Recensione PC
Titolo del gioco:
Risen 2: Dark Waters
Anno di uscita:
2012
Genere:
Ibrido azione-gioco di ruolo
Sviluppatore:
Piranha Bytes
Produttore:
Deep Silver
Distributore:
Koch Media
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Solo testo, no audio
Sito web:
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows XP SP2 - Processore: Dual Core a 2.1 GHz - RAM: 2 GB - Hard Disk: 5.5 GB - Scheda Video: Radeon 3870 512 MB / GeForce 8800 GTX - DirectX®: 9.1c - Scheda Audio: compatibile DirectX
  • Mala tempora currunt
  • Buona domanda
  • La schermata principale del personaggio
  • Oro, oro, oro!
  • Scorci bucolici...
  • ...e oscure caverne.
  • Finalmente!
  • Si parte all'avventura
  • Un tempio indigeno
  • Per scassinare una serratura occorre trovare l'ordine giusto in cui sbloccare i singoli pistoni
  • In... ehm... guardia!
  • Come creare una bambola vudù
  • Ed ecco il risultato!
  • "La X indica dove scavare!"
  • E che noiosa...
Redattore:  Silvano 'Avion' Iorizzo                        Pubblicato il:  26/05/2012
Quindici uomini sulla cassa del morto, yo-ho-ho! E una bottiglia di rum!
Gli eroi non riposano mai. Alcuni poi sono talmente vessati dalla sorte da non avere nemmeno un nome. E’ il caso del protagonista di Risen 2: Dark Waters, l’Avventuriero, che dopo aver salvato Faranga da un Titano nel capitolo precedente, rimettendoci un occhio e parte della sua sanità mentale, si ritrova ad essere un sottufficiale dell’Inquisizione in un lontano avamposto, trascorrendo le serate ad ubriacarsi nella speranza di sfuggire alle visioni che lo tormentano. Ma il mondo è ancora minacciato dai Titani, e una di queste sere una nave tenta di raggiungere il succitato avamposto quando viene aggredita e affondata da un Kraken.

L’Avventuriero viene mandato in cerca di eventuali superstiti e incontra Patty, sua compagna nella precedente avventura, venuta appositamente per portargli importanti notizie. Pare infatti che suo padre, il capitano pirata Steelbeard (curiosamente tradotto in italiano con Barba d’Argento anziché Barba d’Acciaio), sia venuto in possesso di un’arma capace di sconfiggere i Titani una volta per tutte. Ecco quindi la missione dell’Avventuriero: fingere di essere stato cacciato dall’Inquisizione per unirsi ai pirati di Steelbeard e scoprire se quest’arma esista e, nel caso, impadronirsene.


AVAST YE!

Risen 2 immerge il giocatore in un contesto tipicamente piratesco: duelli a fil di spada conditi di scorrettezze, gare di bevute a base di rum e grog, personaggi di estrazione spagnola o inglese, isole esotiche dai nomi latini popolate di indigeni che praticano la magia vudù e un vascello con cui solcare i mari. Purtroppo il gioco non si premura di prendervi per mano e insegnarvi come sopravvivere ai brutti incontri: ci si limita a segnalare una volta sola, la prima che capita di dover effettuare una certa azione, quale tasto premere per effettuare quell’azione. Nessun tutorial: Risen 2 vi getta nella mischia e passerete le prime ore a subire ignominiosamente anche dal più scarso dei mostriciattoli - figuriamoci dagli umani armati di spada. La tentazione di gettare tutto alle ortiche sarà fortissima ma, tenendo duro, a un certo punto ci si accorgerà di aver assimilato le dinamiche di combattimento: come e quando parare o schivare, quando passare all’attacco, eccetera. Ogni tipo d’avversario incontrato - e ce ne sono un buon numero - sarà una sfida che vi costringerà ad imparare qualcosa di nuovo, e che soddisfazione riuscire ad averne ragione da autodidatti! Ma capiterà anche di incontrare avversari semplicemente troppo forti per il vostro livello di abilità, o troppo numerosi. Di conseguenza, il pulsante di quicksave diventerà presto il vostro migliore alleato, da sfruttare spessissimo: non si sa mai cosa può attendervi pochi passi più avanti!

Anche il sistema di apprendimento delle abilità non verrà a tendervi la mano: per imparare nuove tecniche di combattimento (talvolta necessarie per poter sbloccare quest importanti, soprattutto nelle prime fasi dell’avventura) e altre quali furto o persuasione, occorrerà pagare grosse somme di denaro agli insegnanti, somme che sarà lungo e difficile raggranellare all’inizio del gioco. A tutto questo si aggiunge la mancanza di indicazioni sull’uso dell’interfaccia: non è immediato capire che la quickbar serve solo per adoperare velocemente gli oggetti consumabili. Il che personalmente ci ha procurato più d’un grattacapo alla ricerca di un modo di inserirvi le abilità, abilità che, come già accennato, si attivano premendo una certa combinazione di comandi, magari in precisi momenti come accade per la parata. Anche la consapevolezza che cliccando sui punti di riferimento scoperti sulla mappa è possibile trasportarvisi istantaneamente è giunta per caso.

Il vostro principale strumento d’offesa sarà di norma una qualche arma bianca. Esse sono suddivise in sottocategorie quali armi da punta, da taglio e da lancio. Sarà possibile anche impugnare un oggetto nella mano sinistra, che potrà essere una pistola (dalla ricarica automatica ma molto lenta) o un oggetto da usare per eseguire trucchetti sporchi, come ad esempio sabbia da lanciare negli occhi dell’avversario.

Per migliorare le proprie abilità di base occorrerà racimolare Punti Gloria, uccidendo nemici e completando quest, e spenderli per aumentare le cinque caratteristiche del personaggio. Da ciascuna di esse dipendono tre talenti, il cui punteggio aumenta sia aumentando la caratteristica, sia indossando equipaggiamento apposito o consumando alcuni rari oggetti raccolti durante il gioco.


ISSATE IL JOLLY ROGER

Ma Risen 2 non è solo combattimento: la componente ruolistica si fa sentire nei numerosi dialoghi con gli altri personaggi, che talvolta potrete corrompere, intimidire o adulare per ottenere qualcosa in cambio. Capiterà anche di trovarsi nella condizione di scegliere per chi parteggiare in una data situazione: la decisione presa non necessariamente vi inimicherà l’altra persona o fazione, ma vi consentirà di ottenere solo la ricompensa offerta da chi avete scelto di supportare e vi precluderà quella dell’altro. In questi casi non si tratterà di semplice denaro, ma saranno in gioco abilità particolari o armi particolarmente potenti. Tra le altre, potrete apprendere anche la magia vudù che permetterà di indebolire gli avversari usando una bambola maledetta (che dovrà essere impugnata al posto dell’arma principale) o, in alcuni frangenti, di prendere il possesso del corpo di un personaggio e farlo agire secondo la vostra volontà.
Le isole e le coste che compaiono non risultano particolarmente caratterizzate, se non per alcune eccezioni - d’altronde si tratta di una zona in cui predomina la giungla tropicale - ma sono discretamente ampie, abbastanza da permettere un po’ di esplorazione fine a se stessa, che spesso vi ricompenserà con forzieri dimenticati, vene d’oro (per cui occorre portare con sè un piccone) e altro ancora. Avventurarsi nelle grotte più profonde potrebbe portare a pessimi incontri, ma di norma peggiore è l’avversario, più grande è il valore di ciò che sta custodendo: affrontare un gruppetto di ghoul è assai pericoloso, ma una volta oltrepassati vi imbatterete sicuramente nei preziosi che portavano le loro numerose vittime.

Fortunatamente non sarete costretti a viaggiare sempre soli. All’inizio sarete aiutati da Patty, provetta spadaccina, la quale però non sarà sempre disponibile. In seguito all’ottenimento della vostra nave personale potrete anche iniziare a reclutare una ciurma da cui scegliere di volta in volta un compagno che vi aiuti nelle vostre avventure. Purtroppo la nave può essere usata solo come mezzo per andare da un porto all’altro: niente scorrerie, niente arrembaggi, niente tesori da collezionare - se non quelli sepolti da altri, ritrovabili con le apposite mappe. È vero che l’Avventuriero si limita a lavorare sotto copertura, ma era lecito aspettarsi questo genere di cose da un gioco sui pirati!


IN DAVY’S GRIP

Tecnicamente, Risen 2 si rivela alquanto scarso. I modelli dei personaggi sono poveri di poligoni e animati alla bell’e meglio, oltre a godere di quasi totale inespressività, e anche le texture non brillano particolarmente. Gli effetti particellari latitano e quei pochi che compaiono sono utilizzati molto malamente. Dall’aspetto non si direbbe un gioco del 2012... sembra quasi del 2005 (forse anche di qualche anno più addietro, visto che già nel 2004 era uscita quella meraviglia di Half Life 2 -NdCJ) ! Fortunatamente gli ambienti, pur non brillando per varietà, sono realizzati con una certa cura ed ispirazione, così da non risultare brutti o noiosi durante l’esplorazione. Le musiche sono molto apprezzabili e accompagnano l’azione senza farsi notare più di tanto, ma anche senza mai annoiare o diventare fastidiose, mentre gli effetti sonori sono un po’ sotto tono. Buono invece il doppiaggio, che conta su un ampio numero di linee di dialogo e presenta una discreta caratterizzazione per ciascun personaggio.

Ci sono purtroppo da segnalare alcuni fastidiosi bug, qualcuno dei quali impedisce persino di completare certe quest secondarie, e curiosi comportamente dell’IA dei personaggi nei villaggi, che vi attaccheranno se vi beccheranno a ficcanasare dove non dovete ma si dimenticheranno completamente di voi appena attraversato l’uscio, anche se avete rubato qualcosa sotto il loro naso!
Risen 2 è un gioco che non fa molto per farsi amare: iniziare e trovarsi di fronte a grafica vetusta, morendo per aver osato affrontare una scimmia e con pochi suggerimenti su come combattere e come procedere nell’avventura, non invoglia certo a proseguire. Ma non si tratta di un brutto gioco: tenendo duro e superando il grande scoglio iniziale, vi ritroverete inaspettatamente coinvolti nell’avventura e preda della terribile sindrome dello ”ancora due minuti, il tempo di vedere cosa c’è dietro quella roccia” che, come tristemente sappiamo, è capace di risucchiare ore e ore della nostra vita. Se amate gli Action-RPG è un acquisto che difficilmente rimpiangerete; per tutti gli altri, meglio guardare altrove o attendere un calo di prezzo.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE