Recensione PC
Titolo del gioco:
Rise of the Tomb Raider
Anno di uscita:
2016
Genere:
Azione / Avventura
Sviluppatore:
Crystal Dynamics
Produttore:
Square Enix
Distributore:
Koch Media Italia
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 7 64bit - CPU: Intel Core i3-2100 o equivalente AMD - Memoria: 6 GB di RAM Scheda Video: NVIDIA GTX 650 2 GB o AMD HD 7770 2 GB - DirectX: Versione 11 - Hard Disk: 25 GB di spazio libero - Prezzo: €49,99
  • Dal menu iniziale possiamo scegliere se iniziare una nuova partita oppure affrontare una delle spedizioni.
  • Lara e Jonah sotto la neve. Il livello di dettaglio è impressionante.
  • La parte iniziale del gioco oltre che a fungere da tutorial, serve anche a farci cadere la mascella dallo stupore.
  • La nostra Lara, disperata, mentre discute con Ana, vecchia compagna di suo padre.
  • Qua si deve scegliere fra arrampicarsi e gustarsi lo splendido tramonto.
  • Da notare come il sudore sulla pelle di Lara rifletta anche la luce.
  • Questo tipo di equilibrismi non ricorda Prince of Persia? Certo che sì...
  • Ogni schermata è uno spettacolo. Graficamente ROTTR è semplicemente stupendo.
  • Gli affreschi sui muri nascondono tantissimi indizi...a volte rivelano dove si trovano le tombe nascoste
  • Il gioco ci dice cosa fare...meglio non sbagliare mira
  • Eccoci arrivati...ora non ci resta che salire fin lassù
  • I membri della Trinità sono arrivati...e non vanno tanto per il sottile....
  • ...ma noi non ci facciamo di certo intimidire...
  • La nostra Lara sprofonda nella neve...Un effetto stupendo !
  • Ogni locazione va ben studiata per capire cosa bisogna fare.
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  26/02/2016
Alla ricerca della Sorgente Divina in compagnia di Lara Croft, piu' bella che mai.
È passato un anno dagli eventi narrati in Tomb Raider uscito nel 2013 con lo scopo di riproporre Lara Croft al grande pubblico dopo qualche tempo di assenza dagli schermi. In realtà gli sviluppatori di Crystal Dynamics avevano in mente un vero e proprio reboot del personaggio che, nel corso di tanti anni, ha seguito l'evoluzione tecnologica di PC e console.

Il primo episodio della serie infatti risale al 1996 quandi uscì per Sega Saturn, Sony Playstation e PC (io lo completai nel gennaio del '97, quasi due mesi dopo la sua uscita... su MS-DOS! -NdCJ): la Lara di allora era indubbiamente molto "pixellosa" con curve tutt'altro che morbide e una definizione che oggi non farebbe di certo gridare al miracolo (allora erano i tempi delle schede acceleratrici, prima fra tutte la Voodoo 3Dfx -NdCJ), eppure fu un successo fin da subito, grazie ad un gameplay in grado di offrire azione ed esplorazione, alla novità della protagonista femminile e, indubbiamente, a un ottimo lavoro dei programmatori (quel Core Design già artefice dei due celeberrimi Rick Dangerous, e oggi non più esistente, assorbito dalla Rebellion nel 2006 -NdCJ).

Da allora l'archeologa Lara Croft è stata protagonista di tantissimi videogiochi, diventando un'icona al punto da approdare all'industria cinematografica (grazie alla splendida Angelina Jolie) e da sentirsi dedicare una canzone al festival di Sanremo (Eugenio Finardi con Amami Lara nel 1999...NdR) (e una divertente parodia da parte di Sabrina Impacciatore -NdCJ). Di conseguenza Tomb Raider è una serie che vanta milioni di appassionati in tutto il mondo e quindi terreno fertile per lo sviluppo videoludico.

Nel corso degli anni, di pari passo con il progresso delle risorse hardware, le curve della Croft si sono sempre più arrotondate, fino all'episodio del 2013 in grado di offrirci una Lara davvero stupenda sotto ogni aspetto.

I "nuovi inizi" di solito riscrivono la storia del personaggio, per proporla al pubblico in un modo diverso, più strutturato e comunque che permetta poi ulteriori sviluppi: è il caso ad esempio del film Batman Begins che, oltre ad aver fatto breccia sulla storia passata dell'Uomo Pipistrello, ha permesso poi la costruzione di altri due capitoli a completamento di una trilogia dedicata al Cavaliere Oscuro (lo stesso dicasi per i vari Star Trek, Il pianeta delle scimmie ecc. ecc. -NdCJ)

In Tomb Raider tuttavia la riscrittura della personalità di Lara è riuscita solo a metà: chi ha giocato quel capitolo infatti, ricorderà come ci si trovasse di fronte a una Lara ora coraggiosa e possente, ora fragilissima e piagnucolona, al punto da far storcere il naso a chi, appassionato dell'eroina archeologa da tanti anni, l'ha sempre vista come una donna coraggiosa e ai limiti dell'imbattibile.

Il tentativo di umanizzazione della Croft quindi è riuscito solo in parte ma, fortunatamente, in Rise of the Tomb Raider il problema non si pone: adesso che la storia è andata avanti ci si trova una Lara vecchio stampo, con la giusta umanizzazione, ma comunque fiera e determinata e soprattutto scevra da piagnistei di ogni genere.

IN GIRO PER IL MONDO...

Lara si lancia alla ricerca della sorgente divina in grado di offrire al suo scopritore l'eterna giovinezza: una mania che ha sempre attratto l'uomo nel corso della storia, a partire dal Sacro Graal e che l'industria cinematografica ci ha narrato in tutte le salse possibili con pellicole spesso davvero interessanti. Come se non bastasse, proprio il padre di Lara si lanciò in passato alla ricerca della fonte, non riuscendo a trovarla e perdendosi inesorabilmente fino a subire un'involuzione psicologica che poi l'avrebbe condotto al suicidio.

Lara Croft quindi decide di lanciarsi nell'impresa malgrado gli avvertimenti dei suoi amici fra i quali la stessa Ana, compagna del defunto padre. Con l'aiuto dell'amico Jonah inizia una caccia al tesoro che, come ogni avventura che si rispetti, condurrà Lara in Siberia, ma anche in Siria e in tanti altri posti, alternati fra loro da continui flashback che ci porteranno avanti e indietro nel tempo, tra la ricerca attuale di Lara e eventi passati.

Durante il suo percorso Lara farà la conoscenza della Trinità, un'organizzazione di fanatici religiosi che naturalmente ha lo stesso suo obiettivo e farà di tutto per ostacolarla. Eroi e antieroi si incontreranno sulla Tomba del Profeta presente in Siria e rinvenuta già vuota dalla nostra splendida archeologa: da quel momento le due fazioni si scontreranno un'infinità di volte nel tentativo di prevalere l'uno sull'altro.

All'inizio del gioco ci si trova ai piedi di un monte innevato tutto da scalare: questa fase rappresenta un prologo alla trama e un tutorial per istruire il giocatore ai comandi ma, allo stesso tempo, presenta Rise of The Tomb Raider in tutto il suo splendore, con un comparto grafico davvero stratosferico, caratterizzato da un bellissimo effetto neve, da pareti di ghiaccio che crollano, salti e voli degni del miglior Prince of Persia (cioè quello del 1989? -NdCJ), per non parlare degli altri effetti atmosferici, molto realistici.


UN GAMEPLAY MIGLIORATO?

La meccanica di gioco di Rise of the Tomb Raider risulta indubbiamente migliorata rispetto all'episodio precedente, anche se alcune lacune del gioco di tre anni fa le ritroviamo ancora adesso. Ad esempio l'intelligenza artificiale risulta lacunosa in alcune situazioni di gioco, come negli scontri ravvicinati dove i nemici fanno poco per non farsi colpire, mentre fa il suo dovere quando i cattivi sono a distanza e fanno di tutto per stanarci dal nostro nascondiglio. È molto facile a volte aver ragione dei nostri avversari, mentre in altre situazioni sembra quasi impossibile.

Per fortuna la fase stealth nel gioco è adesso molto più presente: possiamo ripararci in mezzo all'erba, distrarre le ronde nemiche, colpire di sorpresa i nostri avversari e molto altro.

Inoltre in questo nuovo gioco, la caccia e l'esplorazione delle tombe hanno un ruolo più importante: adesso la nostra Lara dovrà raccogliere legna, foglie, tessuti, pelli di animali da utilizzare per costruire granate o bottiglie molotov oppure per curarsi (in perfetto stile Far Cry ...NdR).
LA LOTTA CONTRO I FOTOGRAMMI AL SECONDO

Se i requisiti minimi del gioco fanno un po' storcere il naso, quelli consigliati sono quasi un pugno nello stomaco. Per godere appieno di tutte le prelibatezze del gioco Crystal Dynamics infatti ci viene richiesto un sistema composto da: CPU: Intel Core i7 3770K - Scheda video: Nvidia GeForce GTX 980 Ti per i 1440p, Nvidia GeForce GTX 970 per i 1080p - Memoria: 8 GB di RAM - Hard disk: 25 GB di spazio richiesto - Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit . Non proprio bruscolini. Altrimenti si rende necessaria una vera e propria "lotta" con i parametri di gioco nel tentativo di far salire i fotogrammi per secondo a un livello ragionevole, quanto meno sufficiente per poterlo giocare.

In redazione abbiamo provato il gioco con un sistema dotato di Intel Core i7 950, 6 GB di RAM e una Nvidia GTX 560 che sta al di sotto dei requisiti minimi richiesti. Uno dei primi effetti da ritoccare è il Purehair che si occupa del realismo dei capelli di Lara e va disabilitato completamente per recuperare un minimo di velocità. È stato necessario poi intervenire sul livello delle ombre, da settare indubbiamente su "medio"; in questo modo siamo arrivati ai 25 FPS con un paio di situazioni di lag piuttosto pesanti e cadute di frequenza in un filmato intermedio. Uno dei valori fondamentali da ritoccare riguarda l'antialiasing: se al parametro FXAA si possono tenere quasi tutti i dettagli su "molto alto", scendendo al SSAA 2x bisognerà ritoccare i valori ad "alto", mentre optando per il SSAA 4x bisognerà impostare il tutto su "medio". Vista la scheda a nostra disposizione, è stata questa la scelta fondamentale per la quale abbiamo optato, con un risultato visivo davvero poco confortevole.

Stranamente, durante le nostre prove, il programma GeForce Experience si è rifiutato di riconoscere automaticamente il gioco e consigliarci le impostazioni ottimali, quindi abbiamo dovuto fare da soli, probabilmente perché la nostra scheda - che comunque se l'è cavata degnamente con tutti gli altri giochi attuali - non rientra neanche fra i requisiti minimi.

C'è quindi da perdere un po' di tempo per trovare la giusta configurazione, anche perché i valori sui quali intervenire sono davvero tanti. In rete, fortunatamente, ci sono un sacco di guide disponibili per dare una mano

La nostra eroina ha tre rami di abilità tutti da espandere per migliorare le proprie azioni, con un sistema di crescita che funziona davvero bene. Basti pensare che man mano che Lara leggerà le iscrizioni sui muri, il suo livello di comprensione delle lingue antiche aumenterà permettendole di decifrare testi sempre più ardui. Oltre alle mappe molto grandi, in grado di offrire delle vere e proprie sezioni di libera esplorazione, i programmatori hanno voluto deliziarci con l'aggiunta di tantissime missioni secondarie e soprattutto con le tombe. Alcune di queste sono davvero difficili da trovare e, una volta localizzate, richiedono la risoluzione di particolari enigmi per i quali non è d'aiuto nemmeno l'istinto di Lara.

Durante il gioco infatti, basterà premere il tasto per attivare una sorta di modalità istinto che ci evidenzierà tutti i punti "interessanti" di una locazione. Questa continua alternanza fra azione ed esplorazione è ben presentata durante il gioco, al punto che ci troveremo quasi senza accorgercene a guardare a fondo ogni stanza per trovare indizi utili, senza che questo spezzi più di tanto il ritmo.

Tutte queste aggiunte, non necessarie per il completamento della storia principale (a parte la prima tomba), arricchiscono in maniera esponenziale il gioco, innalzando il tempo di completamento dalle 10 ore a un tempo più che raddoppiato. Il livello di difficoltà infatti non è insormontabile e quindi la campagna principale si completa senza troppi problemi. C'è la possibilità - grazie alle Spedizioni, alle quali si può accedere dal menu principale - di ritornare sui propri passi una volta acquisite abilità maggiori, per trovare quegli oggetti che ci erano sfuggiti durante il primo passaggio oppure di affrontare altri compiti ancora.

UN COMPARTO TECNICO DA URLO

La versione PC, giunta dopo due mesi dall'uscita sul mercato della corrispondente per Xbox One e in anticipo su quella per PS4 che vedrà la luce entro la fine dell'anno, si presenta come la migliore di tutte sotto il punto di vista tecnico.

Adesso siamo passati dai 30 ai 60 fotogrammi per secondo, con un dettaglio in Full HD in grado di far sgranare gli occhi a chiunque. Basta provare il gioco per un minimo di tempo per rendersi conto del livello raggiunto dagli sviluppatori. I capelli di Lara si muovono in modo più che realistico, grazie alla citata tecnologia Purehair che dedica parte del motore grafico esclusivamente ai movimenti del cuoio capelluto di Lara. Inoltre luci ed ombre sono realizzate in modo impeccabile, tanto da regalarci scenari belli come cartoline e un realismo forse mai visto finora. Ottimo il comparto audio con un doppiaggio ben realizzato e un sincronismo con il labiale semplicemente perfetto.

Rise of the Tomb Raider fa di grafica e animazione il suo punto di forza con una spettacolarità parecchio coinvolgente e con dei filmati di intermezzo che raramente si distinguono dall'azione vera e propria.

Naturalmente (vedi box a lato) c'è l'altro lato della medaglia: tanto ben di Dio necessita di un sistema di fascia alta per poter girare senza problemi. Basti guardare i requisiti minimi richiesti per rendersi conto che metà della popolazione dotata di un PC da "gioco medio" è tagliata fuori in partenza. Fermo restando che chi già dispone di una piattaforma all'ultimo grido non si pone il problema, per tutti gli altri viene da chiedersi se vale la pena investire su un PC talmente performante oppure se non sia meglio puntare su una console.

La versione Xbox One non raggiunge i 60 FPS (e sicuramente non ci riuscirà neppure la PS4) e il livello di dettaglio è sicuramente inferiore alla versione PC, però è altrettanto vero che basta inserire il disco e giocare senza troppi patemi.

Nella versione PC, salvo che ci si possa permettere una GTX 970 (consigliata dagli sviluppatori per godere di tutti gli effetti al massimo) del costo superiore ai 300 euro, bisogna districarsi fra tutta una serie di impostazioni grafiche da regolare per far salire la frequenza dei fotogrammi avendo in uso una scheda video di fascia più bassa (vedi sempre il box). Di conseguenza Rise of the Tomb Raider si presenta come un ottimo gioco, davvero spettacolare e in grado di offrire tantissimo divertimento, a patto però di fare i conti con le risorse hardware che richiede e che bisogna ovviamente valutare prima dell'acquisto. Naturalmente il voto finale non può non tener conto di questa valutazione, dal momento che stiamo parlando di buona parte degli utenti e di un aggiornamento di non poco conto, di una spesa davvero importante e che può non riguardare la sola scheda video.

Se invece ci si trova a possedere un PC di fascia media e si possiede una console next-gen, allora può essere indicato orientarsi verso quest'ultima piattaforma anche per evitare un aggiornamento del PC che, lo ripetiamo, potrebbe rivelarsi molto (anche troppo) oneroso.

Modus Operandi: abbiamo potuto intraprendere le pericolose avventure di Lara avventurandoci tra i vari settaggi grafici grazie ad un codice steam datoci da Koch Media Italia.

Rise of The Tomb Raider è un bel gioco, favoloso da vedere e con una spettacolarità grafica mai vista finora. Ottimo anche il comparto audio e, tutto sommato, anche il gameplay che presenta solo pochi sopportabili difetti. Tanta grazia però ha un costo: è richiesto un sistema davvero performante e comunque di fascia alta per godersi appieno il gioco, altrimenti toccherà ridurre i vari livelli di dettaglio al punto da perdersi quella differenza grafica che pone la versione PC un gradino al di sopra rispetto alle versioni per console.

Il consiglio è quindi quello di valutare bene i requisiti richiesti dal gioco prima di decidere se procedere all'acquisto oppure se optare per un'altra versione di quello che, a conti fatti, è un gioco davvero spettacolare.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE