Recensione X-Box 360
Titolo del gioco:
Lost Odyssey
Anno di uscita:
2008
Genere:
JRPG
Sviluppatore:
Mistwalker - Feel Plus
Produttore:
Microsoft
Distributore:
Microsoft
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
http://lostodyssey.jp/
Requisiti minimi:
X-Box 360 Core
  •  Il party al completo non teme alcun nemico, all'attacco!!
  •  Un mostro orribile sta spuntando dai ghiacci, siete pronti ad affrontarlo?
  •  Questo è davvero grosso, ma la nostra Seth è un osso duro.
  •  Kaim affronta impavido le truppe nemiche sull'altipiano di Wohl.
  •  Dalla cima di un promontorio è possibile scorgere il Gran Staff.
  •  Uno scorcio della città di Uhra, capitale della Repubblica.
  •  La tattica di combattimento va pianificata attentamente se volete avere la meglio sugli avversari.
  •  Ecco come si presenta l'interfaccia di gioco negli scontri coi nemici.
  •  Una fase di combattimento catturata con l'interfaccia originale del gioco.
  •  Ecco la confezione del gioco e ciò che cela al suo interno.
Redattore:  Stefano 'Riz' Rizzi                        Pubblicato il:  24/06/2008
Un ritorno importante per il maestro dei JRPG, con cui Microsoft cerca di affermarsi definitivamente su Sony. Basteranno mille anni di avventure e combattimenti?
Lost Odyssey è la seconda opera prodotta dallo studio Mistwalker, fondato due anni fa dal guru dei JRPG Hironobu Sakaguchi, celebre in tutto il mondo videoludico per essere l’ideatore della fortunata serie Final Fantasy. Dopo il discreto successo raggiunto con Blue Dragon, titolo fortemente voluto da Microsoft per conquistare con la propria console una importante fetta di mercato nel Sol Levante, in Lost Odyssey ci troviamo di fronte ad un gioco più maturo, ispirato alla tradizione medievale giapponese in cui l’elemento magia costituisce il fulcro intorno al quale si muovono le vicende dei personaggi.

Se Blue Dragon era infatti caratterizzato da uno stile più fanciullesco, grazie anche alla collaborazione col maestro manga Akira Toryama (Dragon Ball) e del suo studio di disegnatori, in questo nuovo episodio Sakaguchi si affida a Takehiko Inoue per la realizzazione di personaggi dall’aspetto decisamente più carismatico. Il suo intento è infatti quello di riallacciarsi concettualmente proprio alla serie che lo ha reso famoso, Final Fantasy, e di sfruttare la libertà di sviluppo derivata dalla direzione di un team in piena autonomia, cosa che non gli fu mai possibile fino in fondo durante il suo periodo di lavoro con Square.

MILLE ANNI DI SOGNI

Il gioco si apre su un campo di battaglia gremito di combattenti in uniformi futuribili, con strane macchine d’assedio mosse da motori magici. Gli eserciti si affrontano in uno scontro tanto epico quanto cruento ed è proprio quando una delle due fazioni sembra avere la peggio che entra in azione un guerriero dotato di forza e agilità eccezionali. Il suo nome è Kaim Argonar, tenente della Repubblica di Uhra, di cui balza subito all’occhio la freddezza distaccata con cui affronta gli avversari, freddezza venata da un’aura malinconica assolutamente palpabile.
Dopo un breve combattimento che ci permette di prendere confidenza con il sistema di gioco, la sezione si conclude con un vero e proprio cataclisma, dal quale risulta piuttosto evidente che il protagonista è un essere sovrannaturale. Il viaggio di Kaim prosegue attraverso l’ormai desolato altipiano di Wohl verso la città di Uhra, capitale della Repubblica, durante il quale fa la conoscenza di Seth, una ragazza che sembra essere scampata agli eventi proprio come il protagonista e anche questo indizio ci fa intuire come gli esseri immortali non siano poi così rari da queste parti.

Una volta giunto nella capitale, Kaim viene convocato dal Consiglio di Uhra, che gli affida il difficile compito di dirigersi presso il Gran Staff, una torre in costruzione voluta dal mago Gongora e ritenuta responsabile del disastro di Wohl. Durante il suo viaggio Kaim sarà affiancato da Seth e Jansen Friedh, un mago mortale e dallo spirito edonista, ma saranno molti altri i personaggi che incontrerà lungo il cammino e che in un modo o nell’altro si uniranno al gruppo.
Kaim comunque non sembra in alcun modo interessato alla compagnia altrui, i mille anni di vita che gravano sulla sua mente lo rendono infatti distante da chi lo circonda, se non in rari casi in cui un’immagine, una voce o un profumo gli riportano alla mente i ricordi. E sogna.
È in questi momenti che entriamo in contato con la parte più intima del protagonista, con quanto ha vissuto durante la sua esistenza millenaria e le persone alle quali è stato in qualche modo legato. Sono momenti spesso struggenti, che non risultano mai stucchevoli e anzi costituiscono un elemento di stacco piuttosto coinvolgente che ci permette di apprezzare appieno la profondità della trama.

AZIONE SCANDITA

Il gameplay di Lost Odyssey costituisce sicuramente l’aspetto più controverso di questo titolo e non solo per l’ispirazione tipicamente orientale della fasi di azione. Il combattimento si svolge infatti a turni, il giocatore può preventivamente configurare lo schieramento del gruppo di personaggi dividendoli tra prima linea e retroguardia, in base al quale si determina la tattica dello scontro. Per ogni personaggio viene poi indicato un obiettivo, che può essere costituito da un attacco in corpo a corpo, un’azione di difesa , l’uso di oggetti del proprio inventario o il lancio di incantesimi. Questo stile di gioco è piuttosto peculiare, soprattutto se si è abituati a scontri in tempo reale secondo il modello occidentale, e potrebbe costituire un aspetto di un certo peso nella scelta d’acquisto del titolo. Per l’attacco in corpo a corpo è stato realizzato un sistema denominato Aim Ring, che permette tramite l’uso dei grilletti di stabilire con che grado di precisione si colpisce l’avversario e di determinare il relativo bonus dei danni inflitti. L’utilizzo di oggetti e incantesimi è invece piuttosto semplificato, così come la gestione degli elementi con i quali possiamo realizzare gli anelli magici che ci permettono di ampliare le abilità dei personaggi e rendere più efficaci gli attacchi verso determinati nemici. Gli attacchi magici si basano infatti sui quattro classici elementi quali fuoco, acqua, vento e terra a cui sono associate delle penalità o dei bonus di utilizzo in base al tipo di nemico che si andrà ad attaccare. Ad esempio un nemico elementale del fuoco avrà una minore resistenza verso l'acqua che causerà quindi un danno maggiore, mentre usando un attacco elementale del vento il nostro nemico subirà meno ferite o addirittura potrebbe assorbire i danni subiti trasformandoli in punti-vita.

Anche l’esplorazione del mondo circostante, come accennato in precedenza, è caratterizzata da uno stile abbastanza particolare. La visuale è in terza persona con camera semi-fissa puntata sul personaggio, che permette quindi uno spostamento limitato dell’angolo di visuale. Viene fornita comunque la possibilità di zoom all’interno dell’ambiente, sempre tramite l’ausilio dei grilletti, anche se in alcuni casi la grafica non risulta sempre efficace. Bisogna ammettere ad ogni modo che questo metodo di gestione delle scene non pregiudica mai il gameplay, anche se per certi versi limita il senso di libertà che si prova all’interno del gioco.

ASPETTI TECNICI

A un primo impatto quello che colpisce maggiormente in Lost Odyssey è l’aspetto grafico. La cura per ogni più piccolo dettaglio, la qualità e ricchezza delle texture nonché degli effetti luminosi è qualcosa che lascia a bocca aperta. Le fasi introduttive in Computer Graphic sono assolutamente sbalorditive e costituiscono solo un assaggio di quanto si potrà vedere in seguito.
Sebbene il gioco sia stato sviluppato a partire dal collaudato Unreal Engine 3, l’utilizzo di un elevato numero di poligoni unito ad effetti studiati ad arte, lo collocano in una posizione di prim’ordine nel panorama videoludico delle avventure grafiche.
Il sistema 3D è solido e non mostra alcuna incertezza sia nella gestione del clipping nelle fasi di esplorazione interattiva, che per le cut-scene utilizzate durante i dialoghi tra i personaggi. Se proprio si vuole trovare un difetto va ricercato nel aliasing di alcune ambientazioni, soprattutto se si sfrutta la funzione di zoom della camera.
Una tale magnificenza del comparto grafico non poteva non essere coadiuvata da un sonoro eccellente. Per questo Hironobu Sakaguchi chiama in causa Nobuo Uematsu, anch’egli veterano della serie Final Fantasy e stretto collaboratore dell’autore. Gli effetti sonori sono davvero coinvolgenti e le musiche, soprattutto quelle legate ai sogni del protagonista, esprimono una profonda sensibilità poetica.
Anche i dialoghi tra i personaggi sono realizzati con cura e interamente doppiati in italiano con voci credibili, sebbene in alcune scene risulti evidente una mancanza di sincronia del labiale che si fa perdonare vista la quantità di dialoghi e l'importanza di una localizzazione completa del prodotto.

Una nota di merito va inoltre al sistema di gestione della vibrazione del controller, perfettamente sfruttato per il coinvolgimento del giocatore nell’ambientazione presentata a schermo sia durante i filmati che le fasi interattive.
L'assenza di una modalità di gioco multiplayer, infine, non pregiudica la longevità di Lost Odyssey che può vantare una trama ricca, con un vasto ambiente da esplorare che ci terrà occupati circa 80 ore per il suo completamento.
Tutta questa mole di dati ha richiesto al publisher la realizzazione di un pacchetto di ben quattro DVD, tre relativi al gioco vero e proprio più un disco bonus contenente le tracce musicali. Uno sforzo notevole da parte di Microsoft, che ha probabilmente deciso di conquistare Sakaguchi dandogli non solo carta bianca per la fase di sviluppo, ma assicurandogli pieno supporto nella distribuzione del titolo completo (cosa che non sempre gli è stata garantita da parte di Sony-Square).
Lost Odyssey rappresenta un titolo importante nel panorama dei JRPG, che va ad affiancarsi a Blue Dragon e Eternal Sonata continuando idealmente la saga di Final Fantasy ideata dal suo stesso autore. La qualità realizzativa è eccellente, a conferma della volontà dell'autore e del publisher di creare una pietra miliare all'interno di questo particolare genere. I fan resterranno assolutamente estasiati e il titolo risulta comunque godibile anche a chi si avvicina per la prima volta a questo stile di gioco, presentando loro una storia intensa e coinvolgente. Con Lost Odyssey siamo quindi giunti alla piena maturità dei RGP in stile giapponese sulla console di casa Microsoft, non ci resta che tuffarci in questa avventura e riportare alla mente mille anni di ricordi. Onirico.
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