Recensione Amiga
Titolo del gioco:
Wings
Anno di uscita:
1990
Genere:
Arcade
Sviluppatore:
Cinemaware. Idea e Creazione: Robert Jacob, Phyllis Jacob - Codice: Tim Hays, Dan Pinal, Randy Platt - Grafica: Jeffrey Hilbers - Sonoro: Gregory Haggard, Ken Melville, Jim Simmons
Produttore:
David Riordan, Jerry Albright (Mirrorsoft)
Distributore:
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Amiga 500 (o superiore) o Emulatore Amiga (tipo WinUae)
Altri formati:
  •  Siamo all'inizio del gioco, abbiamo appena ottenuto il nostro Wings e siamo pronti per unirci allo squadrone.
  •  Il caro Colonnello Farrah ci dà il benvenuto nel 56° squadrone. Dal momento che siamo gli ultimi aggiornati ci toccherà anche aggiornare il giornale della compagnia
  •  Ecco lo squadron roster all'inizio. Dal momento che abbiamo iniziato da poco siamo ancora a zero.
  •  Partiremo con il nostro collega per abbattere Fokker nemici.
  •  Leggendo queste schermate sapremo già cosa ci aspetta. Un paio di Fokker nemici ci attendono.
  •  Già ci hanno regalato una raffica di mitra. Dobbiamo fare attenzione.
  •  Questa volta la missione è andata male. Noi siamo riusciti ad atterrare, ma il nostro collega non è stato cosଠfortunato.
  •  Missione compiuta !
  •  Incredibile. Siamo i leader della formazione e pendono tutti dalle nostre labbra.
  •  Ecco la formazione iniziale prima della missione.
  •  In questa tabella troviamo arrivi e partenze
  •  Abbiamo incontrato tre aerei nemici e ne abbiamo abbattuto uno per uno, che non fa male a nessuno
  • Il giornale della compagnia è uno spettacolo, vi consiglio di leggerlo...
  •  Dobbiamo colpire le truppe di terra, ma occhio ai veicoli della croce rossa
  •  Questa volta ci siamo andati vicini a combinare la frittata.
  •  Siamo appena stati promossi. Yahooo!!!!
  •  Da questo punto cominciano le missioni di protezione/distruzione palloni aerostatici.
  •  Certo che ne abbiamo fatti di passi avanti...
  •  Le missioni di bombardamento sono più difficili di quanto può sembrare.
  •  E questa è la classifica dei 10 migliori piloti in circolazione. E' bello farne parte.
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  08/05/2012
Tornare indietro nel tempo, poter volare alto nei cieli ad abbattere Fokker, sperando di incontrare il Barone Rosso. Tutto questo è Wings.
Titolo prodotto nel 1990 da Cinemaware esclusivamente per Commodore Amiga, Wings si pone in una via di mezzo tra un simulatore di volo ed un gioco arcade. Durante le sessioni infatti ci troveremo praticamente a bordo del nostro biplano con una visuale in terza persona ravvicinata, mentre con il joystick guideremo l'aereo proprio come in un titolo arcade.
In realtà Wings è molto più di questo. E' un vero e proprio tuffo nel passato, precisamente ai tempi della Prima Guerra Mondiale dal 1916 al 1918. Tutto è stato ricreato con un'accuratezza incredibile, partendo dai mezzi a nostra disposizione per giungere a grafica, sonoro e così via.


LA STORIA

Il periodo storico in cui si svolge di Wings è quello della prima guerra mondiale. Noi facciamo parte delle truppe alleate; non è specificato meglio se inglesi, francesi o americani, anche se la bandiera del nostro biplano riproduce quella francese. Quando ci arruolano ci conducono nei pressi di Verdun, città francese diventata famosa nella storia per la Battaglia di Verdun durata ben 11 mesi. Piloteremo un Sopwith Camel, uno dei primi biplani costruiti dall'industria dell'aviazione militare per rallentare l'avanzata dell'esercito tedesco e magari ribaltare le sorti della guerra. I nostri nemici giurati saranno i Fokker E.III tedeschi. Dovremo abbatterli prima che lo facciano loro e magari riuscire ad arrivare vivi alla firma dell'armistizio.

IL GIOCO

All'inizio del gioco potremo dare un nome al nostro pilota e sceglierne le abilità principali, come la bravura nel volo, nella mira, nella resistenza. Fatto questo ci toccherà guadagnarci la possibilità di ottenere i Wings (una specie di brevetto di volo) e lo faremo grazie ad una semplicissima missione di prova.
Verremo poi condotti dal nostro massimo superiore, il Colonnello Farrah, che ci darà il benvenuto al 56° battaglione e ci ordinerà di aggiornare il giornale di squadra, una sorta di diario in cui annoteremo man mano tutto quello che faremo.
Il gioco così inizia tra missioni da compiere, diario da aggiornare e il calendario che va avanti inesorabile giorno dopo giorno. Leggere il diario fa capire come la storia sia stata studiata nei minimi dettagli, senza considerare che lo scritto accompagnato da musichette tipiche dei primi del '900 crea un'atmosfera a dir poco strepitosa. Scopo del gioco è quello di riportare a casa la buccia; tuttavia, se ci abbattono, dopo aver assistito al nostro funerale (!) possiamo creare un altro pilota e ripartire da dove avevamo interrotto, segno evidente del fatto che la guerra continua anche senza di noi e che non eravamo poi così indispensabili.
I VERI PROTAGONISTI

Sopwith F1Camel

Questo è il nostro aereo, La produzione fu iniziata nel 1916 dalla Sopwith Aviation Company. Era armato con due mitragliatrici Vickers montate davanti all'abitacolo, e fu il primo caccia britannico con armi fisse sincronizzate per sparare attraverso le pale dell'Elica. Il supporto di queste armi e il carter a protezione delle culatte formavano una gobba dietro al motore che ha dato il nome all'aereo.
Non era un mezzo facile da pilotare, infatti molti piloti inesperti precipitarono andando in vite (virando a destra) o in stallo (virando a sinistra) a causa di un forte effetto giroscopico dovuto alla notevole coppia del motore e ad un comportamento variabile nelle varie condizioni di volo. In mano a piloti esperti questo difetto diventava invece un'arma vincente, come la strettissima virata a destra, impossibile per i velivoli avversari.
Nonostante ciò viene ricordato come uno dei più maneggevoli apparecchi della prima guerra mondiale.
I piloti dicevano che obbligava a scegliere tra "wooden cross, red cross, and Victoria Cross", cioè tra la morte, il ricovero in ospedale e la massima onorificenza al merito.

Fokker E.III

La maggior parte degli aerei nemici, almeno fino ad un punto del gioco. Poi ci saranno i modelli Fokker più evoluti.
L' E.III è stata la principale versione prodotta del caccia tedesco Fokker Eindecker impiegato nella prima guerra mondiale. Questo modello fu il primo, agli inizi del 1916, ad essere disponibile in quantità sufficienti da permettere la formazione di speciali reparti da caccia detti Kampfeinsitzer Kommandos o KEK. In precedenza i Fokker erano assegnati singolarmente alle unità, Feldflieger Abteilungen, che effettuavano le ricognizioni. Il primo reparto specializzato nella caccia fu formato il 10 agosto 1916 ed era completamente equipaggiato con gli E.III.
Gli aerei che riusciremo ad abbattere verranno conteggiati in una specie di classifica mensile. Scalare questa classifica ci permetterà di avanzare di grado (inizieremo da 2° luogotenente) e di migliorare la nostra reputazione. Quando diventeremo molto temibili per gli avversari, questi manderanno in campo piloti sempre più capaci fino alla loro punta di diamante: Manfred Von Richtofen, meglio conosciuto come il Barone Rosso. Naturalmente, se ci abbatteranno e dovremo ricominciare con un altro pilota, ripartiremo dalla gavetta.

LE MISSIONI

PATROL. Ci sono quattro tipi di missioni in volo. La nostra visuale sarà leggermente dietro il nostro pilota e gli scenari daranno uno dei primi esempi di grafica 3D in un gioco elettronico.

Patrol for enemy aircraft: ci troveremo in volo cercando di abbattere i rossi Fokker nemici. Dobbiamo tenere a mente che il nostro aereo è uno dei primi modelli mai costruiti, senza contare che sarà armato con due mitragliatori al nostro fianco. Il nostro velivolo tende quindi ad andare in stallo se saliamo troppo in alto, così come la nostra mitragliatrice tenderà ad incepparsi ogni tanto, costringendoci ad atterrare se vogliamo evitare una morte certa. Ci troveremo ad affrontare uno o più Fokker e il livello di difficoltà sale man mano che andiamo avanti nel gioco, mettendo a dura prova la nostra abilità.

Destroy Enemy Ballons: in questo caso dovremo distruggere i palloni aerostatici nemici. Questi tuttavia sono ben protetti non solo dai Fokker, ma anche da una discreta contraerea che ci sparerà dal basso. Farci colpire vuol dire, naturalmente, andare giù. Riguardo a questa possibilità, possono occorrere tre alternative:
1. veniamo colpiti e moriamo sul colpo. In questo caso la conclusione è ovvia: vedremo precipitare il nostro aereo senza poter far nulla;
2. viene colpito l'aereo ma noi restiamo vivi: se saremo abili a manovrare il nostro biplano potremmo anche riuscire ad atterrare;
3. viene colpita la coda dell'aereo: il mezzo inizierà a girare su se stesso. Qui l'abilità dovrà essere suffragata da una certa dose di fortuna, poiché far atterrare bene un aereo che ruota su se stesso è impresa tutt'altro che semplice.

Escort the Bomber: dovremo scortare un nostro bombardiere tenendogli lontani gli aerei nemici, che faranno di tutto per abbatterlo.

Protect the Allied Ballons (o The base): anche in questo caso dovremo fare azione di difesa, impedendo ai Fokker nemici di distruggere i nostri palloni aerostatici o di bombardare la nostra base.

STRAFING MISSION. Nelle strafing mission la visuale cambia. Il nostro aereo è visto dall'alto, con uno scrolling diagonale verso sinistra. Queste missioni possono essere di vario tipo, interessando quasi sempre la distruzione di risorse nemiche come convogli, truppe di terra, cannoni da contraerea e così via. Non ci dovremo preoccupare tanto della manovrabilità dell'aereo quanto della nostra mira. A seconda dell'obiettivo primario dovremo distruggere una certa percentuale di qualcosa per considerare riuscita la nostra missione. Se poi colpiamo anche gli obiettivi secondari, tanto meglio. L'importante è evitare assolutamente di colpire convogli e tende della croce rossa. C'è un codice d'onore anche in guerra e se sbagliamo il nostro Colonnello verrà subito a ricordarcelo, arrivando anche a degradarci.

BOMBING MISSION. Queste missioni le troveremo andando avanti nel gioco, visto che l'industria bellica all'inizio non ha ancora prodotto ordigni a sufficienza. In questo caso ci verrà prima mostrata una mappa con gli obiettivi da bombardare, dopodiché ci troveremo in volo con una visuale dall'alto e uno scrolling verticale. Dovremo evitare i proiettili nemici e sganciare le bombe sugli obiettivi giusti per considerare riuscita la missione.
IL BARONE ROSSO

Manfred von Richthofen (Breslavia, 2 maggio 1892 – Vaux-sur-Somme, 21 aprile 1918), è stato un aviatore tedesco. Eroe dei tedeschi e rispettato dai suoi nemici, Manfred von Richthofen fu una delle principali figure della prima guerra mondiale, ricordato con l'appellativo di Barone rosso. Talento puro dell'aviazione, ottenne ottanta vittorie aeree confermate durante il conflitto del 1914-1918 prima di essere abbattuto il 21 aprile 1918 dal capitano Arthur Roy Brown durante l'ennesimo combattimento aereo sulle linee inglesi attestate nel dipartimento francese della Somme. Avrebbe compiuto, da lì a un mese, ventisei anni di età.

IL GIORNALE

Il giornale scorrerà in avanti giorno dopo giorno. Leggere quello che c'è scritto (naturalmente in inglese) ci immergerà in un tempo molto lontano. Potremo capire cosa provavano i soldati di quell'epoca, rivivere lo spirito delle antiche camerate, per non parlare delle notizie riguardanti lo sviluppo della guerra associate a notizie più frivole come il compleanno del nostro colonnello. La musichetta che accompagna la lettura del diario in realtà migliora questa immedesimazione, dando al gioco un'atmosfera che non lascia indifferenti.
Dopo il briefing della missione da compiere comparirà un altro testo in puro stile cinema muto che ci dirà cosa abbiamo trovato sul luogo della missione. Sapremo già prima della fase arcade di ogni compito quanti Fokker abbiamo incontrato e quanto fuoco nemico in generale dobbiamo evitare.

E IL TUTTO COM'E'?

Il gioco è realizzato abbastanza bene. La grafica fa il suo dovere, può non sembrare molto dettagliata ai giorni nostri ma nel 1990 faceva la sua figura. L'aspetto sonoro accompagna bene tutto lo svolgimento del gioco con musichette opportune ed effetti sonori all'altezza.
La giocabilità è ben realizzata, rendendo il prodotto della Cinemaware facile da padroneggiare al primo approccio: impareremo praticamente da subito a controllare il nostro aereo e la nostra abilità avanzerà in modo direttamente proporzionale alla difficoltà del gioco man mano che andremo avanti. La longevità poi è il punto di forza: è vero che il prodotto può risultare ripetitivo sulla lunga distanza, ma è anche vero che continua a prometterci qualcosa di nuovo di volta in volta: sfidare il Barone Rosso, decidere le sorti della guerra, arrivare alla fine, sono stimoli più che sufficienti per tenerci incollati allo schermo.
Un aspetto negativo è dato dal lato hardware. Wings è contenuto in due floppy disk da 3,5 e purtroppo le partite vengono salvate sul secondo disco. Di conseguenza mentre il floppy 1 lo possiamo proteggere da scritture accidentali, non possiamo fare altrettanto con il secondo. Conviene farne quindi una copia e poi ricopiarlo di tanto in tanto poichè, vuoi per un difetto arcinoto dell'amiga di rovinare i dischetti dopo un tot di salvataggi, vuoi per la nostra sbadataggine che ci porta a resettare il computer (o l'emulatore, dato che il problema si presenta anche lì) prima di uscire dal gioco, c'è il rischio che ci troviamo con un disco illegibile e, se non ne abbiamo una copia, tanti saluti al gioco e alle nostre partite salvate.
Wings è davvero un bel gioco. Un classico sotto tutti i punti di vista. Riesce a divertire ancora oggi, a ben 22 anni dalla sua uscita, in barba ai prodotti nuovi spesso molto più poveri di contenuti.
Mi risulta difficile immaginare possa esistere qualcuno che abbia posseduto l'Amiga e non l'ha mai giocato. Ad ogni modo è una lacuna che va colmata subito. Per chi invece non lo conosce, è arrivato il momento di provarlo.

PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE