Recensione PC
Titolo del gioco:
Colin McRae Dirt 2
Anno di uscita:
2009
Genere:
simulazione di guida
Sviluppatore:
Codemasters
Produttore:
Codemasters
Distributore:
Leader
Multiplayer:
lan, internet
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
CPU: dual core 2,4GHz (quad core), RAM: 2GB, SCHEDA VIDEO: radeon HD4xxx / nvidia 8800, SPAZIO DU DISCO: 10GB
  • Ad ogni menù è associata una certa area del paddock o del nostro caravan: il tutto però risulta un pò dispersivo
  • La schermata per l'acquisto delle auto: per ognuna di esse sono indicati i parametri essenziali
  • La buona vecchia Subaru Impreza: imparerete presto ad amarla nonostante il modello più recente
  • Non solo le piste, ma anch il contesto in cui si colloca il circuito è molto curato
  • La schermata che ci dà il benvenuto in una nuova località
  • Eccoci allineati per la partenza: pronti...VIA!
  • Primi al traguardo!
  • Ci sonon anche dei tratti in asfalto: attenzione a non trascurare l'aderenza!
  • Ci sono anche gare in notturna e...buon atterraggio!
  • Testa a testa a sportellate: saranno scene che vedrete spesso
  • Signorina non spinga! Resti pure dietro...
  • Anche qui come in GRID è possibile utilizzare la modalità flashback: ecco una delle immagini presentate poco prima di riprendere il volante
  • Pronti via e scatta subito la bagarre
Redattore:  Simone Maria '7ornado' Fumagalli                        Pubblicato il:  28/01/2010
L’esperienza rally a 360° finalmente sui nostri monitor!
Dalla prima incarnazione di Colin McRae Rally DIRT ne è passata di acqua sotto i ponti e nel frattempo Codemasters se n’era uscita con quel Race Driver GRID (che ha fatto gridare al miracolo) e se la gioca ancora oggi per il trono dei giochi di guida con titoli ben più recenti. Ma i tempi sono maturi e finalmente abbiamo potuto provare il tanto atteso secondo capitolo della serie DIRT: allacciate bene casco e cinture, mettete la prima e lanciamoci alla scoperta di questo titolo che ha parecchie cose da dire e farà sicuramente impallidire la concorrenza.

NO MUD, NO GLORY
Come avrete già capito niente gare su circuiti cittadini, autodromi o più in generale asfalto: si corre solo su sterrato. Una limitazione alle potenzialità del titolo? Niente affatto, anzi, DIRT 2 si potrebbe definire “gigantesco” per la longevità e le possibilità che offre a noi giocatori.
La “trama”, se così si può definire, ci vede nei panni di un pilota novello che approda nel circuito professionistico delle gare off-road. Per farci un nome dovremo cominciare a vincere i vari eventi organizzati nelle prime location disponibili (Londra, Croazia e Bassa California) e cominciare ad accumulare punti esperienza (ebbene si, anche qui…) per scalare i 3 livelli della classifica (rookie, pro e all star) e per poter accedere ad altri eventi più importanti organizzati un po’ in tutto il mondo: dal Giappone al Marocco, da Los Angeles alla Malesia. Man mano che avanzeremo nella nostra carriera avremo modo di conoscere diversi piloti professionisti realmente esistenti (Travis Pastrana vi dice niente?) e ci sarà anche la possibilità di farseli amici.
Con le vittorie o i piazzamenti ottenuti andremo anche ad accumulare una certa somma di denaro, che andrà poi investito nell’acquisto di vetture per poter partecipare alle varie specialità o al potenziamento delle stesse per renderle competitive in più d’una categoria (ad esempio sia nel rally cross che nel rally classico che tutti conosciamo).
Oltre a soldi e punti esperienza, verremo anche ricompensati con gadget, clacson e livree personalizzate per i nostri mezzi; personalmente li ritengo un orpello estetico decisamente inutile e avrei preferito, come vi spiegherò più avanti, mettere le mani su qualcos’altro...

GUARDA MAMMA COME MI DIVERTO
Abbiamo detto che si correrà sempre su sterrato. Bene. Se pensate che alla lunga stanchi avete pensato male: ci sono una decina di diverse tipologie di gare e chiaramente alcune potranno piacere, altre no; in ogni caso abbiamo a disposizione una bella scelta e soprattutto non sarà necessario completarle tutte per accedere agli eventi più “in”. L’importante come già detto è accumulare punti esperienza, per cui ci si può concentrare su quelle dove ci si sente più forti o ci si diverte di più.
Oltre al classico immancabile rally (ma a parer mio un po’ trascurato in un titolo che porta il nome di un grande campione di questa specialità NdR) con la stessa auto possiamo affrontare altre 3 specialità: il rally cross, disputato su un circuito breve e impegnativo, da ripetere più volte e contro 7 avversari; il battistrada, una specie di gara di granturismo lungo un tracciato meno impegnativo ma più lungo rispetto al rally; abbiamo infine il gate-crasher, disputata sugli stessi tracciati del rally con l’obbligo di abbattere tutte le “porte” che si trovano lungo la traiettoria ideale del percorso pena una penalità aggiunta al tempo totale di percorrenza.

Con i SUV e con delle jeep più o meno estreme, invece, si può prendere parte alle gare di landrush e raid: anche queste diversificate in base al fatto di gareggiare su un circuito, particolarmente ricco di salti, o da un punto di partenza ad uno di arrivo.
Oltre a queste si aggiungono le sfide a tempo che ci vengono lanciate dai piloti professionisti, le sfide all’ultimo uomo (allo scadere del timeout prefissato l’ultimo viene eliminato) e quelle di dominio, dove vince chi fa più punti in base ai tempi fatti segnare nei vari parziali.
Ultima chicca è la possibilità di fare delle gare in coppia con altri piloti, gareggiando su circuiti: potremo scegliere con chi formare un team tra quelli che hanno un atteggiamento di amicizia nei nostri confronti. Come in un vero gran premio vengono assegnati dei punti in base alla posizione di arrivo, ma l’importante è che alla fine dell’evento (in genere 2 o 3 gare) vinca il team. Volendo si può anche fare un certo gioco di squadra, nonostante l’intelligenza artificiale del nostro compagno non brilli per perspicacia. La musica invece cambia quando si corre individualmente: in questo caso i nostri avversari sono più intraprendenti, azzardano sorpassi anche piuttosto rischiosi e difendono la loro posizione, ma quando sono sotto pressione commettono degli errori.

E’ TEMPO DI COMPRARSI UN NUOVO BOLIDE
A differenza di un gioco di rally, come possono essere i vecchi Colin MCRae, qui i veicoli a disposizioni sono parecchi: tra auto, SUV e jeep arriviamo quasi a una trentina di modelli.
Per quanto riguarda le ultime due categorie niente da dire, praticamente c’è il meglio che offre il mercato ma poter scegliere la BMW Z4 per correre un rally è un po’ troppo…strano. E non è l’unica auto “fuori dal coro”. Inoltre pare che questi bolidi non rispecchino le caratteristiche delle controparti reali, ma questa cosa potrà essere notata solo da veri smanettoni.

Per fortuna le poche ma buone regolazioni incidono in maniera evidente sul comportamento delle vetture: nonostante la sterile schermata che permette le regolazioni di base, è possibile gestire il comportamento del mezzo sulla strada anche variando di un solo step un certo valore.
Per quanto riguarda l’aspetto grafico, con le livree che ci guadagneremo e potremo modificare l’aspetto dei nostri mezzi, ma niente di più di un semplice “applica la decorazione”, quindi scordatevi rifiniture al dettaglio come nei vari NFS underground.
Passiamo a un aspetto molto importante, specialmente in queste specialità dove la possibilità di sbagliare una curva o finire a sportellate è alta: il modello dei danni.
Come per la bravura dei piloti, anche questo varia e diventa più severo e realistico all’aumentare del livello di difficoltà. Chiaramente anche ai livelli più bassi un frontale a velocità sostenuta contro un ostacolo ci costringerà al ritiro, ma ai livelli più alti si ha un grado di realismo maggiore e anche un atterraggio poco consono dopo un salto può avere conseguenze poco piacevoli. Visivamente i danni alla vettura sono ben realizzati: ammaccature, parti che prima penzolano e poi si staccano diventando detriti sul tracciato, parabrezza crepati, vernice che si scrosta, ruote che si stortano: vi ho fatto venire l’acquolina in bocca?

QUALE DIRECTX?
Sin dai primi momenti, da quando veniamo catapultati nel nostro caravan virtuale che fa da menù tridimensionale (piuttosto dispersivo per la verità), DIRT 2 stupisce per la grafica curata e pulita. In gara poi è assolutamente la gioia per i nostri occhi: ambiente ricco e dettagliato, paesaggi mozzafiato (quelli in Cina e in Malesia su tutti), pubblico ben realizzato e con buone animazioni, modelli delle auto fedeli ai modelli reali, spettacolare gestione degli effetti di luce, sporco e danni visivi dell’auto... Insomma, non manca niente.
Il gioco supporta appieno le nuove directx11 di Microsoft e tutti i nuovi effetti che mettono a disposizione. Purtroppo però abbiamo potuto provare il gioco con una ATI HD4890 su windows 7 in directx 10 e con una HD4850 su windows XP in directx 9. Nonostante la differenza di prestazioni tra le 2 schede, a video non si notava alcuna differenza tangibile e anche confrontando gli screenshots che potete vedere con altri realizzati in directx 11 disseminati ovunque in rete, non noterete differenze che faranno gridare al miracolo.

È tutta una banfa quindi? Assolutamente no, solo il motore del gioco è troppo acerbo per sfruttare appieno le ultime librerie grafiche di Microsoft. Per il resto mantiene framerate costanti (60fps) anche nelle scene più concitate, e alla risoluzione di 1680x1050 scala molto bene e gira in maniera più che buona anche su macchine non certo all’avanguardia. Quindi non fatevi spaventare: nonostante la “mossa pubblicitaria” del supporto a DirectX 11, non serve un server della NASA per poterci giocare decentemente...
Due parole per quel che riguarda il sonoro: molto convincente, specialmente per quanto riguarda le musiche di accompagnamento nei menù e in gara, particolarmente azzeccate per lo stile freestyle dell’ambiente in cui si muoverà il nostro alter ego. Anche il rumore dei motori è ben realizzato ed è possibile distinguere molte auto dal "ruggito" che proviene dal loro cofano.

Vi state chiedendo a questo punto se pensiamo che Dirt 2 sia il gioco di auto definitivo? Per saperlo, non vi resta che leggere il commento finale…
Nonostante i tanti pregi, DIRT 2 non è esente da difetti: i dialoghi dei vari personaggi troppo uguali tra loro a livello di contenuti e di tono vocale; la fisica degli urti con le protezioni a bordo pista a mò di flipper; i pochi tracciati effettivi che sembrano di più per il fatto che si percorrono anche in senso inverso o solo in parte; la ripetitività dei vari eventi poche volte inframmezzati da gare a tema.
In ogni caso non sono problemi che vanno a minare la bontà del titolo, che si conferma tranquillamente degno erede di GRID e ottimo prodotto di guida arcade, tendente a una simulazione per niente proibitiva anche per i meno smaliziati al volante.
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