Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
Dead Rising 3
Anno di uscita:
2013
Genere:
Survival Horror
Sviluppatore:
Capcom Vancouver
Produttore:
Microsoft Studios
Distributore:
Microsoft
Multiplayer:
Online a 2 giocatori
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One, Periferica Kinect, una connessione a banda larga e un'abbonamento Gold a Xbox LIVE! per la sessione Multigiocatore, 40gb di spazio sull'hard disk
  • Un bell'ambientino...raccomandabile soprattutto
  • Atmosfera dark e ironia...che costumi ridicoli però
  • L'ex vigile del fuoco è piuttosto bruttino...meglio girare alla larga
  • Un bel gruppetto di famelici zombie...ben disegnati
  • Una bella panoramica di Los Perditos...Dev'essere stato un luogo ameno un tempo
  • Mamma mia quanto è brutto....e pericoloso pure..
  • Un bel lanciafiamme può essere utile in certi casi
  • Il tizio ci colpisce alle spalle...ah vile marrano !
  • Ecco il nostro amico Dick...a meno che giochiamo in multiplayer non lo rivedremo
  • Armati di pescespada possiamo conquistare il mondo
  • Bellissima quest'immagine, rende l'idea degli sforzi dei programmatori
  • Sembrano tanti, ma noi siamo forti e belli...trionferemo
  • La copertina del fumetto edito dalla Marvel. Una sorta di prequel del gioco
  • Un bel colpo di chiave inglese in testa guarisce da tutti i mali
  • Possiamo creare veicoli davvero improbabili assemblando i pezzi trovati in giro
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  03/01/2014
Con l'avvento della next-gen videoludica pensavamo di esserci sbarazzati degli zombie. Sbagliato, ci hanno seguiti fino a qui, piu' affamati che mai.
Dead Rising 3 ripropone in chiave HD un concept già abusato negli ultimi anni. Mai infatti gli zombie sono stati così di moda: grazie alla Serie TV "The Walking Dead", all'industria cinematografica ed editoriale, troviamo di questi tempi morti viventi ovunque: lottano contro delle piantine (!), sbucano da ogni angolo con l'unico scopo di mangiarci. Se solo Romero nel 1968 nel produrre il suo capolavoro "La notte dei morti viventi" avesse previsto tale business, chissà cosa avrebbe pensato. Fatto sta che gli zombi attirano, perchè sono lenti, facili da uccidere e perchè malgrado impersonali nella loro essenza, hanno un fascino che li fa brillare di luce propria. Aggiungiamo poi l'evoluzione cinematografica con effetti speciali sempre più iper-realistici e abbiamo spiegato il perchè di tanto successo.

E I VIDEOGAME ?

Naturalmente l'industria videoludica non poteva restare a guardare, di conseguenza ci hanno propinato fino ad oggi una varietà di titoli sul tema davvero impressionante, tra i quali i vari Left 4 Dead, Plants vs Zombies, Dead Island e naturalmente i primi due episodi dello stesso Dead Rising.

In questo capitolo della serie ci troviamo a guidare un nuovo personaggio: un tale Nick Ramos di professione meccanico e residente a Los Perditos.
Il concept è sempre quello: un'epidemia di chissà quale virus è responsabile della resurrezione dei morti che, svuotati di ogni forma di coscienza, cominciano a vagare per le città mangiando qualsiasi creatura vivente si trovano a tiro. A noi il compito di riportare a casa la buccia evitando di saziare quelle orde fameliche con le nostre carni e, in questo caso, riuscendo a fuggire dalla città entro sette giorni, quando l'esercito nazionale raderà tutto al suolo nel tentativo estremo di contenere l'epidemia.
In uno scenario post-apocalittico dovremo dimostrare tutte le nostre attitudini alla sopravvivenza, evitando zombi aggressivi, sciacalli, psicopatici e soprattutto senza poter contare su un arsenale a nostra disposizione. Infatti le armi dovremo raccoglierle in giro oppure fabbricarcele da soli utilizzando oggetti di fortuna da assemblare alla meno peggio per potenziare la nostra capacità di resistenza.
Una prima innovazione si nota proprio in merito alle armi che adesso potremo assemblare non necessariamente nei vari hotspot presenti nelle locazioni, ma anche in giro, senza il bisogno del "tavolo da lavoro" classico ad esempio di Dead Island.

SONO UN EROE PERCHE' LOTTO TUTTE LE ORE !!!

Così reciterebbe Caparezza nel brano Storia di un eroe. Il nostro Nick Ramos è costretto infatti a lottare contro tutto e tutti in continuazione: una situazione di stress non indifferente per chiunque.
Tuttavia la trama cucita addosso al nostro personaggio poteva anche essere articolata un po' meglio: è vero che in un Survival horror come Dead Rising 3 l'unico scopo è quello di sopravvivere, però un pochino di storia personale la si poteva anche aggiungere. Il tutto invece non convince: malgrado la realizzazione next-gen non riusciamo ad indentificarci nel nostro personaggio, come avevamo fatto ad esempio con Frank West nel precedente episodio della serie. Al nostro eroe manca quel carisma necessario per imporsi come protagonista e sicuramente l'ironia presente in varie locazioni del gioco non aiuta. Da un lato un'atmosfera dark, spaventosa, inquietante, dall'altro cappelli di paglia, minigonne e tutti i costumi più strani ad attribuire quella vena ridicola al prodotto.

Una piccola nota anche sul doppiaggio, ben realizzato, ma forse con una voce poco adatta, molto pulita, giovanile che poco si sposa con un eroe sterminatore di zombie. La differenza con i precedenti episodi sta proprio nel carisma del personaggio. Anche in Dead Rising 2 c'erano costumi bizzarri da indossare e il gioco presentava attacchi improvvisi di ironia qua e là, però il personaggio principale riusciva comunque a ritagliarsi il suo ruolo. In questa ultima fatica targata Capcom invece un insieme di cose riesce a intaccare la credibilità del personaggio.


BOTTE DA ORBI

Il gameplay invece è tutta un'altra storia. La possibilità di creare un numero esagerato di armi combo con oggetti trovati in giro, piuttosto che la grande quantità di oggetti collezionabili sparsi qua e là riescono ad elevare la longevità di gioco a canoni di tutto rispetto, soprattutto nella modalità "incubo" dove, oltre ad affrontare orde fameliche di zombie, potremo salvare solo in determinati check point e non ovunque. Oltre agli oggetti si possono modificare tantissimi veicoli al fine di creare mezzi di trasporto e di distruzione davvero improbabili ma sempre spettacolari da guidare. Il nostro Nick potrà affrontare i cadaveri ambulanti con colpi veloci, potenti, in salto oppure utilizzando la già conosciuta schivata laterale. Il tutto comunque è realizzato davvero bene e la sensazione di distruzione resa dagli sviluppatori quando si affonda un colpo è davvero realistica e ben programmata. Per ogni zombie ucciso accumuleremo dei punti esperienza da spendere poi per l'evoluzione del nostro stesso personaggio che man mano aumenterà di livello e conseguentemente potrà creare armi ancora più devastanti, così come abbiamo visto in tanti altri titoli come Dead Island e Far Cry 3.

Il comparto Multigiocatore ci permette di fare la conoscenza di un altro protagonista: Dick. Questo tizio che verrà utilizzato dal nostro partner online, scompare quasi del tutto nella campagna Single Player, dal momento che ci seguirà come comprimario solamente per brevi tratti della nostra avventura. E' una sorta di nostro alter-ego, anche se gli sviluppatori hanno provato, con scarso successo anche in questo caso, a dargli un'identità propria. Naturalmente giocare in due è tutta un'altra storia soprattutto dal punto di vista della curva del divertimento che si impenna sensibilmente: guidare un veicolo mentre il nostro partner sta sulla torretta a sparare è davvero divertente.

Nel gioco, oltre alla quest principale sono previste tutta una serie di missioni secondarie che ci permettono di guadagnare punti esperienza salvando dei disperati qua e là per la mappa di gioco. Inoltre i personaggi che libereremo, diventeranno le nostre guardie del corpo (W la riconoscenza...NdR) e potranno aiutarci nelle missioni successive richiamandoli quando necessario. Non aspettiamoci comunque un aiuto esagerato, anche perchè non sono dei combattenti col pedigree, ma se sapremo utilizzarli una mano ce la daranno lo stesso.

Il gioco non segue un plot rigido, ma mantiene le sue promesse di free roaming e, anche se non siamo ai livelli di GTA (Grand Theft Auto) potremo gironzolare come meglio crediamo senza seguire una linea prestabilita.

COMPARTO TECNICO

Una delle novità più interessanti della nuova Xbox One è rappresentata dal Kinect: questa periferica tanto snobbata nella Xbox 360 è stata enormemente potenziata nella versione attuale, tanto che i programmatori la stanno utilizzando praticamente in ogni gioco. Grazie al sensore Microsoft potremo sperimentare un'interazione controller/comandi vocali piuttosto interessante anche in titoli d'azione come questo. Mentre gestiamo il nostro personaggio, potremo urlare per distrarre gli zombie, insultare gli psicopatici che incontriamo in giro e il tutto senza neanche tanti sforzi da parte nostra. Il nuovo Kinect infatti riesce a ben interpretare quello che diciamo anche se usiamo un tono di voce basso oppure non abbiamo frequentato corsi di dizione.

La parte grafica è spettacolare: se volete vantarvi con gli amici della nuova console acquistata potete tranquillamente mostrargli Dead Rising 3. Il livello di dettaglio è ben curato e ci sono davvero tantissimi oggetti che si muovono su schermo, rendendo l'idea di cosa la nuova console è in grado di fare. Tuttavia le animazioni spesso non sono così accurate ed è fastidioso vedere dei cali di framerate nelle azioni più concitate: non lo si può digerire in una macchina della potenza di Xbox One. E' evidente che ancora i programmatori devono imparare bene i meccanismi del nuovo hardware, ma questo avviene ad ogni lancio di nuove console.
Ad ogni modo, Dead Rising 3 è un gioco che riesce a divertire lo stesso: forse perchè è il primo gioco del genere next-gen e quindi gli si perdona qualche pecca, forse perchè gli zombie hanno sempre il loro fascino; alla fine, tirate le somme, gli aspetti positivi sono di gran lunga superiori a quelli negativi.

Dead Rising 3 è un gioco altalenante. Presenta parecchie belle cose come il gameplay, la grafica, il fascino dei morti viventi e cose meno belle come i cali di framerate e lo scarso spessore del personaggio principale. Tuttavia il gioco riesce a divertire e a regalare momenti di soddisfazione videoludica grazie alle incredibili armi che si possono costruire e all'assemblaggio dei veicoli davvero entusiasmante.
In conclusione mi sento quindi di consigliarlo a tutti gli appassionati del genere, anche perchè allo stato attuale non ci sono prodotti alternativi.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE