Recensione PC
Titolo del gioco:
Blackguards 2
Anno di uscita:
2015
Genere:
Strategico-GdR
Sviluppatore:
Daedalic Entertainment
Produttore:
Daedalic Entertainment
Distributore:
Adventure Productions
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
SO: Windows XP/Vista/7 - CPU: 2 Ghz Dual Core - RAM: 4 GB - Scheda Video nVidia GeForce 8600 GT o ATI Radeon HD 2600 XT - DirectX Versione 9.0c - 20GB di spazio libero su Hard Disk
  • Potenti magie.
  • Ambientazioni fantasy.
  • Combattimenti a turni.
  • Nemici da combattere.
  • Dungeon da superare.
  • Molteplici nemici.
  • Magia e potenzialità in combattimento.
  • Abilità e potenziamenti.
  • Effetti delle magie.
  • Armi potenziate.
  • Ambientazioni variegate e molteplici.
  • Ricerca e combattimento.
  • Livelli da superare.
  • Compagnia di eroi.
  • Inventario ed equipaggiamento.
Redattore:  Evelina 'Vestalia' Montano                        Pubblicato il:  27/04/2015
Dopo un anno ritroviamo Daedalic Entertainment alle prese con un sequel. Un vero mix di gioco di ruolo e strategico a turni, ma sicuramente fantasy dark mutuata dall’universo e dalle regole di The Dark Eye.
Per Blackguards 2 Daedalic Entertainment ha decisamente snellito e facilitato diversi elementi di gioco, implementando la componente gestionale che mantiene il gameplay su livelli altissimi.

Ringraziando Adventure Productions per averci fornito il gioco, ci apprestiamo a tornare nel mondo di Blackguards.

LA PAZZIA DI CASSIA

Cassia, la nostra protagonista del gioco è un personaggio sui generis, molto lontano da qualsiasi standard fantasy.
Rapita e imprigionata in un dungeon senza conoscerne il motivo, la povera sventurata trascorre quattro anni in prigionia uscendone pazza e sfigurata in volto per il veleno di alcuni ragni che ha cercato inutilmente di combattere.
Quando ritrova finalmente la via di uscita (dopo un lungo tutorial), Cassia giura eterna vendetta contro chi l’ha fatta rinchiudere (il tiranno Marwan) e inizia una lunga missione per conquistare la città di Mengbilla, la capitale del regno.

La prima parte è caratterizzata in maniera pregnante da dialoghi con riferimenti a nomi, fatti e luoghi che non diranno nulla a chi per la prima volta entra in questo mondo, e anche i tre personaggi che andranno a formare la compagnia (Takate, Zurbaran e Naurim) provengono dal primo Blackguards. Sempre la prima parte del gioco a livello narrativo potrebbe risultare un po’ noiosa per i neofiti, ma, per fortuna dopo il tutorial, e con l’avvio delle prime missioni, il gioco si dipana in una trama ben costruita tra dialoghi scritti con talento, situazioni difficili e problematiche da risolvere, causate soprattutto dallo stato di pazzia di Cassia.

PIU' SEMPLICE RISPETTO AL PRIMO, MA SEMPRE IMPEGNATIVO

La seconda release del gioco, come del resto in Blackguards, è caratterizzata da una semplificazione del sistema di skill e potenziamenti dei personaggi. Infatti, i nostri eroi, non salgono di livello, ma guadagnano punti esperienza che possono utilizzare per implementare abilità o potenziamenti in ben cinque categorie dopo ogni combattimento vinto.
I potenziamenti sono diversi: le armi in possesso, le abilità generali, gli incantesimi, le mosse speciali e le abilità passive.
La quantità di elementi su cui intervenire rimane notevole e comporta una certa difficoltà nel gestire il tutto, ma il lato positivo di tutto questo è che non esisteno classi, si possono comporre compagnie di eroi in maniera assolutamente libera, ad esempio 4 eroi con le stesse caratteristiche o profondamente diversi tra loro.


RITORNANO GLI ESAGONI

La caratteristica peculiare del gioco è il combattimento a turni
, caratterizzato dai classici esagoni e da novità rispetto a Blackguards.

Gli ambienti di gioco e i dungeon sono decisamente più curati, ampi e arricchiti da elementi interattivi come ponti, trappole, oggetti da rompere e interruttori da attivare, anche la percentuale di riuscita di una magia è più credibile (prima falliva addirittura un attacco su due).
Ciò non significa che la vita dei nostri eroi sia più semplice in Blackguards 2, infatti se i primi combattimenti non richiedono particolari doti tattiche, andando avanti nel gioco, saranno sempre piu’ indispensabili azioni come il posizionamento iniziale dei personaggi, la scelta degli attacchi ad un particolare nemico e le abilità curative.

Durante i combattimenti non è possibile effettuare l’azione di salvataggio e per questo si sarà costretti al classico “trial & error" per avere la meglio sui nemici e proseguire con il gioco. La telecamera zoomabile, ma non ruotabile, può creare dei problemi nelle arene di combattimento con più elementi architettonici, che spesso diventano ostacoli insuperabili per visualizzare parti dell’ambientazione.

Blackguards 2 non delude per longevità, offrendo circa una ventina di ore distribuite tra combattimenti, missioni secondarie, compravendita di armi e oggetti nelle città sparse per la mappa e altri elementi gestionali, in particolare alla difesa delle città conquistate (e all’addestramento dei mercenari, aggiunte che aumentano certamente il dinamismo del gioco ma che non sono state inserite nel migliore dei modi, soprattutto se si considera l’apprendimento finale dei personaggi).

Il punto debole del gioco è la grafica, infatti non si nota nessun miglioramento rispetto al predecessore, sia per un aspetto poco curato dei personaggi che dei nemici e degli intermezzi.

Blackguards 2 è decisamente un sequel ben riuscito e superiore al primo capitolo.

Piu’ ordinato e semplice nella sua giocabilità, più dinamico nel gameplay, più ricco di elementi gestionali, più entusiasmante nei combattimenti. Un mix tra GdR e strategico a turni dotato anche di una componente narrativa e di una buona ambientazione, che però paga una non ottima calibrazione della difficoltà e scontri e un comparto grafico sotto tono.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE