nightmare, mentre quello del sesto ricorda Ivan Drago di Rocky IV (solo un po' più abbronzato) (ti spiezzo in due!! NdBoZ)... e via dicendo.
Una volta completato il gioco, e quindi dopo aver superato un livello che presenta i boss tutti assieme, si ricomincia daccapo (tipico dei giochi di quell'epoca NdBoZ) ma con una novità: completando ogni livello ci porteremo nel successivo l'arma che avevamo in pugno in quel momento!
Dal secondo livello, quando si prende la pistola, lo scopo è quindi di arrivare al quarto (e al boss finale con la motosega), armati come Dio comanda. Sempre se riusciamo a non perdere l'arma...

La grafica del gioco risulta carina, forse un pò blocchettosa (ma eravamo nel 1989) ma abbastanza fluida e funzionale. Sono presenti parecchie chicche, come cartelloni che ci cadranno in testa, protettori che ci sbatteranno la porta in faccia se importuneremo le ragazze e via dicendo...
La colonna sonora è semplice, con musichette davvero carine che accompagnano il gioco e soprattutto ci resteranno in testa (le si fischiettava anche fuori dalla sala giochi.. NdR).
Ovviamente, il massimo del gioco si ottiene giocando in cooperativa: i nemici in questo caso aumentano (talvolta raddoppiano), ma cresce esponenzialmente anche il divertimento. Si possono anche adottare tattiche particolari, magari cercando di difendere il compagno che possiede la pistola, affinché non la perda.
La longevità è assicurata, poichè c'è la curiosità di vedere il livello successivo e, perchè no, per un pizzico di soddisfazione personale. Semplice anche l'approccio al gioco: ci sono solo tre tasti (pugno, calcio e calcio all'indietro) e, con le giuste combinazioni, si può dare anche un calcio volante o si può buttare a terra l'avversario per riempirlo di calci mentre è al suolo!
Spesso e volentieri i nemici si possono anche "addormentare". Con il giusto numero di colpi li si rende innocui e ce li si può trascinare dietro, magari per avere un coltello, una spranga o una pistola di riserva (può sembrare strano ma, senza questi piccoli accorgimenti, si finiva per buttare monete in continuazione nel cabinato, giocandosi la pensione del nonno... NdR).

ALCUNE CONSIDERAZIONI PERSONALI
All'epoca, cimentandomi con Crime Fighters, scoprii un piccolo bug: completando il gioco due volte (con tanto di livello extra) di fila, la macchina impazziva e scattavano le vite infinite. Vidi cambiare il cabinato almeno tre volte durante quel periodo, ma questo bug permaneva (per fortuna dei videogiocatori)! C'era anche una versione del gioco resa volutamente più difficile. Non si poteva dare il calcio all'indietro (mancava proprio il tasto) (buuuuu... NdBoZ) e di conseguenza tutto risultava più difficile.
Crime Fighters è davvero un bel gioco, caratterizzato da una bella atmosfera, musica e giocabilità. Soprattutto, porta una ventata d'aria fresca nel panorama videoludico di quei tempi, riuscendo dove Double Dragon, due anni prima, aveva fallito.
Paragonato ai giochi odierni magari fa un pò sorridere, ma secondo me tutti gli amanti del genere avrebbero dovuto cimentarvisi almeno una volta. Un bel prodotto in single player, giocato con un amico diventava davvero entusiasmante.
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