Recensione PlayStation 4
Titolo del gioco:
Valkyria Revolution
Anno di uscita:
2017
Genere:
Action / JRPG
Sviluppatore:
Media.Vision
Produttore:
SEGA, Deep Silver
Distributore:
Koch Media
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Console PlayStation 4 - una connessione a banda larga - un account PlayStation Network - 17,60 GB di spazio libero su hard disk - Prezzo: €39,99
  • Ecco Amleth e Ophelia, principali personaggi della storia
  • Ed ecco Brunhild, la terribile Valkyria
  • Non mancheranno alleati fedeli, ciascuno con la propria personalità
  • La capitale Elsinore - sembra proprio una cartolina!
  • Ecco il menù di selezione degli incantesimi e delle armi secondarie
  • L'imperatore Rezi: è lui il vero cattivo?
  • Anche tra i nemici troveremo abili combattenti e personalità complesse
  • In battaglia!
  • Artwork di uno dei membri del team Vanargand: Tilda
Redattore:  Tommaso 'Tatsumaki' Alisonno                        Pubblicato il:  27/06/2017
SEGA da un colpo di spugna alla saga del continente Europa: riuscira' questa rivoluzione a rinverdire il brand... Abbiamo i nostri dubbi...
UNA NUOVA STORIA, UNA NUOVA EUROPA

La vita scorreva pacifica sul continente di Europa [con questa sintassi anche in lingua originale, n.d.a.] prima che gli scienziati scoprissero le incredibili proprietà di cui era ricco il minerale azzurro noto come Ragnite: grazie alla presenza della misteriosa energia denominata Mana, infatti, la Ragnite poteva essere utilizzata come medicinale, come carburante, come fonte energetica e, com’è facilmente intuibile, come arma. Ben presto, subito dopo la rivoluzione industriale nota come “Rivoluzione Azzurra” le grandi potenze cominciarono a darsi battaglia per il controllo dei territori più ricchi del prezioso minerale, finché nell’anno 1853 l’egemonia sembrò essersi assestata con l’impero Rez come principale dominatore. Ma il piccolo regno di Jutland, grazie al coraggio della principessa Ophelia e del Capitano Amleth Gronkjaer dell’unità Anti-Valkyria Vanargand, si solleva contro l’oppressore per riguadagnare la propria indipendenza.

Valkyria Revolution è uno spin-off del brand Valkyria Chronicles (nato su PS3 nel 2008) che dal fratello maggiore eredita alcuni elementi ambientativi, vale a dire la presenza di un continente denominato Europa e l’esistenza della Ragnite, ma per il resto reinventa da capo ambientazione, contesto storico, trama, personaggi e meccaniche di gameplay. Laddove il titolo originale era infatti uno strategico a turni attivi con elementi di RPG, Revolution punta invece sul real-time con barra azione e influenze fantasy/manga assai più marcate.

COME SI SVOLGE L’AZIONE

Il gioco propone una serie di missioni di trama intervallate da fasi gestionali da svolgersi presso Elsinore, la capitale di Jotlund di cui parleremo nel prossimo paragrafo. Normalmente scenderete in campo con un team composto da 4 personaggi: non sarà raro che la presenza di uno o più di essi sia imposta dalla trama (Amleth e Ophelia su tutti) ma per il resto avrete libertà di scelta tra il roster dell’unità Vanargand, composta da un totale di 11 elementi; alcune missioni richiederanno inoltre lo schieramento di più squadre. Ciascun personaggio sarà equipaggiato con un’arma primaria da mischia e apparterrà ad una classe che ne limiterà le armi secondarie e le sfere di mana utilizzabili.

Ogni missione avrà il proprio obiettivo primario, di solito consistente nell’eliminazione di un boss o nella conquista di una postazione particolare, più eventuali obiettivi secondari opzionali. Una volta giunti sul campo di battaglia, il sistema LeGION vi permetterà di controllare direttamente un personaggio alla volta lasciando gli altri 3 alla cura dell’IA, la quale però seguirà dei pattern comportamentali che potrete impostare dal menù di briefing oppure degli ordini che potrete impartire in-game; ad ogni modo, agendo sulla croce direzionale potrete switchare liberamente il controllo diretto.

Muoverete il personaggio scelto in tempo reale, potendo nel contempo effettuare schivate o alzare la guardia senza che questo costituisca una “azione”; viceversa, effettuare un attacco o attivare un incantesimo prosciugherà la cosiddetta barra azione, impedendovi di compiere ulteriori azioni finché questa non si sarà ripristinata dopo qualche secondo. Una caratteristica importante del gameplay è il fatto che il tempo di ricarica della barra varia in funzione del morale delle truppe alleate e nemiche segnalato da un indicatore blu/rosso sulla parte alta dell’HUB: con un morale molto elevato la barra si riempirà infatti quasi istantaneamente permettendovi di attaccare a ripetizione, mentre un morale basso vi obbligherà a vagliare attentamente ogni mossa perché per la successiva dovrete attendere non poco. Inoltre, le singole truppe potrebbero essere influenzate da vari status, come paura, shock o rabbia, che a loro volta influenzeranno la loro velocità di ricarica della barra azione.

Fatta eccezione per l’attacco base, per il quale è presente un tasto apposito e che consiste in una combo automatica (voi premete una volta sola e il PG effettua tutta la sua animazione) tutte le restanti mosse saranno accessibili tramite un menù apposito che, tra l’altro, mette in pausa l’azione. Tra le azioni alternative troviamo le armi secondarie e i cristalli di mana: le prime sono composte da fucili e granate, vanno sviluppate presso l’apposita industria e permettono un quantitativo di utilizzi limitate; i secondi permettono di attivare potenti incantesimi previa spesa di Mana, la cui riserva del PG si ricarica lentamente col tempo.

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LE OPZIONI DI SVILUPPO

Come s’è detto, tra una missione e l’altra dovrete dedicare del tempo alla gestione del Party presso la capitale Elsinore: durante queste fasi potrete spendere le vostre risorse per sviluppare nuove armi, nuovo equipaggiamento protettivo o per potenziare le caratteristiche dei personaggi; potrete infine decidere di intraprendere una missione secondaria opzionale oppure, appunto, imbarcarvi nella prossima missione di trama.

Il denaro è la risorsa utilizzata per sviluppare nuove armi secondarie: fucili, launcher e granate che potrete poi equipaggiare ai singoli membri del team o, se preferite, automaticamente a tutti coloro che utilizzano quel tipo di armamento; il fatto che lo sviluppo non sia strettamente lineare (potrete insomma avere fucili di vario tipo con differenti parametri di danno o cadenza di fuoco) vi consente di disporre di una certa varietà. Presso la medesima struttura potrete spendere i cristalli di Mana non equipaggiati per potenziare le caratteristiche dei personaggi, ciascuno di questi è fornito infatti di un personale “Mana Engine” in cui sono presenti vari potenziamenti su un diagramma “a mappa”: spendendo il quantitativo di cristalli richiesto è possibile acquistare tali potenziamenti e avere accesso a quelli successivi.

Sviluppo differente invece per l’equipaggiamento protettivo, composto da giacca, stivali, guanti e borsa: presso l’apposito Workshop potrete infatti ordinare la realizzazione di una di queste parti consegnando nel contempo del materiale grezzo che garantirà un bonus. Sarà possibile realizzare una giacca che protegga dai danni, dal calore o dal freddo, oppure che migliori la capacità di nascondersi dietro ai sacchi di sabbia, o altro ancora. I materiali in questione potranno essere ovviamente reperiti sul campo di battaglia oppure acquistati da appositi commercianti. Infine, durante queste fasi potreste incappare in un di vostri commilitoni che parlano del più e del meno: partecipare a queste discussioni renderà disponibili nuove opzioni di comando per l’IA.

UNA REALIZZAZIONE TECNICA SOTTOTONO

Uno degli elementi che ha reso particolarmente interessante l’originale Valkyria Chronicles è stato il motore grafico Canvas capace di dare all’immagine un effetto pastello veramente affascinante; parte di questo fascino si era già perso nei due sequel, principalmente per colpa delle limitazioni dell’hardware su cui essi furono sviluppati, ossia PSP. In Revolution lo sviluppatore Media.Vision inaugura un motore denominato GOUACHE, ma il fatto che questo sia stato probabilmente studiato principalmente per la versione PS Vita del gioco ne ha indubbiamente limitato le prestazioni. Inutile girarci intorno: la grafica di base di Revolution è brutta e sa di vecchio.

I modelli dei personaggi sono limitati nel numero dei poligoni e soprattutto nelle espressioni, quasi si avesse paura a distaccarsi troppo dagli artwork di riferimento (comunque bellissimi); le animazioni sono anch’esse estremamente limitate, spesso trasformano i numerosi e lunghi dialoghi in un gioco di bambole e anche in battaglia non brillano per varietà e fluidità. Solo nelle texture abbiamo registrato un buon dettaglio, soprattutto nella realizzazione di alcuni tessuti o particolari. Gli ambienti sono spesso scarni e spogli, le strutture simili e ripetitive, e solo alcuni boss riescono a “riempire lo schermo”. Al filtro pastello è stato preferito un filtro “foto d’epoca” che però non riesce a trasmettere lo stesso fascino. L’unico pregio di un sistema così “low-tech” è il fatto che presenti pochissime sbavature, forse nessuna, rimanendo sempre chiaro e nitido in tutte le situazioni di gioco; viceversa non giustifichiamo i numerosi caricamenti durante i dialoghi (comprensibili su PS Vita, non su PS4).

Fortunatamente non c’è nulla da eccepire sotto l’aspetto audio: la colonna sonora propone un buon numero di brani, tutti stupendamente orchestrati (grazie alla bravura dell'inossidabile Yasunori Mitsuda. NdNew_Neo) e adatti alle varie situazioni, come la battaglia, l’esplorazione o le passeggiate in città. Gli effetti sonori svolgono piacevolmente il loro compito e i doppiaggi, disponibili nelle due lingue Inglese e Giapponese, sono di buona qualità (l’unica voce che non ci è piaciuta è quella della narratrice nipponica). I testi di gioco sono disponibili unicamente in lingua Inglese.

UN GAMEPLAY DA RIVEDERE

Naturalmente non si giudica un libro dalla copertina né un gioco dal solo aspetto grafico, ma a monte di questo non possiamo esimerci dall’essere severi anche con il gameplay. Intendiamoci: l’idea alla base di LeGION, pur non essendo particolarmente originale o innovativa, è sostanzialmente buona; il sistema prevede una buona varietà di abilità e incantesimi, traendo ispirazione da mostri sacri come Final Fantasy VII e XII, alcuni Kingdom Hearts, gli ultimi Tales Of e tanti altri.

Ciò che però non soddisfa e il modo in cui questo è stato applicato: le missioni si riducono a una corsa attraverso il campo di battaglia falciando tutti i nemici minori e i mini-boss presenti, combattendo quasi esclusivamente in corpo a corpo e preservando granate e incantesimi per qualche ostacolo un po’ più “tosto” che comunque neanche a livello “Normale” (l’altro è “Facile”) sarà in grado di impensierirvi. Solo i Boss propriamente detti sono in grado di aggiungere pepe alla vicenda, ma anche nel loro caso ciò che potrà creare problemi non saranno pattern di combattimento interessanti bensì una quantità abnorme di punti-vita e la capacità di infliggere danni gargantueschi alle vostre unità, il che tende a trasformare lo scontro in una lunga e tediosa sequenza di attacca-attacca-attacca-cura-ricomincia. Il tutto per undici capitoli, più prologo e conclusione, la cui durata unitaria può andare dai 20-25 minuti necessari a svolgere le missioni principali a circa 2-3 ore se ci si dedica a missioni extra e potenziamenti vari.

IN CONCLUSIONE

Valkyria Revolution è uno Spin-Off ed è realizzato (evidentemente) con in mente PS Vita più che PS4; di conseguenza non è possibile passare con leggerezza sopra determinate scelte tecniche e limitazioni nel gameplay che finiscono col renderlo un titolo sostanzialmente mediocre. A sollevare un pochino il giudizio può intervenire una trama interessante, a partire dal “complotto dei 5 traditori” che costituisce il vero motore della guerra, passando per alcune meccaniche di cameratismo tra i membri dell’unità, fino alla natura e al segreto della terribile Valkyria che ancora una volta dà il nome al gioco. Tutti questi elementi, per belli che siano, sono comunque la sovrastruttura di un sistema a cui “manca qualcosa” e che in tutta onestà non ci sentiamo di poter promuovere.

Modus Operandi: Siamo entrati nel mondo contrastante del titolo SEGA attraverso un codice fornitoci da Koch Media Italia.

Non ci siamo, SEGA: questo Revolution è l’ennesima dimostrazione di come la casa di Sonic non abbia assolutamente capito quali punti del primo Valkyria Chronicles lo abbiano reso il capolavoro che tutti ancora acclamano e lo prova il fatto che quei punti, dietro al muro dello Spin-Off, siano stati sistematicamente rimossi per far spazio a un gameplay interessante nell’idea ma poco soddisfacente nel risultato. Se a questo si aggiunge una realizzazione tecnica decisamente sottotono, capace anch’essa di far rimpiangere il capitolo di nove anni fa, si ha un quadro completo di come il risultato sia decisamente al disotto delle aspettative, e a poco valgono una trama e dei personaggi tutto sommato interessanti. Ci rivediamo al prossimo appello…
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE