Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Terry's Big Adventure
Anno di uscita:
1989
Genere:
Platform
Sviluppatore:
Gary Walton
Produttore:
Shades Software
Distributore:
Grandslam
Multiplayer:
No
Localizzazione:
No
Sito web:
www.lemon64.com/?game_id=2624
Requisiti minimi:
Commodore 64 e un joystick, o relativo emulatore
  • Che ci crediate o no, questa è la schermata di presentazione del gioco (cioè una schermata del primo livello con il titolino in alto a sinistra)
  • Due robi (due cosa?? -NdCJ) rosa e tanti funghi da raccogliere
  • Tra le creature incredibili spiccano questi pesci che camminano sulla coda (!)
  • Dobbiamo temere pure l'acqua!
  • Tra i funghi normali si trovano a volte fungacci velenosi, che uccidono all'istante
  • Mostri, oserei dire, di ispirazione "fecale". Notare anche la camera bonus piena di tesori sottostante
  • Le temibili palle, molto difficili da evitare (è proprio il caso di dire: e che pa... -NdCJ)
  • Terzo livello: la situazione si complica. A volte abbiamo anche quattro nemici contemporaneamente
  • Sezione interessante, in cui è possibile selezionare quale piano percorrere. In uno ci sono gocce, in un altro mostri e nell'ultimo salti complicati da effettuare
  • Micidiale finale di livello, che richiede alta precisione a causa dell'infausta inerzia
  • Alla fine di ogni livello c'è sempre una torretta come questa
  • Il temibile livello sospeso
  • Non potete immaginare quanto sono pericolosi questi palloncini fluttuanti
  • Queste piattaforme scompaiono ogni tanto, rendendo il passaggio particolarmente insidioso
Redattore:  Michelangelo 'Pippo' Carbonara                        Pubblicato il:  28/06/2012
Uuuuuh che novità! Un platform per il C64! Come se non ce ne fossero a milioni...però questo è da ammirare e considerare seriamente.
Alcuni miti scuotono le menti, modificano irrimediabilmente il percorso creativo degli individui, tracciano quasi dei percorsi obbligati per l'immediato futuro. In campo videoludico ciò è particolarmente evidente, in quanto la libertà di creazione è sempre, davvero sempre, condizionata dall’”aria che tira”, dai gusti del pubblico nel momento in cui ci si trova a produrre, dalle mode e dagli stili in senso più generale (abbigliamento, cultura, eventi). Tra gli esempi più lampanti figura senza dubbio Super Mario Bros, che dalla sua apparizione nel 1985 generò una sorta di cataclisma che avrebbe marchiato a fuoco una quantità indicibile di platform games a seguire. Ad aggravare la cosa contribuì anche il fatto che la Nintendo non cedette i diritti del gioco ad alcuna software house per la realizzazione di conversioni per computer di nazionalità occidentale. Ovvio quindi aspettarsi una progenie infinita di cloni più o meno somiglianti al prototipo per seguire la scia di yen guadagnati dal geniale Shigeru Miyamoto. Signori e signori, il gioco di cui parleremo in questa recensione è uno degli epigoni più dimessi e compatti delle avventure dei baffuti idraulici.

IN STILE MARIO MA CON PARECCHIE DIFFERENZE. E POI, TERRY E' FIGLIO UNICO

Nel caso di Terry’s Big Adventure non si può certamente parlare di plagio, al contrario di altri titoli di qualità commodoriani ( tutti staranno pensando ad esempio al classico Great Giana Sisters) (e se non è un plagio quello... io invece pensavo a ben altro, Flimbo's Quest per esempio -NdCJ). Quello che ricorda Super Mario Bros si limita a un'atmosfera generale, accentuata da un simile uso dei colori, e alla presenza dei funghi, tra l’altro contestualizzata in maniera differente.

Ma passiamo alla trama, come al solito assurda: il nostro nanerottolo Terry si è offerto di andare per conto del nonno a prendere qualche funghetto per il risotto. Fatto sta, però, che i dintorni della casa consistono in dodici chilometrici livelli a scorrimento orizzontale pullulanti di bestie e creature di ogni tipo (ecco perché non ci va il nonno... la solita storia -NdCJ) La gita di Terry è destinata a durare un bel po’. Di certo lo sforzo è premiato dalla massiccia presenza di fungoni (enormi come il protagonista), ma preparatevi a sorridere quando vi troverete a raccogliere boleti anche dentro un castello o in una specie di regno fatato appeso per aria. Credo però che a questo genere di stranezze sia abituato ogni videogiocatore, ammesso che per giochi di questo tipo sia poi necessario avere una trama.

Il nostro beniamino dispone di uno yo-yo terribilmente potente, che può stendere con una sola collisione un mostro. L’effetto collaterale però è che tale collisione farà rimbalzare all’indietro anche Terry, mettendolo spesso in nuove situazioni di pericolo, soprattutto se nelle vicinanze ci sono un laghetto o un burrone. Lungo la strada potrà anche raccogliere delle pietre da lanciare per uccidere nemici che si trovano a un piano inferiore o a una distanza maggiore di quella raggiungibile dallo yo-yo.

NELLA BOTTE PICCOLA C'È IL BUON VINO...

Il prodotto in questione è stato pubblicato dalla quasi sconosciuta Shades Software, una consociata della Grandslam. L’approccio deve essere stato quello di badare più alla sostanza che agli aspetti estetici, visto che tutto ciò che può essere relegato sotto il nome di “presentazione” è ridotto ai minimi termini. La copertina è più che essenziale, non c’è alcuna schermata statica di preambolo, non c’è alcuna musichetta introduttiva, le istruzioni sono risicate e il gioco è contenuto in un unico caricamento. Il dono della sintesi! C’è però da rimarcare che tale sobrietà è compensata dal gioco in sé, il quale si presenta al contrario estremamente vario e pieno zeppo di elementi interessanti, fautori di divertimento.

Cominciando a giocare intanto ci si accorge che tutto lo schermo è interamente dedicato all’area di gioco; anche i dati come punteggio, vite, tempo eccetera sono visualizzati in sovraimpressione e non tolgono spazio al fondale. All’interno di ciascun livello le caratteristiche grafiche degli sfondi rimangono omogenee, ma al cambio di ogni stage si possono notare ambientazioni molto diversificate nonché una considerevole variazione anche dello schema di gioco, nei limiti di un gioco di piattaforme. I primi due livelli, essendo ambientati all’esterno, permettono ad esempio ampi salti e lunghe traversate senza fermarsi, mentre i livelli interni prevedono un’azione più frammentata e calcolata. La sezione ambientata in cielo contiene innumerevoli salti da calibrare attentamente e varie diavolerie che non si troveranno in altri livelli… Insomma, davvero il modo di utilizzare il joystick cambia in continuazione e le varie situazioni sono molto ben arrangiate.

I mostri e nemici vari hanno fattezze di ogni tipo ma sostanzialmente si comportano in maniera abbastanza simile gli uni agli altri, anche se non mancano le sorprese ogni tanto: basti guardare, a titolo d’esempio, le grosse palle che rimbalzano all’improvviso o i mostri che salgono e scendono le scale a tradimento nel livello del castello. Nella migliore delle tradizioni dei platform alla Mario non possono mancare le camere più o meno segrete, alcune delle quali sono visibili ma necessitano di una chiave da trovare celata nei luoghi meno facilmente raggiungibili di un livello. Altre sono invece completamente nascoste: a meno che non proviate con un tentativo, non avrete mai la certezza che un buco nel terreno o nel soffitto siano effettivamente tali o che contengano l’ingresso ad una camera segreta, e ciò aumenta di non poco la profondità del gioco, dando l’impressione di essere più vasto di ciò che può sembrare. E trattandosi già di un percorso costituito di dodici livelli belli lunghi la mappa che ne risulta è semplicemente enorme!

Oltre agli esseri viventi Terry dovrà fare attenzione a tutti gli elementi minacciosi del paesaggio: pozze d’acqua, gocce mortali, funghi velenosi ed altre amenità.

FINALMENTE I PUNTI SERVONO A QUALCOSA

Il sistema di punteggio è molto complesso ma è anche uno dei lati più interessanti da approfondire visto che ogni 20.000 punti Terry guadagna una vita, e in questo gioco le vite sono importanti come il pane!

Come abbiamo detto lo scopo primario del ragazzino è di raccogliere dei funghi. Essi valgono un punto in più del fungo che lo precedeva, ciò vuol dire che il primo raccolto vale un punto, il secondo due punti, il terzo tre e così via. È importante raccogliere molti funghi perché ben presto essi frutteranno cento punti l’uno! È poi presente una serie di special bonus ottenibile ammazzando determinati nemici che regalano moltissimi punti: ecco quindi che i programmatori sono riusciti anche a fare in modo che sia spesso necessario e conveniente affrontare i nemici piuttosto che evitarli, e lo stesso escamotage fa sì che sia spesso opportuno anche esplorare le parti secondarie del livello (i piani superiori o quelli seminterrati rispetto alla strada principale) e non limitarsi a seguire la via più breve, nonostante l'incombere di un tempo limite che dà esso stesso punteggio! La strategia per ottenere più punti rischiando meno possibile non è affatto banale e porta a molte scelte tattiche durante il gioco.

Un altro elemento gradevole e divertente consiste nel fatto che alcuni nemici, una volta eliminati, lasciano una lettera della parola “Terry”. Quando il nostro protagonista colleziona tutte le lettere ha diritto a un'invulnerabilità di una trentina di secondi, a volte davvero molto utile. Bisogna calcolare molto bene se conviene far scattare il suddetto bonus o no, soprattutto se vi trovate già verso la fine di un livello! Talvolta val la pena lasciare perdere e conservarsi l’invulnerabilità successivamente, visto che le lettere acquisite rimangono valide anche da un livello all’altro.

CHICCHE FINALI

Concludono l’analisi di questo divertente gioco due caratteristiche da applauso: la prima è la presenza di un quadro bonus, alla fine di ogni livello, per poter rimpinguare il proprio punteggio e che dura più tempo se si è riusciti a raccogliere un particolare potenziamento custodito da uno dei mostri.

La seconda è l’opzione “continue” che permette di ricominciare dall’ultimo livello raggiunto senza dover sempre rifarsi le prime fasi. Fate attenzione perché il sistema adottato è lo stesso di Usagi Yojimbo (ovvero Samurai Warrior della Firebird -NdCJ), ovvero avrete diritto a proseguire nel gioco solo se avrete esplorato almeno un terzo del livello in cui siete arrivati, altrimenti verrete retrocessi di uno o a volte anche di due livelli. Inoltre l’opzione scompare negli stage avanzati.

Per quanto riguarda le caratteristiche estetiche vi rimandiamo al commento sottostante e speriamo che dalla recensione sia emerso l’enorme potenziale d’intrattenimento di questo gioco, che merita davvero di essere riscoperto da chi se lo fosse lasciato sfuggire in passato.
Terry's Big Adventure va preso per quello che è: un gioco fatto col cuore, senza fronzoli o tocchi di classe particolari ma pieno di azione arcade sapientemente creata e con tanta carne al fuoco. La longevità è assicurata, con oltre 200 schermate (escluso livelli bonus e camere segrete). La grafica è un tantino blocchettosa ed essenziale pur avendo un un uso del colore piacevole e un'atmosfera da cartoon sbarazzino che invoglia a giocare ancora. Lo scrolling è a velocità variabile, peccato per l'esagerata inerzia che sovente rende gli atterraggi troppo difficili e non agevolmente controllabili. Il sonoro consta di un solo motivo ripetuto all'infinito, che però per fortuna non è male da ascoltare ed è ben inserito nel contesto del gioco. Menzione di merito per il fatto che tutto il materiale è incluso in un solo caricamento, evitando un tedioso multiload e un'eccessiva durata della partita di conseguenza. Certo, paga il solito tributo di tutti i successori di Super Mario Bros - il tutto è molto poco originale. Ma se è un gioco offre così tanto divertimento, così tanta varietà e così tanti livelli perchè farsi un problema dell'appartenenza del concetto di base? Godetevelo tutto, è un ottimo gioco.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE