Recensione PlayStation 4
Titolo del gioco:
Until Dawn
Anno di uscita:
2015
Genere:
Avventura dinamica Horror di stampo cinematografico
Sviluppatore:
Supermassive Games
Produttore:
Sony Computer Entertainment Europe
Distributore:
Sony Computer Entertainment Italia
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console PlayStation 4 - una connessione a banda larga - una Account PlayStation Network - 40 GB di spazio libero su Hard Disk - Prezzo: €69.99
  • Hannah che troviamo nel prologo: la sua morte, insieme a quella di Beth introduranno i fatti che avverranno al ritorno dei ragazzi un anno dopo
  • Matt e Emily in un momento d'intimità
  • Mike mostra il lavoro svolto da Supermassive Games con i dettagli dei protagonisti
  • Una Ashley fin troppo sicura di se
  • Come potete vedere il buio sarà sempre protagonista
  • Mike discute con Samantha, quest'ultima ci sembra la più matura del gruppo
  • I dettagli sono uno dei punti forti della produzione
  • Sam sta ascoltando la musica con le cuffie mentre si fa il bagno. Lo Psicopatico la sta guardando: che intenzioni avrà?
  • Samantha sta ispezionando la casa perchè non trova più i suoi vestiti...ma qualcuno la seguirà...
  • Non ci sarà solo la baita da visitare, ma diversi altri luoghi
  • A tu per tu con lo Psicopatico!
  • Samantha dovrà trovare una soluzione per evitare di farsi prendere dal quel pazzo pericoloso!
  • Si esplora un luogo messo male che sembra abbandonato da tempo
  • I dettagli dei protagonisti si sprecano, peccato che in diversi momenti non siano così espressivi!
  • Una situazione in cui saremo chiamati a fare delle scelte delicate...
  • Qui dovremo salvare Emily da una situazione che sembra essere molto pericolosa!
Redattore:  Roberto 'New_Neo' Sorescu                        Pubblicato il:  28/08/2015
L'horror cinematografico di Supermassive Games e' arrivato nei negozi e su PlayStation Store. Vediamo come e' andata...
Il Cinema è considerato la settima arte da quando è nato, ormai, ben più di cento anni fa. Con i mezzi tecnologici che si hanno a disposizione oggi è possibile fare praticamente di tutto rendendo la finzione realistica. Lo stesso paragone possiamo farlo con il mondo dei nostri amati videogiochi che, rispetto a quello cinematografico ha avuto una parabola di innovazione tecnologica nettamente superiore essendo un media molto più giovane.

Già da diversi anni alcuni sviluppatori intraprendenti hanno voluto applicare la tecnica cinematografica per creare videogiochi che diano questo sapore agli utenti. Una di esse è stata la francese Quantic Dream autrice di Fahrenheit, uscito nel 2005, per poi intraprendere esclusivamente questa coraggiosa strada entrando sotto l'ala protettrice di Sony e pubblicando nel febbraio del 2010 Heavy Rain per PlayStation 3 concludendo con Beyond: Due Anime arrivato nell'ottobre del 2013 sempre per PlayStation 3.

La casa di produzione francese è quella che più si è avvicinata al mondo cinematografico proprio con questi due titoli davvero particolari che, grazie alle molteplici scelte disponibili, le quali possono cambiare le situazioni portando a diversi risvolti della trama con un finale diverso in base alle scelte effettuate, regalano un'esperienza videoludica “diversa” rispetto ai generi più in voga. La parte debole di una produzione del genere è sicuramente la longevità legata ad una rigiocabilità dove solo i veri appassionati andranno a fondo per scoprire tutti i molteplici risvolti della trama.

Ora che Quantic Dream è al lavoro su un nuovo e misterioso titolo, nel 2012 Supermassive Games ha annunciato un gioco per PlayStation 3 che non si discostava molto dalle opere magne del team francese con l'impiego del PlayStation Move per gestire le situazioni che venivano a crearsi. Dopo l'annuncio di PlayStation 4 da parte di Sony, lo sviluppatore britannico si è messo al lavoro per portare il titolo sulla nuova console dando un nuovo sfoggio tecnologico grazie alle maggiori possibilità tecniche per offrire ai giocatori un titolo che trasmetta un senso di paura, oppressione e angoscia.

Stiamo parlando di Until Dawn disponibile dal 26 agosto in esclusiva su PlayStation 4 che, grazie alla copia promo gentilmente inviataci da Sony Computer Entertainment Italia, possiamo analizzare per vedere se il duro sviluppo ha portato i suoi frutti.

BLACKWOOD PINES...UN ANNO DOPO LA TRAGEDIA

Otto adolescenti si riuniscono in una baita di proprietà della famiglia Washington, immersa nella cittadina di Blackwood Pines tra le nevose montagne in una natura che sembra nascondere qualche segreto. Come si sa a questa età è facile che scoppino amori ed è proprio dalla cotta che Hannah ha per Mike che avranno origine i terribili fatti che andremo ad affrontare. Ci immedesimeremo subito con i primi ragazzi che purtroppo hanno deciso di fare uno scherzo di dubbio gusto ad Hannah che, dalla vergogna e dalla rabbia, fugge via dalla baita. La sorella Beth va a cercarla affinché non si metta in pericolo, ma purtroppo le due ragazze vengono inseguite da “qualcuno” non ben identificato ritrovandosi dopo poco tempo in un dirupo: la scena seguente vede purtroppo la caduta e la morte delle due sorelle.

L'anno successivo Josh, fratello di Hannah e Beth nonché proprietario della baita, invita i suoi amici non solo per ricordare l'anniversario della morte delle gemelle ma anche per ritrovarsi e stare insieme. Ebbene, tutti ritornano a Blackwood Pines anche se l'arrivo alla baita non sarà proprio facilissimo.


GLI EFFETTI DELLE NOSTRE SCELTE

Infatti sia da qui che dal prologo, Until Dawn inizia a introdurre al giocatore la struttura di gioco che ricorda i due capostipiti di Quantic Dream dove in parte va a riprenderne le meccniche che poi mischia abilmente creando quello che si rivela il suo punto di forza: l'Effetto Farfalla ed una serie di Quick Time Event (QTE) che andranno a plasmare la storia e la sopravvivenza agli eventi che, da qui in avanti, il nostro manipolo di ragazzi affronteranno con non pochi risvolti e colpi di scena.

L'Effetto Farfalla, come spiegato all'inizio del gioco, segnerà fin da subito e scelte effettuate durante la relazione tra i ragazzi in base alla situazioni che verranno a crearsi. Non sapremo nulla finché le scelte avranno effetto in determinati momenti, che potranno essere positivi, negativi o addirittura nefasti col rischio di far morire uno o più ragazzi. L'implementazione fatta dagli sviluppatori di Supermassive Games è abbastanza interessante: solo più avanti capiremo l'effettivo peso di ogni scelta attraverso una schermata che aggiorna il giocatore a seconda di varie situazioni a cui andremo incontro. Inoltre per ogni “chiacchierata” o “azione” fatta in relazione con uno o più personaggi, il gioco effettuerà un aggiornamento di stato che indica la situazione attuale ed aggiornata delle relazioni tra tutti i protagonisti e quella personale di ognuno di essi nel momento in cui ne prenderemo il controllo.

Il QTE avrà un peso non indifferente durante lo svolgersi degli eventi e sarà la parte più “action” del gioco, costringendo il giocatore a prendere decisioni e scelte rapide in base a momenti che nella maggior parte dei casi potrebbero coinvolgere sia chi controlliamo che un personaggio la cui sopravvivenza sia legata dalle nostre azioni. Ad certo punto della storia, se non si è veloci con le scelte con i QTE o se si commetteranno errori, c'è la possibilità che uno dei protagonisti possa perdere la vita, per cui meglio ponderare bene ogni singola scelta. In alcuni momenti di gioco ci verrà chiesto di mantenere fermo il Dual Shock 4: tale espediente oltre che ben fatto risulterà fondamentale per sfuggire da alcune situazioni delicate ed in altre addirittura per poter riportare a casa la pelle.

La parte che ci ruberà più tempo sarà quella legata all'esplorazione delle aree dove bisognerà stare attenti ad alcuni punti dello scenario che s'illumineranno, dal momento che possono nascondere importanti indizi che andranno a formare l'intricato puzzle che lega il luogo ad eventi passati e presenti che potrebbero prendere un piega a dir poco inaspettata. Oltre agli indizi e ad alcuni oggetti che ci torneranno utili potremo trovare uno dei tanti Totem sparsi all'interno dei capitoli (divisi in cinque tipologie diverse) che possono “profetizzare” eventi tragici così come anche positivi. Tali eventi potranno verificarsi in base alle scelte fatte fino a quel momento o anche non verificarsi. Inoltre i Totem saranno fondamentali per la ricostruzione della storia che avverrà a “pezzi”: ognuno dei Totem permetterà di attivare una parte del filmato che, una volta completo se troveremo tutti i pezzi, ci farà capire i fatti realmente accaduti in quel luogo che sembra essere ben più pericoloso di quanto sembri.

Ogni volta che un episodio termina, il gioco fa un riassunto di quelli precedenti che ci mostrano la progressione in base alle nostre scelte. Un'aggiunta a nostro avviso ben fatta che lo avvicina ad una serie televisiva.

Ogni documento o indizio trovato va a mettersi in ognuna delle tre categorie (Le Gemelle, 1952 e l'Uomo Misterioso) per un totale di 77 da trovare dove alla prima run sarà praticamente impossibile ottenerli tutti. Stesso discorso vale per i Totem ed alle scelte che andranno a comporre un quadro ancora non molto chiaro anche se i fatti principali saranno ben conosciuti.

Il fattore rigiocabilità ha la sua importanza. Il gioco non permette di tornare indietro con le proprie scelte la prima volta (a nostro avviso giustamente! NdR), ma una volta terminato, ogni episodio sarà liberamente giocabile per cambiare i risvolti della storia in modo da vedere a quali conseguenze portano scelte diverse, magari per gustare appieno i cambiamenti nella storia dei ragazzi e possibilmente riuscire a salvarne qualcuno in più (la mia prima volta sono riuscito a salvarne soltanto due! NdR).



UNTIL DAWN FA PAURA O NO?!

Anche se i Supermassive Games hanno adottato un argomento piuttosto inflazionato legato ad una cerchia di adolescenti alle prese con problemi esistenziali e di relazione ed al solito psicopatico che va a sconvolgere le loro vite, riesce nell'intento di creare una situazione di oscurità e di pericolo con alcune trovate sì scontate, ma che riescono comunque a far saltare dalla sedia il giocatore (com'è successo al sottoscritto che non si spaventa molto facilmente... NdR).
Until Dawn ha 19 trofei suddivisi in 4 di Bronzo, 5 d'Argento, 9 d'Oro ed il Platino. Ognuno di essi è lagato a fatti specifici della storia e sono ovviamente nascosti finché ognuno di essi non si verifica.

Il titolo Supermassive Games può essere giocato utilizzando il Dual Shock 4 anche come sensore di movimento cambiando in parte il modo di approcciare il titolo. La PlayStation Camera viene utilizzata solamente per catturare l'espressione del giocatore durante alcuni precisi eventi atti a farlo spaventare. Infine, man mano che si progredisce con il gioco, si sbloccano i making of (in inglese senza sottotitoli) che mostrano le varie fasi di sviluppo.

Until Dawn viene venduto al prezzo di €69.99 in versione scatolata ed al costo di €59.99 per quella digitale.

Nonostante un clichè abbastanza abusato Until Dawn riesce a mettere alle strette con una storia che solo verso la fine inizia a rivelare tutti i suoi segreti, ben celati e appena abbozzati durante i capitoli, tenendo alta l'attenzione del giocatore. Spetterà a lui stesso riuscire a far sopravvivere i protagonisti sino alla fine. Se lo si gioca al buio e in compagnia di un'altra persona, magari con la propria ragazza o con il proprio ragazzo, riesce a coinvolgere ancor di più.

Da questo punto di vista il lavoro svolto da Supermassive Games è più che buono, ed il gioco sa essere coinvolgente.

VISIONE TECNICA


Iniziamo subito con la parte visiva che risulta realizzata molto bene con un grafica pulita e, grazie all'utilizzo di mezzi d'illuminazione di fortuna quali torce elettriche, lampade ad olio e via dicendo riesce a ricreare un ambiente dark creando una certa ansia grazie all'uso realistico dell'effetto d'illuminazione ben implementato. Inoltre i continui rumori danno un senso di inquietudine rendendo l'esplorazione abbastanza angosciante.

Ognuno dei personaggi è realizzato con una cura certosina davvero sorprendente regalando un primo impatto davvero notevole, ma in parte scemato da un'espressività non proprio all'ultimo grido che fa sembrare alcuni di loro (Matt su tutti... NdR) quasi come se fossero fatti di legno. Da questo si evince che lo sviluppo “allungato” ha portato con se alcune problematiche della console precedente su PlayStation 4. Aggiungiamo che la fluidità, in alcuni primi piani e in alcune ambientazioni durante la ricerca di oggetti e indizi, va ben sotto i 30 fotogrammi al secondo non dando un bell'effetto nonostante alcuni dettagli dello scenario che abbiamo di fronte siano abbastanza spogli. Il tutto gira ovviamente a 1080p (1920x1080 pixel progressivi), ma crediamo che PlayStation 4 sia in grado di fare molto di più.

La localizzazione italiana è stata realizzata con grande competenza risultando più che buona in ogni occasione e riuscendo nell'intento di coinvolgere il giocatore come se stesse vedendo una film o un serie televisiva di stampo horror. Sarà possibile giocare con le voci in inglese mettendo i sottotitoli nella nostra lingua. La colonna sonora e gli effetti audio sono coinvolgenti e riescono ad intrattenere molto bene mantenendo alta la tensione.

Nonostante queste piccole magagne tecniche, che in un genere come questo non vanno ad inficiare la giocabilità e la parte cinematografica, Until Dawn viene promosso ed il voto che trovate in basso lo testimonia. Il costo potrebbe essere un freno visto che nonostante la storia non sia corta, 8-9 ore con un discreto fattore rigiocabilità potrebbero non bastare per effettuare un esborso non proprio economico.

Until Dawn poteva rischiare non poco con un genere non proprio facile da sostenere (Quantic Dream da questo punto di vista ha aperto una strada) usando anche un tema un po' abusato degli adolescenti e del solito psicopatico. Realizzare un gioco horror di stampo cinematografico che lo avvicina a Heavy Rain e in parte al più dinamico Beyond: Due Anime è stato tutt'altro che facile e in parte si vedono gli effetti di un titolo che ha subito il “passaggio” su PlayStation 4 con alcune piccole magagne tecniche che per fortuna non inficiano più di tanto la produzione.

Nonostante questo il titolo Supermassive Games fa bene il suo lavoro con un ottimo comparto visivo dove le scelte, grazie all' Effetto Farfalla, ai Quick Time Events e alle relazioni tra i protagonisti, fanno la loro figura plasmando una storia ben scritta con risvolti inaspettati che inchioderanno il giocatore fino al finale che sarà determinato dalle molteplici scelte che ne influenzeranno tutta l'avventura.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE