Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Rambo - First Blood part 2
Anno di uscita:
1986
Genere:
Arcade
Sviluppatore:
David Collier (programmatore) - Stephen Wahid (schermata titoli) - Martin Galway (musica)
Produttore:
Ocean
Distributore:
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 o emulatore Vice o Ccs64
  • Chissà cosa vogliono questi signori...
  • Meglio leggere le istruzioni prima di cominciare...o si dice briefing ?
  • Gli alberi possono offrire un pò di copertura, ma ci vedono lo stesso mi sa
  • Che simpatico quel tizio sul fortino. Forse un colpo di bazooka lo convincerà a scendere
  • Quel fiume ci separa dalla meta. Meglio aggirarlo forse.
  • Il caro Martin Galway si fa un pò di pubblicità nella record-score. Se la merita però
  • Qua possiamo inserire il nostro nome, carina e originale come schermata.
  • La pubblicità dell'epoca. Molto suggestiva..
  • Ecco il nostro eroe in tutto il suo splendore (!)
  • Non si può passeggiare in tranquillità neppure in mezzo alla foresta.
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  09/12/2011
“Tenente Colonnello John J. Rambo, se accetterai questa missione, ti saranno condonati tutti i tuoi reati e potrai tornare in libertà”... azz... c'è puzza di fregatura!
BELLA ROBA...
Con queste parole il Colonnello Trautman riuscì nel film Rambo II, impersonato dall'allora tonico Sylvester Stallone, a rifilare un bidone con i controfiocchi all’ex-marine reduce dal Vietnam John J. Rambo, nel frattempo incarcerato visto lo sconquasso combinato nel primo episodio della serie. Del resto, a dire dello stesso Colonnello, Rambo era il migliore allievo che avesse mai avuto: forte, agile, bravo, praticamente indistruttibile e incavolato come una iena, il candidato giusto per una missione disperata.
Al modico prezzo di un’amnistia, il malefico graduato riuscì a rimandare Rambo in Vietnam per verificare la presenza di prigionieri americani rimasti lì dall’ultimo conflitto e tenuti ancora sottochiave dai vietcong. In realtà poi, se avete visto il film, sapete che le cose non andarono proprio così, dato che tanto per cambiare insorsero mille e più complicazioni, anche perchè il corpulento eroe avrebbe solo dovuto trovare delle prove fotografiche ma, colpito nel profondo dalla sofferenza di quei poveri prigionieri torturati quotidianamente e dimenticati da tutti, decise di fare di testa sua e di liberarli.

IL GIOCO
Il gioco segue più o meno la traccia del film. Soli contro tutti dovremo riuscire a liberare almeno un prigioniero da un campo vietnamita, andare a prendere l’elicottero, tornare indietro per liberare tutti gli altri, far fuori l’elicottero nemico e tornarcene a casa.
Non è così semplice comunque (ma va'?! NdR). Partiremo con una sola vita e con una barra di energia che calerà vistosamente ad ogni colpo che ci infliggeranno: se arriva a zero c'è il famigerato Game Over. Raccoglieremo armi extra durante il gioco (molto utili) come un fucile e delle granate, ed avremo a che fare con vere e proprie ondate di nemici veramente difficili da superare.
All’inizio disporremo solo del coltello, di un bazooka e di un mitra. Il gioco è a scorrimento multidirezionale, tanto che potremo muoverci come vorremo ma ci converrà andare verso l’alto. Regola fondamentale è quella di usare quanto più possibile il nostro fido serramanico che potremo lanciare contro i poveri malcapitati che vogliono farci la pelle, dato che è un’arma abbastanza silenziosa. Ci accorgeremo infatti che più faremo rumore, più attireremo nemici, mentre se procederemo silenziosamente ne attireremo.... solo un po' di meno. Questo tuttavia vale fino a un certo punto. Entrati nel forte infatti ci arriveranno addosso colpi e nemici da tutte le parti, come è anche logico che sia.

Una volta giunti al fortino, apriremo la porta con un ben assestato colpo di bazooka e lì cominceranno i guai. Evitando di farci colpire dovremo infatti liberare quel poveretto legato a prendere il sole... usando il coltello. Dopodiché ci dirigeremo verso nord per andare a prendere l’elicottero. Se avremo la fortuna di arrivare fino a lì ci toccherà poi tornare indietro, atterrare dentro il campo nemico sul segno a forma di H a terra che indica il punto giusto, scendere e andare a liberare gli altri prigionieri nascosti in una specie di bunker coperto da assi di legno. Fatto anche questo tornaremo all’elicottero e ci dirigeremo verso nord dove ci aspetta il boss finale, un elicottero come il nostro ma molto più veloce e cattivo (figuriamoci... NdR).
Rambo è tutto qui. Difficoltà proibitiva, pochi livelli e frustrazione che incalza sempre di più ogni volta che ci ammazzano.

PERCHE' CULT?
Malgrado come gioco non fosse un'idea proprio originale, dal momento che solo un anno prima erano usciti Commando e Who Dares Wins con uno stile di gioco praticamente uguale, Rambo ha dalla sua una realizzazione tecnica davvero ineccepibile per quanto riguarda grafica e sonoro.
La grafica è realizzata infatti discretamente bene. Bello lo sprite del protagonista (forse eccessivamente "blocchettosi" gli altri), belli i fondali, fluido lo scrolling. È vero che parliamo del Commodore 64, ma giochi dalla grafica migliore se ne sono visti.

Il vero punto di forza del gioco è però il sonoro. Firmato Martin Galway, uno dei migliori programmatori audio ai tempi del C64, ripropone tutte le splendide musichette che avete sentito nel film con una qualità che ha dell’incredibile. Non c'è da meravigliarsi se ci capiterà di fermarci nella schermata dei titoli per ascoltare tutto il brano per intero, tanto è ipnotico.
Inoltre, quando uscì, Rambo navigava sulla cresta dell'onda dei successi cinematografici. Rocky e Rambo erano i personaggi che più di tutti negli anni '80 sbancavano i botteghini dei cinema, raccogliendo milioni di fan in tutto il mondo.
Come giocabilità Rambo è abbastanza intuitivo. Impareremo subito a muoverci e a cambiare le armi in corsa usando la barra spaziatrice, ma ci scontreremo con un livello di difficoltà un po' troppo impegnativo. Tuttavia continueremo a giocarci quanto meno per vedere cosa c’è più avanti e per scoprire cosa succede alla fine.
Rambo è un gioco che mi sento di consigliare a tutti. È un classico dei giochi C64: fece praticamente storia alla sua uscita per l'ottima colonna sonora, che non ci si stanca mai di ascoltare, e per la bella grafica. La realizzazione tecnica non è proprio ai massimi livelli ed è vero che la longevità è abbastanza bassa a causa forse della missione un po' troppo breve. Però il livello di difficoltà è ben tarato e anche se una sola vita è veramente poca per arrivare fino in fondo, vi garantisco che ci si riesce, basta insistere alquanto. Ad ogni modo si prova e riprova fin quando non si torna a casa per mandare al diavolo quel disgraziato di Trautman e tutti i suoi scagnozzi.
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