Recensione PC
Titolo del gioco:
Rocket Jockey
Anno di uscita:
1996
Genere:
Azione/motociclismo (motorazzismo?)
Sviluppatore:
Rocket Science
Produttore:
-
Distributore:
SegaSoft
Multiplayer:
LAN, seriale, modem
Localizzazione:
No
Sito web:
-
Requisiti minimi:
Pentium 90, 16MB RAM
  • La selezione della modalità di gara, rappresentata come 3 entrate diverse all'arena. Notare l'omino che vola in alto a sinistra...
  • Kawasaki, Yamaha, Aprilia... andatevi a nascondere!
  • Ecco il nostro primo concorrente... andiamo a salutare da brave persone educate quali siamo...
  • Salve, piacere di averla conosciuta... gradirebbe per caso di essere attaccato a un paletto? No? Ma siiii che gradirebbe...
  • Qua siamo stati arpionati via dalla nostra moto (a destra un cavo lanciato dal responsabile), che ci è stata prontamente rubata da un altro pilota nemico. Lo potete vedere li davanti che se ne va garrulo a tutta potenza...
  • Non avendo alternative, corriamo verso la sua moto abbandonata (in condizioni notevolmente peggiori della nostra) e ce ne impadroniamo...
  • ...e andiamo subito a riprenderci il maltolto!
  • Questi piloni bianchi e neri girano molto velocemente. Sono fastidiosi quando li usiamo per girare, ma sono letali se ci attacchiamo un pilota nemico...
  • Quella piccola moto gialla li davanti è la prima che ci sarà possibile furtare. Qua mi sto apprestando a lanciarmi dalla mia moto (che atterrerà sul basito pilota nemico) e a salire su quella nuova...
  • Chi ha detto che il crimine non paga? Eccomi a cavallo della prima moto rubata...
  • GOOAAALLLL!!! E la folla va in delirio...
Redattore:  Lucio 'Fallingwater' Libertini                        Pubblicato il:  30/05/2008
Pensate che le moto supersportive di oggi siano veloci? Non avete ancora visto niente...
Vi sono piaciute le gesta di Luke Skywalker a cavallo della speeder bike in "Il ritorno dello Jedi" e vorreste fare qualcosa di simile? Ottimo, tutto ciò che dovete fare è prendere un motore a razzo, montarci su una sella, un manubrio, degli alettoni per girare, e siete a posto.
Uhm, dite che non funzionerebbe? Eh si, in effetti far omologare e assicurare un simile mezzo sarebbe dura... per non parlare degli esborsi ai tagliandi...

Se vi accontentate di farlo nel mondo virtuale, invece, tutto ciò che vi serve è un Pentium 90 con 16 megabyte di RAM e una copia di Rocket Jockey.

Sviluppato dalla defunta Rocket Science e distribuito nel 1996 da SegaSoft, RJ è un originale mix di missilistica, gare di moto, calcio e botte da orbi.

WHOOOMM!

Il fulcro del gioco sono i cosiddetti "sled", ovvero le moto a razzo. Si tratta di mezzi più o meno come quello descritto in apertura, capaci di grandi velocità ma di ben poca manovrabilità, in quanto i piccoli alettoncini davanti sono notevolmente sottodimensionati, col risultato che il raggio di sterzo è enorme.

Per ovviare a questa mancanza ogni moto è dotata di due cavi laterali, che vengono sparati fuori a discrezione del pilota e sono in grado di attaccarsi ai piloni e agli altri ostacoli disseminati lungo le arene. Una volta attaccata a un pilone la moto è in grado di girarci attorno fino a quando il pilota non decide di rilasciare il cavo, o fino a quando questo si indebolisce troppo e si stacca da se.

I cavi sono anche utilizzabili come armi, in quanto sono in grado di attaccarsi anche alle moto avversarie, ai piloti o alla moltitudine di mine e bombe presenti nel campo di gioco. Cavo destro e cavo sinistro possono anche essere collegati assieme, dando origine a malefiche tattiche come attaccare una moto nemica a una mina, o un pilota a un palo, o attaccare un cavo tra due piloni creando una trappola che disarcionerà chiunque ci passi attraverso (inclusi noi, quindi attenzione).

Originariamente sono disponibili solo 4 moto con caratteristiche più o meno simili, ma è possibile (e anzi altamente consigliato) procurarsene delle altre rubandole. Procedendo nel gioco ci si troverà a incontrare altri concorrenti che guidano moto migliori della nostra: qualora noi si riesca a disarcionare il pilota concorrente, saltare giù dalla nostra moto, salire sulla sua e completarci il livello, questa diverrà automaticamente disponibile in tutte le arene seguenti.

Impossessarsi delle moto altrui è consigliabile anche nel caso la nostra subisca troppi danni. Di solito le prime cose che saltano sono gli alettoni: basta un cavo nemico agganciato alla nostra moto e la probabilità di rimetterci un alettone è piuttosto alta. Perdendo un alettone solo la moto non andrà più dritta, mentre perdendoli tutti e due riacquisterà la capacità di andare dritto ma perderà molta della sua già scarsa manovrabilità originale.
Le moto non hanno un vero e proprio livello di salute, ma un indicatore di temperatura del motore. Normalmente l'indicatore rimane a zero e sale soltanto se si accelera oltre la velocità media, ma quando la moto subisce danni (principalmente causati da collisioni con le mura dell'arena, evento per niente raro) il calore aumenta anche in velocità media. Se la moto dovesse venire danneggiata abbastanza farà bum, proiettando il pilota in aria e facendolo atterrare a decine di metri di distanza. Da notare che la moto in questione rimane integra, anche se incapace di funzionare: qualsiasi altro pilota dovesse, ignaro della sua condizione, salirci e accenderla verrà catapultato in aria a sua volta.

E' presente un indicatore di salute del nostro alter ego, che diminuisce a seconda del numero e dell'intensità delle botte prese, e che non è ripristinabile in alcun modo se non finendo una gara e incominciandone un'altra.

Modalità di gioco

Le gare si suddividono in tre grandi categorie, ovvero Rocket War, Rocket Ball e Rocket Race.

Rocket War non è che una variante del caro vecchio deathmatch, anche noto come "tutti contro tutti". E' necessario un certo numero di punti per vincere la gara, e se mentre all'inizio questo numero è abbastanza basso da poter giocare senza neanche prenderlo in considerazione, in seguito si alzerà e complicherà notevolmente le cose.
Le varie manovre offensive che si possono effettuare nei confronti dei piloti nemici danno infatti un numero variabile di punti a seconda di quanto sono spettacolari: speronare con la nostra moto un pilota nemico a piedi, per esempio, non è una buona idea, in quanto rende pochi punti e toglie parecchia salute al concorrente. Agganciarlo a un palo o a un altro pilota invece non toglie molta salute e da più punti, quindi è decisamente preferibile, in quanto sterminare tutti i concorrenti prima di aver raggiunto il punteggio necessario ci farà automaticamente perdere la gara.
Come se non bastasse, le arene sono disseminate di ostacoli per renderci la vita ancora più difficile: mine e bombe a volontà, tranelli di cavi tesi tra piloni, sparacavi automatici che arpionano indistintamente tutto ciò che gli passa davanti, eccetera. Per fortuna in giro ci sono anche dei powerup, come per esempio cavi più grossi che resistono più tempo prima di rompersi, tenaglie speciali che possono arpionare il terreno, liquido di raffreddamento per le nostre povere moto, e vari altri.
A tutto ciò va aggiunto un timer che cambia a seconda dell'arena, entro il cui limite bisogna assolutamente arrivare al numero di punti necessario, pena dover rigiocare il livello.

Rocket Ball è una variante molto originale del gioco del calcio. Le arene hanno delle porte entro cui i giocatori devono infilare, acchiappandole coi cavi delle moto, delle speciali palle che gironzolano per il campo di gioco. Questo è più facile a dirsi che a farsi, in quanto le palle una volta acchiappate tendono a girare attorno alla moto sbilanciandola, e a prendere direzioni diverse da quella che ci si aspetterebbe una volta mollate.
Si può giocare solo badando al punteggio, ma spesso è necessario applicare un po' di sana viulenza: un concorrente che guardacaso si trovasse legato a un pilone sarà un concorrente che per un po' non potrà contribuire al punteggio della sua squadra...
Interessante la trovata di alcune arene, che ci costringono a infilare in porta delle bombe. Se si sbaglia mira... bum!

Rocket Race è una gara di velocità, in cui bisogna passare attraverso dei piloni particolari distribuiti nelle arene, concludendo tutto prima dei piloti nemici. Di fatto è una gara contro il tempo, in quanto la stupidità artificiale dei concorrenti non è abbastanza sviluppata da farli gareggiare in modo decente. E visto che il tempo non è molto, spesso diventa frustrante...

Rocket War è senza dubbio la modalità più divertente, e rende Rocket Jockey uno di quei giochi da "ancora cinque minuti e poi smetto... ancora cinque minuti e poi smetto... ma toh, sono le 4 del mattino". Rocket Ball è divertente ma meno frenetica, in quanto i giocatori tendono a concentrarsi sulle palle ignorando gli altri piloti a meno che non gli si parino proprio davanti. Rocket Race invece... beh, se non ci fosse cambierebbe poco... purtroppo è noiosa e non fa venir voglia di giocarla, e la maggior parte dei giocatori si accontenterà delle altre due modalità.
Non sarà il gioco più profondo del mondo, ma Rocket Jockey è molto, molto divertente. E' prevista anche una modalità multigiocatore, che purtroppo non ho avuto modo di provare ma che a sentire chi ne parla triplica il divertimento. Del resto arpionare un giocatore "umano" e lasciarlo attaccato a un palo deve dare molta più soddisfazione che farlo a un pilota mosso dal computer...
Se riuscite a digerire la risoluzione massima di 640x480 e la grafica pixellosa, RJ vi farà divertire parecchio. Inoltre è adattissimo a quei momenti di tempo libero troppo corti per caricare Crysis ma troppo lunghi per passarli girandosi i pollici: sbriciola senza pietà qualsiasi gioco "passatempo" in flash.
I requisiti hardware erano alti per l'epoca, ma oggi lo rendono giocabile anche su quel vecchio P200 che vi ha regalato vostro cugino perchè altrimenti finiva in discarica. In più non è nemmeno necessario pagarlo, in quanto dopo la morte della Rocket Science è diventato a tutti gli effetti abandonware, ed è quindi possibile scaricarlo dai siti che trattano questo genere di software.
Se siete capaci di giocare anche con una grafica datata non avete proprio scuse per non provarlo.
Consigliatissimo.
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