Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Pac-Land
Anno di uscita:
1987
Genere:
Arcade Platform
Sviluppatore:
Gannon Designs
Produttore:
Quicksilva
Distributore:
Grandslam
Multiplayer:
No
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 e un joystick, o relativo emulatore
Altri formati:
  • La bella immagine del territorio da esplorare
  • All'inizio dell'impresa...
  • Fantasmini in macchina e aerei con provvvidenziale pillolina gialla
  • Stage 2, con i suoi paesaggi desertici
  • Situazione piuttosto affollata...
  • Momento di stasi tra una fase e l'altra
  • I famigerati e pericolosi ponti sospesi!
  • A Fairyland si entra attraverso una banalissima porta
  • Ecco il mondo fatato in tutta la sua bellezza
  • Viaggio di ritorno, piena di cactus enormi come questo
  • Pac-man può volare talmente tanto che esce addirittura dall'area di gioco
  • Ritorno a casa, con la famigliola festosa che ci aspetta
Redattore:  Michelangelo 'Pippo' Carbonara                        Pubblicato il:  05/04/2012
Altro mese, altro classicone direttamente dalla storia dei videogiochi: il fantasmagorico Pac-man in... Pac-land!
QUELLA CENA CHE CAMBIO' LA STORIA DEI VIDEOGAME
Il creatore del mitico Pacman, Tohru Iwatami, deve sicuramente molto all’Italia: l’idea del bislacco personaggio giallo con la bocca sempre aperta gli sarebbe infatti venuta contemplando una pizza a cui mancava una fetta. Conviene sempre osservare tutto attentamente, potrebbero esserci le basi per i fenomeni commerciali del futuro! Ad ogni modo, nel 1980 arrivava nelle sale giochi questo buffo character e all’interno di uno dei concept videoludici che sarebbero stati più imitati in seguito, il cosiddetto “collect’em up”. L’idea delle pillole gialle ricostituenti crearono anche una polemica sui possibili messaggi subliminali legati al consumo di sostanze stupefacenti…ma questa è un’altra storia. Ciò che interessa la recensione in questione è che dopo sei giochi basati sul labirinto bidimensionale alla Namco pensarono che fosse ora di far prendere un po’ d’aria al caro Pac-man, ed ecco quindi spuntare questo Pacland sotto forma di platform a scorrimento orizzontale completamente ambientato all’aperto.

FINALMENTE PAC-MAN PUO' DIVERTIRSI UN PO' ALL'ARIA APERTA
La svolta platform non è del tutto casuale, va detto. Nel 1982 infatti venne alla luce una versione a cartoon del pallino giallo, curata da Hanna & Barbera, in cui il protagonista era antropomorfizzato per quanto possibile, e quindi munito per la prima volta di arti e occhi.E’ probabilmente questo nuovo design del personaggio che deve aver dato da pensare ai programmatori e deve aver fatto concludere loro che il platform fosse il genere più adatto per rinnovare la saga. E il cambiamento è immenso, a partire dalla grafica super colorata e super-derformed e dall’aria scanzonata che si respira in tutto il gioco, decisamente in contrasto con la severità cromatica e geometrica dei primi Pac-man e con la claustrofobica idea dei labirinti infiniti da cui (non) poter uscire. E scanzonata è pure l’impresa che la nostra impavida palla deve compiere, che consiste nel trasportare sotto il cappello una fatina verso Fairyland e successivamente tornare a casa. Essendo Pac-man abituato alle reiterazioni , questo viaggio deve essere fatto ben otto volte, naturalmente con ostacoli sempre più pericolosi lungo il cammino. Ognuno di questi viaggi consiste di tre livelli, oltre ad un livello più lungo per il ritorno.
Il gioco si presenta semplice ma non piatto. Nel primo livello, che si svolge in città,bisogna evitare i fantasmi in automobile e in aereo (be’, anche loro si sono organizzati!) e a piedi. Nel secondo si deve attraversare un deserto e un bosco, evitando delle creature salterine particolarmente scomode dato il loro pattern casuale, mentre nell’ultimo che separa il nostro eroe da Fairyland c’è da spiccare numerosi salti su dei ponti sospesi, oltre che smanettare con il joystick come pazzi per superare una sorta di grande piscina finale. Oltre al numero esiguo di vite a disposizione c'è da fare i conti anche con un tempo limite entro il quale deve essere compiuto ogni livello.
Pac-man non può sparare, come da tradizione fin dalla sua nascita, ma può solo saltare sugli oggetti e decidere se camminare o correre. Anche qui tornano però le provvidenziali pillole, che se ingerite rendono i fantasmi innocui e financo commestibili. L’ultima fase del viaggio, quella del ritorno, è un po’ diversa dalle altre perché la fatina, una volta giunta a destinazione, donerà al gentile pallino l’abilità speciale di fare dei balzoni enormi, per cui il ritorno a casa è compiuto quasi volando, e di fatto si presenta molto più semplice dell’andata. Se la gita andrà a buon fine si potrà ammirare il quadretto tenero della famiglia Pac-man che saluta il coraggioso capofamiglia…in attesa di ripartire per il prossimo viaggio.

UNA CONVERSIONE...DI QUELLE CHE FANNO SCUOLA
Pacland sul c64 funziona decisamente bene, diciamolo subito. Il coin-op era del 1984 mentre la conversione per l’otto bit di casa Commodore fu realizzata solo nel 1987, permettendo quindi un porting quasi identico all’originale. La grafica è pressoché uguale all’originale e il 99% delle features sono state implementate. Lo scrolling è davvero veloce e perfettamente fluido, i personaggi sono realizzati e animati discretamente e la musichetta scoppiettante onnipresente (convertita da quel bravo Jason C. Brooke, responsabile anche della colonna sonora di Outrun) dà il ritmo ad un’azione frenetica e senza respiro, a parte i piccoli checkpoint tra uno stage e l’altro. E’ vero, i livelli sostanzialmente sono solo quattro, ma per lo meno sono davvero diversi l’uno dall’altro, dando davvero l’idea di trovarsi in quattro territori differenti. Il personaggio principale riesce a risultare simpatico (e non era facile, visto quel sorriso saccentello alla Topolino che lo metteva a rischio) e i viaggi non sono mai, proprio mai, noiosi. Alcuni punti sono al limite dell’eseguibilità e con le piscine se usate il joystick ne dovrete fare buona scorta perché bisogna smanacciarli all’inverosimile.
Quello che più colpisce è l’evidente superiorità della versione c64 rispetto a quella Amiga: sono presenti decisamente più particolari grafici (incredibile a dirsi), la fluidità e velocità di gioco sono di molto migliori e anche la caratterizazione stessa del personaggio è più spassosa e divertente nella versione ad otto bit.
Due elementi positivi finali, che sono sempre graditi, sono l’assenza di multiload, che snellisce di molto l’azione e non obbliga a partite a singhiozzo (pregasi a tal proposito confrontare la versione Amiga, da sentirsi male…) e la pregevolissima schermata bitmap di caricamento, con l’isolotto nel quale si svolge l’avventura, coloratissimo e sinistramente a forma di pizza a cui manca una fetta. Buon divertimento a tutti con questo classico!
Il genere platform è abbastanza una garanzia sul Commodore 64, in quanto il suo hardware si presta particolarmente all'animazione veloce degli sprite, allo scrolling orizzontale e ad una pronta risposta degli impulsi forniti dal joystick. Pac-land è uno degli esponenti più autorevoli del genere, sicuramente in parte perchè mostra le gesta di un personaggio famosissimo, ma anche perchè fila liscio che è un piacere in tutte le sue parti, fornendo una sfida difficile ma non impossibile e garantendo una più che buona longevità. La fattura tecnica è di tutto rispetto e la fedeltà all'originale da bar è quasi totale (se si eccettuano alcuni bonus nascosti che sono andati perduti nella conversione). Da giocare e rigiocare!
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE