Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Henry's House
Anno di uscita:
1984
Genere:
Platform
Sviluppatore:
Chris Murray
Produttore:
Chris Murray
Distributore:
English Software
Multiplayer:
No
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 o emulatore
  • Ecco il primo livello...Occhio a quegli scarponi, davvero pericolosi (Vecchio scarpone quanto tempo è passato, quanti ricordi fai rivivere tuuuu... -NdCJ)
  • Quello del bagno è uno dei livelli più belli... Una volta scaricata l'acqua comparirà uno spazzolino da denti molto inquietante (comparirà nel WC?! -NdCJ)
  • La macchina per il caffè riceve le ciambelle dal cielo. Indovinate in che direzione vanno le fette di pane tostato invece...
  • La TV trasmette un notiziario mentre l'orologio a cucù suona la sveglia
  • Quell'aeroplanino sembra messo lì apposta per darci un passaggio... approfittiamone allora!
  • Che dolce la cameretta. Da notare i ciucci sparsi un po' ovunque
  • Quei due cuochi indemoniati sembrano pericolosi... e lo sono perbacco!!!
  • Ecco l'ultimo livello. Da tipica ambientazione horror. Ma chi ha portato Dracula in casa nostra? (se non lo sai tu... -NdCJ)
  • Quando completiamo una stanza ci tocca attraversare il corridoio per poter entrare nella prossima
  • La schermata dei titoli. Notare la corona reale sopra la scritta Henry
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  04/10/2012
La nostra casa è diventata enorme... o ci siamo rimpiccioliti noi?? Aiuto !!!!
Nella storia del cinema, le pellicole ispirate a case infestate si sprecano, alcune ben fatte, altre di dubbio gusto, ma tutte quante con un protagonista catapultato per chissà quale ragione all'interno di magioni affollate di zombie, fantasmi e spiriti cattivi.

In Henry's House non c'è solo questo. Noi siamo diventati piccolissimi e tutti gli oggetti di uso quotidiano hanno cominciato a godere di vita propria e si sono ingranditi a dismisura. A noi il compito di sopravvivere dentro casa nostra, attraversando una dopo l'altra le otto stanze, che adesso hanno ben poco di familiare, per giungere alla fine dell'incubo, possibilmente con tutte le nostre ossa al loro posto.

CHE IL VIAGGIO ABBIA INIZIO

Il protagonista di questo platform della English Software è un bambino di nome Henry. Agghindato per l'occasione con salopette e berretto da baseball toccherà a lui attraversare tutte le stanze della casa. Henry è in grado solo di camminare, salire per le scale e saltare, niente di più. Con i pochi mezzi a disposizione dovremo quindi guidarlo facendogli evitare tutti gli ostacoli che gli si pareranno davanti, a partire da stivali giganti che vogliono calpestarlo un pochino, spazzolini da denti animati, orologi a cucù, orsetti volanti e roba di questo genere. In ogni stanza che attraverseremo ci saranno diversi oggetti da raccogliere; solo quando li avremo collezionati tutti salterà fuori una chiave che ci permetterà di passare alla stanza successiva.

Ogni stanza sarà naturalmente colma di oggetti che la riguardano di solito, quindi se al primo livello passeremo dall'ingresso di casa e ci dovremo difendere da scarpe e cappelli, nel secondo livello, il bagno, dovremo stare attenti a spazzolini, spugne e saponette, e così via passando poi per cucina, salotto, stanza dei giocattoli, camera da letto, stanza da pranzo e infine cantina.

Non dovremo limitarci a raccogliere oggetti e basta, ma dovremo anche interagire con i fondali: infatti nel bagno dovremo trovare il modo di vuotare la vasca piena d'acqua, nella camera da letto dovremo costruire la scala che ci permetterà di raccogliere gli ultimi oggetti troppo in alto per noi e così via.

STANZA DOPO STANZA

Una volta raccolta la tanto desiderata chiave potremo passare alla stanza successiva. Il gioco a questo punto ci regala un intermezzo dove si vede il nostro piccolo Henry (piccolo in ogni senso... NdR) attraversare un corridoio che lo condurrà nel vano successivo.

Il gioco presenta delle schermate statiche con parecchi oggetti animati al suo interno, molti dei quali messi lì per proteggere un oggetto che si trova nei loro paraggi e che naturalmente dovremo raccogliere. Ad ogni modo l'atmosfera da Poltergeist impera in tutto il gioco e ci sorprenderà vedere come oggetti di uso quotidiano solitamente innocui come borse dell'acqua calda e polli ruspanti possano diventare tanto pericolosi. Inoltre ci toccherà ragionare, quindi non appena raggiunto il nuovo livello, conviene fermarsi su un punto sicuro e riflettere sul come interagire con l'ambiente circostante.

IL GIOCO
LE CONVERSIONI

Nel 1987 Chris Murray convertì il gioco per Atari 400 e 800 XL. Pubblicato da Mastertronic il gioco era un dump pari pari alla versione per il gioiellino di casa Commodore, pur presentando una gamma di colori molto più convincente e disegni di gran lunga più definiti. Questo è uno screen della versione Atari:

Nel 1995 invece la Licenceware ha convertito il gioco per Commodore Amiga. Stesse meccaniche di gioco, ma con livelli diversi e con grafica molto più variopinta, così come maggiori sono naturalmente i dettagli di tutto il comparto grafico. Ecco una schermata della versione Amiga:


Henry's House è un gioco semplice, basti pensare che quando fu programmato il suo autore aveva solo 15 anni. Tuttavia riesce a divertire parecchio pur nella sua banalità. Ispirato a due titoli usciti precedentemente per ZX Spectrum (Manic Miner e Jet Set Willy) (io ci vedrei anche una somiglianza con Pyjamarama per via del protagonista "rimpicciolito" e degli oggetti di uso comune diventati pericolosi -NdCJ), fu creato appositamente per Commodore 64 e solo in un secondo tempo fu convertito per Atari 8 bit.

La musichetta che accompagna il gioco nella schermata principale in realtà è la digitalizzazione dell'inno nazionale britannico e, la coroncina che si vede sopra il nome nella schermata dei titoli è un chiaro riferimento alla corona inglese. Basti pensare che il gioco su ammissione dello stesso autore doveva chiamarsi "Home Sweet Home", ma la English Software preferì dedicarlo al principino Henry appena nato, quindi le dediche alla famiglia reale britannica si sprecano. Tuttavia quando il gioco uscì nelle varie compilation che vendevano nelle edicole (Poke, Peek, Supergames per citarne alcune) (vedi anche il settimo capitolo della Spectrumpedia sulle "riviste con cassetta" italiane, anche per il C64... un CJ enciclopedico), il titolo fu tradotto in italiano e diventò giusto giusto "Casa Dolce Casa" (aaargh NdBoZ).

E QUINDI?

Pur nella sua banalità Henry's House riscosse un notevole successo fra il pubblico videogiocatore di allora. Forse perchè concepito da un ragazzino e quindi molto più vicino agli standard del gioco che tutti quanti a quel tempo avremmo voluto realizzare, forse per la sua atmosfera horror davvero ben realizzata, riesce a compensare con la giocabilità un concept davvero troppo semplice.

In puro stile platform c'è da calibrare bene i salti, da memorizzare i movimenti dei nemici e poi agire, quindi a furia di tentativi ed errori si riesce comunque a completarlo. Sia come sia, arrivare alla fine del gioco non è assolutamente uno scherzo. Le tre vite in realtà sono pochine per superare orde di oggetti indemoniati pronti a farci la pelle, senza contare che anche dopo aver capito come sbloccare un determinato item, non è detto che riuscirci sia semplice.

Carini e ben realizzati sono gli effetti sonori, tanto da risultare piuttosto credibili. Il rumore dello spazzolino che si attiva non appena riusciamo a vuotare la vasca è da pelle d'oca. I tanto millantati fantasmi con tanto di lenzuolo bianco, così come immaginazione collettiva li concepisce, li incontreremo solo alla fine, quando giungeremo alla cantina dove si è generato il tutto (tipico dei film horror, chissà perché comincia sempre tutto dalla cantina... NdR) e dove ragni, scheletri e una bara con su scritto il nome "Dracula" faranno da contorno all'ambiente.

Ad ogni modo le chicche non mancano, come il giro sull'aeroplanino che ci toccherà fare nel quinto livello, e che ci permetterà poi di lanciarci verso il basso con l'ausilio di un paracadute.
Henry's House è un giochino semplice, dalla grafica molto "pixellosa" e dalla colonna sonora piuttosto scarna. Malgrado tutto però riesce a divertire, invogliando ogni volta a ricaricarlo dopo il Game Over. Una volta completato poi riesce incredibilmente a mantenere il suo fascino che ce lo farà riprendere in mano ancora una volta. Se non l'avete mai provato, allora una partitina è d'obbligo, riflettendo sulla sua realizzazione avvenuta per via dell'estro di un ragazzino di 15 anni.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE