Recensione Amiga
Titolo del gioco:
Turrican
Anno di uscita:
1990
Genere:
Platform
Sviluppatore:
Factor 5
Produttore:
Rainbow Arts
Distributore:
Rainbow Arts
Multiplayer:
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Amiga 500 - 512 Mb ram
Altri formati:
  • La monumentale colonna sonora di Turrican è uscita persino su CD, in versione rimasterizzata.
  • Una pioggia di rocce minaccia il nostro eroe.
  • Il mitico pugno volante!
  • L'inizio del secondo mondo, nelle viscere della terra.
  • A caccia di nemici!
  • Facciamoci strada con il raggio rotante!
  • La straordinaria sequenza dei fulmini, qui mi è andata un po' male...
  • Una delle aree segrete, piene di vite da collezionare!
Redattore:  Lorenzo 'TAD' Di Gaetano                        Pubblicato il:  07/08/2009
Andiamo indietro nel tempo di quasi 20 anni, per riscoprire un titolo leggendario, spesso considerato IL gioco Amiga per eccellenza.
L'ORIGINE DI UN MITO

Per un amighista inguaribile, affrontare la recensione di un titolo di questo calibro non è impresa facile. Si ha sempre paura di non usare le parole giuste, di non riuscire a trasmettere correttamente, specialmente a chi non ha vissuto quegli anni, la grandezza delle sensazioni ed emozioni che risalgono all'infanzia e all'adolescenza e che ci sono state regalate da un gioco che è ormai considerato una leggenda da coloro che oggi, alla soglia dei 30 anni, ormai "ubriachi" di poligoni e antialiasing ricordano quando i giochi segnavano un epoca e lasciavano veramente il segno. Come Super Mario è per Nintendo e Sonic è per Sega, Turrican è il simbolo, l'emblema assoluto e indiscusso del videogioco su Amiga. La trama è solo un pretesto: Turrican è l'eroe della situazione dotato di un'armatura super tecnologica con la quale deve uccidere il demone Morgul e il suo esercito malvagio che minaccia l'umanità. Il gioco, in realtà, nacque su commodore 64 dalla geniale mente di Manfred Trenz e solo successivamente fu convertito praticamente per ogni piattaforma esistente tra le quali, ovviamente, il nostro amato 16 bit. La conversione è magnifica (nonostante, forse, la versione C64 spinga in modo più "estremo" le limitate capacità della piccola macchina verso confini mai visti prima).

GRAFICA E GIOCABILITA': SIMBOLO DI UN'EPOCA

Sin dal primo impatto si rimane affascinati dalla grafica sontuosa, ispirata e spettacolare in ogni dettaglio, con lo splendido uso delle intense sfumature rosso/arancione, in contrasto con forme biomeccaniche che prediligono sfumature grigio-bluastre, tipica impostazione grafica amighista di quegli anni, ma che qui raggiunge il suo apice. L' animazione del personaggio è fluida, dettagliata e tutto, dallo scrolling agli sprite, è possente, fluidissimo e senza incertezze, nella più nobile tradizione del chipset amiga. I nemici sono tanti e vari, in particolare i mostri di metà e fine livello sono giganteschi, spettacolari e disegnati con gran cura, accomunati da un inconfondibile aspetto semi-organico. Il pugno volante, per citarne uno, è rimasto nell'immaginario videoludico degli amighisti. Ciò che ha reso Turrican una leggenda indiscussa è sicuramente il perfetto equilibrio del livello di difficoltà, impegnativo ma mai frustrante, e soprattuto l'immensa, sconfinata mappa di gioco, piena di zone nascoste da scoprire e ricca di sequenze davvero epiche. Un esempio? Il temporale nel primo mondo in cui il personaggio deve combattere contro i fulmini per la sopravvivenza. Gli armamenti a disposizione sono vari e devastanti, tutti potenziabili tramite i classici powerup, molti dei quali sono "nascosti" in alcuni blocchi invisibili che appaiono dopo che vengono raggiunti dai nostri colpi, ma l'arma più caratteristica e distintiva del gioco è certamente il mitico raggio rotante: tenendo premuto il tasto di fuoco il fucile del protagonista scatena un raggio di energia che è possibile ruotare a piacimento e che distrugge ogni cosa che incontra sul suo cammino, il tutto accompagnato da un convincente suono che è rimasto impresso nelle menti di noi adolescenti degli anni 90.

UNA COLONNA SONORA LEGGENDARIA

Ma ora un momento di religioso silenzio! Perchè un aspetto a cui è doveroso dedicare un capitolo a parte è quello che è considerato la vera punta di diamante del titolo (e dell'intera serie, a dire il vero, come vedremo successivamente), forse anche ciò che lo ha reso particolarmente famoso, che ha consacrato per sempre uno dei più grandi artisti della storia dei videogiochi: la colonna sonora. Il gioco non avrebbe mai avuto quel sapore epico e leggendario se tutta l'azione non fosse accompagnata magistralmente da una delle più grandi opere musicali della storia dell'Amiga. Firmata da un grande maestro, Chris Huelsbeck, che per l'occasione creò un proprio formato musicale, il TFMX (capace di superare il limite dei 4 canali stereo dell'amiga, grazie a un mixer in tempo reale), la colonna sonora di Turrican è monumentale, accompagna l'azione incalzante e frenetica donandole un sapore epico, eroico e quasi mistico, ogni mondo ha un suo brano dedicato, uno più bello ed espressivo dell'altro, perfettamente in tema con l'ambientazione. Il tutto a creare un affresco musicale che è difficile dimenticare e che, in alcuni tratti, raggiunge vette pazzesche, come ad esempio la musica del primo quadro del secondo mondo, quando il nostro eroe scende nelle viscere della terra precipitando in un tunnel oscuro. Ancora oggi, personalmente, mi chiedo se Huelsbeck fosse sotto l'effetto di allucinogeni o di qualche tipo di sostanza stimolante per arrivare a un tale livello di bellezza. Concludendo, Turrican è uno di quei rarissimi esempi di giochi che è sempre bello riscoprire ogni tanto, anche se li hai finiti cento volte, perchè sono belli da vedere, belli da giocare, belli da sentire, che hanno qualcosa da insegnare in termini di longevità ai giochi moderni che, per quanto spettacolari e ad altissimo budget, finiscono spesso per essere usa e getta. Turrican è uno di quei titoli che hanno rappresentato una pietra miliare nella storia di un genere, che lo hanno reinventato ed esteso, uno storico esempio di cosa significa la cura di ogni dettaglio, una lezione di come devono essere i giochi fatti bene.
Difficile scrivere un commento adeguato di fronte a un titolo talmente significativo. Immenso, avvincente, testosteronico, il capostipite di una delle più grandi saghe videoludiche degli anni 90. Indimenticabile.
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