Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Lemmings
Anno di uscita:
1994
Genere:
Arcade/Save'em up
Sviluppatore:
DMA Design
Produttore:
Psygnosis
Distributore:
Psygnosis
Multiplayer:
No
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 e un joystick, oppure relativo emulatore
Altri formati:
  • Il sontuoso logo Psygnosis apre le danze
  • La presentazione ha una grafica così curata che a volte non sembra neanche un C64
  • Ecco, appunto. Sbav.
  • Il titolo forse è la parte dell'intro meno riuscita
  • Menu, semplice ed efficace
  • Ogni livello è anticipato da una schermata di statistiche e dati come questa
  • Nella baraonda dovrebbe esserci uno dei lemming che sta scavando
  • Qui potete ammirare dei capitelli ionici...
  • Lo schermo comincia a popolarsi
  • Se non ti scansi ti prendo a picconate!
  • Cosa potrebbe essere mai questa? Una ragnatela di cristallo?
  • La bomba umana (anzi, animale), che tra tre secondi esploderà per il bene della specie
Redattore:  Michelangelo 'Pippo' Carbonara                        Pubblicato il:  28/12/2012
Per gli amanti degli animaletti e dei rompicapo, ecco a voi la conversione per il C64 di una pietra miliare del divertimento videoludico anni Novanta!
Di solito si pensa che il successo di un prodotto sia legato all’immediatezza e alla semplicità. Magari! Si potrebbe almeno escludere tutta una serie di progetti scarsi in partenza solo perché appaiono contorti o creati nella maniera più lineare. Sentite qui allora: avreste mai creduto che uno dei giochi in assoluto più venduti ed osannati per ogni personal computer che si rispetti fosse in realtà dotato di una trama bislacca e arzigogolata a dir poco, un sistema di gioco macchinoso e fuori da ogni canone mai visto, una difficoltà tecnica notevolissima per i programmatori ma poi per nulla palpabile per l’utente finale, e i comparti grafici e sonori solo buoni ma nient’affatto ottimi? Se non ci credete venite a scoprire tutte le caratteristiche di Lemmings della Psygnosis, che dal 1991 cominciò a far man bassa in tutti i mercati videoludici e che finalmente nel 1994 approdò anche sugli schermi del Commodore 64.

DIRETTAMENTE DA “IL MONDO DI QUARK”…

Già lo spunto iniziale non è proprio intuitivo: chi sono questi Lemmings? In teoria dovrebbe trattarsi di una specie di roditori artici abbastanza simili ai criceti. Un documentario distribuito dalla Disney (senza alcuna conferma scientifica assoluta) narra che questi animaletti nei periodi di carestia usino suicidarsi in massa buttandosi dai precipizi per evitare la sovrappopolazione dei propri clan. Da questa “leggenda metropolitana” nasce l’idea sviluppata nel gioco di utilizzare delle creaturine che, pronte anche al sacrificio estremo in nome della propria specie, debbano percorrere dei livelli e salvarsi adoperando delle speciali abilità, tra le quali anche l’autoesplosione o l’esclusione volontaria dalla salvezza. Per rendere ancora più criptico il già particolare concept gli autori hanno ben pensato di non raffigurare i protagonisti come i topini che ci si sarebbe aspettato, ma di ridisegnarli stravolgendone completamente l’aspetto. Infatti a conti fatti i Lemmings del gioco somigliano a delle figure di De Chirico (avete presente le teste calve e senza volto?) a cui sono stati aggiunti solo gli occhi e dei capellacci verdi da clown. Vestite i mostriciattoli con un pigiama blu et voilà! Ecco creati gli strampalati protagonisti, rivisitati e pronti per entrare nel mondo digitale.

QUI TOCCA AGUZZARE L’INGEGNO!

Come già accennato ogni missione consiste nel portare in salvo una quantità di Lemmings , rappresentata da un numero percentuale all’interno di una apposita schermata descrittiva, prima dello scadere di un predeterminato tempo. I roditori-clown entrano in gioco da un portone e devono raggiungerne un altro. Tra l’entrata e l’uscita si può trovare una sterminata quantità di elementi di pericolo o di ostacolo, come muri, rocce, dirupi, fuoco, fiumi di acido, macchinari e chi più ne ha più ne metta. I nostri eroi dispongono però di ben otto capacità speciali che possono essere “applicate” ad ogni singolo Lemming utilizzando un apposito puntatore. Questo punto è molto importante ed è fondamentale per comprendere la natura del gioco: il joystick può comandare esclusivamente il puntatore e NON le creature, che si muovono passivamente a destra o a sinistra a seconda degli ostacoli che trovano. Supponendo quindi che si voglia affibbiare una certa abilità speciale ad un Lemming bisognerà selezionare l’abilità prescelta (tramite i tasti numerici da uno a otto), poi andare con il puntatore sopra la creatura e premere fire. Le abilità dei personaggi permettono una grande varietà di strategie: è possibile scavare in orizzontale, in verticale e in diagonale, costruire una scaletta obliqua verso l’alto, arrampicarsi sulle pareti, creare uno sbarramento per far cambiare direzione agli altri Lemming, e poi farsi esplodere per rompere muri o creare concavità.

E’ da notare però che spesso non tutte le abilità sono disponibili per ogni livello, e che ognuna di esse è fornita in quantità limitata, per cui non è possibile “sprecarle” indiscriminatamente ma anzi, devono essere attribuite con criterio pena il fallimento del livello. Se la situazione diventa critica oppure se si è ormai riusciti a salvare una sufficiente quantità di Lemmings è attivabile una esplosione di gruppo che rimanda al suicidio di massa dei roditori da cui tutto il plot prende vita. Un’altra opzione importante da gestire riguarda la velocità con cui i personaggi entrano in gioco, che infatti può essere aumentata o diminuita a discrezione del giocatore. L’uso accorto di tale velocità può essere determinante perché a volte serve espellere i Lemmings molto velocemente perché il tempo limite è troppo risicato, mentre altre volte può occorrere far entrare in gioco le creature lentamente perché magari bisogna assegnare abilità diverse a ciascuno di esse ed occorre più distanza tra l’una e l’altra. Insomma, il gioco appare subito provvisto di due caratteristiche davvero eccezionali, la prima delle quali è l’estrema libertà d’azione di cui dispone il giocatore, visto che spesso ci sono più modi di risolvere i livelli, e non bisogna per forza seguire le stesse tecniche; l’altra è l’accentuata componente strategica che rende ogni fase davvero una prova di intelligenza, oltre ad una gara di precisione col joystick per far compiere al puntatore tutti gli spostamenti richiesti dal livello corrente.

IL FURBO ALGORITMO CROCE E DELIZIA DI QUESTA CONVERSIONE

Per il Commodore 64 il concept di Lemmings rappresenta dal punto di vista tecnico un grande problema, e non è da escludere che questo sia uno dei motivi per cui la conversione apparve così tardi rispetto agli altri formati. La questione è che i programmatori del C64 sono da sempre abituati a rappresentare gli oggetti animati e i personaggi con gli sprite, che altro non sono che un pacchetto già pronto di istruzioni che permettono senza fatica di cambiare frame di animazione, spostare nelle quattro direzioni un personaggio, sovrapporlo alla grafica di sfondo oppure di farlo sparire “dietro” il paesaggio. La limitazione di questo sistema consiste però nel fatto che non è possibile programmare più di otto sprites nella stessa linea orizzontale dello schermo. Come poteva quindi essere possibile far girare un gioco che ha bisogno di decine e decine di creaturine animate indipendenti, molto spesso in effetti presenti nella stessa linea orizzontale contemporaneamente?

La soluzione adottata dallo staff della DMA Design ha del geniale: si dà il caso che i Lemmings siano stati implementati come caratteri grafici, mentre gli sfondi sono stati costruiti in parte da file di sprites! In tal modo è possibile ottenere una quantità pressochè infinita di personaggi presenti. Il prezzo da pagare per l’utilizzo di tale tecnica è però elevato, perché la solita limitazione degli otto sprites per ogni linea orizzontale permette di avere un’area di gioco lunga solo fino a 168 pixel, ovvero poco più di metà schermo. Ciò è responsabile di uno dei difetti principali del gioco, ossia la presenza di una enorme cornice nera ed una ridotta parte adibita alla grafica vera e propria. In più, problemi tecnici e di memoria hanno impedito la selezione delle abilità tramite puntatore; si è quindi costretti, come spiegato in precedenza, ad usare i tasti per passare da un’abilità all’altra rendendo il controllo di sicuro un po’ più macchinoso e difficile. Considerando quanto però il gioco potesse risultare infattibile altrimenti (con dei dubbi però: del resto la versione Spectrum , pur senza sprite e con un minor numero di livelli, esiste e gira pure bene! NdR) Lemmings presenta ben 100 degli originari 120 livelli della controparte a 16 bit e quasi tutti gli elementi sono presenti, compresi una ottima introduzione animata e il completo sistema di password per non ripetere le missioni già svolte.

Per ciò che concerne l’estetica il rating non può essere molto alto perché la definizione dei personaggi è davvero minima e la qualità dei fondali non è davvero niente di eccezionale, sia per quanto riguarda i colori che per il grado di dettaglio. Discorso a parte invece per la fantastica sequenza animata di apertura. Il sonoro non è male e soprattutto si può contare sulla bella ispirazione del mitico Jeroen Tel per quanto riguarda le musichette. Il multiload è ben strutturato, anche se è previsto un breve caricamento per ogni singolo livello. Piccola idea di classe finale: per far risparmiare tempo all’utente provvisto di versione cassetta è stata inclusa una modalità che permette di accedere al menu senza caricare tutta la presentazione iniziale. Per questa e per tante altre features contenute in questa conversione ci sentiamo di affermare, al netto dei punti negativi: ben fatto, DMA Design!
Per chi era adolescente all'epoca questo gioco è legato ad un ricordo amaro, è infatti l'ultimo prodotto recensito dalla rivista Zzap! quando già essa era stato incorporata a The Games Machine. Il C64 era in fin di vita e Lemmings non venne neanche ufficialmente importato in Italia, ma furono solo alcuni negozianti e privati che per libera scelta decisero di ordinarlo e di farselo spedire a caro prezzo da Liverpool. E' probabilmente in questo clima di sfiducia e pessimismo verso gli otto bit che la tardiva versione C64 di Lemmings, nonostante le critiche positive, venne sempre in parte criticata. Se parte della giocabilità è realmente andata perduta per via degli accorgimenti di codice di cui si è parlato in sede di recensione, secondo me questo rimane comunque un ottimo gioco ed una conversione intelligente che ha permesso di mantenere una grande fedeltà all'originale senza bisogno di andare a sforbiciare troppi livelli o modificare le caratteristiche di essi. Sembra che molte persone neanche sappiano ancora che è uscita una versione per C64; per loro e per tutti gli altri che non l'hanno mai visto consiglio di provarlo, vedrete che ne vale la pena!
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE