Recensione X-Box 360
Titolo del gioco:
Fracture
Anno di uscita:
2008
Genere:
Shoot'em up in terza persona
Sviluppatore:
Day 1 Studios
Produttore:
Lucasarts
Distributore:
Activision
Multiplayer:
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
X-Box 360 Arcade
  • Alcune granate in dotazione hanno un effetto devastante.
  • Le fasi d'azione si volgono per la maggior parte in campo aperto.
  • Dovremo sfruttare spesso il potere deformante delle nostre armi per farci strada.
  • Ecco la spike granade in azione... e una colonna di roccia si innalza di fronte a noi.
  • Questo fucile mi ricorda vagamente un'arma famigliare...
  • Le granate deformanti possono essere utilizzate anche come esplosivi convenzionali.
  • E tu dove cerchi di andare?
  • Il Golden Gate si staglia alle spalle di Jet.
  • Come potete notare i nemici sono caratterizzati in modo piuttosto monotono.
  • Sarà meglio uscire alla svelta di qui...
  • Questi umanoidi sembrano usciti da Interstella 5555.
  • Ed ecco cosa succede quando lanciamo una vortex granade, meglio stare lontani....
  • I nemici, anche se un po' stupidi, si incontrano in abbondanza un po' ovunque.
  • I dettagli delle texture non sono male, guardate anche l'erba.
  • Questo è bello grosso, ma un paio di colpi nei punti giusti e...
  • Bella capigliatura Jet! Hai usato il fucile?
Redattore:  Stefano 'Riz' Rizzi                        Pubblicato il:  07/11/2008
In un futuro in cui il surriscaldamento globale ha messo in ginocchio il pianeta, l’America si trova spaccata in due. Spetterà a noi cercare di curare questa frattura e guarire il mondo.
C’era una volta una casa editrice di videogiochi specializzata nella produzione di avventure grafiche di altissimo livello, estremamente varie dal punto di vista dell’ambientazione e del gameplay; questa casa prendeva il nome del proprio creatore: George Lucas. Lucas è sempre stato innamorato delle avventure fantascientifiche con caccia spaziali, Jedi con la Forza e nanerottoli pelosi, e in effetti più della metà dei titoli della sua casa sono riconducibili in qualche modo all’intramontabile saga di Star Wars. Ma è sufficiente pronunciare nomi come Indy, Zak o Guybrush per fare illuminare gli occhi di qualsiasi giocatore, persino il più "distratto"...
Tra i tanti fattori che da sempre hanno contraddistinto i titoli della LucasArts spiccano senz’altro le trame avventurose, la profondità di gioco e in definitiva l’originalità del prodotto. Sfortunatamente pare che i Day 1 Studios, già impegnati nel porting di F.E.A.R. su piattaforma Xbox 360 e sviluppatori di questo Fracture, se ne siano bellamente infischiati e abbiano deciso di spazzare via una tradizione videoludica di oltre 25 anni. Com'è possibile, vi chiederete!? Ahimè, cercherò di spiegarvelo nel seguito dell'articolo...

IL FUTURO È SPACCATO
Nel XXII secolo i disastri ambientali causati dall’inquinamento sconsiderato da parte della razza umana hanno prodotto un innalzamento delle acque e terribili conseguenze dal punto di vista morfologico. Le coste americane sono state in parte sommerse e il Mississippi straripando ha spaccato in due il continente Nord Americano. La popolazione si ritrova così divisa in due fazioni: l’Alleanza Atlantica, che resta fedele ai sani principi su cui sono stati fondati gli Stati Uniti, e i Pacificani, un gruppo di ribelli dediti a manipolazioni genetiche e intenzionati a rendersi indipendenti.

La nostra storia comincia con il protagonista, Jet Brody, che viene mandato in missione alla ricerca di Nathan Sheridan, il leader delle forze ribelli. Dopo un primo stage in cui prenderemo confidenza con l’equipaggiamento, si entra subito nel vivo dell’azione e ci ritroviamo dunque immediatamente a tu per tu con il nostro antagonista intento a fuggire. Naturalmente per noi non sarà affatto vita facile, visto che dovremo affrontare le unità della resistenza e farci strada attraverso le fortificazioni nemiche per riuscire ad acciuffarlo.
La campagna è suddivisa in tre livelli principali, all’interno dei quali saremo chiamati ad affrontare una serie di combattimenti e semplici rompicapo, relativi principalmente al raggiungimento di specifiche aree del livello stesso. Per fare ciò sarà necessario sfruttare i poteri di deformazione del terreno grazie a un dispositivo in dotazione alla nostra corazza; la caratteristica più interessante di Fracture è infatti la possibilità di alzare e abbassare gli spazi liberi da costruzioni, mirando e premendo i tasti destro o sinistro a seconda dell’effetto desiderato (perchè tutto ciò mi ricorda Populous?? NdBoZ).
Oltre a questa avveniristica dotazione, frutto delle ricerche dell’Alleanza nel campo della terraformazione, avremo a nostra disposizione anche delle armi vere e proprie. Si va dai mitragliatori convenzionali ai lanciarazzi con proiettili sotterranei, dalle armi ad energia in grado di congelare i nemici fino ai fucili con dardi traenti. Il tutto è corredato da un set di quattro granate in grado di alzare e abbassare il terreno, far spuntare dal nulla colonne di roccia ("spike granade") e creare un vortice in grado di risucchiare tutti gli oggetti di dimensioni umane all’interno di un determinato raggio d’azione ("vortex granade").
Sono presenti anche alcuni mezzi di superficie con i quali potremo scorrazzare durante specifiche sezioni di gioco, e che tutto sommato movimentano un po’ l’azione. Stessa cosa non si può dire dei nemici che, come accennato in precedenza, puntano tutto sul potenziamento genetico e non presentano grandi variazioni essendo equipaggiati con armi standard.
Esplorando i livelli avremo inoltre modo di collezionare dei data-cell con i quali è possibile sbloccare la sezione di collaudo delle armi. In questo modo saremo liberi di prendere maggiore dimestichezza con l’utilizzo delle stesse e imparare a sfruttare al meglio i poteri di deformazione del terreno per proteggerci e per snidare i nemici.

La sezione multiplayer è piuttosto semplice e supporta un massimo di 12 giocatori per match, ma almeno potremo affrontare avversari anch’essi dotati di equipaggiamento terraformante cosicché da creare un po’ di confusione nel combattimento.

ASPETTI TECNICI
Se dal punto di vista dell’attrattiva e della profondità di gioco Fracture presenta tutti i limiti di una trama inconsistente, lo stesso si può dire dell’originalità di level e character design. Il risultato è che l’approccio al gioco risulta poco accattivante, richiamando in modo sin troppo evidente i classici del genere adventure/shoot’em up in terza persona. Lo stile grafico sembra “ispirarsi” maggiormente a Mass Effect, sia per quanto riguarda i personaggi e la loro caratterizzazione che per gli ambienti di gioco, ma con effetti di illuminazione dinamica inefficaci e una gestione della fisica insufficiente. I dettagli non sono assolutamente a livelli di primo della classe e nonostante ciò capiterà più volte di imbattersi in rallentamenti da parte del engine 3D. L’aspetto globale è comunque sufficientemente pulito e alcune armi producono effetti abbastanza sfiziosi.
Il combattimento in questo genere di giochi dovrebbe ormai far riferimento alle tecniche di copertura introdotte da Gears of War ben 2 anni fa, ma questo non avviene in Fracture dove ci è consentito solamente abbassarci senza poter mirare un bersaglio al di là di una barricata. Questo fatto naturalmente risulta piuttosto frustrante, soprattutto perché i nemici hanno la fastidiosa tendenza a giocare con voi a nascondino, sparacchiando dietro a rocce e costruzioni di cemento senza nemmeno vedervi, portando come unico risultato involontariamente comico quello di darvi spesso le spalle ed essere vostra facile preda.

L’IA di Fracture è in effetti piuttosto scarsa e ci capiterà quasi sempre di eliminare i nemici o nella fase di avvicinamento, quando si buttano letteralmente tra le nostre braccia, oppure doverli andare a cercare uno alla volta dopo che si sono appostati dietro a dei ripari. È anche vero che il sistema terraformante ci permette di stanarli facilmente e di ripararci a nostra volta dai colpi in campo aperto, ma tutto ciò spezza la continuità dell’azione e rischia di far diventare estenuanti degli scontri a fuoco che sono tutto sommato piuttosto semplici.
Il sonoro è in linea con la realizzazione tecnica del gioco, mentre i dialoghi sono tradotti in italiano in modo discreto. Nonostante il multiplayer, la longevità è invece abbastanza scarsa, primo perché la campagna non essendo particolarmente articolata può essere conclusa ben al di sotto le 10 ore di gioco e poi proprio perché la modalità online non ha lo spessore sufficiente a coinvolgere un buon numero di giocatori, come capita invece per altri titoli del genere.
Fracture cerca di inserirsi come alternativa all’interno di un genere che è solitamente il prediletto dagli hardcore gamers e popolato da mostri sacri come Gears of War e Halo. Il problema è che per fare ciò punta tutto sulla possibilità di modellare il terreno, mantenendo per il resto un profilo assolutamente mediocre. Persino il protagonista all’inizio del gioco risponde con battute sarcastiche agli ordini che gli vengono impartiti, come se fosse consapevole che non ci si possano aspettare grandi guizzi nell’evoluzione della storia.
I limiti di implementazione tecnica e originalità del concept permettono dunque di comprendere in tutta la sua evidenza il perché della scarsa valutazione di un gioco come Fracture. Questo però solleva una nuova questione, cioè del come sia possibile che un produttore come LucasArt decida di sostenere simili progetti, quando potrebbe invece far leva sulla sua tradizione nello sviluppo di adventure che tra l’altro costituiscono una fetta di mercato ancora poco sfruttata in ambito console. La speranza per il futuro è quindi quella di vedere una maggiore attenzione non tanto nella realizzazione dei titoli, piuttosto nella scelta stessa del loro genere.
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