Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Rolling Ronny
Anno di uscita:
1991
Genere:
Platform
Sviluppatore:
Mario Knezovic/Oliver Lindau
Produttore:
Virgin
Distributore:
Virgin
Multiplayer:
No
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 o relativo emulatore
Altri formati:
  • Whooops! Non è che ci sappia andare troppo sui pattini questo pagliaccetto
  • Carino e utile lo screen di help contenuto nel menu
  • Primo livello, semplice e piacevole
  • Uno dei clienti che possono commissionare le consegne
  • Le fogne, già ben più complicate da affrontare
  • Dire che i fondali sono stracurati è dire poco
  • Ci sono molti di queste piattaforme messe lì solo per gradevolezza ludica
  • Il parco cittadino, con tanto di altalena
  • Uno dei livelli più belli e ben realizzati, gli uffici
Redattore:  Michelangelo 'Pippo' Carbonara                        Pubblicato il:  03/02/2012
Stavolta si va proprio sul sicuro: un giocone divertentissimo appartenente all'ultima stagione del 64.
Alcune volte il Commodore 64 ha dovuto confrontarsi col suo “fratellone”, l’Amiga, ed è scaturita una sorta di percorso parallelo tra le due macchine riguardo numerosi giochi. Le caratteristiche molto diverse hanno creato un interessantissimo parco di conversioni gli esiti delle quali sono quantomeno spesso inaspettati. E’ stato infatti riconosciuto che talvolta una conversione potesse risultare fiacca e tecnicamente risibile su un Commodore 64. Altre volte invece l’hardware di quest’ultimo ha potuto donare ad alcuni prodotti una giocabilità superiore a quella delle altre versioni. Un altro ramo ancora riguarda i giochi talmente improponibili su 64 che i programmatori hanno pensato di proporre un gioco completamente diverso, o talmente modificato nelle caratteristiche di base da snaturare del tutto il progetto originale. Tutto questo preambolo serve per inquadrare la principale feature di Rolling Ronny nella versione per il piccolo Commodore: è una conversione virtualmente perfetta di un tipico platform a 16 bit. Ma andiamo ad esaminare il capolavoro in oggetto...

UN PLOT DIVERTENTE ED ECCESSIVO
E’ molto probabile che il plot di Rolling Ronny sia stato pensato dopo aver creato il personaggio protagonista, che altro non è che un fattorino vestito da pagliaccio coi pattini. Sì, è proprio un fattorino vestito da pagliaccio coi pattini. Chi ha mai detto che i programmatori non si sballano in qualche modo? Solo un motivo del genere infatti potrebbe giustificare la costituzione di un eroe così assurdo! Comunque sia il caro Ronny, reduce da una performance al circo locale, deve correre in lungo e in largo per la città di Fieldington per recuperare dei gioielli rubati. Tanto per continuare con la demenzialità, i gioielli sono stati nascosti dai ladri in delle furbissime scatolette luccicanti che ne rendono immediata la localizzazione, per cui la missione si riduce al raccoglierle tutte, per fortuna non bisogna cercarle chissà dove.

Contemporaneamente a ciò il nostro dovrà anche guadagnare più denaro possibile per potersi permettere un biglietto (carissimo) del bus diretto al livello successivo. Infatti se arrivati alla fermata dell’autobus non si disporrà della somma necessaria bisognerà eseguire nuovamente tutto il livello! I soldi possono essere ottenuti sconfiggendo i nemici (tramite il lancio di alcuni salamini, dice il manuale, sempre per non tradire la matrice comica del tutto) oppure accettando dei lavoretti di pronta consegna, sui cui compensi si può addirittura trattare coi committenti. Questo è uno degli aspetti più interessanti dell’azione, bisogna infatti valutare se conviene arrotondare la somma posseduta accettando una consegna (che a quel punto bisogna obbligatoriamente compiere per poter superare il livello) oppure evitarla perché magari il tempo sta per scadere oppure perché si possiede poca energia vitale.

Ad ostacolare il cammino di Ronny ci sono molte creature buffe o semplicemente incredibili, come abat-jours che lanciano lampadine, macchinine telecomandate, loghi di Batman, vasi di fiori e cose del genere. Ancora più incisivamente sganascianti, salamini a parte, sono gli oggetti che il simpatico pagliaccetto può raccattare ed usare per agevolare la sua avventura: si va dal clacson che rende invulnerabili (non si sa in base a cosa) al mitico Puzzalizzatore, ovvero una fetta di formaggio talmente puzzolente da stordire tutti i nemici per una quindicina di secondi. Insomma, c’è proprio da divertirsi.

Gran parte della suspense generata dal gioco deriva dal fatto che il tempo per completare un livello è poco e tutte le risorse di Ronny sono limitate. Ogni contatto con un nemico causa una perdita di energia, a volte minima, talvolta invece pari anche a un quarto di quella a disposizione, ed è il caso di rimarcare che la vita a disposizione è solo una. Fortunatamente sono previsti tre "continue" per poter ricominciare dall’ultimo livello raggiunto. Il lancio dei salami può eliminare i nemici, anche se non tutti possono essere distrutti; anche le munizioni però sono limitate e possono essere rimpinguate solo tramite la raccolta di apposito power-up.

QUANDO ANALIZZARE I MERITI DI UN GIOCO E' DAVVERO PIACEVOLE
La sintesi dell’analisi tecnica di Rolling Ronny è che non poteva essere convertito meglio di così. La generosità con cui è stata operata la conversione è evidente già in fase di presentazione: l’intro è praticamente identica a quella dell’Amiga, compresa la schermata di help. Tra un livello e l’altro (ma solo nella versione su disco) è presente la stessa schermata con la mappa di Fieldington e l’indicazione del percorso effettuato fino a quel momento. Stessa cosa vale per la schermata di game over, bellissima.
Durante il gioco il trend è lo stesso, i livelli enormi sono riprodotti integralmente, la quantità di colori presenti è esagerata ed è stato implementato pure il parallasse nella parte alta dello schermo. Lo scrolling è fluidissimo, lo schermo è continuamente infestato da folle di sprites svolazzanti e da un Ronny che si muove agilmente dappertutto e con grande stile. Il comparto sonoro è ottimo, comprendente tre diverse musiche in-game.

Ma è soprattutto sul versante della giocabilità che Rolling Ronny sbaraglia molti dei prodotti ad esso simili. Si può infatti dire che da tale punto di vista è un gioco quasi perfetto. La velocità dell’azione, la presenza di elementi che differiscono ad ogni partita e la concreta possibilità per il giocatore di scegliere una propria strategia per completare al meglio un livello aggiungono molto spessore al gioco, inoltre la sequenza delle piattaforme e degli incontri ravvicinati con i nemici sono semplicemente divertentissimi, è un vero spasso saltare di qua e di là a tutta velocità schivando creature o facendole secche con i salamini. I power-up contribuiscono a dare vivacità all’azione: il supersalto è ganzissimo, la calamitina che acchiappa tutti gli oggetti presenti dà una grande soddisfazione e la clessidra con il tempo è messa esattamente lì dove serve quando mancano pochi secondi. C’è addirittura uno shop dove si può comprare qualsiasi cosa, anche se può risultare pericoloso comprare qualcosa con del denaro che potrebbe risultare decisivo per comprare il biglietto del bus.

In conclusione si sta parlando di un platform realizzato magistralmente, che non ha davvero nulla da invidiare alle versioni a 16 bit sia dal punto di vista estetico che da quello del feeling e dell’atmosfera. Se non l’avete mai giocato vi consigliamo più che caldamente di scoprirlo subito, meglio ancora se date un’occhiata anche alla versione Amiga per comprendere quale lodevole lavoro hanno compiuto i ragazzi della Virgin per far girare un giocone del genere su un semplice 8 bit.
Poco da aggiungere, il gioco è tra i più vivaci e giocabili mai programmati per il baby Commodore, gli affollamenti di sprite a volte generano qualche rallentamento e qualche bug ma globalmente tutto è realizzato con professionalità e amore per il dettaglio. Soprattutto, come già rimarcato, è una conversione davvero fedele del gioco per Amiga e testimonia che se usata da persone brave la memoria del C64 è più che sufficiente per far girare videogame di prima categoria.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE